Archeologia medievale
Storia
Il Medioevo è un periodo che va dal 476, data designata per la caduta dell’impero romano, al 1492, anno della scoperta dell’America. Questa epoca è divisa in Alto e Basso Medioevo, che si spaccano intorno all’anno mille. Esiste poi una sottoperiodizzazione, che individua tra i secoli IV e VII il periodo della Tarda Antichità.
Nel corso del II secolo d.C. l’impero romano aveva raggiunto la sua massima estensione e ricchezza. All’interno dell’impero vi erano però fattori che portarono al suo indebolimento: diventava sempre più difficile e costoso rispondere alle minacce esterne, tanto da mettere in crisi l’intera economia romana, anche a causa dell’arresto dell’espansione. Inoltre, l’organizzazione imperiale creava spesso lunghe battaglie interne per la successione, che indebolivano l’impero. All’esterno due nemici minacciavano il territorio: i popoli germanici e i Sassanidi a Oriente. Questi attaccarono contemporaneamente l’impero: i popoli germanici, uniti con imponenti eserciti, oltrepassarono il limes, giungendo fino alla pianura padana, mentre i Sassanidi sconfissero ripetutamente i romani, imprigionandone e uccidendone l’imperatore, e arrivarono al Mediterraneo.
Ne seguì un periodo di crisi e lotte interne di successione che portò all’indebolimento dell’impero e a una profonda crisi economica. Sorsero monarchie indipendenti, alcune regioni si ribellarono, e iniziò un’ondata di persecuzioni contro i cristiani, che vennero accusati di essere la causa dei problemi. Fu così che con Diocleziano fu recuperato il paganesimo. Venne inoltre diviso l’impero in due parti, Oriente ed Occidente, in mano a due Augusti e due Cesari. In seguito salì al potere Costantino, il quale legalizzò il Cristianesimo e si fece battezzare in letto di morte. Nonostante già Filippo d’Arabo fosse stato un imperatore cristiano, Costantino è considerato il vero portatore del cristianesimo nell’impero. Abbiamo quindi l’impero romano-cristiano, ma solo con l’editto di Tessalonica nel 380 il cristianesimo cattolico-ortodosso divenne la religione ufficiale dell’impero.
V secolo
Agli inizi del V secolo popoli germanici invasero ampi settori dell’impero d’Occidente, stabilendosi e creando regni indipendenti. Questi erano stati spinti al sud dall’avanzata degli Unni, un popolo dell’Asia, e dal loro re Attila. Egli giunse in Italia, sottomise diverse città e stipulò un accordo politico grazie al quale si fermò.
È ora che in Italia abbiamo anche l’invasione da parte dei Goti, che controllano tutto il territorio, e nel 410, sotto Alarico, saccheggiano Roma, stanziandosi soprattutto al Nord-Est e in parte del Centro.
In questo periodo di crisi prese sempre più potere la Chiesa e nessun imperatore d’Occidente fu in grado di rimediare alla situazione, finché, nel 476, Odoacre, re degli Eruli, depose Romolo Augustolo, ultimo imperatore romano, e quindi fece cadere l’impero d’Occidente. Negli anni successivi Clodoveo, re dei Franchi, unificò la Gallia sotto Parigi, che si convertì al cattolicesimo, mentre gli altri popoli germanici stanziati nelle terre dell’impero d’Occidente portarono con sé la monarchia, proprio tipico sistema politico. In Spagna si stanziarono i Visigoti e in Africa i Vandali, mentre in Italia il potere era in mano agli Ostrogoti.
VI e VII secolo
È agli inizi del 500 che Giustiniano sale al potere nell’impero d’Oriente e inizia una serie di guerre volte a riconquistare l’Occidente. In Italia egli si scontra con gli Ostrogoti e riesce a imporre il dominio bizantino. Quest’ultimo avevano come capitale Ravenna, la quale era collegata a Roma tramite la via Flaminia.
A metà del medesimo secolo il popolo dei Longobardi scende in pianura padana. Si trattava di un popolo polietnico proveniente dalla Scandinavia, stabilitosi prima in Germania e poi in Pannonia. In pochi anni essi riuscirono a formare nuclei in tutta Italia, distinguendo una Longobardia Major a settentrione e una Longobardia Minor, che comprendeva i ducati di Benevento e Spoleto. Longobardi e Bizantini convivevano in confini frastagliati e poco definiti.
La debolezza bizantina di fronte al popolo longobardo permise al papato di prendere più potere sul territorio, anche a livello politico. Con papa Gregorio Magno la Chiesa prese possesso del cosiddetto “patrimonio di San Pietro”, cioè delle terre intorno al Vaticano. Egli riuscì inoltre, agli inizi del 600, a portare la pace tra Bizantini e Longobardi e a far convertire quest’ultimi. Nel 650 si ha la redazione del Corano e la diffusione della nuova religione islamica.
VIII secolo
In questi anni abbiamo la comparsa degli Arabi sulla scena europea: questi occupano la Spagna abbattendo i Visigoti. In Italia intanto i Longobardi riescono a prendere Ravenna ai Bizantini e occupano le Marche, unendo così Longobardia Major e Minor. Nel frattempo i Franchi, sotto Carlo Martello, riescono ad unificare totalmente il regno franco e a sconfiggere gli Arabi a Poitiers. Figlio del suo erede fu Carlo Magno, il quale scese in Italia nel 774 per sconfiggere i Longobardi e unì il loro regno al proprio. La capitale della zona in mano ai Franchi era Pavia.
Il territorio era quindi così suddiviso:
- A Nord vi era il Regno d’Italia, sotto il controllo franco;
- Lazio, Romagna e Marche erano in mano al papa;
- Spoleto e Benevento vedevano ancora il controllo Longobardo;
- La Calabria e la Sicilia erano amministrate dai Bizantini.
Nel 799 papa Leone III fu vittima di un attentato che lo spinse a chiedere aiuto a Carlo nuovamente.
IX secolo
Sollecitato dal papa, Carlo scese in Italia nell’800 e in questa occasione venne incoronato imperatore dei Romani e del Sacro Romano Impero. Si trattava di un impero nuovo, esteso su un territorio europeo e continentale e fortemente cristianizzato. Nei vari paesi nascevano le cosiddette lingue volgari, formate dall’associazione del latino con altri dialetti locali e lingue barbariche. L’impero si basava sul sistema feudale e quindi vassallico: l’imperatore legava a sé i cavalieri più coraggiosi attraverso il dono di un feudo, un appezzamento di terreno, durante una cerimonia di investitura. Il vassallo riceveva così anche privilegi e diritti, e la possibilità di suddividere a sua volta il proprio territorio e donarlo ad altri uomini a lui fedeli: i valvassori. Si creò così una vera e propria gerarchia della nobiltà. Morto Carlo nell’814, il suo impero venne tripartito tra i suoi figli.
X secolo
All’inizio del secolo gli Arabi ricompaiono sul Mediterraneo, conquistando dapprima la Sicilia e poi Taranto e Bari, in Puglia. In questi anni, intanto, la corona imperiale fu sempre più contesa, finché non arrivò alla dinastia degli Ottoni di Sassonia. Nel 962 Ottone I di Germania fu incoronato a Roma imperatore. Egli cercò di coordinare l’Italia settentrionale in un unico regno e, a parte la Sicilia e il regno Vaticano, vi riesce con successo. Negli stessi anni abbiamo la nascita delle città marinare di: Genova, Venezia, Pisa e Amalfi.
Il X secolo è poi il periodo dell’incastellamento, cioè della nascita di fortezze utilizzate per proteggere i propri possedimenti e indicare il proprio status. Questi sono indici di un’attività economica fiorente e di una ripresa demografica.
XI secolo
Elemento di rilievo di questo secolo è l’invasione dei Normanni nel Meridione: il primo insediamento fu in Campania, in due città, e da esse ebbe inizio l’espansione. Si ha così l’unificazione del sud, compresa la Sicilia.
Sempre in questo secolo abbiamo poi la scissione della chiesa cattolica da quella ortodossa, e l’avvio della prima crociata contro i musulmani da parte di papa Urbano I.
XII secolo
Durante questo secolo si sviluppa in Italia una nuova entità politica: il comune. Si trattava di un’iniziativa cittadina per poter controllare in modo migliore il territorio e per poter avere maggior autonomia. A capo del comune vi erano dapprima i consoli e in seguito un podestà affiancato da un capitano del popolo. La carica più importante era però quella del consiglio dei cittadini. Intanto i Normanni divenivano una grande potenza sotto gli Altavilla, che divennero regnanti con Ruggero II nel 1130.
A capo del Sacro Romano Impero venne posto Federico I di Svevia, detto Barbarossa, il quale, durante lo scisma della Chiesa tra papa Alessandro III e l’antipapa Vittore IV, appoggiò quest’ultimo. Federico reagì con forza alla resistenza, distruggendo Milano. Venne perciò creata contro di egli la Lega Lombarda, che sconfisse l’imperatore a Legnano. Venne quindi stipulata una pace, ma Federico morì 1190 durante la terza crociata. Prese il suo posto il figlio Enrico VI, il quale conquistò la Sicilia, ma morì molto giovane, lasciando l’impero alla moglie Costanza d’Altavilla. Ella affidò il figlioletto Federico a papa Innocenzo III.
XIII secolo
Subito agli inizi del secolo si ha la quarta crociata, durante la quale viene conquistata Costantinopoli. Nel 1220 Federico II viene incoronato imperatore. Egli riorganizzò il regno di Sicilia e partecipò alla sesta crociata, durante la quale ottenne la restituzione di Gerusalemme dai musulmani. Ma egli portò anche avanti una politica contro la Chiesa e ottenne così la scomunica e la deposizione, oltre che la sconfitta e poi la morte nel 1250. Nel Meridione italiano il potere venne spartito tra gli Angiò e gli Aragonesi: i primi a Napoli e i secondi in Sicilia.
Tra tardo-antico e altomedievale
Si prende in riferimento la Calabria poiché è più facile riconoscere i cambiamenti effettivi avvenuti in questo periodo storico. La situazione economica, politica e sociale del territorio nel periodo compreso tra il VI e il VII secolo è frutto della crisi del III secolo, quindi non è altro che il risultato dello sviluppo di una fase di instabilità. Il processo di cambiamento tra tardo antichità e medioevo non è drammatico e di vera e propria contrapposizione, ma si parla di un processo di trasformazione, non di sostituzione radicale.
Questi cambiamenti avvenivano nel periodo della guerra greco-gotica (535-553) dove, si notò dagli scavi, una riduzione delle merci provenienti dai paesi del bacino mediterraneo e un abbandono di molti siti della Puglia, ma anche della Calabria (ad esempio Locri, dove vi era una sede vescovile, e Centocamere, dove vi era un centro abitativo di una certa importanza politico-economica). Possiamo inoltre notare che tra VI e VII secolo vi furono alcuni elementi di cambiamento del sistema abitativo: le ville vengono abbandonate e riutilizzate come discariche, i nuovi nuclei abitativi sorgono con murature molto povere e semplici, gli antichi centri vengono abbandonati e non svolgono più le loro funzioni politico-economiche.
La ceramica della Calabria ci permette di capire quali furono i rapporti commerciali del tempo: abbiamo ceramica con sigillatura africana, che testimonia rapporti tra l’Italia e la Tunisia e ci permette di identificare le zone in mano ai Longobardi e quelle in mano ai Bizantini. Capiamo quindi che a seguito della guerra greco-gotica vi è un indebolimento dei vecchi siti e la nascita di nuove entità locali in rapporto con le nuove società longobarde e bizantine.
La città medievale
Tra le città medievali abbiamo le capitali, come Roma, Milano e Ravenna, e i centri urbani di maggiore e minore importanza. Ogni città ottiene o perde importanza in base alle esigenze del momento: alcuni centri possono arricchirsi ed altri persino scomparire. Tra i primi abbiamo Spoleto e Benevento, divenute importanti con i Longobardi, e poi Rimini, diventata sede del duca in età bizantina. Al contrario, tra i centri che perdono la propria posizione si possono collocare Aquileia, che deve la sua sfortuna alla creazione del porto di Ravenna, Classe, e Luni, il cui sfruttamento delle cave delle Alpi termina in età tardoantica.
In altri casi città scompaiono senza alcun seguito. Questo è spesso dovuto all’esistenza di troppi centri rispetto a quelle necessarie: i Romani avevano creato troppe città rispetto alla popolazione che poteva occuparle. Nuove città nascono, alcune fondate per essere centri di vita, volute da sovrani e governanti, altre come fortificazioni per difendere il territorio, poi espandendosi divenendo luoghi abitati di importanza, come Ferrara. Con l’Alto Medioevo queste nuove fondazioni vengono meno e gli sforzi si concentrano maggiormente sugli insediamenti già esistenti.
Anche i grandi papi si occupavano di fondazioni. Prima tra tutti Leone IV, il quale non fondò una vera e propria città, ma si occupò della creazione della Città Leonina, cioè la fortificazione del Vaticano. Egli associa alla fondazione una serie di gesti e cerimoniali che lo identificano come un vero e proprio sovrano costruttore. A suo seguito anche altri pontefici daranno questa immagine di sé, consolidando così il potere pontificio.
Tra il X e l’XI secolo si può notare un forte cambiamento: vengono aggiunti nuovi centri sotto forma di castelli. Non si tratta di città, ma questi castelli sono attrezzati come se lo fossero, anche dal punto di vista monumentale grazie a Mura, Palazzi e Chiese.
Età tardoantica (IV-VII sec.)
La prima cosa a divenire elemento distintivo delle città sono le mura. Questo a causa della necessità di proteggersi, dovuta alle invasioni dell’epoca nell’impero. La prima a dotarsi di mura difensive è Roma, che cessa di essere una città aperta, possedente solo le mura serviane che non includevano più tutto il centro, dotandosi di una muraglia di 19 km. Molte altre città seguono il suo esempio.
Un’altra fortificazione che prende piede in questo periodo è la fortezza per guarnigioni, che erano l’ultima possibilità per il centro in caso di attacco. Tali fortezze possono trovarsi all’interno della città o immediatamente all’esterno.
Le strade sono spesso il riutilizzo di quelle preesistenti, restaurate con blocchi di basalto o ripavimentate con semplice terra battuta o migliaia di frammenti di ceramica pressati nella terra. Un tipo particolare di strada che si sviluppa in questo periodo è la via porticata, cioè una strada ai cui lati possiede dei portici, dandole un’idea monumentale e utilizzata per sottolineare l’importanza di un edificio.
Lo smaltimento dei rifiuti non è ben regolato invece, così come la manutenzione degli spazi urbani, e questo porta a problemi anche con il funzionamento di elementi fondamentali come le fognature e gli acquedotti. I rifiuti vengono abbandonati vicino a casa, messi in fosse usate come discariche o in ambienti ed edifici in disuso, mentre i condotti finiscono per intasarsi e gli acquedotti smettono di funzionare, lasciando spazio ai pozzi.
Nessuno si occupa in maniera sistematica della manutenzione, perciò si va incontro alla sovrapposizione di terra e rifiuti, alla creazione di accumuli e perciò ad una stratificazione che crea città sopra città. Si ha la cosiddetta formazione dei depositi di dark heart, cioè terra scura, senza reperti ma ricca di materiale organico, come legna del focolare, terreno fertile portato in città dalle campagne, materiale da costruzione, rifiuti.
Come accennato, non tutti gli edifici preesistenti vengono mantenuti e utilizzati: i Romani avevano lasciato una quantità enorme di monumenti ed è ora necessario selezionare a quali continuare a far mantenere la propria funzione e quali dedicare ad altri scopi. Gli edifici venivano riutilizzati, appunto, come discariche o come cave di materiale edilizio, potevano divenire fornaci per la calce dove si utilizzavano i marmi e le pietre presenti.
Vengono però create anche nuove costruzioni importanti, come i palazzi. Questi nascono con l’arrivo di nuove cariche centrali e perciò potevano ospitare duchi, conti, baroni, persino vescovi. I palazzi di questo periodo posseggono delle caratteristiche comuni: sono residenze di rango con una struttura simile a quella delle ville dell’aristocrazia, oppure una pianta di matrice più militare.
Vi sono poi le chiese. Tali monumenti sono coloro che più si diffondono in questo periodo. Dapprima fuori dalle città, poi sempre più all’interno, come a Roma, dove le basiliche vengono costruite presso le tombe dei martiri, quindi nel suburbio dove si trovavano i cimiteri. Le abitazioni erano di due tipi: domus e insulae. Le prime erano case monofamiliari, più o meno grandi, con la pianta tipica delle abitazioni rurali. Potevano essere anche molto grandi, con abitazioni isolate all’interno dei propri stessi terreni, più piccole ed essenziali. Le insulae erano invece appartamenti di condomini abitati da numerose famiglie. Queste smettono di essere costruite già nel V secolo ma continuano ad esistere.
In questo periodo si diffonde anche una nuova pratica: il seppellimento dei morti all’interno delle mura urbane. Per i Romani vivi e morti dovevano stare separati, perciò i cimiteri venivano costruiti nel suburbio, ora, invece, si seppellisce in città, presso monumenti abbandonati, cimiteri, subito fuori dalle abitazioni o nei pressi delle chiese.
Cambia invece il rapporto con l’artigianato. La crisi demografica ed economica non ha più permesso l’esistenza delle grandi fabbriche di livello addirittura industriale e ha favorito la nascita di piccole botteghe di artigiani distribuite sul territorio. Accanto a loro vi è però il caso particolare della Cripta di Balbo, bottega artigianale che raccogli...
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