Igiene e salute
La salute è il benessere fisico, psichico e socioeconomico di un individuo e non solamente l’assenza di malattia. Il possesso del miglior stato di salute possibile è uno dei diritti fondamentali dell’essere umano. La salute è influenzata dalle condizioni di vita e di lavoro, dalle relazioni affettive e sociali, dai fattori individuali e dallo stile di vita.
La sanità pubblica ha il compito di prevenire la salute, sia fisica che mentale e di prolungare la vita dell’uomo. Anche l’ambiente può incidere sull’insorgenza di malattie. In generale abbiamo due tipi di fattori che incidono sull’insorgenza di una malattia: fattori endogeni e fattori esogeni.
- Fattori endogeni: sono quei fattori che riguardano il patrimonio genetico dell’individuo;
- Fattori esogeni: sono quei fattori che provengono dall’esterno; alimentazione, stile di vita, tipo di lavoro e fattori chimici, biologici e fisici.
Malattia
È una deviazione dalla normale condizione fisiologica dell’organismo che insorge per azione di fattori nocivi, interni o esterni e che si può manifestare con segni e/o sintomi. È una condizione in cui sono alterate la forma, la struttura o la funzione di un organismo o di una sua parte. La malattia è un processo evolutivo che può giungere alla guarigione, oppure cronicizzarsi, oppure condurre a morte.
Possono essere presenti degli agenti eziologici (fattori causali) che determinano la malattia oppure dei fattori di rischio che vanno ad aumentare la probabilità di riscontrare una malattia. Oggi sappiamo che la maggior parte delle malattie sono multifattoriali. In generale le malattie possono essere ricondotte a due tipi: infettive e cronicodegenerative.
- Malattie infettive: si conosce la causa scatenante;
- Malattie cronico degenerative: la causa è multipla e molto spesso insorge in seguito ad esposizione a fattori di rischio (intrinsechi o estrinsechi), che però possono anche essere evitati.
Valutazione del rischio biologico
La valutazione del rischio biologico si effettua attraverso l’epidemiologia, cioè calcolando la frequenza e la distribuzione dei casi, vedendo quali sono i probabili fattori di rischio e le probabili vie di trasmissione, la microbiologia che si occupa di constatare la patogenicità, i fattori di virulenza e l’eventuale resistenza del microrganismo, il monitoraggio ambientale che vede la diffusione e distribuzione dei microrganismi patogeni o indicatori, e il contesto che prende in considerazione le procedure, i percorsi e i materiali da utilizzare nel caso in cui si contraesse la malattia.
- Stima del rischio biologico: R = P x E x T
- Rischio di contrarre l’infezione
- P: prevalenza dell’agente infettante nell’ambiente
- E: frequenza di esposizione efficace al pericolo
- T: efficacia di trasmissione dell’agente a seguito di una singola esposizione
- Valutazione del rischio: Pinf = P x F x E
- Pinf: probabilità di contrarre l’infezione (malattia)
- F: frequenza dei contatti utili tra soggetto, fonte ed esposto
- E = efficacia di trasmissione
- P = probabilità che il soggetto fonte sia infetto
Patogenesi microbica
Un microrganismo è patogeno se è in grado di invadere e moltiplicarsi con conseguente danneggiamento dell’organismo ospite. I batteri per poter essere patogeni necessitano di una carica minima infettante, mentre i virus sono sempre patogeni.
Malattia infettiva
Viene definita malattia infettiva ogni condizione morbosa che riconosca come causa necessaria della sua insorgenza l’azione di un agente eziologico vivente. È una malattia capace di trasmettersi ad altri per contatto con individui malati. L’infezione può esistere in assenza di malattia apparente. All’inizio si ha una fase libera caratterizzata dall’entrata dell’agente eziologico nell’organismo ospite, segue una fase di incubazione che sfocia dopo poco tempo nella malattia. Dalla malattia si può guarire oppure questa può portare alla morte.
Nelle malattie cronico degenerative invece la fase libera è caratterizzata dall’esposizione con i fattori di rischio. Non presente una fase di incubazione ma bensì una fase di latenza che può durare anche anni. Segue una fase pre-clinica che sfocia poi nella malattia vera e propria. La malattia cronicizza e infine porta alla morte.
Pericolosità degli agenti infettivi
Bisogna considerare se il ceppo in questione è capace o meno di produrre una malattia in seguito a infezione, se è capace di penetrare all’interno dell’organismo ospite, se può essere trasmesso da un individuo all’altro e se si dispone di mezzi per poterlo neutralizzare. Anche lo stato del sistema immunitario dell’ospite incide sull’insorgenza della malattia o meno.
Postulati di Koch rinnovati
Oggi i postulati di Koch presentano delle lacune: alcuni microrganismi non sono ancora coltivabili (Treponema pallidum e Mycobacterium leprae), i ceppi variano considerevolmente tra loro e possono dare anche malattie molto differenti, in alcuni casi la malattia è multifattoriale quindi non si può dire che essa sia causata esclusivamente dal microrganismo, la coltivazione può causare la perdita di alcuni fattori di patogenicità e, per quei microrganismi che si presume siano patogeni solo per l’uomo, esistono dei limiti etici che ne impediscono lo studio. Perciò oggi si hanno dei postulati di Koch rinnovati:
- Il gene (o fattore di virulenza) che causa la patogenicità deve essere isolato dai microrganismi che generano la malattia e non da quelli avirulenti;
- Distruggendo il gene il microrganismo deve attenuare la sua patogenicità, introducendo il gene clonato in un ceppo avirulento deve renderlo patogeno;
- Il gene deve essere espresso dal microrganismo almeno in una fase dell’infezione dell’ospite;
- Gli anticorpi contro il prodotto genico devono essere protettivi o il prodotto genico deve generare una immunità protettiva (cellulo-mediata).
Infezione
L’infezione è l’entrata e la moltiplicazione del microrganismo all’interno dell’uomo o di un altro animale. Non sempre l’infezione causa una malattia. Ci sono diversi livelli d’infezione (gradiente d’infezione):
- Colonizzazione
- Infezione non evidente o subclinica
- Infezione latente
- Infezione clinica o manifestazione dell’infezione
Agenti che possono causare la malattia
- Saprofiti: organismi viventi liberi che sono soliti moltiplicarsi nei tessuti viventi e per questo motivo sono molto importanti per le infezioni.
- Parassiti: organismi che si stabiliscono e si moltiplicano all’interno dell’ospite. Possono essere patogeni oppure commensali. I patogeni sono quelli capaci di generare una malattia, mentre i commensali sono quelli che vivono in simbiosi con l’organismo senza causare malattie.
Tipi di infezione
- Infezione esogena: si origina al di fuori di un organo o di una parte di esso
- Infezione endogena: prodotta o derivante da una cellula o un organismo
- Malattia acuta: i sintomi si sviluppano velocemente ma restano per poco tempo
- Malattia cronica: si sviluppa lentamente ed è solita restare per lunghi periodi e ripresentarsi.
Patogenicità e virulenza
La patogenicità è la capacità di un essere vivente o agente di penetrare in tessuti dell’ospite e di causare una malattia:
- Patogeno primario: qualunque organismo in grado di indurre malattia in un ospite sano per mezzo di un’interazione diretta.
- Patogeno opportunistico: un organismo che solitamente vive allo stato libero, o come parte dei normali microbiomi dell’ospite, ma che può svolgere funzione patogena in determinate condizioni (compromissione delle difese immunitarie).
La virulenza è il grado o l’intensità della patogenicità. La virulenza è determinata da invasività, infettività potenziale del patogeno. Rispetto alla virulenza gli organismi possono essere:
- Altamente virulenti: organismi che causano irrimediabilmente malattia
- Moderatamente virulenti: organismi che causano talvolta malattia, ma non sempre