Introduzione
Contesto storico
Gershom Scholem è uno dei più importanti ebrei tedeschi in termini accademici della storia ebraica. Il 2 agosto 1966, mentre era professore a Gerusalemme, fa un discorso intitolato “Ebrei e Tedeschi”, dove fa un bilancio della storia negli ultimi 200 anni, tutto attraverso uno schema: lo “schema scholemiano”, in cui spiega “l’età dell’assimilazione”.
Anno 0 - 1750
Gli ebrei erano già presenti in Germania. Nel 1871, la Germania unisce tutti gli stati che erano presenti fino a quel momento. Gli ebrei erano organizzati in molte comunità, soprattutto lungo il Reno. Tra gli ebrei e i cristiani vi erano pochissimo rapporto. Gli unici rapporti che potevano esistere erano:
- Tra ebrei di corte – veramente pochi – i cui governanti avevano dato il compito di gestire le finanze
- Ebrei più poveri / reietti
La stragrande maggioranza degli altri ebrei viveva separati, poiché vivevano “immersi nella tradizione”. Questa tradizione non riguardava solo la religione, ma anche uno stile di vita (proprio perché l’ebraismo è un tipo di religione “ortoprassi”, ovvero che a definire il cuore ebraico non è la/le cose in cui si crede, ma cosa si fa, come feste, cibo, vestiti). Per questo gli ebrei sono facilmente distinguibili.
1750 - 1800
Le cose cambiano sia da parte ebraica che da parte tedesca. Dal lato ebraico, si instaura un momento di fortissima crisi identitaria. Questo accade per diversi motivi:
- Identità ebraica per varie cause:
- Si stava sviluppando proprio in quest’area un movimento “chassidismo”. Questo è un movimento che ha un impatto straordinario vicino al luogo d’origine, tra Polonia e Ucraina. Esso si focalizza in modo particolare su:
- L’elemento emotivo diventa più importante dello studio (base dell’ebraismo – per fare delle cose bisogna saperle, cioè studiarle)
- Movimento rivolto in modo particolare al popolo
- Si stava sviluppando proprio in quest’area un movimento “chassidismo”. Questo è un movimento che ha un impatto straordinario vicino al luogo d’origine, tra Polonia e Ucraina. Esso si focalizza in modo particolare su:
- Gli ebrei a questo movimento rispondono allontanandosi sempre di più dall’ebraismo tradizionale, dato che si sentono intimoriti.
- Fascino del periodo in cui vivevano: Gli ebrei diventano sempre meno interessati a questa religione, poiché sono incuriositi da ciò che vi è fuori dalla comunità ed hanno intenzione di imparare quello che c’è fuori, una realtà molto interessante (Sturm & Drang – Goethe, Schiller).
- Lotta condotta delle personalità per l’“emancipazione ebraica”. Quest’emancipazione si raggiunge nell’arco di alcune generazioni, almeno formalmente (gli ebrei ottengono lo status di cittadini tedeschi). Quest’emancipazione ha due conseguenze:
- Status nel corso del ‘800 di cittadino tedesco.
- Aspetto dell’assimilazione può risultare problematico perché dal punto di vista ebraico si ha la perdita della propria identità / di tutta quella tradizione che c’è stata fino a quel momento.
Nonno molto osservante; figlio che andava in sinagoga solo per alcune feste importanti; nipote (molti degli scrittori di cui parliamo) non ha più nessun tipo di contatto con l’ebraismo, quindi non praticando non si è più ebraici. Inoltre, cambiano tante cose all’interno dell’ebraismo tradizionale. Gli ebrei denunciano questo problema di perdere il “popolo ebraico”, in quanto non era loro intenzione perdere le loro tradizioni, ma solamente acquisire la realtà a loro circostante.
Punto di vista non ebraico
Agli inizi dell’800 ci sono tumulti antiebraici “hep hep unruhen”, manifestazione della popolazione che è vittima degli stereotipi tipici contro gli ebrei. Quindi, chi dovrebbe accogliere gli ebrei, in realtà chiede a loro di dimenticare ciò che li rende tali e allo stesso tempo insiste sugli stereotipi ebraici, quindi non accetta siano simili a loro (continua a identificarli come “diversi”).
Antigiudaismo e antisemitismo
Antigiudaismo: di matrice cristiana, qualifica l’ebreo solo dal punto di vista religioso (in quanto egli non riconosce i dogmi cristiani). È una questione solo dal punto di vista religioso (fede / non fede). Anche nelle fasi peggiori, questo movimento ha visto l’ebreo come colui che non riconosceva la religione cristiana.
Durante questo periodo iniziano anche gli stereotipi ebraici / leggende (es. uccisione rituale secondo cui gli ebrei avrebbero ucciso dei bambini prima della Pasqua ebraica e con il sangue impastavano il pane ebraico, cosa impossibile perché gli ebrei non possono mangiare il sangue neanche degli animali purificati – “accusa del sangue” che procede fino al ‘900).
Antiebraismo / Antisemitismo (termine già sbagliato perché non sarebbe solo riferito agli ebrei, ma a tutti i popoli di quell’area geografica, es. arabi): è un pregiudizio di tipo diverso, ovvero su base razziale (non esistono razze differenti, ma usiamo la terminologia dell’epoca).
Questione razziale
Dal punto di vista ebraico: tutti coloro che nascono almeno da madre ebrea possono essere definiti tali. Dal punto di vista non ebraico: chi ha almeno ¼ di sangue ebraico (leggi di Norimberga 1935). Pertanto, secondo i “razzisti”, la questione “ebrea” non si può cambiare.
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