LIPOSOMI-sistemi
nanoparticellari
Cosa sono i liposomi?
I liposomi sono costituiti da una FASE LAMELLARE, struttura presente anche nelle membrane
cellulari con la differenza però che nelle cellule è rettilinea mentre qui è ripiegata su se stessa a
formare delle palline, i cosiddetti liposomi.
Come possono essere preparati?
Possono essere preparati a partire da diversi tipi di FOSFOLIPIDI.
Si ha sempre la catena di acido grasso, glicerina e il gruppo fosfato
Come sono costituiti, struttura
Nel momento in cui la fase lamellare si ripiega ingloba all’interno acqua, è come una nanoparticelle
ma ingloba più acqua ( ad elevato contenuto di acqua). Nel doppio strato c’è una quantità di acqua
inferiore e questa dipende strettamente dalla temperatura.
Liposomi multistrato
Si possono trovare anche LIPOSOMI MULTISTRATO costituiti da una serie di “doppi strati”
l’uno interno all’altro.
Questo si ha per alcuni fosfolipidi che si utilizzano per preparare i liposomi.
Naturalmente se l’intento è quello di creare sistemi nanoparticellari non conviene costruire questo
tipo di liposomi perché avranno dimensioni molto grandi.
Il diametro del liposoma multistrato è il triplo di un liposoma normale
•
Si potrebbero anche formare dei liposomi molto più grandi “bolle” che è possibile dividere con
una gran quantità di energia meccanica.
Dove va il principio attivo quando lo carico all’interno di queste
strutture? idrofilo lipofilo.
Bisogna vedere se il p.a è o
Se è solubile in acqua ( ammesso che riesca a caricarlo) va a finire nella fase acquosa
• all’interno.
Se è lipofilo finirà nel doppio strato fosfolipidico dove ci sono le catene di acidi grassi
•
Dopodiche il p.a viene rilasciato dal liposoma (una volta somministrato) con una certa gradualità in
base alle caratteristiche di solubilità del p.a in acqua.
Se inseriamo un p.a molto solubile in acqua non possiamo pensare che questo resti all’interno a
lungo, mentre se inseriamo un principio attivo mediamente solubile verrà rilasciato gradualmente.
LIPOSOMI:CLASSIFICAZIONE
I liposomi possono essere molto piccoli, in questi casi vengono detti UNILAMELLARI ovvero
hanno un solo strato (50 nm) o anche leggermente più grandi (1micrometro).
Le dimensioni maggiori però le hanno i MULTILAMELLARI (oltre i micrometri).
A seconda di come si ripiega il doppio strato si possono avere altre strutture più insolite
• dove due o più liposomi sono contenuti all’interno di un liposoma di dimensioni maggiori,
questo succede quando il liposoma è sufficientemente grande MULTIVESCICOLARI
freeze fracture electron microscopy, nella quale i campioni sono velocemente
congelati, fratturati e replicati utilizzando platino e poi trattati con
sodiododecilsolfato in modo da rimuovere il materiale biologico eccetto un sottile
layer di molecole attaccato alla copia.
CRYO-EM tecnica a trasmissione elettronica che viene detta craio perché i campioni
vengono prima congelati e poi analizzati.
Il microscopio elettronico arriva ad ingrandire 300-400 mila volte le strutture quindi
riusciamo ad osservare in maniera dettagliata.
Fosfolipidi più comunemente utilizzati
Possono essere sia fosfolipidi naturali o modificati in laboratorio.
Modificando la testa polare e lasciando invariate le catene di acidi grassi si possono avere delle
caratteristiche molto diverse.
Come variano i fosfolipidi a seconda della temperatura?
I fosfolipidi a seconda della temperatura si dispongono nel doppio strato lipidico in maniera
differente. Il doppio strato può essere più rigido o più morbido.
Se riscaldiamo una fase acquosa contenente liposomi notiamo una TRANSIZIONE
• REVERSIBILE e viene definita TRANSIZIONE GEL-SOL (da una fase ordinata ad una
più disordinata).
Di fatto ad una certa temperatura nel doppio strato si vanno ad inserire più molecole di acqua e il
doppio strato diventa più flessibile, più morbido e meno rigido.
Il processo è ENDOTERMICO.
Questo modifica anche il rilascio di p.a, se ci troviamo ad alte temperature ci troveremo
nella fase morbida dove lo strato di fosfolipidi risulterà distanziato e quindi avrà una
maggiore permeabilità.
Se riabbasso la temperatura torniamo immediatamente alla fase rigida. (Guarda sotto)
TRANSIZIONE DI FASE-1( transizione
principale)
Le membrane costituite da fosfolipidi sono caratterizzate dall’esistenza di una transizione
di fase termoreversibile detta “TRANSIZIONE PRINCIPALE” durante la quale la membrana
passa da una fase ordinata di “GEL” ad una più fluida e disordinata “LIQUIDO-
CRISTALLINA” nella quale le molecole hanno più libertà di movimento.
Questa transizione è un processo ENDOTERMICO e si verifica in un intervallo di temperatura
attorno ad un valore detto main transition temperature o Tm.
Perché si verifica questa transizione?
Il motivo per cui si verifica questa transizione è che nella fase di gel le catene aciliche degli
• acidi grassi si trovano nella loro conformazione più stabile che è quella tutta trans.
In questa conformazione le catene sono al massimo della loro estensione e formano
uno strato molto ordinato
Sottoponendo i lipidi in fase gel ad un graduale aumento della temperatura essi
acquistano energia che consente loro di portarsi dalla conformazione tutta trans a quella
gauche che è più disordinata ed occupa un volume maggiore.
quasi tutti i legami passano alla conformazione
Quando si arriva alla T m
gauche e il doppio strato diventa più disordinato e permeabile.
PRETRANSIZIONI
Ci possono essere anche delle pretransizioni rispetto a quella principale, quando scaldiamo una
fase di fosfolipidi nel doppio strato abbiamo delle modificazioni.
Se osserviamo un tracciato DSC (calorimetria a scansione differenziale) (questo sotto) vediamo
che sull’asse delle y abbiamo il calore assorbito heat flow e sull’asse delle x abbiamo la
temperatura
A che temperatura siamo? (Soprattutto per quanto riguarda la
transizione principale)
Con quella principale siamo sui 20 ed i 50 gradi a seconda del tipo di fosfolipide.
• Per alcuni fosfolipidi quando vengono somministrati a 37 gradi, se danno una
• transizione inferiore ai 37 gradi si troveranno nella conformazione più disordinata e
flessibile
Quelli che hanno una transizione superiore ai 37 gradi resteranno nella conformazione più
• rigida.
Se poi andiamo a formare i liposomi con delle miscele di fosfolipidi, quando andiamo a
• fare un’analisi DSC, ogni fosfolipide avrà la sua transizione ed otterrò nel grafico un
picco allargato che copre un discreto range di temperatura, più che di temperatura di
transizione si parlerà di INTERVALLO
Da cosa dipende la T m?
Tipo di fosfolipide, cioè dalla natura della testa polare
• Dalla lunghezza delle catene aciliche ( la T aumenta con l’aumentare del numero di
• atomi di carbonio) (lunghezza acido grasso)
Dal numero di insaturazioni ( la T diminuisce con l’aumentare del numero di doppi
• legami)
INFLUENZA DI SOSTANZE NON
FOSFOLIPIDICHE SULLA Tm
Nella formazione dei liposomi oltre ai fosfolipidi potrebbero essere utilizzate delle
sostanze lipofile ma comunque ad attività tensioattiva.
Quella più utilizzata è il colesterolo, essa avrà un effetto importante sulla Tm.
Il colesterolo ha una struttura anfipatica che gli permette di inserirsi in un doppio strato lipidico
con l’OH (parte polare) orientata verso la fase acquosa ed il gruppo steroide con la catena
alchilica (parte liofila) adiacente alle catene di acidi grassi dei fosfolipidi.
Il gruppo OH del colesterolo forma legami idrogeno con le teste polari dei fosfolipidi.
EFFETTO DEL COLESTEROLO SUL DOPPIO
STRATO LIPIDICO
Nel momento in cui il colesterolo si va ad intercalare tra le catene degli acidi grassi,
porta rigidità a tutto il doppio strato.
IL GRUPPO STEROIDEO PLANARE DEL COLESTEROLO SI INSERISCE TRA
LE CATENE DEGLI ACIDI GRASSI DEI FOSFOLIPIDI A LIVELLO DEI PRIMI
10 ATOMI DI CARBONIO E ESSENDO RELATIVAMENTE RIGIDO NE RIDUCE
IL MOVIMENTO: D’ALTRA PARTE I RESTANTI ATOMI DI CARBONIO HANNO
Più SPAZIO PER MUOVERSI
Più colesterolo inseriamo nella composizione dei liposomi più il doppio strato
• tenderà alla rigidità. Questo si verifica soprattutto al di sopra della Tm perché
chiaramente il colesterolo non va incontro a nessuna transizione ( mentre i
fosfolipidi si).
A temperatura superiore della Tm l’effetto del colesterolo è un effetto
• condensante, cioè viene ridotta la motilità delle catene aciliche e quindi la
fluidità del doppio strato.
A temperature inferiori alla Tm l’effetto del colesterolo è sempre fluidificante, cioè quello di
• impedire ai fosfolipidi di interagire troppo strettamente tra loro. In questo caso il sistema è
più fluido e permeabile di quanto non sarebbe senza colesterolo. Questo effetto è detto
EFFETTO MODULANTE.
Qual’è il possibile vantaggio?
Bisogna tener presente la stabilità del liposoma e la buona riuscita dello stesso, magari
inserendo il colesterolo si riesce meglio nella realizzazione.
L’effetto dato dalla presenza del colesterolo inoltre potrebbe avere riscontro anche
nel rilascio.
COMPOSIZIONE DEI LIPOSOMI
I liposomi sono costituiti da fosfolipidi naturali o sintetici ma possono contenere altre sostanze
come il colesterolo e polimeri idrofili coniugati ai lipidi.
Si possono preparare liposomi caratterizzati da cariche positive o negative sulla membrana.
I fosfolipidi possono essere neutri o carichi. Questo perché la testa polare a seconda se è
• neutra,positiva o negativa tende ad orientarsi in un tipo di tessuto piuttosto che in un altro.
Se la testa polare presenta delle cariche nette la formazione di liposomi risulterà essere più
• stabile in quanto essi avranno minore tendenza ad aggregarsi tra loro.
L’introduzione di cariche sulla superficie dei liposomi contenenti vari doppi strati
• concentrici porta alla repulsione dei bilayers con aumento dello spazio tra questi e di
conseguenza aumenta il volume del compartimento acquoso.
I liposomi carichi negativamente tendono a non interagire con le proteine plastiche
• generalmente anch’esse cariche negativamente.
-Per conferire carica positiva (+) si possono inserire nei liposomi lipidi come :la
STEARILAMMINA.
-Mentre per ottenere una carica negativa (-): l’acido FOSFATIDICO, LA FOSFATIDILSERINA
PREPARAZIONE DEI LIPOSOMI
1.METODO DEL FILM o “Thin layer
evaporation”
Il metodo del thin layer evaporation è un metodo per la preparazione dei liposomi.
Serve ad ottenere MLV e SUV
È suddiviso in due fasi:
1. andiamo a dissolvere in un solvente organico i fosfolipidi ( spesso si usa una
miscela di cloroformio-metanolo 2:1 ma la miscela non è sempre questa).
Cambiando il solvente organico qualche differenza la si nota nella formazione
del liposoma
Se dobbiamo dissolvere nel liposoma un p.a liposolubile lo aggiungo adesso nel
solvente organico.
2. La soluzione di fosfolipidi ed eventualmente p.a viene evaporata al rotavapor (sottovuoto
con blando riscaldamento). Si forma un sottile strato di materiale sulle pareti del pallone
(film lipidico)
3. Andiamo ad aggiungere nel pallone la fase acquosa. Se nel liposoma dobbiamo caricare il
principio attivo idrosolubile, lo metto adesso. La dispersione viene agitata fino ad assumere
un aspetto omogeneo.
4. Nel momento in cui aggiungo la fase acquosa i fosfolipidi che stavano nello strato sottile di
materiale passano in acqua e formano Liposomi. i liposomi che si formano potrebbero essere
anche molto grandi ( non otteniamo tutte particelle uguali tra loro ma abbiamo una vera e
propria DISTRIBUZIONE DIMENSIONALE)
Con questo metodo adesso si hanno solamente MLV ovvero liposomi multilamellari,
>micrometri.
RIDIMENSIONAMENTO DELLE MLV
Vi sono metodi diversi per ottenere i SUV più piccoli:
1. IMMERGERE IN UNA SORGENTE ULTRASONICA:SONICAZIONE (bagno ad
ultrasuoni) l’onda ultrasonica ha elevata potenza. Gli ultrasuoni sono caratterizzati da
frequenza,periodo e potenza (energia che possiede l’onda). Quando l’onda ultrasonica ha
elevata potenza e si propaga all’interno della fase acquosa, il liposoma si rompe in liposomi
via via più piccoli. Maggiore è la potenza degli ultrasuoni e più lungo è il tempo di
sonicazione e più i liposomi vengono piccoli.
ad elevata energia e per tempi sufficientemente
2. OMOGENEIZZAZIONE:
lunghi, continuo fino a quando non arriviamo alle dimensioni desiderate
(attorno ai 100nm)
3. ESTRUSIONE: la soluzione viene fatta passare attraverso dei filtri a membrana (tipo quelli
che si usano per la preparazione degli iniettabili. La nostra soluzione viene fatta passare
attraverso pori molto piccoli. Se ho un liposoma di 5 micrometri e pretendo di farlo passare
attraverso un poro da 0.2 micrometri non posso. Ma se lo faccio passare attraverso un foro di
1-2 micrometri ci passa perché è flessibile e sotto la spinta della pressione esercitata si piega
e passa. Nel fare questo si rompe e ottengo liposomi molto più piccoli. Si potrebbe prendere
dei filtri ora con fori di 500nm e li filtro ulteriormente e vado avanti cosi con filtri con fori
sempre più piccoli. Il problema a questo punto è che i porti delle membrane fino a
determinate dimensioni sono abbastanza regolari e standard ma quando voglio farlo molto
piccolo 70nm tipo, inizia a venir meno la garanzia di avere porti tutti uguali. La dimensione
del liposoma di conseguenza cambierà (aumento della variabilità)
4. COMBINAZIONE DEI VARI SISTEMI
SX Attraverso il metodo dell’estrusione da un liposoma multilamellare si passa ad uno di piccole
dimensioni
DX vediamo invece come gli ultrasuoni provochino una deformazione, si stacca uno sorta di
protuberanza dal liposoma stesso e se ne forma un altro più piccolo. La tendenza ad una taglia
sempre più piccola avviene man mano in maniera abbastanza caotica.
2.MICROFLUIDICA (metodo di preparazione
dei liposomi) SCHEDINE DI
Metodo completamente diverso dal precedente che prevede l’utilizzo di
MICROFLUIDICA: sono tavolette contenenti dei piccolissimi canali, molto
simili alle schede elettroniche dei computer. All’inizio della tavoletta ci sono degli ingressi.
I canali possono avere strutture diverse:
lineari
• Curvi a 90° etc
•
Dentro questi canali vengono separati ad una certa pressione fasi liquide che normalmente sono
MISCIBILI tra loro.
Quando arrivano al canale principale la velocità di questi flussi è tale che continuano ad andare
ognuno per la propria strada senza mischiarsi (anche se sono fatti di liquidi miscibili). Ovviamente
però vengono a contatto ma è come se si trattasse di un interfaccia (è una sorta di interfaccia perché
in realtà le fasi sono miscibili tra loro).
Nel punto in cui vengono a contatto succede che:
Se mettiamo i nostri fosfolipidi in ISOPROPIL ALCOL (solvente organico miscibile in
• acqua) e nei canali laterali facciamo arrivare la fase acquosa (tampone fosfato) all’uscita del
canale raccogliamo dei liposomi perché il fosfolipide dal canale di isopropil alcol con
l’interfaccia fittizia passa in acqua e forma il liposoma ben più piccolo di quello che si forma
con il metodo classico.
I liposomi sono sufficientemente piccoli per i nostri scopi?
Non è detto, può darsi che sia necessario intervenire per rimpicciolirli ulteriormente
Il problema è : nell’ultima unità di tempo quanti liposomi raccolgo? Pochissimi perché le
schedine in plexiglas sono piccole quindi pensare di traferire questa cosa su scala
industriale è ancora difficile (non ci si è riusciti). Bisognerebbe avere tante schedine che
funzionano contemporaneamente.
LIPOSOMIDI PRIMA GENERAZIONE 1°
I liposomi di prima generazione sono quelli che vengono fuori dai fosfolipidi nudi e crudi
colesterolo sfingolipidi)
(eventualmente aggiunti di o di
SFINGOLIPIDI sfingosina
Gli hanno come scheletro la al posto della glicerina e si
trovano soprattutto nello strato corneo e fanno da collante tra i corneociti rigenerati e
morti dello strato corneo.
I liposomi di prima generazione sono semplici liposomi che vengono caricati di p.a
• e vengono iniettati anche endovena.
Rimangono in circolazione poco tempo perché la fine di questi liposomi è la
• neutralizzazione e l’eliminazione smaltimento ad opera dei macrofagi (vengono
riconosciuti dal sistema immunitario).
LIPOSOMI DI SECONDA GENERAZIONE O
"STEALTH LIPOSOME” 2°
Si è quindi pensato di passare a quelli di SECONDA GENERAZIONE: gli STEALTH
LIPOSOME liposomi invisibili.
Questi sono creati tramite un fenomeno chiamato PEGILAZIONE.
Viene mascherato/nascosto al sistema immunitario e resta in circolazione molto più a lungo
rilasciando p.a.
Esempio tipico di un liposoma di 2°generazione e quello della DOXORUBICINA (antitumorale)
La doxorubicina con l’acqua si trova all’interno del liposoma e le teste polari del doppio strato
fosfolipidico che puntano verso l’interno formano delle MESOFASI
La mesofase è una fase liotropica a cristalli liquidi. Si forma una specie di gel all’interno del
liposoma.
I liposomi di prima generazione sono ormai superati completamente però bisogna
liposoma pegilato non è specifico e non riconosce un determinato
sottolineare che il
substrato biologico ma si distribuisce dappertutto. 3°generazione.
Ecco allora che si stanno cercando di riprodurre i liposomi di Abbiamo
monoclonali”
pe
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.