I fossili e il campionamento
Venerdì 11 aprile 2014 18:44
Per "fossile" s’intende qualsiasi resto o traccia di vita che si recuperi mediante scavo e che non presenti attività metaboliche. A volte, si può trovare distinzione tra la parola "fossile" e la parola "subfossile". Per "subfossili" s'intendono i resti vegetali rinvenuti in siti archeologici storici mentre per "fossili" s'intendono quelli reperiti in siti preistorici. Elemento discriminante sarebbe quindi il contesto culturale, ovvero la comparsa della scrittura, e non una differenza di conservazione.
In genere, si pensa che i fossili si formino dopo la morte degli organismi. Ciò è vero di solito per gli organismi animali ma non per gli organismi vegetali. Parti di questi organismi, infatti, vengono in genere disperse durante la vita dell'individuo e solo sporadicamente dopo la sua morte. Le piante hanno anche un'altra particolarità rispetto agli animali, ovvero, la presenza, nei propri organi, di tessuti diagnostici. Ciò significa che spesso una pianta si può identificare da un piccolo frammento di tessuto.
I fossili vegetali
Per identificare i vari tipi di resti vegetali, l'Archeobotanica si avvale di numerose discipline quali:
- La Carpologia (studio dei semi e dei frutti)
- La Paleoxilologia (studio del legno fossile)
- L'Antracologia (studio dei carboni)
- La Paleopalinologia (studio del polline fossile)
- L'analisi dei fitoliti, delle foglie e delle cuticole
A causa della natura frammentaria dei reperti fossili, spesso a frammenti della stessa specie sono stati assegnati nomi diversi detti "forma-genera" o "organ-genera".
I fossili vegetali sono distinti in macrofossili e microfossili in virtù delle loro dimensioni. I macrofossili, includenti la maggior parte dei resti vegetali rinvenuti in contesti umani, sono rappresentati da semi, fiori, frutti, legni, ecc. Le dimensioni di tali resti offrono la possibilità di individuarli a occhio nudo all'interno del sito archeologico. Il termine "microfossile" si riferisce, invece, a resti vegetali che possono essere individuati solo con l'ausilio del microscopio. La ricerca microscopica ha come oggetto il ritrovamento di:
- Frammenti di semi, frutti e piante contenuti nelle feci umane o nell'intestino di organismi animali
- Cuticole
- Granuli pollinici
- Diatomee
- Fitoliti
La fossilizzazione
Le condizioni per cui si verifichi il fenomeno della fossilizzazione sono:
- Sottrazione dall'ambiente di agenti demolitori atmosferici o biologici
- Instaurarsi di condizioni conservative nell'ambiente causate dal sotterramento del resto o dalla presenza di sostanze conservanti
Solitamente ci si aspetta di trovare fossili in ambienti riducenti in cui è presente poco Ossigeno. Le modalità di fossilizzazione sono varie, quali:
- Carbonizzazione - intesa come combustione da fuoco, è la modalità di fossilizzazione più frequente nei contesti archeologici
- Favorisce la conservazione preservando anche le strutture anatomiche necessarie per il riconoscimento del macroresto
- La combustione non deve arrivare al termine
- La combustione lenta dà luogo a un processo di trasformazione delle pareti delle cellule in Carbonio quasi puro, con l'espulsione di Idrogeno, Ossigeno e altri gas
- Impedisce l'attacco di batteri e funghi responsabili della decomposizione delle sostanze organiche e conferisce rigidità ai resti vegetali
- Carbonificazione - riguarda le trasformazioni, che avvengono in condizioni di anaerobiosi
-
Archeobotanica - Tesina
-
Archeobotanica - Corso completo
-
Archeozoologia e archeobotanica
-
Archeobotanica per la ricostruzione dei contesti preistorici - Tesina