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Archeologia dell'alto medioevo

Prof. Valenti - Lezione 02/03/2017

Il 07-04-2017 ci sarà un seminario all'auditorium in via Valdimone I, Santa Chiara Lab, dalle 9.30 alle 14.

Il 10-05-2017 si terrà il seminario "Contesti archeologici e loro rappresentazione" dalle 9.30 alle 13.

Nazionalismi e altro, letture dei barbari

Il concetto di barbaro oggi è uno stato naturale dell'umanità. La parola barbaro oggi viene usata per far vedere la semplicità e l'etica che i romani mettevano a confronto. Libro Coetzee "Aspettando i barbari".

Il primo grande uso del concetto di purezza e correttezza è Rousseau con il mito del buon selvaggio applicato ai nativi americani. Il barbaro è rappresentato nudo ma rappresentato da una nudità nobile.

Il primo che s'interessa dei barbari dal punto di vista archeologico fu Ericus Pontoppidan, giardiniere del re di Svezia, che trovò delle tombe a tumulo megalitiche che ragionò stratigraficamente con un resoconto molto ben fatto.

In quei decenni arriva il primo cambio di visione con Edward Gibbon con la sua enciclopedia che si chiede il perché del declino dell'impero romano e risponde con il concetto che vede la caduta di Roma per essersi ammorbiditi con il cristianesimo. Anche Montesquieu riprende il tema legato dei barbari. In questo clima vengono fatte opere di analisi su tutti gli studi che riguardano il barbarico.

Il sentimento nazionalista del XIX secolo, con una concezione quasi mistica della nazione tedesca come Volk (popolo, gente) in intimo rapporto con il territorio su cui era insediato, aveva permeato l'ideologia politica e storici, antropologi ed archeologi si sforzarono di dare il proprio contributo al Germanentum trovano testimonianze materiali della sua antichità. La maggior parte degli studiosi considerarono quindi i dati che andavano producendo come segni tangibili di un passato eroico, retaggio di cui essere orgogliosi e soprattutto fonte di speranza e una guida per il futuro; le glorie dell'antica Germania lasciavano trasparire valori morali e sociali che altri popoli non avevano posseduto o perso: i germani, apparsi nelle terre settentrionali dell'Europa, razza in progresso costante, avevano purificato e salvato il genere umano dai decadenti imperi mediterranei.

Le doti del guerriero nordico vennero osannate e il potere della spada divenne l'unico vero potere attribuendo al guerriero germano stesso una forza eccezionale e sovrumana. La superiorità era attestata dalla vittoriosa avanzata in Europa e dalla sconfitta inflitta ai romani.

Inizia questa grande costruzione di monumenti della tradizione germanica che diventano i templi di un'ideale di una regione popolare, un esempio è il Valhalla e la Statua della Fama nella foresta di Teutoburgo. La figura del barbaro è diventato un motivo politico e militare con cui si fa propaganda.

Ludwig e Wilheim Lindenschmidt sono stati due grandi archeologi osannati molto dalla storia dell'archeologia; sono stati i primi a datare le tombe basandosi sulle sequenze stratigrafiche, ricercano molto. Esaminando i loro testi è stato trovato un concetto di razzismo molto esplicito dove si trova scritto che enfatizzavano l'eredità germanica dei resti umani scoperti insieme all'anatomista Alexander Ecker, che fondò l'archivio per l'antropologia.

Sulla spinta della fenologia attraverso la misurazione delle differenti regioni del cranio tendeva a determinate la forza o la debolezza di ognuno così nasce tutta l'idea della supremazia dei germanici che vennero considerati superiori fisicamente e mentalmente.

Con l'avvento del Terzo Reich s'inizia a pensare che loro dovessero conquistare tutto il mondo e che questo compito lo ha consegnato la storia. Gordon Childe preistorico sposa la tesi sugli ariani che li vede vittoriosi sui romani. Poi arriva Kossinna, fu il principale diretto predecessore dell'archeologia nazista, crea proprio degli alberi genealogici in base ai popoli puri che valgono di più. Teorizzo la Siedlung archeologia dell'insediamento da cui riprende molto Hitler che riporta proprio nel Mein Kampf.

Nel 1929 avviene una mutazione e nasce il nazismo di cui un ideologo è Rosenberg che iniziò a fare ulteriori ricerche sul passato soprattutto sulla storia dei goti. Himmler è il sovvenzionatore delle ricerche archeologiche con l'obiettivo di provare la superiorità della razza ariana ed esisteva proprio un dipartimento di studi detta Ahnenerbe cercano soprattutto reperti magici. Il Castello di Weweisburg era ridotto male e fu restaurato da Himmler ed era un sacrario dei nazisti dove si celebravano riti isoterici a pro del nazismo.

Il Bosco di Sanchsenhain è il luogo in cui Carlo Magno sterminò per decapitazione 4500 sassoni e lì furono portati dei macigni per ricordarli. Herbert Jankun ha scavato uno degli scavi più belli a Hedeby che è il maggiore centro commerciale scandinavo nel periodo dei Vichinghi e cambia completamente la storia vera e la conclusione fu che gli archeologi erano spinti in queste direzioni perché venivano finanziate solo questo tipo di ricerche.

La ripartenza del dibattito

Va fatta tra le posizioni di Gibbon e Pirenne, il primo ha una visione discontinua della fine dell'impero romano mentre il secondo ribalta proprio la prospettiva e costruisce un'interpretazione dove dice che la vera crisi dell'Occidente avviene con la chiusura del Mediterraneo fatta dagli arabi. Vede l'asse dei commerci che si sposta verso il Mare del Nord e il mar Baltico e vede la fortuna di Carlo Magno del suo rapporto con questi.

Secondo Gibbon, l'impero romano cade sotto le invasioni barbariche a causa della perdita di senso civico da parte dei suoi sudditi.

Michel de Jaeghere, un ultimo scrittore di un libro “Gli ultimi giorni dell'impero romano”, che vede la causa della caduta dell'impero per l'implosione demografica. Leggere libro di Walter Poli. Patrick Geary ha scritto "Il mito delle nazioni" che è revisionismo puro e dice che il mondo germanico fu la più grande e la più duratura opera del genio.

Lezione 08/03/2017

L'impero romano arrivò ad avere 130 milioni di persone sotto il governo e circa 1.5 milioni di ettari territoriali. I romani avanzando lo marcano fortemente e lo fanno a propria immagine per questo si incontrano iscrizioni fino in Ucraina, in India o nello Yemen. I romani cercano di consolidare i territori sul limes perché le difese garantiscono lo sfruttamento dei territori e quindi si tratta di un'espansione puramente economica che arriviamo poi alla Pax Romana.

L'Università di Amsterdam ha scoperto la posizione della prima battaglia avvenuta in suolo olandese combattuta da 8 legioni comandate da Cesare contro Tencterii e Usipeti. Si trattò di un massacro di tribù germaniche nell'anno 55 a.C. Grazie a degli scavi recenti sono state analizzate combinazioni di dati storici, archeologici e geochimici. Furono trovate molte armi, scheletri, armature e la cronologia è di primo secolo a.C. Si capisce dallo stato degli scheletri il massacro che seguì la battaglia. Oggi quest'azione sarebbe considerato un genocidio mentre era un segno della pax romana. È stato fatto un intervento sui denti dei morti con analisi geochimici sullo stronzio hanno dimostrato che non erano nativi della zona dell'Olanda ma migranti.

Il limes serviva a far vedere la forza e grandezza dei romani alle popolazioni sottomesse. La legione romana era il potere di Roma e arrivano ad essere oltre 60 legioni, ciò significa che sono necessarie forti risorse economiche per mantenerle. La cellula fondamentale della legione era la centuria (8 uomini): due centurie costituivano un manipolo. L'inizio della vera crisi dell'impero è la crisi economica che non permette un mantenimento della legione. Vi erano poi delle truppe ausiliarie che furono un corpo reclutato a partire dal principato di Augusto raccolti dalle regioni dominate dai romani. Dopo Adriano questi costituiranno la parte maggiore della legione. Tra il I-II secolo d.C. la legione cambia faccia e si barbarizza, è una vera e propria macchina da guerra con un addestramento massacrante che porta una vera arte della guerra.

Nel II secolo vediamo un'influenza dei Parti e quindi cambia tipo di vestiario e continua sempre di più fino agli inizi del III secolo. Alla seconda metà del III secolo l'esercito è effettivamente imbarbarito anche i generali cambiano strategie e tattiche di combattimento. Nel tardo-antico ci si avvicina al genere bizantino. Tra IV e V secolo il militare romano ha molto cambiato la propria attrezzatura e si tende ad un'uniformazione dell'esercito.

Gli accampamenti

Lo schema per costruire gli accampamenti era molto ordinato ed era il castra romano, organizzato in un giorno.

Confini

Joseph Conrad scrive un'opera intitolata "Cuore di tenebra" e s'immagina come i romani hanno visto la parte barbarica quando sono arrivati. Ci dà l'idea che i romani sono persone che hanno bisogno del limes perché sono terrorizzati dai barbari.

Il Limes è un termine usato per strada, una linea immaginaria che separa la romanità dal barbaricum e dal mondo esterno, è una zona dove si arriva a fare commerci e scambi inoltre è un sistema militare costruito da un complesso e amplissimo apparato di edilizia militare distinto area per area fatto di barriere naturali, mura, torri di avvistamento, strade etc.

Luttwak scrive "La grande strategia dell'impero romano" paragona la muraglia cinese al limes romana e dice che ha più uno scopo psicologico che un obiettivo militare. È una linea militare di controllo verso l'interno vede tre fasi del sistema:

  • Giulio Claudia: con legioni ausiliari ancora secondari
  • Antonino: inizia la dislocazione dei confini dove si stanziano le truppe
  • Tardoantico: difesa in profondità e in funzione antibarbarica.

Whittaker lo critica per le sue idee. Vediamo che il limes è una frontiera militare anche negli Annali di Tacito che fa vedere l'importanza dei confini e che non è un limite commerciale.

Lezione 09/03/2017

Limes e sue componenti

Si cerca di sfruttare inizialmente quelle che sono le difese naturali a cui si aggiungono le difese artificiali quindi le prime sono barriere paesaggistiche come fiumi (Reno e Danubio), i monti (catena dei Carpazi della Dacia), il deserto (Egitto). Le costruzioni artificiali sono in genere agger con una palizzata di legno o un muro in pietra come nel caso del Vallo di Adriano con torrette spesse di difesa e aumentano gli apprestamenti via via che aumentano i pericoli. Lutwak distingue tre sistemi di sicurezza imperiali su una diversa funzione del limes. Nel primo è il sistema Giulio-Claudio dove Roma esercitava un controllo egemonico; il secondo sistema è quello antoniniano dove si assiste alla territorializzazione dell'impero con utilizzo di truppe di confine impiegate nel controllo diretto del territorio; il terzo sistema nasce in risposta alla crisi dell'impero si passa ad una difesa in profondità voluta da Diocleziano a quella più elastica di Gallieno.

L'elemento costante nelle fortificazioni è la strada a cui si accompagnano elementi di carattere difensivo che sono praetenture o clausurae (usate fino all'età longobarda). Le prime difese più serie si limitano a punti più sensibili e con più importanza strategica. Nella Germania superiore inizialmente c'è una linea di torre a cui si aggiunge una palizzata e un fossato semplice rafforzati da terrapieno, successivamente è sostituita da un muro basso. Ciò significa che ancora il barbaro non è un problema serio. La parola castello inizia ad essere utilizzata in età tardo antica che inizialmente sono piccole costruzioni, apprestamenti difensivi più grandi delle torrette.

Nell'Africa e nel limes arabico è soprattutto il fossato che fa da frontiera ed è un limes ad intermittenza. Poi ci sono le fortezze permanenti che stanno leggermente dietro la prima linea di fronteggiamento avevano dimensioni ridotte in genere c'erano anche fortezze doppie. Recentemente è stato trovato uno dei primi accampamenti militari romani a Carnunto in Austria fortificato con un fossato.

A Vindolanda sono state trovate tante tavolette scritte dove si trova la corrispondenza che si scambiavano tra legionari conservate perché usate come carta igienica. Nelle province occidentali si iniziano a trovare truppe ausiliarie i loro forti sono diversi che potevano contenere circa 500 armati. Nel Limes Orientalis c'è il caso africano che è diviso in sei settori lungo il fronte settentrionale. Il fronte più lungo ma il meno complicato da difendere con 45.000 armati schierati nei primi tre secoli. Uno studioso francese fu Jean Beradez che segnalò tutte le aree dove c'erano delle torri o dei punti di difesa romani. C'è poi il limes arabico basato sulla strada diocl...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/08 Archeologia cristiana e medievale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher storia92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia medievale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Siena o del prof Valenti Marco.
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