18 / 02 / 2020
JOSEPH ROTH (1894 – 1939)
il grande cantore (perché ha descritto molto bene) del “Finis Austriae … la fine
dell’Impero Asburgico”, proprio perché lui centra tutte le sue opere su questo tema.
BIOGRAGIA:
1894 nasce a Brody (nella Galizia asburgica – territorio tra l’attuale Polonia e l’Ucraina,
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quella che era la punta nord-orientale dell’Impero Asburgico). Questa città era
importante perché era un centro culturale ebraico.
Nasce da una famiglia ebraica:
il padre Nachum era cassidico – particolarmente osservante, con dei
costumi particolari che li distinguono dagli altri ebrei osservanti -,
commerciante in legnami e granaglie.
la mamma Maria
Il loro matrimonio dura solo un anno e mezzo, perché il padre parte
per un viaggio e non torna mai più.
1901 – 1905 Roth frequenta sia la scuola elementare ebraica.
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1905 – 1913 Frequenta il Ginnasio “Imperial-regio Kronprinz Rudolf”, in cui supera
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brillantemente la maturità.
In questo periodo comincia a scrivere le sue prime opere (poesie) che
però rimarranno inedite.
1913 si trasferisce a Vienna e si iscrive all’Università, dove frequenta la facoltà di
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letteratura tedesca con il germanista Walter Brecht, del quale diventa l’allievo
prediletto.
Segue la sua vocazione letteraria e pubblica la sua prima poesia “L’enigma del
mondo”.
Comincia ad avere amici in questo mondo, tra cui Wittlin, poeta e romanziere
polacco, poi naturalizzato americano e Morgenstern.
1914 Muore l’imperatore Francesco I e scoppia la Prima Guerra Mondiale, ma lui non
à
si arruola immediatamente, perché è un attivo pacifista.
1916 si arruola (con la forza) perché lui ha già cominciato una carriera da giornalista,
à
infatti, viene arruolato come addetto stampa delle zone della Galizia, nel distretto
di Lemberg, dato che è una zona in cui era difficile combattere e c’erano molti
reportage da fare. Durante questo servizio pubblica articoli e poesie su fogli
viennesi e praghesi.
Vive quindi l’esperienza del crollo dell’Impero Asburgico (sconfitta militare +
crollo del sistema burocratico asburgico come corrispondente).
1918 la guerra è finita e lui torna, prima a Vienna, poi a Brody, ormai libero dal
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servizio militare. 1
Assiste alle conseguenze della guerra e la fine dell’Impero, dove si continua a
combattere perché tutte quelle zone sono occupate e contestate tra la guardia
bianca (parte dell’esercito che non accetta la rivo
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