08/02/2021
CONCETTO DI STRATEGIA
Attraverso lo studio della strategia studiamo e comprendiamo il comportamento umano, ma non
si studia in maniera esaustiva attraverso del modelli precisi.
Perché è così importante parlare di strategia?
1. Essere un’impresa eccellente con una
performance elevata è un evento che ha una
probabilità molto bassa. Se ci chiediamo
cosa accomuna le imprese che si trovano in
quella parte di distribuzione, la risposta è la
strategia. Gli studi dimostrano che nella
maggior parte dei casi quello che porta le
imprese ad avere una performance molto
elevata è la strategia.
La maggior parte perchè possono esserci
delle eccezioni, esistono fattori che
potrebbero guidare una performance molto
elevata che però non si basa sulla strategia: ad esempio fattori che non sono controllabili,
come i fattori esterni.
2. La strategia non è interessata alla performance media delle imprese, normalmente la strategia
come disciplina è interessata a comprendere cosa consente alle imprese di avere di erenziali così
alti di performance rispetto alle altre imprese.
09/02/2021
Alcune imprese possono trovarsi a destra della distribuzione senza che la strategia abbia svolto
un ruolo centrale?
Per esempio grazie all’ambiente esterno, ma anche per la serendipità. La serendipità è la capacità
di rilevare e interpretare correttamente un fenomeno occorso in modo del tutto casuale durante
una ricerca scienti ca orientata verso altri campi d’indagine. È un termine quindi che indica
l’occasione di fare felici scoperte per puro caso e, anche, il trovare una cosa non cercata e
imprevista mentre se ne cercava un’altra.
ELEMENTI COMUNI DELLE STRATEGIE DI SUCCESSO
- obiettivi a lungo periodo semplici e coerenti
- Profonda comprensione del contesto competitivo
- Capacità di vantare e cacemente le risorse a disposizione
Le tre componenti portano ad una implementazione e cacie.
STRATEGIA E VANTAGGIO COMPETITIVO
La strategia è quel piano che ci porta ad avere un competitivo, ovvero una condizione in cui
l’impresa si trova quando riesce ad essere più pro ttevole del competitor e ad avere una
maggiore redditività. Il vantaggio competitivo deve perdurare nel tempo per essere de nito
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sostenibile, il vantaggio competitivo temporaneo non garantisce la sopravvivenza delle
organizzazioni.
Un modo per tenere aggiornata la strategia è fare leva sull’innovazione. Bisogna ricordare che il
pro tto non è l’unico obiettivo da tenere a mente, è funzionale ma (nella maggior parte) c’è un
obiettivo più ampio/grande ovvero voler diventare il fulcro principale per le persone (per esempio
per Apple). Strategy is about creating superior value, while containing the cost to create it.
Attenzione: la strategia non è associata a dei semplici passi/fasi che l’impresa fa nello
svolgimento della sua vita (es: internazionalizzarsi,…). Infatti Porter li de nisce solo dei passi, la
strategia è quella posizione unica e di valore che attraverso tutti questi passi riusciamo a ottenere,
è una posizione di lungo termine.
Abbiamo de nito la strategia in modo dinamico, ma per rendere la strategia dinamica è
importante capire il contesto esterno ed interpretandolo -> strategia come percezione = abilità di
comprendere l’andamento futuro dell’ambiente competitivo.
La strategia raiuta a combattere l’inerzia nelle imprese, perchè muove l’organizzazione verso
nuove forme di vantaggio competitivo e facilita l’andamento.
Come le imprese riescono a mantenersi aperte rispetto quello che succede all’esterno?
-> processo dalla formulazione della strategia alla sua implementazione. È un processo molto
complicato e non lineare. Se avessimo solo i
rettangoli arancio e giallo sarebbe un processo
lineare dove il manager decide la strategia e poi la
mette in pratica, ma non è così che funziona. Parte
della strategia formulata dal manager non viene
implementata/realizzata, perchè il contesto
competitivo (l’ambiente esterno) fa cambiare le
condizioni e modi ca i presupposti su cui era stata
basata la strategia. Dopo aver eliminato la parte di
strategia non realizzabile, per arrivare alla strategia
realizzata, dobbiamo aggiungere la strategia
emergente (che arriva dal basso) che arriva dai livelli
gerarchici più bassi, quindi non dai top manager ma dalle opportunità per esempio. Qui possiamo
collegare il concetto di serendipità. Alcuni dipendenti, anche in posizioni non strategiche, riescono
a percepire delle tendenze che lontano dai mercati non si percepiscono: molto spesso le parti
delle organizzazione più a contatto con il mercato o altri partner del business possono cogliere in
anticipo delle tendenze che si sviluppano nel mercato, e loro colgono l’opportunità per portarla
all’interno dell’impresa. (<- concetto di strategia emergente.)
-> questo signi ca che l’azienda deve essere porosa (aperta).
10/02/2021
STRATEGIA E FOCUS SULL’AMBIENTE ESTERNO
Fino agli anni ’80-’90 l’analisi strategica si concentrava quasi solo sul rapporto tra l’impresa e dil
suo ambiente esterno. Discipline principali che hanno adottato questo approccio:
-industrial organization
-paradigma struttura-condotta-performance
-modello delle 5 forze di porter
Fondamenti si sono quindi so ermati sull’industria in cui le imprese operano.
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So ermiamoci sul paradigma condotta
performance:
Sostiene che se le imprese operano in un industria
con determinati caratteristiche, tendenzialmente
queste imprese avranno una performance simile
perchè adotteranno comportamenti simili.
Modello 5 forze Porter: il grado di pro ttabilità di un settore dipende dall’intensità di queste 5
forze. Variabili su cui si focalizza il modello: intensità concorrenza diretta, minaccia prodotti
sostitutivi, minaccia di potenziali competitor, forza contrattuale dei fornitori e dei clienti.
È su ciente guardare alle caratteristiche dell'industria (quindi dell’ambiente esterno) per spiegare
le performance delle imprese? L’importanza di chiedersi cos’altro è importante oltre all’ambiente
esterno, è dettato dal fatto che se tutto dipendesse dalle caratteristiche dell’industria il
management non impatterebbe la performance dell’impresa.
Infatti la performance è determinata da:
Se è vero che le caratteristiche dell’industria hanno un ruolo (20%), se è vero che altri fattori
magari legati ad un periodo di crisi o legati a fattori microeconomici (25%), in realtà più della metà
dei fattori da attribuire alla performance sono legati all’interno dell’impresa -> e etti di livello
aziendale/livello micro/livello interno = management ha un ruolo importante nella strategia.
Non bisogna però adottare una decisione estrema (guardo solo all’ambiente esterno o guardo
solo al management), è importante avere un occhio sulle caratteristiche dell’industria (come ce le
spiega Porter) e avere un occhio sulle caratteristiche dell’impresa. Quindi la strategia è un
collegamento tra impresa e ambiente esterno -> se questo collegamento è e cace è sicuramente
un driver di performance.
RISORSE E COMPETENZE COME BASE DELLA STRATEGIA
view”
“Resource-Based dell’impresa:
È corretto guardare le caratteristiche ambiente esterno, ma per capire la vera base del vantaggio
competitivo (essere più pro ttevoli rispetto ai propri competitors) dobbiamo guardare le risorse e
le competenze dell’impresa.
-> anche all’interno dello stesso settore (quindi un ambiente sottoposto alle stesse forze
competitive), le imprese sono diverse tra di loro e i di erenziali di performance dipendono dalle
competenze delle imprese.
L’impresa può essere considerata una con gurazione di risorse e competenze eterogenee, e
queste determinano la strategia.
Quindi la teoria basata sulle risorse dice che il modo migliore per capire la capacità di generare
pro tto (e quindi di ottenere un vantaggio competitivo) è comprendere quello che l’impresa riesce
a mettere a disposizione del mercato in termini di risorse che possiede e di competenze e attività
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che sa fare bene. Si focalizza sugli assets (risorse) e sul saper fare (attività che realizza in modo
migliore rispetto altre imprese).
Perchè questo approccio è importante? Perchè non bastava la teoria dell’ambiente esterno?
1) L’ambiente esterno è soggetto a cambiamenti molto rapidi e se le imprese si focalizzano
esclusivamente su questo non saranno in grado di risaltare le loro conoscenze e competenze su
cui poi basare il loro vantaggio competitivo. Quindi l’insieme delle risorse e competenze delle
imprese o re una base più sicura per formulare la strategia.
2) Se tutte le imprese formulano la strategia solo sulla base dell’ambiente esterno, è possibile che
possano formulare la strategia e quindi o rire ai consumatori la stessa cosa. Se questo succede,
ad esempio potrebbero scegliere in base al prezzo più basso. Si creerebbe una situazione di
concorrenza perfetta, che porterebbe i pro tti ad annullarsi, essendo l’o erta determinata solo
sulla base del prezzo. Questo creerebbe una gara tra i competitors per abbassare il prezzo.
Questa viene de nita come situazione “LOSE-LOSE”, ovvero una situazione in cui tutte le imprese
perdono, tutte competono lungo la stessa dimensione ( in questo caso il prezzo).
Se cambiassimo prospettiva e formulassimo la strategia guardando all’interno della nostra
impresa ( ambiente interno), saremmo in grado di indioviduare all’interno del mercato un gruppo
di consumatori rispetto al quale le nostre competenze sono davvero in grado di soddisfare quella
domanda. Questo quindi consente la di erenziazione e perché no, anche ad alzare i prezzi.
Formulando la strategia in questo modo, riduciamo la concorrenza perché i nostri competitor
avranno un’o erta di valore diversa con la quale non competiamo in maniera così diretta, i clienti
vengono soddisfatti diversamente. Questa situazione viene de nita “ WIN-WIN” perché ogni
competitor identi ca il proprio segmento di mercato che riesce a soddisfare meglio degli altri e la
dimensione lungo la quale si compete non è più solo il prezzo, possono entrare in gioco anche
altre variabili. Ogni impresa riesce a fare emergere le proprie risorse e competenze.
Ma cosa sono le risorse e le competenze?
Risorse -> insieme di fattori controllate dall’impresa e utilizzate nei processi produttivi
Competenze -> identi cano cosa l’impresa sa fare in modo distintivo rispetto ai competitors.
Queste quindi derivano dall’integrazione di risorse.
RISORSE
Le risorse si di erenziano dalle competenze perchè identi cano speci ci asset che le imprese
possiedono, mentre le competenze risultano da come queste risorse vengono messe insieme.
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Risorse umane -> hanno pro li sia di tangibilità che di intangibilità.
Le risorse intangibili generano più vantaggio competitivo rispetto quelle tangibili, perchè il loro
valore di mercato tende ad aumentare nel tempo, durano di più e sono più di cili da esaurire.
COMPETENZE?
In che modo le risorse si trasformano in
Le risorse non vengono mai valutate in maniera isolata, perchè se prese singolarmente anche le
risorse di maggiore valore non riescono a essere su cientemente produttive.
Competenze organizzative = abilità di mettere a sistema le risorse ed integrarle per raggiungere
un obiettivo ben de nito.
A volte queste risorse diventando competenze assumono un elemento di distintività e unicità
rispetto ai propri comcorrenti, che le rende fonte di vantaggio competitivo. Queste mettono in
evidenza una particolare abilità dell’impresa che ci di erenzia rispetto ai concorrenti.
core competence
-> stiamo parlando di = competenze che o rono un contributo predominante al
valore creato per il cliente o all’e cienza con cui questo valore è erogato. Rispondono alla
domanda “perchè compro questo prodotto?” Oppure “perchè andiamo in questo ristorante e non
in un altro?”
Esempio: ikea
Risorse integrate nel caso Ikea che stanno alla base del core competence: architetti e ingegneri in
grado di realizzare questi mobili, sistema di approvvigionamento che garantisce costi
relativamente bassi grazie al potere contrattuale, ecc..
ha delle competenze distintive che sono organizzative, pervasive in tutta l’organizzazione, perché
la prima cosa che ci viene in mente sono mobili funzionali disponibili a prezzi anche abbastanza
accessibili ed è possibile accedere in ambiente distributivo particolare, in cui vi è un’esperienza di
acquisto.
Ma dove la troviamo questa competenza all’interno dell’azienda? Quali sono le risorse che
consentono ad IKEA di dare vita a questa abilità di realizzare, progettare mobili a prezzo basso
ecc..?
Il primo ingrediente per realizzare questa competenza sono gli architetti, designer (risorse umane)
che progettano i mobili funzionali.
Un altro ingrediente sono i semilavorati per costruire questi mobili, un sistema di
approvvigionamento e ciente per o rire i prezzi accessibili.
Un terzo ingrediente può essere la capacità di gestire il magazzino abbastanza rapido e quindi un
sistema di business “ Doing by yourself”.
Poi seguono anche competenze di marketing, promozioni, allestire i punti vendita.
Quindi questo è un esempio di competenza organizzativa, perché la competenza distintiva di
IKEA è pervasiva in tutta l’impresa, non si trova solo in un’area. Questo è ciò che rende la
competenza di valore, perché è di usa. Per un’altra impresa, imitare IKEA risulterebbe di cile,
perché dovrebbe imitare un sistema di competenze che deve funzionare.
Come nascono le competenze?
Non tutte le imprese possiedono già delle competenze sviluppate.
Per comprendere come nascono è bene capire i concetti di processo e di routine.
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Come abbiamo visto le competenze integrano le abilità dei singoli individui con i bene materiali, la
tecnologia e altre risorse. Tutto questo avviene attraverso processi organizzativi = sequenze di
azioni attraverso cui vengono svolti determinati compiti. Possiamo osservare che a volte questi
routine
processi diventano delle vere e proprie = identi cano dei modelli di comportamento
regolare e prevedibili che includono sequenze ripetitive di attività, è quindi la capacità di ottenere
sempre esattamente lo stesso output. Lo sviluppo di una routine è importante perchè coincide
con una riduzione degli errori, quando un’attività diventa una routine viene svolta in maniera
e ciente e senza sprechi. -> è un concetto alla base delle competenze distintive delle imprese.
Attenzione: la routine potrebbe non funzione di fronte ad eventi rari -> non riesce ad agire tenendo
conto di un cambiamento dell’ambiente esterno. Riducono la essibilità e la capacità di reagire
tempestivamente ai cambiamenti.
Riassumendo: (partendo dal basso della foto)
Impresa = composta da diversi tipi di risorse che
vengono integrate per dare vita a competenze
organizzative, le quali costituiscono la base sulla cui
l’impresa sviluppa la sua strategia. Se queste si
intersecano nel modo giusto con i fattori critici di
successo del settore, fattori da cui dipende la
capacità di sopravvivenza e sviluppo impresa, di
sicuro riesce a generare un vantaggio competitivo.
Quindi il vantaggio competitivo deriva appunto da
questa integrazione e cace tra competenze impresa
e i fattori critici di successo del fattore. Quello che
dobbiamo chiederci è se le nostre competenze
distintive sono coerenti con i fattori critici del settore (ciò che determina il successo in un settore,
che principalmente coincide con quello che i consumatori vogliono)
Quando risorse e competenze generano maggiori pro tti? <- classica domanda d’esame
(Caratteristiche che devono avere per generare maggiore pro tto)
Dobbiamo e ettuare divisioni per determinare quando consentono di:
1. Conseguire un vantaggio competitivo
2. Mantenere il vantaggio (non solo conseguirlo ma anche renderlo durevole e sostenibile)
3. Sfruttare il vantaggio pienamente
1. Cosa consente alle imprese di conseguire un vantaggio competitivo con risorse e
competenze?
Le caratteristiche che le risorse e le competenze devono avere sono:
- Rilevanza -> si riferisce al rapporto e alla coerenza che possono avere rispetto ai fattori critici
del mercato. Sono rilevanti quando sono coerenti ed hanno un valore per la domanda.
Esempio: Amazon e il suo sistema di distribuzione (consegne più veloci e meno costose)
- Scarsità -> se tutte le imprese che operano in quel settore possiedono la stessa risorsa
(anche se necessaria, è di usa e largamente disponibile), questa non permetterà di ottenere
un vantaggio competitivo. Le risorse devono essere scarse, ovvero nella disponibilità di
pochi competitor.
2. Quali caratteristiche delle risorse e competenze permettono di mantenere nel tempo il
vantaggio competitivo?
- Durata -> quanto dura il potenziale del vantaggio competitivo? È un elemento molto
importante da valutare nelle risorse intrinseche. Le risorse tangibili sono più soggette a
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processi di obsolescienza, ma anche tra le risorse intangibili esistono risorse che
esauriscono il loro valore strategico rispetto ad altre che potrebbero avere una durata
illimitata
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