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Aristotele

Appunti di storia della filosofia antica su Aristotele basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Liboni dell’università degli Studi di Ferrara - Unife, facoltà di lettere e filosofia, Corso di laurea in scienze filosofiche e dell'educazione. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Storia della filosofia medievale docente Prof. S. Vecchio

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FISICA: Per Aristotele la fisica punta ad individuare dei determinati procedimenti di movimento, dovrà trattare

dell'atto e della potenza, movimenti applicati alle diverse sostanze. All'interno della fisica si sviluppano diverse aree a

seconda dei movimenti delle sostanze, tenendo conto che i principi sono sempre gli stessi (potenza,atto, privazione

della forma, materia, forma)

La prima tratta dei movimenti dei corpi celesti perfetti, cioè quelli che si svolgono al di sopra del cielo e della luna

(ASTRONOMIA), consiste nel definire le leggi che regolano i movimenti.

La seconda tratta dei movimenti dei corpi che si svolgono sotto alla luna (METEOROLOGIA), consiste nello spiegare

come si verifica i movimenti dei corpi celesti sublunari

La terza è la scienza del vivente (BIOLOGIA) che si divide in : BOTANICA, ZOOLOGIA, PSICOLOGIA. Cos'è il vivente? è

sostanza con il movimento interno. La materia è la corporeità e la forma è l'anima. La Psicologia riguarda soltanto gli

elementi che si muovono ed hanno in se la potenza del movimento.

L'anima non sussiste senza corpo, ciò che sussiste è il sinolo con il corpo.

DE ANIMA: l'opera è suddivisa in 3 libri, il primo tratta della dottrina dell'anima dei filosofi precedenti a lui e Aristotele

farà una critica alla concezione di anima dei predecessori. Nel secondo da più definizioni di ANIMA, per trovare il

concetto più generale possibile.

nella prima parte spiega le tre definizioni di sostanza ( materia, forma ( specie), sinolo ), spiega ogni tipo di

mutamento, fa una distinzione tra corpi viventi e non. Da qui da la definizione di vita come la capacità di nutrirsi da sé,

di crescere e di deperire. Corpi viventi sono quelli che si accrescono da soli, e dunque è in relazione a questi che ci

poniamo il problema dell'anima.

Definizione anima:

1. Non è il corpo, ma è la FORMA e quindi ATTO del corpo naturale che ha la vita in potenza ( principio del

movimento e della quiete). Ma tale corpo è ciò che è dotato di organi (organon, strumenti di cui il corpo è

dotato naturalmente), i quali hanno ognuno una specificità che caratterizza la sostanza di ogni organo.

L'anima quindi tiene insieme ogni organo. Conclusione : l'anima pur non essendo identificabile con il corpo,

non può essere separata dal corpo, perché se l'anima è separata del corpo nessuno dei due esisterebbero in

quanto l'anima non può permanere al di fuori del corpo. A differenza della concezione di Platone, per

Aristotele i corpi non sono interscambiabile. L'anima sussiste in un determinato corpo quando si rompe il

sinolo, il corpo si degrada e l'anima si dissolve, non esiste più.

2. Aristotele inizia la seconda definizione di anima, con i vari modi di intendere la parola vita. Per parlare di vita

bisogna essere in presenza di queste caratteristiche: intelletto, sensazione e percezione, movimento,

nutrizione/crescita. Se non abbiamo almeno una di queste facoltà non siamo in presenza di un essere

vivente. Quindi sia uomini, animali e piante hanno la vita, perciò hanno l'anima. Il livello più basso dell'anima

è la nutrizione e l'accrescimento,perché è l'unica capacità che può sussistere da sola, ed è da qui che

dobbiamo partire per costruire una scala crescente di capacità inerenti all'anima. Aristotele ha costruito una

gerarchia delle anime : Anima vegetativa (propria delle piante, ma insita anche negli animali e negli uomini,

e caratterizzata dal nutrimento e dell'accrescimenti); Anima sensitiva (propria degli animali e degli uomini e

data dalla sensazione) ; Anima intellettiva (propria degli uomini). Il problema fondamentale per Aristotele è

dove si trovano le 3 anime, se sono separabili o sono parti di una stessa anima, risponde che se l'anima è

forma allora copre tutto il corpo. Conclusione: tutti gli esseri animati hanno un'anima, esiste una gerarchia

stabilita delle anime, anima assume come forma le funzioni di uno specifico corpo e ogni anima acquisisce le

caratteristi delle anime di cui è composta. Aristotele tratta, poi, delle varie facoltà insite in ogni tipologia di

anima : Alle piante appartiene solo la facoltà nutritiva. L'anima sensitiva è caratterizzata da i 5 sensi, o

almeno uno. Il tatto,è l'unico senso che hanno tutti gli animali,è il livello zero della percezione, il quale da la

sensazione primaria (piacere o dolore) che porta al desiderio. La vita psichica diventa molto più complicata di

quella delle piante. L'anima sensitiva ha in potenza tutti gli oggetti che possiamo percepire con i sensi.

Oltre alla facoltà sensitiva negli animali vi sono altre facoltà, che in ordine gerarchico dividono gli esseri viventi:

Facoltà nutritiva (facoltà basilare), punto di distinzione tra piante e animali ; Facoltà sensitiva e appetitiva ( facoltà

animali basilari); Facoltà locomotoria; Facoltà razionale.

Come avviene la percezione sensibile ? Secondo Aristotele consiste in un meccanismo dove l'organo di senso è

passivo, cioè recepisce l'azione dell'oggetto esterno e quindi l'anima si trasforma nella sensazione che percepisce

(passa dalla potenza all'atto). Anche gli organi hanno una gerarchia, determinata dalla maggiore o minore distanza tra

l'organo di senso e l'oggetto percepito : Tatto (direttamente a contatto con l'oggetto della percezione) ; Gusto ( è un

tatto sofisticato, ha un contatto strettissimo); odorato ( contatto maggiore con ciò che odora); Udito ( distanza minore

); Vista ( è l'organo di senso più nobile, perché è il senso che ti permette di stare più lontano dall'oggetto). L'uomo ha

tutti i 5 sensi e dalla vista si evolvono le facoltà superiori. Ma ha anche un 6 senso che si chiama sensorio comune ( è

una sensazione multisensoriale, che collega le varie percezioni dei sensi) es. vedo qualcosa di rosso e sento un buon

profumo, il sensorio comune mi dice che è un frutto. Dove va a finire la percezione quando l'oggetto esce dal nostro

campo sensibile? nell'immaginazione, nella fantasia, possibilità di incamerare le sensazioni, le percezioni. Questo è ciò

che ci porta ad un livello superiore, le azioni che possiamo fare con l'anima intellettiva. L'anima intellettiva ha delle

funzioni puramente razionali, non hanno più bisogno degli organi, perché lavora sui dati incamerati dalla fantasia. Il

meccanismo che usa l'anima intellettiva è analogo a quello usato da quella sensitiva ,usato per formare il concetto,

forme intelligibili. La conoscenza per Aristotele ha come oggetto il dato empirico, deve passare attraverso le immagini

sensoriali, si deve partire dai sensi. Per passare da un oggetto fisico, ad un oggetto universale,generale (concetto

dell'oggetto) usa l'estrazione. L'anima intellettiva è quella che ha la capacità di intuire l'oggetto universale.

L'anima intellettiva è una tabula rasa, vuota non ha nulla al suo interno, ma è in potenza tutti gli enti intelligibili, le

idee.

Due tipi di intelletto: Intelletto passivo, Intelletto agente (separato dal corpo, ma non è chiaro).

Per Aristotele il processo conoscitivo è un percorso progressivo : si parte dalla sensazione, si passa all'immaginazione,

attraverso il processo di astrazione, creiamo il fantasma (idea generale) e alla fine si arriva al pensiero. Tutto si pone

in sequenza, tutto trae origine dalla sensazione.

Tripartizione dell'anima come Platone, ma in modo diverso: Aristotele le divide in base alle differenti funzioni che

caratterizzano le tre anime.

ETICA NICOMACHEA:

Tripartizione dell'anima ma con principi basati su qualcosa di contingente, basati sulle azioni.

Quali sono i principi dell'etica? Li possiamo scoprire sondando le opinioni, cercando di costruire un'opinione generale.

L'oggetto dell'etica è il bene, inteso come fine delle azioni umane, ci concentriamo sulle azioni che possiamo definire

buone. Qual è il fine specifico dell'etica? La felicità, concetto chiave su cui poggia tutta la teoria sull'etica.

L'etica è la scienza della felicità. Per Aristotele la felicità è il fine ultimo, tutti fanno azioni che alla fine gli fanno

raggiungere la felicità.

Se noi pensiamo alla felicità come piacere non ci distinguiamo dagli animali, perché il piacere non è il fine ultimo,

accompagna e migliora ogni azione. La felicità è sempre collegata ad un'azione, e per l'uomo l'azione centrale è

esercitare la ragione, infatti Aristotele distingue due ragioni: La ragione teoretica ( quella che ci fa conoscere) e la

ragione pratica ( quella che guida il nostro comportamento). Questa distinzione della ragione governa la distinzione

delle VIRTU' (virtù è intesa come l'eccellenza, cioè ciò che fa si che un uomo sia veramente uomo, esercitando al

meglio e facoltà che gli suono proprie). Le virtù sono determinate dall'uso della ragione, perché per l'uomo vivere

secondo ragione equivale a vivere felicemente.

Virtù etiche : sono determinate dal prevalere della ragione sugli impulsi sensibili, cosa che determina i buoni costumi,

individuazione del giusto mezzo (agire morale). Le virtù etiche si basano sulla "medietà" cioè la capacità di mediare tra

gli estremi.

Es. Viltà- coraggio- temerarietà, per essere coraggiosi bisogna trovare il giusto compromesso tra l'essere vili e l'essere

temerari.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze filosofiche e dell'educazione
SSD:
Università: Ferrara - Unife
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher matilda.artioli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia medievale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ferrara - Unife o del prof Vecchio Silvana.

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