Architettura fascista
Gli anni del fascismo sono quelli in cui nasce l’architettura moderna. Tutti i giovani architetti hanno contribuito alle opere del regime proprio perché il regime stesso dava grande spazio ed importanza alle opere pubbliche. Il fascismo, a differenza di altri regimi, non ha una posizione precisa nei riguardi dell’architettura. Non assume una chiara preferenza per uno stile che abbia connotazioni precise.
Marcello Piacentini e le opere monumentali
Marcello Piacentini si presta a realizzare opere dal carattere monumentale. Il 28 ottobre del 1922 si tiene la marcia su Roma (Mussolini viene incaricato di formare un nuovo governo). Nel 1925 ha inizio la dittatura: vengono sciolti i partiti e lo stato inizia la propria trasformazione verso uno stato totalitario. Nel 1936 l’Italia conquista l’Etiopia e viene proclamato l’impero fascista. Nel 1940 l’Italia entra in guerra; il 25 luglio del ‘43 cade il fascismo. Nel 1945 avviene la liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista.
Giovani e nuova architettura
Iniziano a crearsi gruppi di giovani che guardano all’architettura europea e, attraverso le pubblicazioni che arrivano in Italia, scoprono l’architettura moderna e iniziano a creare gruppi che propongono articoli come manifesto di una nuova architettura italiana. La nuova generazione sembra proclamare una rivoluzione architettonica: rivoluzione tutta apparente. Un desiderio di verità, di logica, di ordine, una lucidità che sa di ellenismo. Un’architettura nuova ma che sa di classicità. Questi giovani parlano poi del cemento armato e delle sue possibilità tecniche.
Il Gruppo 7
Nasce il Gruppo 7, che propone quattro articoli che si diffondono come una sorta di manifesto di una nuova architettura italiana. La prima espressione sono i progetti di Luigi Figini e Gino Polloni. Si tratta di opere non ancora realizzate in cui vengono sperimentati i nuovi materiali. In questo primo periodo non ci sono contatti fra il Gruppo 7 (Il Gruppo 7 è stato un gruppo di architetti italiani. Si trattava di un collettivo di professionisti che si propone di rinnovare il pensiero architettonico corrente e la ricerca formale e funzionale dell'edilizia italiana attraverso l'adozione del razionalismo) e la politica, ma si capisce che il passo per arrivare e avvicinarsi al fascismo si basa su un equivoco che appare ovvio. Il fascismo, come rivoluzione, si riflette anche nell’architettura che diventa strumento di rivoluzione.
Opportunità a Roma
A Roma, la possibilità di ottenere incarichi pubblici era più semplice perché permetteva di conoscere ed arrivare direttamente alle autorità politiche.
Mario Ridolfi
L'attività progettuale di Mario Ridolfi comincia negli anni trenta quando inizia a lavorare partecipando ai molti concorsi con i quali si vuole progettare la nuova Roma del regime fascista fino a vincere, nel 1932, quello per l'ufficio postale Nomentano a piazza Bologna. Fra le opere più importanti:
- Progetto di una torre dei ristoranti (1928)
Nel 1931 viene organizzata a Roma la seconda esposizione di architettura Razionale dove i giovani cercavano di mostrare.
-
9 Architettura barocca
-
architettura
-
Appunti storia architettura moderna, Cornaglia
-
Storia architettura