Psicologia dinamica
Le origini della psicoanalisi – Freud
Concetto di psicologia dinamica: branchia della psicologia che fa riferimento ad uno specifico approccio della personalità. La personalità è definita come il risultato di un intreccio di forze che possono interagire o possono essere in conflitto tra loro.
Sovrapposizione e differenze fra l’approccio dinamico in senso ampio e l’approccio psicoanalitico. In realtà la psicoanalisi rappresenta una delle visioni che stanno all’interno del grande gruppo delle teorie dinamiche, ed è la visione sulla base della quale sarà fondato il corso, da Freud ai giorni nostri, puntando anche sugli attuali approcci psicoanalitici.
In generale, Freud definisce la psicoanalisi come un’area di studio del funzionamento della mente che prende in considerazione tre aspetti principali:
- Teorizzazione e concettualizzazione del funzionamento della psiche;
- Riguarda un metodo terapeutico, cioè il metodo psicoanalitico alla comprensione e cura dei disturbi manifestati dal paziente nel ciclo della vita;
- Riguarda la teoria dello sviluppo e della psicopatologia, cioè una teoria che in qualche modo concettualizzi le modalità adattive e/o psicopatologiche con cui l’individuo, dalla nascita e nel corso della vita, evolve nel suo funzionamento mentale.
Alcuni problemi esistono:
- Il percorso freudiano non è un percorso lineare, quindi cercheremo di capire quali sono state le fasi e gli stadi attraverso cui il pensiero di Freud si è sviluppato e evoluto;
- Nel corso del tempo e dopo Freud, diversi autori anche all’interno della stessa società psicoanalitica britannica hanno introdotto modifiche, pensamenti e critiche al pensiero freudiano, generando ulteriori sviluppi e riflessioni sul pensiero psicoanalitico originario;
- Attualmente esistono molte correnti nuove delle concezioni psicodinamiche e psicoanalitiche che a volte però rischiano di essere gruppi molto diversi tra loro, poco comunicanti e poco in confronto tra loro, che possono manifestare più degli aspetti conflittuali che degli aspetti di riflessione.
Pensiero freudiano
Analizza quel pensiero di Freud che riguarda l’epoca di studio della psicoanalisi che anticipa la meta-psicologia freudiana. Ci soffermeremo su due aspetti fondamentali:
- L’epoca che va dal 1892 al 1895 che riguarda nello specifico gli studi sull’isteria;
- L’epoca che va dal 1899 al 1914 che riguarda la definizione della teoria sessuale e attraverso l’interpretazione dei sogni, i tre saggi sulla teoria sessuale e l’opera di introduzione al narcisismo.
Tutte epoche che precedono la definizione della meta-psicologia freudiana. Quando andiamo a studiare il pensiero freudiano, uno dei principali aspetti riguarda il fatto che Freud era primariamente interessato allo sviluppo del funzionamento della mente. La domanda che ha diretto principalmente i suoi lavori riguarda: “perché la mente funziona come funziona?”.
Una delle risposte che l’autore cercò e si diede riguarda l’idea che la mente, il funzionamento della mente è in qualche misura orientato e determinato da quello che noi possiamo definire il concetto di conflitto intrapsichico, ossia da una sorta di tensione tra forze e strutture incompatibili all’interno della personalità. Lo strumento che Freud trovò e che attualmente ancora rappresenta uno dei metodi principali in psicoanalisi, è lo strumento narrativo e costruttivo-retrospettivo attraverso cui i pazienti studiati e curati da Freud narravano i loro percorsi di vita. Quindi, il metodo narrativo e costruttivo furono gli strumenti attraverso i quali le intuizioni di Freud giunsero ad una concettualizzazione.
- La prima tappa del pensiero psicoanalitico riguarda gli studi sull’isteria; in questa fase Freud inizia ad interessarsi ad alcuni aspetti fondamentali che emergevano in maniera abbastanza forte e potente dalle narrazioni che i pazienti da lui studiati facevano nel corso della terapia.
Il primo aspetto che lui sottolineò riguarda il fatto che in qualche misura riteneva che esistesse, nella vita del paziente, una sorta di motivo per ammalarsi. Questo motivo era rintracciabile nel passato dell’individuo, cioè in un evento, in una condizione che lui definì trauma, che si era verificato nel passato dell’individuo e che in qualche misura poteva rappresentare la base sulla quale l’individuo stesso aveva costruito il suo malessere. In qualche misura questo aspetto segna l’idea centrale del pensiero psicoanalitico che riportiamo anche ai giorni nostri, di una sorta di continuità nella vita psichica, cioè che la vita psichica e la sua costruzione, dalla nascita e nel corso dell’esistenza, hanno una sorta di processo continuo laddove gli eventi, i fatti e le fantasie vengono portate con sé dall’individuo.
- La seconda tappa centrale dei motivi per il quale l’individuo si ammala, le riflessioni dell’autore andarono sul complesso rapporto tra mente e corpo. In questa fase della teorizzazione psicoanalitica, il rapporto tra mente e corpo è ancora vago, non è ancora risolto da parte dell’autore precisamente qual è il contributo del corpo e il contributo della mente nel creare un malessere nell’individuo, però tuttavia egli comincia a ritenere che questa dialettica tra mente e corpo abbia un ruolo centrale nella comprensione del disturbo e nella comprensione dello sviluppo della psicopatologia.
- La terza tappa è l’inserimento di un concetto che viene da subito introdotto è il concetto di transfert all’interno del percorso terapeutico.
Transfert: riguarda quel trasferimento di esperienze, sentimenti e comportamenti che l’individuo ha sperimentato originariamente con una figura importante dell’infanzia su una persona coinvolta nella relazione terapeutica.
Questi sono i tre aspetti principali sugli studi sull’isteria. In qualche misura questa prima tappa della concettualizzazione psicoanalitica sottolinea il conflitto intrapsichico come motore della mente, sembra essere il nucleo centrale della mente e anche dello sviluppo dei sintomi della psicopatologia, individua nel trauma, cioè in un fatto originario, sperimentato dall’individuo, la base reale del disturbo della sofferenza psichica e identifica la sessualità come una realtà inseparabile dello sviluppo della persona e come una parte integrante della sua vita mentale. Ruolo centrale della sessualità nella costruzione del mondo intero, del mondo psichico.
La seconda tappa del pensiero freudiano
Possiamo ricondurla a tre tappe fondamentali:
- Lo studio del sogno della nevrosi;
- La costruzione della teoria sessuale;
- Le concettualizzazioni sul narcisismo.
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Per quanto riguarda lo studio del sogno della nevrosi, Freud riprende proprio nelle sue opere il concetto di trauma, passando nella sua concezione dal concetto di trauma come un’esperienza reale, realmente esperita dal soggetto in fasi precoci della vita e quindi costruirebbe le basi del suo mondo psichico e della psicopatologia, passando invece al concetto come un’esperienza che può anche essere legata a una fantasia, dal momento che una fantasia diventa per Freud un’esperienza non meno pregnante di quella che noi chiamiamo realtà. Il trauma può essere ricondotto a un fatto fantasticato, che riguarda per certi aspetti un desiderio inconscio dell’individuo che ha o non ha modo di realizzarsi e su questa base può costruire la base della propria organizzazione psichica.
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In questo momento della teoria psicoanalitica vediamo anche che esiste un rapporto importante tra mente e corpo e descrive questo rapporto come una stretta interconnessione, la mente poggia sul corpo ed è proprio il corpo che orienta la mente nel suo sviluppo e nell’eventuale sviluppo di psicopatologie. In questo senso l’Io viene definito come un Io corporeo, fin dalle prime fasi della vita.
Dall’altra parte, la psicopatologia viene definita come arma per affermarsi, come arma per comunicare degli aspetti del mondo interno intrapsichico, e Freud si focalizza in questo momento su due aspetti centrali che riguardano la sessualità:
- Concettualizzazione di una disposizione sessuale indifferenziata nel bambino, che poi vedremo verrà a differenziarsi nelle diverse fasi dello sviluppo psicosessuale;
- Confusione sessuale presente nella pubertà, laddove il soggetto in pubertà o adolescenza può sperimentare momenti di confusione sulle scelte sessuali, ma che non necessariamente sono legati ad aspetti psicopatologici, ma che riguardano proprio un momento evolutivo importante.
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Per quanto riguarda gli aspetti terapeutici vengono costruiti dei costrutti cardine del modello psicoterapeutico:
- Transfert;
- Alleanza terapeutica o di lavoro: riguarda la capacità del paziente di allearsi col terapeuta quindi di superare le proprie resistenze per introdursi al metodo psicoanalitico e quindi per lavorare col terapeuta;
- Controtransfert: quell’insieme delle reazioni prevalentemente inconsce di un analista verso il paziente, o più specificatamente verso il transfert del paziente.
Queste tre definizioni si poggiano sulla costruzione di due dei principali meccanismi di difesa:
- Proiezione: meccanismo di difesa per cui un individuo attribuisce all’altro persona o cosa che sia, sentimenti e desideri che il soggetto rifiuta in sé stesso;
- Introiezione: processo inconscio tramite il quale un oggetto esterno viene simbolicamente assunto dentro di sé e assimilato dentro sé stessi.
Secondo Freud, la sessualità non è solamente un fenomeno legato alla vita adulta e non coincide con la genitalità, cioè non coincide con lo sviluppo di quelli che sono i desideri, le spinte dettate dal funzionamento degli organi genitali, ma la pulsione sessuale viene definita come una spinta presente fin dalla nascita che ha come fonte uno stato di eccitamento del corpo e che si può specificare diversamente a seconda della meta o dell’oggetto; laddove la meta è l’azione verso la quale la pulsione preme, e l’oggetto è la persona che provoca attrazione sessuale.
Ovviamente questo processo, questa spinta legata a mete e a persone avviene tramite momenti di regressione e di fissazioni, di stabilizzazione di certi traguardi. Freud organizza la teoria della sessualità attraverso alcune organizzazioni o alcuni stadi:
- Le organizzazioni pregenitali: quelle che riguardano la vita precoce e noi abbiamo un’organizzazione orale presente dalla nascita ad 1 anno (0-1) nella quale l’attività sessuale non è ancora separata dall’assunzione di cibo e l’eccitamento corporeo sessuale è legato alle zone orali;
- L’organizzazione sadico-anale: in cui è la mucosa erogena-intestinale che scatena in qualche misura lo stato di eccitamento del corpo che poi ha bisogno di una sorta di scarica;
- L’organizzazione fallica: in cui il piacere inizia ad essere legato all’organo virile soprattutto nel bambino, ma non esiste ancora una differenziazione sessuale e l’attribuzione genitale.
Alle tre organizzazioni pregenitali farà seguito la:
- Fase di latenza: fase in cui tutte queste spinte si acquietano;
- Fino ad arrivare all’adolescenza: nella quale l’individuo entra nella vera e propria fase genitale ossia una sorta di organizzazione in cui l’eccitamento fa capo al funzionamento e alla struttura degli organi sessuali e la scarica fa a capo alla scelta di mete ed oggetti simbolicamente e realmente caricati di maggiore significato.
In questa visione in cui la sessualità e quindi le pulsioni dirigono per certi aspetti gli elementi evolutivi e eventualmente psicopatologici si ha una ridefinizione della teoria del trauma per cui il fatto reale o fantasmatico presente nella vita che si porrebbe alla base dello sviluppo della psicopatologia non è più considerato un evento di fantasia o un evento reale, ma il conflitto interno presente nell’individuo dalla nascita tra il desiderio, impulso sessuale, e il timore del desiderio stesso.
Base su cui ad un certo punto determinati pensieri risultano intollerabili alla persona e la persona cerchi di sbarazzarsene. Fin qui siamo dentro un modello idraulico o energetico della mente in cui si assiste a processi di accumulo di energia, desideri, e a processi di scarica libidica, in cui l’individuo cerca di evitare il dispiacere dato dalla carica e di provocare delle scariche libidiche attraverso la ricerca del piacere. In questo momento la vita psichica è governata da 2 principi:
- Il principio di piacere: di ridurre al minimo il dispendio di energia;
- Il principio di realtà: capacità dell’individuo di adattare l’apparato psichico alle richieste ambientali.
Nell’opera “introduzione al narcisismo” Freud introduce l’idea che la sessualità non sia soltanto uno stato di eccitazione o di tensione la cui scarica produce rilassamento e quindi piacere, ma definisce la sessualità come una motivazione che non coincide con la sola gratificazione pulsionale, ma che si connette con i processi di identificazione, cioè con quei processi con cui il soggetto assimila un aspetto, una proprietà di una persona e si trasforma secondo il modello della persona con cui è avvenuta l’identificazione.
In qualche modo passiamo dall’idea di pulsioni come unico motore della vita psichica alla vita psichica come orientata dalla ricerca dell’oggetto, alla ricerca di qualcosa di diverso da sé, di esterno da sé quindi in qualche misura la vita interna viene governata da un conflitto presente tra l’Io e fra la libido legata all’Io e l’oggetto e la libido legata all’oggetto. Questo costituisce il superamento del modello esclusivamente pulsionale in psicoanalisi.
In questo superamento il conflitto tra l’Io e l’oggetto conduce a due possibili modalità di legame e quindi di amore:
- Un amore narcisistico e quindi la libido è legata all’Io;
- Un amore anaclitico o per appoggio, rivolto a qualcuno che rappresenta la donna nutrice o l’uomo protettivo quindi con una scelta d’oggetto che è di tipo anaclitico o per appoggio.
Come conseguenza di questa riflessione, Freud affronterà una serie di riflessioni che riguardano il ruolo della vita infantile e il ruolo dell’infanzia nella organizzazione psichica del soggetto adulto e nella sua vita attuale.
Il mondo fantastico dell’infanzia sembra legato secondo l’autore a due strutture:
- L’Io ideale: riguarda la definizione di sé stessi nell’età infantile, come una sorta di epoca passata, epoca dell’ora alla quale presumibilmente tramite il meccanismo della regressione l’individuo desidererebbe sempre ritornare come momento idilliaco, momento in cui era sicuramente centrale, che è stato superato grazie allo sviluppo ma che in qualche misura favorisce sempre qualche tendenza a ritroso;
- L’ideale dell’Io: costituisce una sorta di fattore di promozione dello sviluppo, cioè una sorta di consapevolezza dell’individuo di essere stato qualcosa di centrale, di perfetto, al quale si può sempre tendere. Il meccanismo di difesa alla base è il meccanismo della sublimazione, quel meccanismo attraverso il quale l’individuo rinuncia alla meta sessuale legata ai propri desideri a favore di oggetti ritenuti di alto valore sociale; quindi, in qualche misura il meccanismo della sublimazione e la costruzione dell’ideale dell’Io sono due strutturazioni evolutive che possono promuovere lo sviluppo nella misura in cui l’individuo diventa in grado di spostare dalla meta esclusivamente sessuale a mete di maggiore accettazione sociale il proprio funzionamento.
Metapsicologia freudiana
Quando noi parliamo di metapsicologia freudiana ci riferiamo a quel corpus di saggi che l’autore produsse a partire dal 1915 e che culminarono nel 1920 con il saggio successivo “al di là del principio di piacere” che sta alla base degli scritti di Freud sulla formulazione della teoria strutturale. Quando parliamo di metapsicologia freudiana facciamo riferimento a un sistema di osservazione in base al quale ogni processo psichico può essere esaminato secondo determinate coordinate:
- Dinamiche. Il punto di vista dinamico riguarda l’idea che i fenomeni psichici possano essere analizzati come risultato di una combinazione di forze tra loro antagoniste, quindi in questo senso il concetto di dinamico riguarda il disequilibrio e il contrasto fra forze diverse che abitano la psiche e che in qualche misura funzionano in questo modo.
- Economiche. Il punto di vista economico riguarda la dimensione quantitativa delle forze intrapsichiche, ha proprio a che vedere con la quantità, la pesantezza di queste forze che si animano.
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Topologiche. Il punto di vista topico riguarda l’idea che per la comprensione del conflitto l’autore fa riferimento a una sorta di collocazione spaziale dei sistemi dell’apparato psichico che assicurano funzioni differenti. Distinguiamo:
- Una prima topica, modello topografico: in cui abbiamo le 3 istanze psichiche che vanno da un aspetto più profondo fino ad un aspetto più superficiale:
- Inconscio;
- Preconscio;
- Conscio.
- Una seconda topica, che ridefinisce le 3 istanze psichiche come:
- Es;
- Io;
- Super Io.
- Una prima topica, modello topografico: in cui abbiamo le 3 istanze psichiche che vanno da un aspetto più profondo fino ad un aspetto più superficiale:
All’interno dei saggi della metapsicologia freudiana, il concetto di pulsione viene ulteriormente definito come primo movens della mente, cioè come motore primario dei processi psichici e come rappresentante psichico degli stimoli che traggono energia dal corpo e pervengono alla psiche quindi come se Freud attribuisse un’intenzionalità biologica all’apparato psichico. A questo punto Freud descrive il funzionamento della psiche come a partire da una spinta corporea, rappresentata proprio dalla pulsione, che a partire dal corpo...
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