Capitolo 12 intelligenza
12.2.1 L'approccio psicometrico
Psicometria è lo studio statistico dei test psicologici. L'approccio psicometrico all'intelligenza mira a identificare e a misurare le capacità che sottendono le differenze individuali registrate nella performance.
Analisi fattoriale
Gli esperti di psicometria si sono a lungo preposti di identificare le abilità mentali della mente umana e lo hanno fatto ottenendo varie misure di abilità mentali e poi correlandole fra loro. Così facendo, sperano di riuscire a determinare il numero degli aggregati e di usare questa informazione per dedurre la natura delle abilità sottostanti.
Quando si correlano numerosi test tra loro, si ottengono molti coefficienti di correlazione, e diventa difficile stabilire a colpo d'occhio la logica sottesa a quella distribuzione di coefficienti. Per fortuna, una tecnica statistica denominata analisi fattoriale permette di ridurre un gran numero di misure a un numero più ristretto di fattori. Ogni fattore contiene a sua volta diverse variabili che si correlano strettamente fra loro, ma meno fortemente con le variabili di altri fattori. Si tratta, in altre parole, di cercare gli elementi in comune tra molte rilevazioni così da legare le variabili all'interno di un fattore.
Il fattore g
La teoria psicometrica dell'intelligenza come abilità generale fu avanzata per la prima volta dallo psicologo Spearman, il quale aveva notato che i voti ottenuti a scuola in materie diverse erano quasi sempre correlati positivamente. Lui arrivò alla conclusione che la performance intellettiva è determinata in parte da un fattore g, o intelligenza generale, e in parte dalle abilità specifiche necessarie per svolgere un determinato compito. Secondo lui, poiché il fattore g è coinvolto in tutti i compiti, esso costituisce il nucleo dell'intelligenza.
L'intelligenza come sommatoria di abilità mentali specifiche
La teoria di Spearman fu messa in discussione da Thurstone, il quale aveva notato che le correlazioni erano tutt'altro che perfette. Si era convinto perciò che la performance mentale degli esseri umani non dipendesse da un solo fattore generale, ma piuttosto da varie abilità specifiche che lui chiamò abilità mentali primarie.
Intelligenza cristallizzata e intelligenza fluida
Cattel e Horn hanno proposto un nuovo modello di intelligenza suddividendo l'intelligenza generale in:
- Intelligenza cristallizzata (fg) – è la capacità di applicare conoscenze acquisite in precedenza a problemi attuali. Essa è alla base dell'expertise e dipende dalla capacità di recuperare dalla memoria sia informazioni apprese in precedenza che schemi di soluzione dei problemi.
- Intelligenza fluida (gf) – ossia la capacità di affrontare nuovi problemi che non si possono risolvere in base all'esperienza pregressa. Essa comporta il ragionamento deduttivo e capacità di problem solving creativo. L'intelligenza fluida esula quindi dall'esperienza pregressa e dal contesto culturale.
Il modello a 3 strati di Carroll
Esso contiene elementi delle teorie precedenti ed individua tre livelli di capacità mentali:
- Nel terzo strato c'è un fattore g che dovrebbe sottendere quasi tutta l'attività mentale.
- Nel secondo strato vi sono otto fattori intellettivi, ordinati da sinistra a destra in base al grado di correlazione con g. L'intelligenza fluida è più strettamente correlata a g, subito dopo viene l'intelligenza cristallizzata, quasi a riflettere l'importanza dei fattori individuati da Cattel-Horn. Le altre abilità ad ampio spettro del secondo strato coinvolgono attività di base come memoria, apprendimento, ecc.
- Nel primo strato troviamo circa 70 abilità cognitive altamente specifiche che vanno ad alimentare i fattori più ampi del secondo strato.
12.2.2 Gli approcci che si basano sui processi cognitivi: la natura del pensiero intelligente
Perché l’intelligenza varia da una persona all’altra? Si tenta di rispondere mediante le teorie cognitive.
Teoria triarchica dell'intelligenza (Robert Sternberg)
Identifica tre tipi di intelligenza e le abilità mentali, o i processi cognitivi che li supportano.
- Le metacomponenti indicano i processi intellettivi necessari per pianificare e regolamentare la performance operativa. Esse includono capacità di problem solving. Sternberg affermava che la differenza tra le metacomponenti determina le differenze che si riscontrano tra gli individui.