YISHU
1. IL NEOLITICO
Inizio: passaggio da uno stadio nomadico ad uno sedentario (7000 a.C.)
Fine: introduzione della lavorazione del bronzo (2000 a.C.)
Dove? Pianura centrale, bacino del fiume azzurro.
Cishan-Peiligang: vasellame di terracotta rosso o marrone, fatto a cercine e cotto a basse
temperature, non decorato o con piccole cavità impresse. Villaggi di dimensioni medie.
Pavimento delle abitazioni sotto il piano calpestio. Ritrovamenti di strumenti a fiato nelle tombe.
In quelle maschili si potevano trovare oggetti femminili e viceversa = società egualitaria.
Tripodi
CULTURA NEOLITICA: insieme di siti che presentano assemblaggi simili, chiamata in base al
SITO TIPO.
ASSEMBLAGGI: testimonianze materiali all’interno di un determinato contesto.
1.1 LA CULTURA YANGSHAO (5000-3000 a.C.)
Ceramica rossa fatta a cercine e decorata con motivi dipinti in ossido di ferro diventato nero in
una cottura di tipo ossidante.
BANPO: capanna quadrangolare al centro del villaggio
MAJIAYAO: vasellame dipinto in nero con spirali e linee.
MIAODIGOU: vasellame dipinto con motivi a forma di arco.
1.2 CERAMICA: tutto quello che è composto da un impasto di argilla e acqua, poi cotto.
3 classi: terracotta (argille secondarie fusibili), grès (argille secondarie refrattarie) e porcellana
(argilla primaria cotta ad altissima temperatura)
Argilla: primaria e secondaria, fusibili e refrattarie.
Caolino: argilla primaria usata in ceramica, ingrediente base della porcellana. Argilla bianca
refrattaria.
Modellatura: pallina di argilla, a colombino o cercine, al tornio, stampi.
1.3 LA CULTURA DI HONGSHAN (3500-2500 a.C.)
Dove? Lianoning (nord-est)
Ornamenti di giada
Sculture zoomorfe
Sculture femminili
Sito di Dongshanzui e Niuheliang, tempio dedicato ad una dea
Ceramica funeraria= recipienti privi di fondo, funzione esclusivamente rituale.
Forma iniziale del culto degli antenati
1.4 LE CULTURE DELLA COSTA ORIENTALE
DAWENKOU: 4500-2500 a.C.
Elaborate ceramiche nere e bianche lavorate al tornio
o Notevoli differenze sociali
o Struttura a gradini ercengtai
o
LONGSHAN 2500-1700 a.C.
Ceramica nera
o Sito di Taosi
o Tombe di varie misure in base al grado del defunto
o
1.5 LE CULTURE DELLA COSTA CENTRO MERIDIONALE
HEMUDU 5000-3500 a.C.
Oggetti di osso
o Lacca
o
LIANGZHU 3500-2500 a.C.
Case su pilastri di legno
o Lavorazione della pietra molto avanzata
o Produzione di giade
o Bi e Cong
o Antenati dei Taotie
o
1.6 LA GIADA
Nefrite: Turkestan Orientale e Siberia
Giadeite: Birmania
2 Della giada bisogna ricordare:
3 -Cos’è la giada, quindi il fatto che la giada è un silicato e che in realtà con il termine giada si
comprendono due silicati differenti da un punto di vista mineralogico, nefrite e giadeite e come
sono composti.
4 -Tutta la giada antica è nefrite.
5 - Le qualità della giada, si scalda, ha varie colorazioni a seconda dei componenti, è sonora ecc..
6 - è una pietra molto dura che non può essere incisa, quindi deve essere lavorata tramite abrasione.
7 -Il fatto che ci sia un’industria di lavorazione della giada così sviluppata nel neolitico che è un
fenomeno di per sé oltre a tutti i significati simbolici associati a questa pietra in Cina.
8 - Quando inizia ad essere lavorata la giada in Cina (nel neolitico, facendo l’esempio di queste
culture e di questi oggetti che tra l’altro delineano anche l’esistenza di quest’iconografia simbolica
che poi ritroveremo anche nella Cina successiva già in epoca così antica).
2. LA DINASTIA SHANG
2.1 IL BRONZO: il bronzo è una lega di rame e stagno a cui viene aggiunta una percentuale di
piombo che non supera mai il 5% che funziona come fondente.
Come è divisa l’età del bronzo in Cina? in tre fasi distinte, che prendono il nome da altrettanti siti.
Queste tre fasi sono: LA FASE DI ERLITOU, LA FASE DI ERLIGANG/ZHENGZHOU e LA FASE DI
ANYANG.
Il bronzo, fin dall’antichità e dalla sua scoperta, viene posto al centro di una serie di attività
economiche rituali e sociali senza precedenti e che sono possibili grazie ad una serie di
circostanze, prima fra tutte la disponibilità di materie prime e la disponibilità di miniere di rame.
Probabilmente proprio questa enorme disponibilità di miniera era uno dei motivi per cui veniva
cambiata la capitale degli Shang, per trovare o sfruttare nuove miniere una volta esaurite le
risorse precedenti.
2.2 LA FASE DI ERLITOU 1700-1500 a.C.
Recipienti rituali di bronzo
JUE: è un recipiente che ha tre piedi, con un manico laterale, beccuccio e versatoio, veniva
utilizzato per riscaldare le bevande alcoliche.
JIA: è molto simile allo Jue solo che non ha il versatoio, ma bocca circolare, quindi è una sorta di
grande boccale, sempre su tre piedi, i due pilastrini sono delle vere e proprie anse per toglierlo dal
fuoco.
HE: è una sorta di teiera, ha un beccuccio, il manico e coperchio, sempre su tre piedi ed è sempre
per riscaldare le bevande alcoliche.
PLACCA DI BRONZO CON INTARSI DI TURCHESE
Laboratori specializzati per la lavorazione del bronzo
2.3 LE OSSA ORACOLARI
Sono le ossa oracolari ad aver costituito, agli inizi del 900, la prova epigrafica in questo caso della reale
esistenza di questa dinastia. Queste ossa di cui abbiamo già brevemente parlato durante la parte
generale erano state raccolte per secoli dai contadini della zona di Anyang, che è un centro della
provincia di Henan (siamo quindi sempre locati nella Valle del Fiume Giallo). Per secoli i contadini
trovavano questi tipi di ossa, che in realtà sono sia ossa piatte di bovini (come vediamo nell’immagine
soprastante: la scapola di un bovino) sia carapaci di tartaruga che emergevano sostanzialmente dal
suolo dopo piogge torrenziali, che provocavano mutamenti nell’aria, o anche durante lavori agricoli/di
aratura. Queste ossa, proprio per la loro particolarità, presentavano delle fratture, segni incisi molto
spesso anche dei segni più complessi venendo per questo identificate come ‘ossa di drago’ e vendute
come tali per essere utilizzate nella medicina tradizionale cinese, dolce venivano macinate ed utilizzate
come farmaci. Nel 1899, ovvero negli ultimi anni della Dinastia Qing, alcuni studiosi riconoscono in
queste incisioni che si trovavano su queste ossa una forma di scrittura simile a quella che già era nota
agli studiosi per le iscrizioni sui bronzi di epoca Zhou, cioè per la dinastia successiva. Iniziano quindi i
primi studi e così queste ossa iniziano ad essere raccolte e collezionate, già nei primi anni del 1902-
1903 appaiono i primi volumi che raccolgono anche i calchi di queste ossa e le prime decifrazioni dei
caratteri che vi erano presentati. Si riconosce in questi volumi, che non sono altro che veri e propri
documenti, una sorta di archivio reale della Dinastia Shang, la cui esistenza, fino a quel momento, era
provata solo da racconti che erano stati fatti secoli più tardi ad essa. In particolare modo si ha un
resoconto di questa Dinastia Shang nello Shiji di Sima Qian. In realtà il ritrovamento di queste ossa ha
confermato in larga parte quello che raccontava Sima Qian, ovvero ciò che era stato tramandato fino a
quel momento, anche nella successione della genealogia dei re Shang. Lo studio di queste ossa
oracolari dà il via ad una vera e propria disciplina chiamata jiaguwen, che letteralmente significa
‘letteratura su ossa’. Questa disciplina mira innanzitutto a decifrare i caratteri locati su queste ossa,
alcuni abbastanza semplici e simili a quella che è stata l’evoluzione successiva del carattere mentre
altri invece appaiono molto diversi e non facilmente decifrabili. Fino ad oggi sono stati identificati
all’incirca 3000 caratteri presenti su questi materiali, di cui sono stati identificati con certezza all’incirca
la metà. Riguardo queste ossa possiamo dire che oltre l’importanza dello studio epigrafico, ovvero ciò
che c’è scritto (capire che cosa ci dice quello che era scritto e soprattutto come funzionavano queste
ossa), esse sono patrimonio di informazioni enorme sulla dinastia. La prima cosa che ci dicono,
informazione che è stata confermata anche dai ritrovamenti di oggetti di bronzo, è che era una dinastia
il cui tempo ed esercizio del potere erano scanditi dal rito. È stata una dinastia in cui la celebrazione del
rito aveva un’importanza fondamentale per tutta quanta la vita della società.
Si chiamano ‘ossa oracolari’ poiché venivano utilizzate per porre delle domande alle divinità. Queste
domande venivano poste attraverso iscrizioni che potevano essere lette:
-sia dall’alto verso il basso, da destra verso sinistra che è il senso in cui veniva scritto il cinese antico
-sia da sinistra verso destra, sempre dall’alto verso il basso
Appare quindi che da questo punto di vista ancora non c’era un ordine preciso o fisso. Questo è anche
giustificato dal fatto che gran parte di queste iscrizioni funzionano per compiere fasi parallele (sono
quelle che in inglese sono chiamate ‘yes or no questions’, cioè per esempio ‘pioverà o non pioverà? ’),
alcuni esempi:
-se faccio questo sacrificio otterrò questo riconoscimento o se faccio questo sacrificio non otterrò
questo riconoscimento?
-quest’anno ci sarà un buon raccolto o quest’anno non ci sarà un buon raccolto?
Per cui sono per l’appunto coppie di frasi speculari, e questa è la prima caratteristica.
Altro esempio di ossa oracolari con iscrizioni un po’ più fitte;
L’oracolo veniva sviluppato nel seguente modo.
1) dopo che era stata incisa o scritta con il pennello l’iscrizione che rappresenta la domanda da volgere
alla divinità o agli antenati,
2) venivano praticate delle cavità sull’altro lato/retro dell’osso o del carapace di tartaruga,
3) queste cavità venivano poi esposte a fonti di calore, ovvero venivano inseriti dei carboni/tizzoni
ardenti all’interno delle cavità e questo provocava le fratture dell’osso,
4) le fratture dell’osso costituivano sostanzialmente la risposta dell’oracolo, venivano interpretate come
una risposta positiva e una risposta negativa dell’oracolo,
5) talvolta, ma non sempre, questa risposta veniva anche iscritta alla fine della cerimonia (per esempio
‘l’antenato tal dei tali ha detto che quest’anno il raccolto sarà positivo’)
Cosa chiedevano gli Shang alle divinità? Chi erano queste divinità? Gli Shang chiedevano un po’ di
tutto, per cui chiedendo di tutto abbiamo oggi moltissime informazioni perché effettivamente si vede di
come tutta la loro vita era gestita e controllata dall’adeguatezza del rito e dalla pratica della
divinazione. La prima cosa che deduciamo però è che comunque questa divinazione è molto diversa
rispetto all’idea di divinazione e di oracolo che noi abbiamo in Occidente ed imparato a scuola
dall’antichità greca. Questo perché l’oracolo greco andava interpretato e la storia ci insegna che molto
spesso lo interpretavano molto male, però implica una interruzione del pensiero razionale, del pensiero
cosciente proprio per comprendere l’oracolo, inoltre anche l’oracolo stesso veniva fatto in una sorta di
trans. Nel caso riguardante la divinazione Shang in realtà appare subito una forma mentis che poi sarà
caratteristica di questa dinastia che troveremo un po’ ovunque, tanto è vero che si è parlato addirittura
di razionalità divinatoria. Ovvero sostanzialmente per come è strutturata questa divinazione, non c’è
nulla da interpretare poiché la risposta o è sì o è no (l’interpretazione della frattura è univoca, è
schematico come tipo di ragionamento) e il modo in cui viene praticata non presuppone l’interruzione
del pensiero così come governa il pensiero tutto il resto dell’agire sociale. Un’altra cosa che notiamo è
l’ossessione degli Shang per la simmetria. Questa è un ossessione diretta anche al parametro estetico.
Loro trovano una certa compiutezza non solo nella simmetria ma anche nell’estetica, e lo vedremo
nella decorazione e negli effetti filmatici. Questo lo si vede nell’idea della coppia di frasi parallele,
nell’idea delle fratture e di come si organizzano in maniera perpendicolare attorno a queste ossa
oracolari e lo vedremo anche delle decorazioni del bronzo che ubbidirà sempre a rigidi principi di
simmetria. Questa cosa che si traduce, tra l’altro, a livello tecnico anche nel modo in cui queste cose
vengono fatte, ovvero nelle tecniche di lavorazione che allo stesso modo obbediscono anche ad una
sorta di standardizzazione e principio di ordine.
Attraverso lo studio delle ossa oracolari noi sappiamo di questa dinastia che gli Shang:
- avevano delle nozioni di astronomia;
- conoscevano la durata dell’anno, dividendolo ad una durata simile a quello di 365 giorni attuali;
- dividevano il giorno in periodo, dividendo l’attività giornaliera in cicli;
- il paradigma sociale/unità sociale per eccellenza sappiamo essere stata la famiglia, cosa che poi
perdurerà anche nella Cina storica;
- l’aldilà è strutturato sostanzialmente ed in larga parte come un conseguimento della famiglia dopo la
morte;
- erano governati dall’aristocrazia, che assommava in se sia il potere politico (secolare) sia il potere
teocratico. Per cui il Re Shang era anche una sorta di sciamano ed era colui a cui erano sostanzialmente
riservati gli oneri e le prerogative rituali.
DONNE: avevano un ruolo importante nella dinastia Shang, non salivano assolutamente al potere, ma
erano anche loro le destinatarie delle onorificenze e delle preoccupazioni del sovrano e potevano avere
un ruolo attivo negli affari di governo.
Il CULTO DEGLI ANTENATI, che avrà un’enorme importanza in tutto il corso della storia cinese, è già
fondamentale durante la dinastia Shang. Durante gli Shang infatti gran parte della religione, dei riti e
dei culti sono rivolti agli antenati. È probabile che questo culto degli antenati emerga da un “culto
primitivo dei morti”, cioè è probabile che dalle commemorazioni delle società preistoriche dei morti si
sarebbe poi evoluto questo culto e questa importanza nei confronti degli antenati. Gli antenati sono
concepiti come degli spiriti che risiedono, durante gli Shang, nel mondo dei morti e che possono
assicurare una mediazione tra i viventi e le potenze soprannaturali; allo stesso tempo, questi antenati,
mantengono un “legame organico” con i loro discendenti in vita e conservano anche una gerarchia
simile a quella rispettata in vita (per cui gli antenati della famiglia imperiale mantengono un ruolo
privilegiato anche nell’oltretomba). L’organizzazione del culto degli antenati oltre la morte ricalca un
po’ quelle che erano le gerarchie della comunità Shang. Per usare un’iperbole, si potrebbe dire che il tra
vivi e i loro antenati era simile a quello tra i vivi e i loro parenti ancora in vita; rispettare l’antenato,
omaggiarlo, onorarlo attraverso riti e culti poteva assicurare la benevolenza dell’antenato o, al
contrario, la sua irritazione. In quest’ottica, il legame di parentela assume importanza che trascende la
vita terrena, perché si protrae oltre la morte. Gli antenati, oltre ad essere intermediari tra i viventi e le
potenze soprannaturali, possono comunicare con quella che è la divinità suprema degli Shang, ovvero
上 帝
SHANGDI. Shang è il carattere di “alto”, mentre è lo stesso che poi verrà usato per “imperatore”.
Shangdi, che potremmo dunque tradurre come “regnante supremo”, dovrebbe essere considerato come
l’antenato primo della dinastia regnan