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Cap. 1 Le prima sporadiche testimonianze (I-II secolo)

Le testimonianze monumentali relative alla presenza della prima comunità cristiana di Roma, prima del II secolo, sono molto poche. Fin dal 57-58 la Lettera ai Romani di Paolo attestava la presenza nella città di un piccolo gruppo di neoconvertiti. In quegli anni, come ci dice Clemente Romano, la comunità di Roma era governata da un collegio di presbiteri-vescovi. La comunità non disponeva ancora di luoghi architettonicamente connotati (chiese), le riunioni domenicali si tenevano nelle case private, le “domus ecclesiae”, che i fedeli mettevano a disposizione. Anche le sepolture dei primi “fratelli” non si distinguono da quelle ospitate nei sepolcri familiari.

Il primo gruppo di sepolture cristiane si può individuare nell’area funeraria scoperta nel Novecento sotto la Basilica Apostolorum (S. Sebastiano). Qui alcune tombe a loculo avevano rioccupato gli ambienti ipogei di una cava di pozzolana. Nel 150 una serie di lavori portarono alla creazione di un sepolcreto “a cielo aperto”, probabilmente di committenza cristiana. Nello stesso periodo il culto reso alle tombe di Pietro e Paolo trova espressione monumentale nella creazione di due strutture architettoniche finalizzate a “segnalare” i sepolcri ed enfatizzarli. Sulla tomba di Pietro, al Vaticano, fu installata un’edicola, 3 metri, costituita da due piccole nicchie absidate sovrapposte, una mensa orizzontale sorretta da due colonnine.

Cap. 2 La svolta della fine del II secolo e la nascita delle prime aree funerarie comunitarie

Un atteggiamento da parte del potere imperiale nell’età di Commodo e poi con i Severi deve aver contribuito e facilitato la conversione cristiana. Al Cristianesimo avevano aderito membri della corte imperiale, alti funzionari dell’amministrazione pubblica e molte famiglie aristocratiche che assicuravano un contributo economico alla comunità. L’esistenza di aree funerarie collettive ci è attestata per la prima volta a Roma dal “Philosophumena” di Pseudo Ippolito, si menziona un cimitero gestito dalla gerarchia ecclesiastica alla cui amministrazione era stato Papa Zeffirino (198-217).

L’area chiamata “dormitorio”, parola che rende bene il concetto che i cristiani avevano della morte ovvero quello di un riposo temporaneo prima della resurrezione. Roma ha un terreno tufaceo ottimo per scavare e abbastanza resistente, per questo nascono all’inizio del III secolo moltissimi cimiteri sotterranei, le catacombe. Particolarità connotanti:

  • Estensione molto più vasta degli ambienti costituiti da una serie di gallerie concatenate;
  • Pianificazione strutturale finalizzata al futuro ampliamento.

Nell’area di San Callisto si formò un sistema di gallerie disposte “a graticola” costituita da due ambulacri paralleli raccordati da una serie di gallerie, sui muri tombe a loculo. Settori furono lasciati vuoti per permettere futuri allungamenti della struttura. Era capace di ospitare 1500 inumazioni. Nel 235 furono aperti 5 cubicoli, essi erano i primi spazi privilegiati dotati di sepolcri più monumentali (“tombe a mensa”) e anche di una ricca decorazione pittorica (“Cripta dei Papi”= tombe di 9 vescovi di Roma).

Nel Cimitero di Calepodio sull’Aurelia, nel 222 fu seppellito Papa Callisto; quest’area sotterranea abbastanza ampia, serie di gallerie disposte “a pettine”. Le Catacombe di Santa Priscilla sulla Salaria la più grande ricavata da un ex cava di pozzolana, decine di gallerie dall’andamento irregolare. Le Catacombe di Domitilla presenta una serie di gallerie ortogonali servite da una scala d’ingresso con cubicoli. La tomba del martire Novaziano ha un sistema di gallerie misto, è vastissima e risulta datata al 266. Diversamente dalla tomba del martire tutte le altre sono loculi.

L’epigrafia di questi primi nuclei funerari è di norma incisa sulle lapidi o dipinti in minio sui laterizi che chiudevano i loculi e registrano solo il nome dei defunti accompagnato talvolta da quello del dedicante ad dall’augurio di pace. La denominazione di molte delle più antiche aree cimiteriali comunitarie romane sembra rinviare all’intervento di privati nella fondazione di cimiteri comunitari. Solo il cimitero di Callisto risultava sin dalle origini gestito dalla gerarchia ecclesiastica. Un membro della comunità avrà concesso un terreno di sua proprietà (o fornito i mezzi economici) per l’escavazione dell’area funeraria collettiva, in essa avrà poi collocato la sua sepoltura quella dei membri della sua famiglia. I fondatori a volte appartenevano alle ricche famiglie di rango senatorio (catacombe di Priscilla e Domitilla); si tratta di quei “carissimi viri” e di quelle “carissime feminae” di cui ci parlano Tertulliano o Pseudo Ippolito. Grazie alle loro elargizioni la comunità poteva garantirsi un adeguato sostentamento economico. Il possesso dell’area funeraria legata ad una fondazione privata doveva essere garantita dalle più elementari norme del diritto funerario romano; il vescovo rispondeva di fronte allo Stato delle proprietà collettive.

Oltre che gli spazi funerari collettivi ed esclusivi della comunità, i singoli fedeli potevano scegliere di essere sepolti nei sepolcri familiari o individuali delle grandi necropoli pagane suburbane. Essi spesso erano di dimensioni ridotte e avevano all’interno una ricca decorazione pittorica; uno dei più importanti è quello degli Aureli a Viale Manzoni databile circa al 230-250 costituito da 2 camere funerarie, in superficie entro un recinto, e un settore sotterraneo. Esso è noto per la sua importante decorazione pittorica che lo riveste interamente: temi di carattere cristiano e di mitologia.

Cap. 3 Il consolidamento degli insediamenti funerari nella seconda metà del III sec.

Al 250 risale la classificazione di coloro che lavorano per la Chiesa: 46 presbiteri, 7 diaconi, 7 suddiaconi, 42 accoliti, 52 esorcisti, vari lettori e custodi dei luoghi di culto e vengono menzionati più di 1500 tra vedove e poveri la cui sussistenza era garantita dalla carità collettiva. Ancora fino a inizio IV secolo sussistevano le Domus Ecclesiae accanto alle basiliche. Le persecuzioni di Decio (250) e Valeriano (257-258) non rallentarono la conversione di un numero sempre più cospicuo di fedeli. Nel 258 fu installato sulla Via Appia un luogo di culto in memoria dei due fondatori della Chiesa Pietro e Paolo, esso è la “Memoria Apostolorum” che consisteva in un piccolo cortile scoperto, pavimentato a mattoni sul quale si affacciavano un piccolo porticato, una terrazzina coperta da una tettoia; in un angolo la “Memoria” ospitava una nicchia semicircolare rivestita di marmi. L’epoca della “piccola pace della Chiesa” (periodo tra l’ultima persecuzione di Valeriano e quella di Diocleziano) fu determinante per il potenziamento numerico e organizzativo delle comunità.

Altre aree cimiteriali si aggiungono a quelle esistenti e fondate nuove catacombe come il Cimitero Maggiore su Via Nomentana o la Catacomba di S. Agnese. Tra il III e il IV secolo sembrano diffusi gli impianti planimetrici a “spina di pesce”, lunga galleria dalla quale partono gallerie cieche; inoltre assumono proporzioni più ampie le camere a volte coperte da volte a botte con grandi lucernari.

Cap. 4 L’età costantiniana e la prima edilizia chiesastica cristiana

La pace del 313 segnò una tappa decisiva nella storia del Cristianesimo. Tutta una serie di elargizioni promosse dall’Imperatore Costantino consentirono alla Chiesa l’espletamento della sua missione. Prima del 313 il Cristianesimo non aveva lasciato alcun segno tangibile nell’aspetto della città; un qualsiasi visitatore avrebbe notato ancora i templi degli antichi dèi, gli edifici amministrativi, i palazzi, i teatri ma non si sarebbe accorto della “domus ecclesiae” o del Trofeo di Pietro. Le cose cambiarono con il 312 furono costruiti i primi edifici di culto cristiano.

L’età costantiniana viene vista da alcuni studiosi come conclusione dell’età classica e da altri come inizio dell’età paleocristiana o bizantina. Solo all’inizio del ‘900 troviamo con Alois Riegl il primo e più importante tentativo di recupero della dignità storica di questo periodo. Riegl fa dell’età costantiniana un’importante segmento all’interno di un periodo che va dall’età imperiale fino al VI sec., ma prende in esame solo gli edifici di culto cristiano.

  • Edifici di culto e/o funerari di età costantiniana a Roma e suburbio:
    • Basilica Lateranense (o Costantiniana) con annesso Battistero
    • Basilica di Santa Croce in Gerusalemme
    • Basilica di San Pietro in Vaticano
    • Basilica di San Paolo sulla Via Ostiense
    • Basilica di Sant’Agnese fuori le mura (flm) (sulla via Nomentana con Mausoleo di Santa Costanza)
    • Basilica di San Lorenzo flm
    • Basilica dei SS. Marcellino e Pietro sulla Via Labicana (Mausoleo di Elena)
  • Edifici civili di età costantiniana a Roma:
    • Basilica di Massenzio
    • Aula per le udienze del Sessorium (Tempio di Venere e Cupidine)
    • Settore privato del Sessorium (Esquilino tra Termini e Porta Maggiore che comprende anche il Tempio di Minerva Medica)
    • Restauro della residenza palatina
    • Thermaes Eleniane nella parte pubblica del Sessorium
    • Thermae Costantiniane sul Quirinale
    • Calidarium cupola delle Terme Antoniniane (di Caracalla)
    • Porticus Constantini alla base del Quirinale
  • Edifici di culto e/o funerari di età costantiniana fuori Roma:
    • Italia: Ostia: Cattedrale dedicata agli apostoli Pietro e Paolo e a S. Giovanni Battista
    • Albano: Chiesa di San Giovanni Battista
    • Tivoli: Tempio della Tosse
    • Napoli: Chiesa Cattedrale poi S. Restituta
    • Occidente: Treviri: Germania, Cattedrale, palazzo imperiale e aula palatina
    • Oriente: Gerusalemme: Basilica del Santo Sepolcro (Anàstasis) e del Monte degli Ulivi
    • Betlemme: Basilica della Natività
    • Antiochia: Turchia, cattedrale Ottagono Aureo e residenza imperiale

Basilica Lateranense o Costantiniana (oggi S. Giovanni in Laterano) è la prima testimonianza sicura dell’architettura costantiniana. Fu il primo edificio di culto pubblico ed è stato costruito tra il 314 e il 318. L’edificio fu collocato in un luogo periferico della città di Roma accanto alle mura Aureliane, una scelta che si rivelò ben presto infelice e che portò a vari aggiustamenti.

Tale scelta fu dovuta probabilmente all’opportunità che Costantino aveva nel disporre di quel territorio già occupato dalle caserme del corpo militare degli Equites Singulares, da poco sciolti. E inoltre in quella posizione sarebbe stata poco visibile dalla classe senatoria ancora tutta pagana. Per la realizzazione di questo prototipo architettonico si attinse molto al repertorio tradizionale come la partizione dell’aula in 5 navate divise da colonne (davano maggiore visibilità rispetto ai pilastri) in parte architravate; abside in asse con l’ingresso posta ad evidenziare la zona sacrale; sistema della navata centrale emergente con finestrato in alto per l’illuminazione dell’interno; decorazione architettonica con capitelli e colonne solo nella navata centrale; decorazione pavimentale in Opus Sectile marmoreo a grande modulo.

Accanto agli elementi tradizionali emergono anche degli elementi del tutto nuovi:

  • Uso delle navate laterali di pareti laterizie di spessore sottile e poggianti su arcate, a loro volta impostate su capitelli;
  • Assenza di partizioni orizzontali che conferisce alle pareti interne un più accentuato sviluppo verticale;
  • Abside terminale enorme, spesso con ampi finestrati e decorazione di vaste proporzioni (per accrescere la luminosità lì dove è il fulcro dell’edificio);
  • La luce diffusa diventa protagonista dell’architettura;
  • Introduzione di decorazioni musive parietali con tessere a pasta vitrea soprattutto di colore blu e a foglia d’oro;

L’Imperatore Costantino aveva fatto costruire accanto alla Chiesa un grande battistero, ottagonale, per il sacramento dell’iniziazione cristiana, sontuosamente decorato. Accanto ad esso sorgeva l’Episcopium che era la residenza del vescovo e del suo entourage, ma di esso non rimane nulla. La Chiesa cattedrale era destinata alla liturgia vescovile, alle riunioni plenarie dei fedeli intorno al capo della comunità, soprattutto nelle ricorrenze delle festività pasquali; momenti di preghiera e riunione comunitaria. La Basilica Lateranense fu l’unico edificio di culto cristiano costruito ex novo da Costantino all’interno della città. Solo un adattamento di un’aula del palazzo imperiale del Sessorium fu la cappella di cui l’imperatrice...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/08 Archeologia cristiana e medievale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Poggiogufo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Architettura paleocristiana a Roma e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Angelelli Claudia.
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