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LETTERATURA TEDESCA 1B

13 / 01 / 2020

HEINRICH HEINE

Heine è un importante rappresentante/intellettuale dell’ebraismo tedesco.Lui è il 1° ebreo di lingua/cultura tedesca che si pone come grande quesito “sono più ebreo o sono più tedesco?” “posso essere entrambi?” (al alcuni dicevano che necessitasse scegliere, un aggettivo avrebbe prevalso sugli altri (non c’è nulla di oggettivo).)

BIOGRAFIA

  • 1797: nasce a Düsseldorf da una stimata famiglia di commercianti e banchieri ebrei.
    • Il padre è un commerciante di stoffe molto a contatto con le fabbriche inglesi, la madre invece appartiene ad una illustre famiglia olandese.
    • Intrapprese malvolentieri una carriera per diventare un borghese.
    • Nello stesso anno del Trattato di Campoformio (quindi, dell’inizio dell’epopea di Napoleone), perciò le alterne vicende della dominazione francese nella sua città risveglieranno in lui precoci tendenze francofile e una profonda antipatia per la Prussia.
    • Terminato il liceo, Heinrich rimane a lungo indeciso sulla scelta della facoltà universitaria. Il padre lo invia allora a Francoforte, con lo scopo di fare pratica presso il banchiere Rindskopf, per poi passare ad Amburgo presso suo fratello Salomon.
  • 1806: Heine cresce in una Germania francesizzata sotto il controllo di Napoleone.
    • Nascita della confederazione del Reno si ha la prima sorta di Germania unita, sotto influenza Prussiana (Prussia era lo stato più grande sotto il controllo di Napoleone – Francia si applicano le leggi napoleoniche, sia ad ebrei che non).
    • Lui si sente un cittadino tedesco a tutti gli effetti, lui non sa davvero cosa significhi essere ebreo.
  • 1812: Editto di emancipazione di Hardenberg ministro defli esteri tedesco, in cui tutte le leggi d’uguaglianza vengono abrogate esso poi sarà cancellato / abrogato nel 1822 e portano a delle orrende persecuzioni antisemite.
  • 1815: Congresso di Vienna.
    • Heine fa un viaggio in Polonia, ed incontra un altro tipo di ebrei: quelli che si avvicinano più al “chassidismo”.
      • movimento che si sviluppa enormemente nel ‘900, ha molte differenti dinastie – esso si rivolge a quelli che oggi sono gli ultraortodossi.
    • al suo ritorno scrive un’opera “über Polen”, un breve resoconto sul viaggio, documentato attraverso fotografie che rappresentano un ebraismo che lui non conosceva, dato che lui aveva avuto a contatto solo con ebrei tipici della Germania.

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LETTERATURA TEDESCA 1B

13 / 01 / 2020

HEINRICH HEINE

Heine è un importante rappresentante/intellettuale dell'ebraismo tedesco. Lui è il 1° ebreo di lingua/cultura tedesca che si pone come grande quesito “sono più ebreo o sono più tedesco?” “posso essere entrambi?” (→ alcuni dicevano che necessitasse scegliere, un aggettivo avrebbe prevalso sugli altri (non c’è nulla di oggettivo).

BIOGRAFIA

  • 1797: nasce a Düsseldorf da una stimata famiglia di commercianti e banchieri ebrei.
    • Il padre è un commerciante di stoffe molto a contatto con le fabbriche inglesi, la madre invece appartiene ad una illustre famiglia olandese.
    • Intraprese malvolentieri una carriera per diventare un borghese.
    • Nello stesso anno del Trattato di Campoformio (quindi, dell’inizio dell’epopea di Napoleone), perciò le alterne vicende della dominazione francese nella sua città risveglieranno in lui precoci tendenze francofile e una profonda antipatia per la Prussia.
    • Terminato il liceo, Heinrich rimane a lungo indeciso sulla scelta della facoltà universitaria. Il padre lo invia allora a Francoforte, con lo scopo di fare pratica presso il banchiere Rindskopf, per poi passare ad Amburgo presso suo fratello Salomon.
  • 1806: Heine cresce in una Germania francesizzata sotto il controllo di Napoleone.
    • Nascita della confederazione del Reno si ha la prima sorta di Germania unita, sotto influenza Prussiana (Prussia era lo stato più grande sotto il controllo di Napoleone – Francia → si applicano le leggi napoleoniche, sia ad ebrei che non).
    • Lui si sente un cittadino tedesco a tutti gli effetti, lui non sa davvero cosa significhi essere ebreo.
  • 1812: Editto di emancipazione di Hardenberg (ministro degli esteri tedesco), in cui tutte le leggi d’uguaglianza vengono abrogate (esso poi sarà cancellato / abrogato nel 1822) e portano a delle orrende persecuzioni antisemite.
  • 1815: Congresso di Vienna.
    • Heine fa un viaggio in Polonia, ed incontra un altro tipo di ebrei: quelli che si avvicinano più al “chassidismo”.
      • [movimento che si sviluppa enormemente nel ‘900, ha molte differenti dinastie – esso si rivolge a quelli che oggi sono gli ultraortodossi].
    • → al suo ritorno scrive un’opera “über Polen”, un breve resoconto sul viaggio, documentato attraverso fotografie che rappresentano un ebraismo che lui non conosceva, dato che lui aveva avuto a contatto solo con ebrei tipici della Germania.

Questi ebrei lui li descrive in modo povero, sporco e abitanti di catapecchie, ma felici perché sostenuti dalla tradizione religiosa e culturale, radicata e forte.

Inoltre, queste parlano un’altra lingua: “yiddish”

  • (è per definizione lingua di fusione che nasce nel medioevo – parlata dalle prime comunità ebree – è la lingua della diaspora ebrea
  • fortissima componente tedesca/ germanica (sembra il dialetto tedesco) 70% tedesco + 20% ebraica + 10% slava /// trascrizione araba però).

Heine ha un enorme fascino per questo tipo di comunità, dato che è stato per lui un incontro sconvolgente.

1817: Soggiornò a Bonn iniziando gli studi di diritto filosofia e letteratura. Qui a Bonn seguì le lezioni di August W. Schlegel.

1821: passò all’università di Berlino, dove frequentò tra gli altri Hegel, Schleiermacher e Chamisso.

1822: lui comincia a scrivere delle lettere agli amici in cui chiede e parla dell’abrogazione dell’editto. Sente questo momento proprio come epocale. La sua risposta, a questo momento, è la creazione di una questione problematica anche per ebrei come lui, che non avevano polemizzato molto la questione ebraica fino a quel momento.

Prende delle decisioni importanti:

  • si impegna attivamente sul fronte ebraico entrando a far parte di un gruppo di intellettuali / studiosi “Verein für Cultur und Wissenschaft der Juden”.
  • Questo gruppo ha come presidente Eduard Gans – professore ebreo di Diritto, che al momento in cui si fa battezzare fa morire l’associazione “Verein”.-
  • La personalità più importante, però, è Leopold Zunz – anche lui ebraico.

Questa società mette le basi sui principi di Moses Mendelssohn (egli è stato molto amico di personalità cristiane che si battevano per l’uguaglianza dei diritti anche per persone di altre religioni, con un approccio di tipo scientifico).

Questo gruppo è importante perché ha due obiettivi:

  • per i non ebrei:
    • - far conoscere ai non ebrei la cultura ebraica, partendo da un’idea giusta, perché gli ebrei credevano che la maggior parte dei pregiudizi si basava sull’ignoranza e sugli stereotipi.

per gli ebrei assimilati:

  • fare in modo tale che scoprissero nuovamente la cultura ebraica, attraverso la scienza (studio dell’ebraismo in modo scientifico), perché non si stava più parlando di religione (perché ci sono sempre state delle società che cercavano di far tornare gli ebrei a praticare la religione, quasi obbligandoli).

Heine per un anno frequenta questi intellettuali, ma vuole frequentare anche il salotto di Rachel Levin Verhagen - importante salotto intellettuale che dava la possibilità alle donne (del mondo ebraico / cristiano) di esprimersi.

Prende tutte queste decisioni perché ha intenzione di compiere degli studi specifici per scrivere una sua opera – che saranno poi i Rabbi.

Chiede un’opera di Besnage “La storia degli ebrei da Gesù Cristo al presente” proprio per documentarsi.

1824: ha intenzione di partecipare alla Pasqua Ebraica, dato che Heine era cresciuto lontano dall’osservanza della religione, quindi non aveva mai partecipato a questo tipo di Pasqua.

All’inizio della Pasqua (che dura 1 settimana), c’è una cena (Pesach) che celebra l’inizio della festa.

È tipica a questi tipi di eventi partecipino anche non ebrei. Sin dal medioevo erano accusati di compiere omicidi rituali, riguardo i bambini. Si diceva inoltre, che dopo questi omicidi il sangue venisse utilizzato per impastare il pane della Pasqua. Il dover invitare un ospite non ebreo permetteva che qualche malintenzionato potesse portare il cadavere di un bambino e nasconderlo dentro la casa degli ebrei, così che quando poi uscivano riunivano il popolo e dicendo di aver visto questo cadavere, facevano scatenare l’ira del popolo. = accusa del sangue.

Questa accusa è molto ricorrente:

  • Simonino di Trento è emblematico perché dopo il concilio di Trento (molto importante che segue lo scisma protestante - stabilisce la dottrina cattolica di riferimento fino al Concilio Vaticano II) viene santificato proprio questo bambino che presumibilmente è stata vittima degli ebrei.
  • Polonia - Kleice: è un caso emblematico perché questo caso di accusa avviene dopo la Shoa e

avviene attraverso un Pogrom (ovvero una rivolta popolare con la complicità delle autorità).

1825: si converte alla religione evangelica e assume il nome di Heinrich. dopo tanti dubbi e perplessità decide di convertirsi al cristianesimo ed esplicitamente dice che lui sta lavorando lentamente ai Rabbi, perché sa che questo lavoro è molto difficile dato che è un argomento delicato. Heine cerca di motivare la sua conversione sia agli ebrei e ai cristiani perché sa che questa conversione può portare antipatie sia dalla parte dei cristiani che degli ebrei. Per lui è un “atto indifferente”, ma questo lo porta a combattere una battaglia interiore e a diventare il primo esempio di simbiosi ebraico – tedesca dato che è la prima persona intellettuale che riesce a combinare entrambe le identità. In quello stesso anno si laurea in giurisprudenza a Gottinga. Fa viaggi in Inghilterra, ciò che risveglia i suoi interessi politici, e in Italia. La critica sempre più radicale della società tedesca spinse Heine a trasferirsi come giornalista nella più libera Francia, dove frequentò la comunità di tedeschi qui immigrati, come Humboldt, Lasalle, Wagner; ma anche gli intellettuali francesi come Balzac, Hugo, Sand. Entrò anche in contatto con i sansimonisti. Scrisse corrispondenze per varie riviste tedesche, ma anche resoconti in francese sulla situazione tedesca.

1832: esilio parigino.

1835: la censura proibì la circolazione dei suoi libri in Germania. Solo con l’aiuto del governo francese, datogli nonostante le critiche rivolte a Luigi Filippo, Heine poté far fronte alle difficoltà economiche causategli dal divieto.

1856: morì a Parigi, dopo che gli ultimi anni furono segnati dalle sofferenze atroci provocate da una atrofia muscolare progressiva, che lo costrinse a letto per quasi otto anni, facendolo riavvicinare all’ebraismo dato che nella Bibbia aveva trovato conforto.

Heine viene collocato all’interno del Romanticismo, poiché nel suo testo più romantico: “Lorelei”, nel quale richiama una figura di donna che presiede le acque ed in modo ammaliatore attira i naviganti verso le rocce, per poi farli naufragare, è presente l’immagine del Reno con attorno colline e Castelli, la quale sarà l’emblema del Romanticismo.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/13 Letteratura tedesca

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher _byce27_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura tedesca moderna e contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Piemonte Orientale Amedeo Avogadro - Unipmn o del prof Di Taranto Mattia.
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