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• Abbiamo una descrizione dettagliata dai carmina 18 e 21 by paolino del 407 urgente

intervento xkè la tomba era coperta da una lastra di marmo con due foramina per permettere

di avere reliquie da contatto con oli aromatici che venivano versati e ritirati fuori il sistema

dei fori si era otturato xkè fuoriusciva olio frammisto a polvere e terra.

• La ricognizione è effettuata dal vescovo Paolo + operai specializzati: rimossa la lastra la

tomba la si lascia intatta e si ricopre.

• Durante la demolizione di un altre nella chiesa dedicata a S.Felice , si pensava che lì sotto

fosse conservato il corpo del santo trovate 3 tombe- 892,893,894- inserite in una piccola

costruzione laterizia quadrata (2,20m) successiva terragne sul piano di campagna e

inglobate nell’altare di VI.

• T. 892: è la tomba di Felice a casa foderata in muratura laterizia (cortina ben fatta)

coperta da bipedali in terracotta e sopra la lastra con foramina; dentro vuota perché la

traslazione del corpo avvenne nell’AltoMed strutturalmente è compatibile con una

cronologia di III d.C.; separata dall 893 da un muretto- probabilmente contestuali xkè

cortine su entrambi i lati e troppo stretto x essere due muretti addossati!

• T. 893 = 894: è foderata con lastre di marmo e chiusa sopra con lastre di marmo.

• Successiva fu la decisione di segnare la loro presenza con una costruzione rettangolare, della

quale si vede che i muri perimetrali S e N sono fondati sulle coperture delle tombe (anche la

soglia dell’ingresso sopra le coperture)sorta di memoria untempo decorata internamente

di cui resta solo un frgm di decoraz pittorica a mo’ di crusta marmorea.

• Sono stati trovati resti di tombe costruite sopra le 894 e 893.

Contestuale alla realizzazione della memoria è la lastra con foramina( fori di diam 10 cm, quello a

N aveva 4 incassi circolari forse una graticciola lo copriva ≠ quello a S coperto da un tappo)- la

lastra, con kyma ionico, era di reimpiego di I-II d.C. Sotto i due fori si vede un vaso d marmo

inserito nella malta e che non sfonda la prima copertura in bipedali marchingegno x ottenere

l’olio= reliquia da contatto.

• La Memoria A è datata ai primi decenni del IV sec, e contestualmente si creò il dispositivo

x le reliquie, funzionale a salvaguardare l’integrità dei corpi (intangibilità dei corpi)- cr. Nel

594 Costantina invia una lettera a Gregorio Magno chiedendo la testa di S.paolo x la sua

nuova chiesa, ma Magno risp che non può fare questo, ma che è uso dei romani usare come

reliquie branda in pissidi = e le dà polvere delle catene di Paolo.

• Nel De Gloria Martyrum di Greg di Tours di fine IV, sappiamo che a S.Pietro si era soliti x

ottener euna grazia introdurre un “palliolum” attraverso la fenestella nella sepoltura di Pietro

lasciarlo lì 1 notte e la grazia sarebbe stata ricevuta se il gg dopo il fazzoletto pesava di più.

(cfr. S.Paolo fuori le mura: inserimento nella lastra con 3 fori di carboni e poi ripresi cm reliquie + a

Milano prete by Teodolinda= raccolse ampollette con olii dalle tombe dei martiri di Roma e altare

 all’olio come

con fenestella x reliquie di V sulla tomba di Evenzio e Alessandro sulla Nomentana)

reliquia da contatto si associavano anche proprietà guaritrici cfr. Greg. Di Tours nel caso di

S.Martino. (In Oriente molto diffusi dei reliquiari in olio)

Chi erano i due sepolti accanto alla tomba di Felice?? Testini ipotizza che fossero i vescovi

Massimo e Quinto (ma no prove archeologiche).

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• Memoria B: sembra contestuale o di poco posteriore alla Memoria A piena di

sepolture 5 pavimentali del solito tipo e altre file sovrapposte e aveva l’accesso da S =

MemA.

• Fu poi costruito il Mausoleo 15 e ancora dopo la Memoria C, perché sembra inserirsi in

uno spazio di risulta tra i due.

• M15 quadrangolare con arcosoli bassi, in op laterizia e sec appunti di Chierici con

tombe pavimentali e facciata decorata con due paraste

• Camera funeraria 16 divenuta nel Medioevo cappella di S.Calionio: originariamente

rettang con accesso a W; poi venne tagliato il muro est x crearvi un’abside a fine IV del

M16 restano solo frgmm dei muri laterali in op. listata

• M11 ingresso da S con due bassi arcosoli con sotto tombe importanti e sottarco

arcosoli decorato con corolle floreali su fondo scuro e lunette con dischi di porfido

simulati in pittura

• M14 addossata ad M13 ad Est, stessa tipologia di M11 e tombe antropomorfe sul piano

pavimentale; nel Medioevo fu trasformata in cappella di S.Giacomo.

• Memoria C ultima ad essere costruita e si appoggia alla facciata di M15, di cui si

conserva la soglia di ingresso marmorea ad est; tombe orientate N-S e una lunghissima ,

forse ossario; muri decorati con affreschi di intrecci floreali e petali di rose.

• Il tutto si affacciava su uno spazio di campagna 18x19m quadrangolare originariamente

interessato da sepolture.

SINTESI cronologica:

• Tomba di Felice è di fine III d.C

• Memoria A sulla tomba del santo + altre due è di inizi IV d.C.

• Memoria B

• M15 e M16 più tardi e si impostano sulle vecchie tombe antropomorfe di fine II d.C.

• M11 e M14, appoggiate ad M13, sono anch’esse di inizio IV d.C.

• Basilica Vetus (350-360) e contemporaneamente M10,M12 ed Mx

• Basilica Nova inizi Vd.C e M14

• S.Stefano, fine V d.C.

• Aedicola sulla tomba di S.Felice fine V-in VI

• S.Tommaso (in.VI d.C.)

Inizi IV d.C MUTAMENTO

Si vuole dare importanza alla tomba di Felice attraverso la realizzazione di un vero edificio di

culto!

CHIESA (Basilichetta ad corpus) 6

• Nel 320 d.C. con un provvedimento si provvide alla demolizione di parte della necropoli x

impiantare la Chiesa, che distrusse parte di MA,MB ed MC, così da avere più spazio per i

fedeli!

• Realizzata perciò intorno al 330 (16x 11m)-ingresso anche sul lato Wauletta ad corpus con

abside.

• Paolino che scrive a fine IV la ricorda come già esistente (realizzata in op.laterizia).

• Inglobò anche M15 ed M16; il muro perimetrale W si alzò sul filo di MA, e si leggno tracce

di intonaco rosso . il muro E non lo abbiamo

• Basilichetta scavata nel 1988 di cui conosciamo abside, tombe pavimentali, muro W con

piccola porta arcoata x regolare flusso pellegrini la tomba di Felice è in posizione

decentrata, sul muro W!! (non c’era ancora l’esigenza di far coincidere l’altare con

tomba-santo).

• Ingresso sul lato S con un triforio di ingresso- probabile la presenza di un nartece con

ingresso ad W, chiuso ad est da M15, al quale si appoggia una colonna del triforio esterno. Il

lato interno del triforio era mosaicato, ne resta un frm.

• Chiesetta funeraria a cui Chierici feece dei restauri, sostituendo i pilastri in muratura con

colonne di cemento (N.B.--> l’arcata a sud era l’unica sostenuta già da colonna, forse

sostituita da Paolino).

• Nonostante vari rifacimenti, della prima fase si individuano:

Pilastro s-w (red)

- Relitti vari in muratura (yellow)

- Trovate le fondazioni dei muri absidali e solite tombe pavimentali

-

• Per quanto riguarda la Tomba di Felice, Paolino non vi ricorda sopra un altare ma scrive che

MemA fu inglobata dalla basilichetta! Sopra T. 893 trovati resti di un muretto impostato sui

muri di MA, che sec Ebanista indicava una particolare delimitazione per 892.

• Rinvenuti graffiti dei pellegrini di IV sec punta incideva l’intonaco rosso, anche se non

denotano un’enorme frequentazione formulari comuni anche a S.Pietro “in deo vibes

Felix” o “Marcus votum reddidit-ha sciolto”; “Felice in mente Habea…nome defunto”.

Notando come questa basilichetta risulti piccola per l’affluenza dei fedeli, si sente l’esigenza di

costruirne un’’altra ad Est:

BASILICA VETUS ( 350-360 d.C.) c.d. by Testini

• Costruita abbattendo il muro E della basilichetta.

• La navata centrale era separata dalle laterali con pilastri (sostituiti con colonne da Paolino

nel 401-403, xkè più armoniose).

• Lunga 30 m x 25 e ospitava anch’essa sepolture pavimentali.

• La navata dx ingloba M15 e la nuova muratura si appoggia visibilmente ad M15

• Questa chiesa verrà modificata da Paolino nel carme 27 del 403 ci parla di decoraz

parietale marmorea, soffitto affrescato a cassettoni da cui pendono ora lampadari e colonne

al posto di rozzi pilastri+ nel carme 28 “ambienti una volta vecchi ora sembrano nuovi e

muri di sopraelevazioni con quadri del vecchio e nuovo Testamento.

• Dopo aver restaurato questa Paolino costruirà una Basilica Nova.

• A fine ‘700 sopra la Vetus si impiantò la Parrocchia d S.Felice, ma si conserva l’intervento

della colonna di Paolino sulla navata dx, resti dei muri absidali, e alle spalle dell’abside 2

resti di un muro rettilineo, che forse consentiva il camminamento periabsidale; qualcsa del

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muro N e della navata sx e l’attacco dell’arco dove vi era l‘antico triforio, che consentiva il

collegamento reale e visivo con l’aula ad corpus presso la tomba del Santo!

• L’aula feliciana resta nella sua posizione e inglobata in questa Vetus e sappiamo che

l’esterno dell’abside era decorato con pitture a finto marmo.

• Contestuali sono i mausolei 10,12 ed x che si appoggiano ai già esistenti M11,13,14, metà

-fine IV sec probabilmente mausolei famigliari le cui dimensioni dipendevano dal n°dei

componenti

• M12appoggiato alla cortina di M11 e 13, con porta d’ingresso sul lato S (N?), coprendo la

soglia di M11; di forma rettangolare + 6 tomba pavimentali in fase di impianto, con

estremità circolare e un basso arcosolio sul lato corto W; si leggono riseghe sulle pareti che

prevedono la presenza almeno di due tombe a cassa sovrapposte.

• Mx probabile accesso da sud(n?), si appoggia alle fronti di M13 e 14, molto piccolo 2x2m

e basso arcosolio sul lato di fondo

• M10 = ad Mx, 2x2m e accesso a N perché trovata la soglia

INTERVENTI di PAOLINO (in V sec.) 401-403

• Modifiche nella Vetus

sostituz dei pilastri con colonne

1. scene di affreschi con Nuovo Testamento (≠ nella Nova affreschi dell’Antico T),

2. forse sopra gli archi dei colonnati navata.

delimitazione della sepoltura di Felice con 4 transenne ( a losanghe traforata con 2

3. listelli con motti moraleggianti scritti by Paolino) con pilastrini angolari con pigna in

cima, venuta alla luce con la demoliz dell’altare di VI-smantellata la transenna ad E;

non aveva la recinzione una mensa soprastante, xkè vi erano iscrizioni sulla

transenna anche all’interno!-> esterno: motti moraleggianti: chi risparmia la verga odia

suo figlio; l’origine di tutti i mali è l’avidità-intento istruttivo- inter: calunniando il povero si

offende Dio e salva colui e subisce un affronto o dalla mano di un superbo by Libro proverbi

Bibbia. E nella transenna N vagante: meglio dare che ricevere by Atti Apostoli.

Oggi il recinto è stato trasformato in altare.

Soffitto cassettonato

4. Foderò con marmo le pareti

5. Demolizione dell’antica abside dell’aula ad corpus, x creare un’atrio di ingresso alla

6. basilica Nova, realizzando sulla corda dell’abside un triforio!

• Nella demolizione dell’altare si vide che fu aggiunto un pluteo ulteriore che si appoggiava

all’antico pilastrino, poi tagliato x consentire l’incastro della transenna a sud,

sovrapponendosi a due tombe: 924 e 925 le più privilegiate, forse proprio di Paolino e

moglie! Di questo secondo recinto resti con altri motti moraleggianti come : non si può

servire Dio e Satana per le tombe privilegiate, ora coperte da pavimentaz post Chierici.

• Costruì la Nova e una chiesa in uno dei suoi terreni a Fondi.

• T. 924 e 925: privilegiate, tomba bisoma con una lastra all’interno divisoria e coperte d aun

unico coperchio-quella più vicina a Felice rivestita con marmo all’interno di Paolino (22

giugno 431) e moglie Terasia (morta ca 20 anni prima) dagli scritti del prete Ursino

sappiamo che P voleva essere sepolto accanto al beatissimus Felice. È probabile che in

occasione della morte della moglie decise di realizzare una sepoltura bisoma da qui

Paolino verrà venerato anch’esso come un santo, tanto che i longobardi lo portarono a

Benevento. 8

Molto ben conservato è un affresco del NuovoT sul colonnato della Vetus: città turrita in prospettiva

con cinta muraria a grossi blocchi con porta a due fornici e torri circolari ai lati, di forma poligonale

con all’interno casettine con tetto…si legge anche “titulus” e da P sappiamo che ogni quadro era

accompagnato da un testo da lui composto (titulus historiarum= fumetto); frgm di affresco anche

nei sottarchi del triforio con nastri e sopra gli archi con motivi floreali.

BASILICA NOVA

• Scavata da Chierici negli anni ’30 + scavi anni 80-90

• Situata a N del complesso

• P ne parla nei cari 27,28 ed epistola 32, ma sappiamo che nell’Altomed era in buona parte

crollata, trasformandosi in un piccolo oratorio rettangolare intitolato a S.Giovanni,

perdendosi le tracce della B Nova solo a fine ‘700 post attenta lettura dei carmina

Poliniani, il prete Ambrosini vi riconobbe la B Nova con l’abside triconca!

• Realizzata una triplice arcata(conservate colonne e capitelli di soglio e poi chiuso con basse

transenne) su il lato nord della vecchia Aula ad corpus x fare un atrio d’ingresso x la Nova,

ornato da fontane con cantaros x la lavatio in corrispondenza un triforio simmetrico dava

accesso alla Nova (istituendo collegamento vetus-nova, di cui resta solo un piedistallo)

Paolino ci dice che ciò era funzionale x permettere di vedere dall’altare della Nova la tomba

di Felice nella Vetus.

• Grande aula 40x22m divisa in 3 navate da un doppio ordine di colonne che sorreggono

archi, con la centrale più del 2oppio delle altre.

• Abside triconca: con 3 esedre e conca centrale +larga e schiacciata (primo caso in basilica di

V sec) un abside x il vescovo che celebra e l’altra x i celebranti presbiteri + 1,20m di

sopraelevaz del presbiterio nella lettera 32 scrive che su queste due absidiole vi erano dei

versi: a) questo è il luogo in cui sono appese le vesti sacre; b) chi ha voglia di leggere le

Sacre Scriture.

• Originariamente ai lati delle absidi laterali 2 stanzette di servizio (forse una era il battistero

descritto da P) e quella ad est poi rifatta ottagonale.

• Lungo il lato lungo della chiesa W due ambienti (28 e 29) con funzione funeraria e

terminanti cn absidi e P dice che vi erano altre due cappelle funerarie (cubicola) sul lato E,

raggiungibili tutte dalla chiesa attraverso porte.

• Lettera 32 di P a Sulpicio Severo: “ questa Basilica da me costruita e dedicata al Signore è

frequentata x il culto del protettore e padrone della nostra casa, Felice e ospita reliquie da contatto

degli apostoli e martiri custodite sotto altare nell’abside triconca (si aggiunse anke un frgm della

santa croce by Melania)…la calotta absidale è resa lucente da mosaici, pavimenti e pareti con marmi,

luminaria appesi alla volta cassettonata”.

• La facciata della Basilica non è rivolta ad est xkè guarda la tomba del Santo e sappiamo da

atri sui scritti che vi erano quadri con VecchioT sopra le arcate delle colonne.

• M14 pareti affrescate da una 30 di quadri e l’unico pannello riconoscibile è quello von la

Cacciata di Adamo ed Eva si conserva la parte inferiore (cfr. i progenitori di spalle in Dino

Compa) parliamo di tombe privilegiate!

• Altre tombe privilegiate: quelle dei Vescovi di Nola in muratura e foderate in marmo

appoggiate a 2 archi del triforio di accesso dal nartece, x cui fu necessario la tamponatura

dell’arcata centrale e W x far appoggiare e tombe a cassa una sopra l’altra e le superiori

coperte da un coperchio a spiovente. (smontate e rimontate da chierici) cfr. le honeste

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femine a S.Alessandro probabilmente sono i Vescovi di Nola 1)Paolino Junior del 442 con

epitaffio” depositio episcopi paulini iuniori depositi III Idi Sept”; 2) Felice del 484

“depositio sancti felicis episcopi V idus febr post consulatum fausti viri clarissimi”.

• Nel Santuario poi si costruì un grosso muro dietro tamponatura arcate chiudendo triforio

tranne apertura ad E x delimitare spazio tra Vetus e settore W basilica creandosi una

facciata unica a S, così da permettere l’inserimento di un’altra t privilegiata del Vescovo

Teodosio di Nola 490 demolita da Chierici si conserva l’epitaffio “depositio theodosi

episcopi die 7eptimo idus Decemb Flavio Fausto iuniore v clariss”

• Da notizie 700esche sappiamo che vennero realizzate altre tombe in corrispondenza delle

ultime 2 arcate della navata N della Vetus, dove vi era un arcosolio di un arciprete Adeodato

con sarcofago di Endimione ed epitaffio sul lato posteriore decorato con candeliere colomba

“ Archiepiscopus Adeodatus sanctae nolanae ecclesae requiescit hic”. Nel 839 quando i

Longobardi portarono via le spoglie di paolino, portarono via anche le sue xkè credettero

fosse un sant'uomo.

• Il 2° sarcofago nella navata centrale tomba della sacra virgo Iusta (461-481) by Chierici

S. STEFANO

• Edificio funerario realizzato gli ultimi decenni del V d.C. a N-W del Santuario

• Edificio absidato con dedica a S.Stefano nel 1500 (propotomartire di Gerusalemme il cui

corpo fu rinvenuto miracolosamente nel 415 d.C.)

• Preceduta da un quadriportico che la collegava alla Nova

• Posteriore quindi alla Nova ma anteriore all’esondazione del fiume Clanio (x erux del

Vesuvio) di inizio VI deposito dii fango datato x materiali, rinvenuto anche in parte nella

chiesa

• 1 sola navata con abside con 3 finestre (parte alta ricostruz Mediev), realizzato in finissima

op listata (rarissimi mattoni)

• Si vedono due grandi passaggi arcoati, tamponati nel medioevo, sui muri laterali dell’abside

che forse portavano ad ambienti laterali (cappelle?)

• 3 porte in facciata e un fittume di tombe pavimentali-visibili ad es prima del gradino

d’accesso al presbiterio- e nella zona dell’abside tombe a muretti

• Recinzione presbiteriale postuma inondazione.

Fine V – in.VI d.C.: Ultimo Intervento

• Forse x via dell’esondazione, si concentra sulla tomba di S.Felice si realizza intorno al

recinto un’aedicola, recinzione ad arcate che si appoggia sulle tombe dei vescovi (post quem

484), quadrata (6,6x 6,9m) su cui si aprono 3 arcate x lato rette da colonne di spoglio con in

cima una bella decorazione a mosaico + epigrafe in versi che corre sia all’interno che

all’esterno, del resto sappiamo che il vecchio ambiente “era troppo stretto x pregare in

maniera conveniente”. Lato interno est-> mal ridotto. Sotto all’iscrizione c’è un motivo

floreale (rami da cui pendono grappoli d’uva e fiori, vasi da cui sgorga l’acqua a cui si

abbeverano pavoni). Sono tessere auree. L’estradosso degli archi ha un motivo ha dentelli. Il

fondo è aureo. Lati sud e W decorati internamente/E e N dentro e fuori.

• Si aggiunge anche un altare sula tomba del Santo che è finalmente al centro della nuova

aula! L’altare coincide con il recinto di P ma ha una mensa! Solo sul lato ovest in

corrispondenza della tomba di Felice, ci sono 2 colonne che poggiano su piedistalli in

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laterizio. Si dava risalto alla tomba. Queste due colonne, sono le uniche tortili e in marmo di

Aquitania.

• In fase con l’aedicola è quindi anche l’esedra W.

• In questa fase venne costruito il PRESBITERIO OCCIDENTALE (ambiente absidato)->

così la tomba di Felice è al centro. Per dare aria alla tomba che prima era addossata al muro

dell’aula feliciana, gli antichi in questa fase (intorno al 500ca) crearono 3 arcate sul muro (in

corrispondenza a quella dell’edicola). Le due laterali erano percorribili. Forse solo l’arco

centrale aveva un transenna che chiudevail muro occidentale dell’antica aula feliciana fu

traforato creando queste 3 arcate.

• Esisteva sempre un passaggio antico.

• La quota tra la zona della tomba di Felice e della zona absidata non è identica. La zona

absidata è più alta di 80cm e si saliva mediante gradini.

• Lato esterno est-> restano pochi brani del mosaico-> croce tra 2 palme-> si è ritrovata

nell’arcata meridionale. Nel ‘600 si vedeva nell’arco centrale IL MONOGRAMMA

COSTANTINIANO.

• Il lato est-> poi venne chiuso da transenne-> tracce di transenne tra le colonne.

• L’iscrizione correva sui 4 lati interni e sui 2 larti esterni (lato N ed E).

• I testi vanno letti dal lato interno partendo dal lato occidentale e proseguendo in senso orario

(O-E-N-S), nel lato esterno si parte da E. L’iscrizione veniva letta da chi veniva da est.

Provenendo da est, quindi dalla vetus, si aveva la visione più importante, si traguardava la

tomba di Felice. Si accenna anche ad un anonimo che risistemò gli ambienti.

• La grande esedra si conclude con l’abside di 10mt che si addossa all’antico muro di facciata

da sud, è costruita in tufelli, e sul lato lungo c’è una finestra e sulle pareti ci sono nicchie

che dovrebbero essere arcosoli. Si accedeva all’ambiente absidato da una porta che insisteva

sul lato sud e da una porta a Nord che dava sull’atrio tra la vetus e la nova. Nello scavo di

Chierici, si trovarono sotto l’abside, i mausolei.

• Alla base delle 2 arcate sul lato occidentale, ci sono 2 tombe di vescovi sotto la soglia->

vescovo Prisco (523, vescovo di Nola)la copertura di una delle tombe è sistemata come

soglia della triplice arcata.

• Un’altra tomba di vescovo, Musonius, sotto l’arco sud della triplice arcata-> definito santo

deposto dopo il consolatum paolini junior (535).

• La tomba di Felice attrae la tomba di un diacono, REPARATO (554) trovata da Chierici e

distrutta-> è nell’angolo S-E dell’aula absidata.

• Altre sepolture privilegiate di Paola (556 ca) tra l’altare di Felice e la tomba a cassa di

Paolino junior-> chiusa da una lastra tomba a 2 posti-> Paola e Giovanni. Nell’epitaffio si

dice che proprio lei ha deciso di esser sepolta qui. Si allude all’altare di Paolino e Felice.

“deposte nel grembo del martire Felice”-> ci fa capire al meglio la concezione della

sepolture ad sanctus. Ultime sepolture privilegiate.

• Altomedioevo-> il passaggio dall’arcosolio dell’abside fu murato e ospitò la tomba di

Aureliano-> presenziò ad un concilio a Roma del 680-> morì dopo il 680. È una tomba a

cassa in muratura foderata con marmo. Epitaffio-> D M N-> abbreviazione per Domini. Fu

vescovo per 38 anni (lo diventò a 50 anni). Non c’è la data consolare.

S. TOMMASO (in VI d.C.) 11

• Costruito un altro edificio funerario ad ovest della chiesa di San Felice, simile a santo

Stefano, che accoglie le sepolture in modo intensivoè ricordata da una sua dedica nel 551

sotto la basilica nova->sulle reliquie di Tommaso-> quindi la dedica a san Tommaso è

antica.

• Questo è stato oggetto di restauro e scavi degli anni ’60-> scavi che raggiunsero il piano

pavimentale (livello paleocristiano).

• Fine anni ’80-> campagna di scavo sistematica che indagò tutto l’edificio. Planimetria

identica a santo Stefano di 14x7 mt di larghezza. Ha una sola navata, la parte terminale ha

un’abside (come santo Stefano). La muratura è ha semplici tufelli (si conserva solo nella

parte inferiore). Come santo Stefano, fu adibita a uso funerario intensivo. Gli scavi hanno

portato alla luce un sistema a cassa preordinato di sepolture a cassa, tutte realizzate al

momento della costruzione della chiesa e ogni tomba è a due piani6 file parallele con

orientamento E-O, ogni fila a 7 tombe. Sono 42 tombe su due livelli, per un totale di 84

tombeI muretti di separazione sono unitari-> quindi le tombe furono costruite quando fu

costruito il complesso.

• Nelle fondazioni dei muri perimetrali furono lasciate in costruzione le riseghe su cui si

dovevano appoggiare le coperture delle tombe, quindi TUTTO ERA PREORGANIZZATO.

Le tombe sono chiuse da mattoni. Le coperture delle tombe e l’altare, fungevano da

pavimento della chiesa sono stati trovati elle tombe boccaletti in ceramica-> uno decorato

a bande rosse. Erano datati tra il VI/VII secolo.

• Anche la sequenza dei stratigrafica mostra che l’edificio fu costruito dopo l’alluvione

causata dall’eruzione del Vesuvio (VI secolo). I muri sono fondati sul limo fangoso (limo

datato all’inizio del VI secolo). Quindi la chiesa è posteriore agli inizi del VI secolo.

• San Tommaso ha anche un piccolo nartece in facciata e una porta all’estremità occidentale

che conduceva in un ambiente non indagato. Una porta esisteva in facciata che immetteva

nel nartece e anche qui c’erano tombe. Nel settore -> c’è una tomba di un bambino coperta

da un tumulo (piccolo bauletto). Le tombe nel nartece erano all’aperto, forse c’era una

tettoia.

ALTOMEDIOEVO

• La basilica Nova dovette in parte crollare e dopo il crollo si costruì un piccolo oratorio

dedicto a S.Giovanni Battista che comprendeva il triconco e una piccolissima parte della

navata centrale (fine VIII inizi IX). I muri altomedievali inglobarono 2 colonne terminali del

colonnato del V secolo e 2 pilastri. I muri sono a blocchi di tufo irregolari. La facciata fu

rifatta nel tardo medioevo. L’abside venne ricostruita e spostata verso l’interno riduzione

dello spazio della nova.

• Nella zona della tomba di Felice l’antico triforio (costruito nella vetus per dare l’accesso

all’atrio tra la vetus e la nova) venne chiuso e nell’arcata centrale venne costruita una

nicchia rettangolare. Le chiusure vennero smantellate da Chierici e si salvò la nicchia

altomedievale l’intento è di creare una chiesetta a sè stante con la tomba.

• si costruisce un ulteriore triplice fornice nell’edicolaa 2 colonne supportavano degli archi

al centro dello spazio-> di questo arco trasversale (è un triplice arco) rimangono solo le basi

delle colonne dato che venne demolito da Chierici.

• Il lato est dell’edicola viene prolungato da due archi, ma non rimane nulla, abbiamo solo un

disegno del ‘700 che riproduce i 2 archi aggiunti all’edicola della prima fase x creare nella

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vetus una specie di ulteriore ORATORIO AD CORPUS (chiesetta) nella zona della tomba,

separata da una PENTAFORA dalla navata centrale.

• L’altare in questa fase (fine VIII, inizi IX) è a cassa, di 2x2mt che insisteva sull’antica

recinzione (che poi nel VI secolo divenne l’altare)-> fu modificato quando furono trafugate

le spoglie di Paolino dopo questo furto, l’altare fu rifatto e nella parte seminterrata si

realizzò una sorta di RELIQUIARIO nel quale con ogni probabilità, furono sistemati i resti

di Felice e Paolino.

• Creata, accanto all’altare, sotto l’antica arcata dell’edicola, una parete in marmo di

Aquitania, che chiudeva la parte superiore dell’arcata, sorretta da 2 colonne. I 2 capitelli

delle 2 colonne, che già erano in opera nel santuario, sono tardo antichi, databili alla fine del

IV secolo e agli inizi V-> poi furono reimpiegati a fine VIIInel capitello sono rappresentati

2 santi in tunica e pallio, con un rotolo in mano. Sull’abaco del capitello due didascalie->

San Felice e San Faustilliusun martire di Brescia (capitale longobarda) che fu portato a

Cimitile.

• Nel ‘600-> ulteriore reliquiario incastrato nel muro in alto. Il legame con Felice-> immagine

del santo rappresentato in un mosaico dell’edicola.

• Tra fine VIII, inizi IX-> si risistema l’ingresso sud della chiesa, creando un piccolo

PROTILO, by Leone III decorò l’esedra occidentale fece delle pitture nella cappella di San

CALLIONIO (antico mausoleo 16)-> martire di Apella.

• Trasformazione di M13 diventa cappella dei santi martiri a fine IX inizi X-> sempre ad

opera di Leone. La cappella preceduta da un protilo su cui poggiano 2 capitelli e 2 mense

con il nome di Leone III.

Questo fenomeno di POLEOGENESI è un fenomeno ricorrente nelle città tardo antiche e

medievali.

S. TECLA a Seleucia ad Isauria

Siamo nella costa a sud della penisola Anatolica (Turchia). Attualmente è SILIFICHE a non molta

distanza dalla Siria. È una delle province della penisola Anatolica. Seleucia era la capitale

d’ISAURIA (metà del IV secolo). Conosciamo in maniera sporadica i monumenti romani->circo,

agorà..

Questa città ospita dal II secolo un culto per una donna, Tecla che le fonti antiche legano a san

Paolo-> originario di Tarso (lì vicino), fu un grande viaggiatoreIn uno scritto, Acta Paoli et Teclae,

(testo agiografico) si racconta la storia di Paolo e Tecla, racconto già era conosciuto da Tertulliano

(III secolo)-> testo anteriore almeno alla fine del II secoloTecla è una sorta di san Paolo.

• TeclaÈ di una città di nome ICONIO (a nord di Seleucia). Ha 18anni, promessa a Tamir,

ma è folgorata da Paolo e decide di consacrare la sua vita a lui e Dio e lo segue nei suoi

viaggi. Viene accusata di esser cristiana, si salva da un rogo a Iconio, segue Paolo a Pisidia

(Anatolia) e rischia di morire in un circo. Poi lo segue a Mira (sulle coste della Licia). Poi

decide di tornare a casa, ma Paolo, ripassando per Iconio, gli ordina di convertire la

comunità di Iconio. 13

• La parte finale degli Acta, riguarda Tecla che lascia Iconio e parte per Seleucia. Non si sa il

motivo. A Selucia avrebbe svolto il suo magistero di missionaria e infine “si addormenta in

un sogno beato”-> muore non martire.

• Tertulliano ne parla nel “sul battesimo” (capitolo 17) in modo polemico si scaglia contro

coloro che facevano battezzare le persone dalle donne. Addirittura in una versione più tarda

degli Acta, si dice che Tecla battezzò il leone che se la stava mangiando nel circo. Nella

prima lettera ai Corinti, Paolo non è così favorevole al battesimo fatto dalle donne.

• Appendice degli Acta della metà del V secolo dà altri particolari Tecla ha passato altri 72

anni a Seleucia, morendo a 90 anni. Dimorava su un monte distante 2 km da Selucia,

vivendo in una spelonca predicando e raccogliendo donne che conducevano una vita

ascetica. Grazie alla sua presenza, avvennero molte guarigioni. Il testo fa entrare in opera

dei medici pagani, arrabbiati perché i malati andavano da Tecla e la ritenevano una vergine

consacrata ad Artemide e assoldarono dei giovani per privarla della verginità, MA Dio la

salva. Lei si rifugia in una grotta, si apre un’apertura e qui lei scompare sotto terra. I

giovinastri riescono a prenderle solo un velo che cade a terra e si pietrifica. Di Tecla non c’è

più ombra il 24 settembre, è il suo dies natalis, spiegando così la mancanza del corpo di

Tecla.

• Un’ultima appendice di VI/VII secolo degli acta la santa la si fa apparire a Roma x visitare

San Paolo e viene a sapere che è morto. Rimane un po’ di tempo a Roma e poi viene sepolta

a 2 o 3 stadi da san Paolo. Con ciò si vuole giustificare il fatto che Tecla è sepolta a Roma.

La basilica di Tecla si trovava vicino a san Paolo.

SANTUARIO di S. TECLA a Seleucia

• Si sviluppa nella seconda metà del IV secolo-> qui risiede NAZZANZIENO (vescovo di

Costantinopoli)-> nel 376 risiedette presso il “Partenone”, il monastero femminile di Tecla a

Seleucia-> ci rimase per un periodo non breve,di cui ne parla nel carme “De vita sua”.

• Questo santuario è oggetto di una delle visite della pellegrina Egeria (donna dell’aristocrazia

spagnola) e ne parla nel diario di viaggio, nei capitoli 22 e 23. Partendo da Tarso, arrivò, nel

3° giorno, a Seleucia, dove andò a trovare il vescovo e va a visitare la chiesa episcopale:

vide una chiesa molto bella vicina al Vescovo, santuario a 1500 passi, molti monasteri e un

martyrium (santuario) bellissimo circondato da mura x proteggere la chiesa di malvagi Isauri

un

che si danno al brigantaggio” Santuario fortificato già nella metà del IV secolo (trovati

resti del recinto di fortificaz a N e resti di una torre all’angolo N-E)

• Dopo 50/60 anni, sappiamo che l’imperatore d’oriente Zenone, fece lavori nel santuario,

poiché santa Tecla gli profetizzò in una visione, che avrebbe ripreso il trono a Costantinopoli

che però Basilisco gli aveva usurpato. Lo sconfigge nel 476dopodiché Zenone rinnova il

santuario intorno al 476 ( raccontato da Evagro nel 3° libro nel capitolo 8 che usa il termine

MICHISTON TEMENOS-grandissimo santuario) Zenone ricostruì la chiesa e potenziò il

santuario.

• Altre fonti 2 testi precedenti al rinnovamento di Zenone che vengono scritti intorno al

450/460, sono 1) Una nuova vita di S.Tecla e 2) I miracoli di S.Tecla, by Stesso autore

anonimo. La chiesa non viene molto descritta.

• A contatto con la chiesa c’era il luogo dell’infossamento, il luogo del martyrium che viene

definito nei 2 testi come , luogo santo

TALAMOS, BEMA, COROS, SEMNA

archeologicamente è sotto la chiesa di Zenone e ad essa collegatala chiesa era circondata

14

da un peribolo di colonne chiuso da cancelli e rivestito da lamine d’argento e al centro

l’altare in cui si prelevavano reliquie da contatto (nonostante mancasse il corpo). All’interno

della chiesa, vi erano suddivisioni per agevolare le comunioni nel giorno del compleanno

della santa molto frequentata!

Es miracolo 18: una storpia guarisce xkè la santa le appare dicendole di prendere la polvere depositata sui

cancelli e spalmarla sulle gambe; l’olio che li arde x giorni consente di liberarsi dal demonio; miracolo 33 il

giorno della festa della santa, ciascuno si riunisce nel santuario, stranieri, uomini, donne, capi, sottoposti->

rinnovano la loro anima. Alla fine della festa, gli uomini si riuniscono e mangiano insieme, tra folla vescovi,

caldo la tensione della veglia, un uomo viene mangiato da un mostro perché aveva chiesto alla santa di poter

dies natalis luoghi di socializzazione e incontri!

avere una donna

• La chiesa doveva avere un atrio in facciata piuttosto grande 

miracolo 24 si dice che i

pellegrini si raccoglievano nell’atrio per aspettare la grazia., dove esisteva una fonte d’acqua, vicino

c’era un platano. Quest’atrio era una sorta di giardino percorso da bambini che giocavano. Uno di

questi bambini aveva una malattia agli occhi. C’erano persone che davano semi a colombe che

venivano allevate in questo ambiente. Venivano allevato cigni, gru, colombe e uccelli esotici. Sono i

pellegrini che per un semplice desiderio o dopo un voto, hanno portato questi animali lì, e li hanno

consacrati alla santa. Una gru stacca l’occhio malato al bambino-> per miracolo il bambino

riacquista la vista.

• Si parla di una grotta dalla quale sgorgava un’acqua miracolosa di fronte alla facciata della

chiesa->avvengono guarigioni perché qui risiede l’anima di Tecla.

• La chiesa era usata per la sepoltura in casi eccezionali e solo per personaggi di

rangomiracolo 30: si deve seppellire un notabile di Seleucia, Ipparco,all’iterno della

chiesa, xciò i parenti chiedono il permesso al vescovo Massimo che gli dice di seppellirlo

nella navata sud. La santa appare di notte al vescovo e gli dice di non profanare la sua chiesa

“non trasferirgli il puzzo delle carni e delle sepolture”, xkè non c’è niente in comune tra

tombe e casa di preghiera tranne che i santi uomini degni di coabitare con i martiri, come

Simposio e Samo, due vescovi di Seleucia.

• Chiesa, atrio, monastero, cisterne, santuario fortificato con monasteri e chiese = una civitas

(cfr. Paolino lo dice di Cimitile).

• Il santuario nei Miracoli è chiamato POLIS, città della vita e coloro che vivono nel santuario

sono chiamati abitanti del martirium in contrapposizione agli abitanti di Seluciasi genera

un polo urbano alternativofenomeno di poleogenesi. Ci sono dei negozi che servono per

vendere souvenir ed oggetti connessi con il luogo: saponi miracolosi possono essere a

volte miracolosi come il sapone che riconfigura una donna che era invecchiata e veniva

ripudiata dal marito. Il sapone la fa ringiovanire, su indicazione della santa. Il sapone si

vende davanti al santuario.

Archeologicamente

• Questo santuario è stato in vita a lungo. L’invasione araba non causò la sua scomparsa-> c’è

nell’alto medioevo una convivenza islam-cristianesimo.

• Si creò nel santuario nel medioevo, una chiesa per Maria luogo nel tardo medioevo registrò

un cambiamento di culto e divenne luogo per il culto di Maria e si trova nella periferia di

Seleucia nel suburbio e su una collina (Meryam Lik)

• Sono stati degli studiosi tedeschi che scavarono la zona. Si prestava all’identificazione con

santa Tecla Guier e Herzfeel fecero una rimozione di rovine e hanno scavato e fatto

ricognizione scoprendo il santuario di Tecla-> questo dopo la prima guerra mondiale.

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Manu3d

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in archeologia
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Manu3d di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia Cristiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Tor Vergata - Uniroma2 o del prof Fiocchi Nicolai Vincenzo.

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