Mercoledì 5 aprile 2017
L'architettura del ferro e le innovazioni tecnologiche
Il ponte sul fiume Severn
Nella prima parte si tratterà più di ingegneria del ferro. Il primo esempio di architettura del ferro è il ponte sul fiume Severn, in Inghilterra, realizzato nel periodo del neoclassicismo, durante la rivoluzione industriale (700). Non si tratta propriamente di architettura in quanto i ponti sono infrastrutture, ma sono i primi esempi di utilizzo di questo materiale in grandi dimensioni. Questo ponte è in realtà in metallo, in ghisa (non ferro), prima era utilizzata la muratura (tecnica più conosciuta) ed erano realizzati ad arco a tutto sesto (metodo che ormai era già stato studiato profondamente). Attualmente non è considerato chissà che progetto spettacolare (esteticamente e come innovazioni progettuali) ma è il primo realizzato con tali materiali.
Realizzato da Richard e Wilkinson, in seguito a un’idea sviluppata dai progettisti in collaborazione con gli imprenditori. È un arco a tutto sesto (quasi semicerchio per le dimensioni) e realizzato in ghisa (un metallo molto duro e difficile da lavorare: se viene flesso da freddo si rompe). Nonostante non sia un materiale flessibile, viene utilizzata la forma di arco tipica dei ponti in muratura. Per lavorare la ghisa si utilizzavano stampi con i quali venivano date immediatamente le forme desiderate. Gli stampi erano realizzati a terra, lì vicino viene aperta una “fabbrica” di ghisa (durante la rivoluzione in Inghilterra è molto presente il carbone, utile per la realizzazione della ghisa).
Il neoclassicismo e le nuove strutture
Entriamo a tutti gli effetti nell’800. Siamo in un periodo in cui lo stile più usato è il neoclassicismo, in tutta Europa sono molto popolari i viaggi di studio (Gran Tour e Prix de Rome). Iniziano in questo periodo i progetti per le gallerie, i passaggi, che nascono dalla necessità di proteggere grandi passaggi dalla pioggia e permettere dunque l’attraversamento della città in ogni caso climatico. Al contempo vengono studiati gli spazi interni, gli spazi vuoti dei passage. Le coperture quindi sono realizzate in ferro che permette di coprire grandi luci e lasciar attraversare grande luce (basta una sezione ridotta, il resto può essere riempito dal solo vetro). L’utilizzo del vetro permette anche lo sfruttamento della luce zenitale (in realtà al tempo non era quello lo scopo, ma poi diventano utili per lo studio di questo tipo di illuminazione che si mostra molto adatto ai musei).
Crystal Palace 1851
Il Crystal Palace del 1851 è una delle costruzioni simbolo dell’utilizzo del vetro e del ferro. Non è un edificio pubblico, ma comunque tra i primi edifici (prima solo infrastrutture). Realizzato per l’esposizione di Londra allestito a Hyde Park. È una struttura metallica modulare (materiale nuovo, ancora non erano in grado di fare “cose strane”). Doveva essere un semplice contenitore per esporre gli elementi quindi viene realizzato interamente in vetro, che permetteva un’ottima illuminazione, doveva essere facilmente smontabile ed allestibile (viene smontato più volte, fino a quando non si ha un incendio in seguito a un corto circuito). Viene distrutto in seguito a un incendio (il ferro è sì ininfiammabile ma fino a certe temperature), accanto all’utilizzo di ferro e vetro, si sviluppano anche i sistemi impiantistici, anche per quanto riguarda il rinfrescamento.