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Appunti su Virginia Woolf & Aldous Huxley

Appunti sui due scrittori inglesi Virginia Woolf e Aldous Huxley, relativi ad un corso in cui era prevista in particolare la lettura di Mrs Dalloway (Woolf) e Brave New World (Huxley) ma era richiesta una conoscenza piuttosto approfondita dei due autori e del contesto storico-letterario in cui essi composero le loro opere.

Esame di Letteratura inglese docente Prof. P. Sestini

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riore sarà onnipresente, qui non ancora. L’ottica è soggettiva, ma fino ad un certo punto; le distanze oggetti-

ve sono rese con i dialoghi e la presenza del narratore è ancora dominante.

Per comprendere fino in fondo la transizione della Woolf verso una nuova struttura romanzesca, un nuovo

universo ideologico, occorre esaminare la sua produzione critico-saggistica.

M F (1919). È la formulazione della poetica woolfiana. È stabilita la rottura con passato,

ODERN ICTION

con la tradizione letteraria e vengono tracciati i primi contorni del successivo sviluppo artistico. Il confine tra

fantastica si assottiglia fino all’identità reciproca. Lo

saggio e invenzione, tra giudizio critico e intuizione

scrittore moderno assomiglia ad un guerriero nel bel mezzo della mischia: domina l’assenza di punti di vista

rispetto al campo di battaglia. Si muove senza direzione precisa. I classici sono, invece, guerrieri felici, la cui

battaglia è vinta e le cui conquiste cono risultati certi e riconosciuti. Il bersaglio della polemica sono i con-

temporanei e il loro “aproblematico” realismo. A questo realismo la Woolf oppone quel cercare senza dire-

nel mezzo dell’inquietudine, della crisi esistenziale e storica che cerca di affrontare. La realtà è qualco-

zione

sa di sommerso e segreto; assomiglia ad un alone.

Questa realtà ha una connotazione antirazionalistica; è una sequenza interiore staccata dalla temporalità.

L’accento batte sul point of view, sulla mente che filtra e connette in modo lirico e analogico.

di James Joyce un libro “torbido, plebeo e

Nel diario del 6/7 settembre 1922, la Woolf giudica U

LYSSES

pretenzioso”. Riconosce a Joyce la sua stessa tensione conoscitiva, ma per lei la realtà segreta da cogliere

dietro le apparenze non è quella di Joyce. La vita non potrà mai essere per la Woolf accettata “così come è”,

fuori da ogni tentativo poetico di illuminarla e correggerla. Il legame con la tradizione è proprio questo ri-

funzione formante, aristocratica dell’arte, per la funzione demiurgica dell’arte.

spetto per la Rimosso qualsiasi interesse nell’intreccio e indifferente alla costruzione di

M & T (1921).

ONDAY UESDAY

una storia, la Woolf prende “una mente ordinaria in un giorno ordinario” e registra fedelmente le impressioni

La pagina scritta diventa strumento di quell’incessante fluire che è la realtà.

disordinate.

Anche il carattere frammentario di questa raccolta è intenzionale: vuole rivelare il senso di quel luminous

halo che per lei è la vita reale.

J R (1922). Questo scritto conclude la stagione sperimentale della Woolf. Romanzo irrisolto,

ACOB S OOM che non bastano a costruirne un’altra; non basta-

la forma vanifica il reale in una serie di visioni discontinue

no a rendere la perfetta sfericità e la spiritualità intensa che troveremo in M . D o T L

RS ALLOWAY O THE I-

. Rimane un residuo di trama: è la storia di un giovane dalla sua infanzia, agli studi a Cambridge,

GHTHOUSE

ai suoi primi amori, ai suoi viaggi in Francia e in Grecia, fino alla sua morte in guerra. Ma tutto ciò che di lui

sappiamo, è appreso in maniera indiretta, attraverso quello che della sua vita permane nella memoria di chi

lo ha conosciuto e amato. La realtà di Jacob è oggettiva nella sua sequenza cronologica, ma permeata e colo-

rata della memoria degli altri. La novità di questo romanzo sta nell’aver ridotto l’ottica del narratore e averla

messa sullo stesso piano delle altre. La digressione, oltre al monologo interiore e allo stream of consciou-

sness, ne è il tratto stilistico strutturale: serve a rendere quel tessuto discontinuo e unitario che è il reale.

Il primo abbozzo è nel diario di sabato 14 ottobre 1922. L’autrice vuole scarni-

M . D (1922).

RS ALLOWAY

ficare la realtà per portarne alla luce il lato più segreto e irrazionale. Vuole rendere la vita e la morte, la sag-

gezza e la follia. Il libro non deve essere solo uno spaccato realistico, ma anche una meditazione lirica e me-

Sin dall’inizio

tafisica per universalia. Sin dagli esordi M . D nasce in chiave simbolica. siamo

RS ALLOWAY

proiettati dentro i pensieri di Clarissa; la vediamo attraversare le strade di Londra anche attraverso gli occhi

degli altri. Ci è familiare e misteriosa, distinta e immersa nelle relazioni. È insieme eco e centro di irradia-

zione. Rappresenta la vita in sé e al tempo stesso un’ombra misteriosa. La protagonista, per la gaiezza che la

contraddistingue, porta in sé l’oscuro senso che per lei vivere è pericoloso. Una vena sottile e persistente di

malinconia, di insoddisfazione, accompagna il suo passo febbrile: è la sensazione di essere minacciata da

qualcosa che sta dentro la vita quindi dentro se stessa. È un vuoto che appartiene alla pienezza della vita.

Il party che sta organizzando è un rituale per esorcizzare questa minaccia persistente. Al culmine della fe-

sta, nel momento in cui le è permesso dare forma e luce a ciò che la circonda, le giunge la notizia sconvol-

gente del suicidio del povero Septimus. Clarissa mostra di comprendere, nella rimozione che compie, il si-

gnificato razionale e conoscitivo di quel gesto. Saggezza e follia, luce e tenebre sono i risvolti di un’unica

medaglia. Il giovane Septimus è la personificazione di qualcosa che è già presente nella coscienza di Clarissa

Dalloway: sull’abisso di morte e di nulla si era affacciata alla fine della passeggiata mattutina. La vita che la

l’illusione che la vita possa essere

Dalloway sceglie è un compromesso, una parziale verità, non posseduta,

ma almeno fermata in una forma precaria ma luminosa, fragile ma certa.

Septimus è la stessa voce in contrappunto, vicino all’urlo che scompone e altera la compostezza lirica

L’autobiografia si realizza proprio in queste due voci opposte. Dietro Clarissa bisogna leggere il

della realtà.

di un’intera generazione culturale e illuminata di fronte all’improvviso irrompere di una realtà in-

dramma

forme e caotica, sottratta al primato della cultura e dell’arte. È la realtà storica e morale dell’Europa fra le

due guerre; è la realtà di una crisi sentita come qualcosa di apocalittico, come crisi di una forma di civiltà.

sia un’artista, la pittrice Lily Bri-

Non è un caso che uno dei protagonisti di T L (1927)

O THE IGHTHOUSE

scoe, e il tema dell’arte della sua visione della realtà sia il tema centrale dell’intero romanzo.

È una svolta nella carriera artistica, poiché porta al massimo di perfezione estetica e di chiarezza conosci-

tiva, ma la pone di fronte ad una scelta.

Il nodo della vicenda è incentrato sul confronto fra due personaggi: Lily Briscoe e la signora Ramsay.

L’unico centro metaforico è, però, la signora Ramsay: è un’essenza riposta nel reale, come luogo di media-

zione problematica con la sua irrazionalità. Lily non riesce a tracciare sul quadro che sta dipingendo sul prato

antistante la casa dei Ramsay le linee di quella parte del suo campo visivo in cui appaiono la signora Ramsay,

suo figlio James e la cornice della finestra in cui sono inscritti. Riesce a distinguere solo un “triangolo viola-

ceo”, unico punto d’ombra in mezzo alla luce del quadro. Solo dopo la morte della signora Ramsay, dopo

che la casa è cambiata, dopo che quella lontana estate è travolta dal tempo, Lily riuscirà a completare quella

tela. nella pienezza del suo mistero. L’errore

La ragione sta nel suo rifiuto di accettare il mondo sta

nell’insistenza con cui cercherà di possederlo razionalmente. Con la morte avrà colto il segreto della signora

Ramsay, la ragione del suo essere simbolo della vita e questa scoperta le consentirà di dare la pennellata fina-

atto di fede; è una dolorosa accettazione della propria sconfitta e dell’inviolabilità

le per la sua tela. È un del

sconfitta dell’arte sul piano conoscitivo; l’arte è sfasata rispetto alle cose e ri-

reale. La Woolf ammette la

spetto a se stessa; è impossibile dominare con l’espressività e le metafore le contraddizioni del reale.

La signora Ramsay è inedita, poiché consapevole di essere un “mistero a se stessa”. La realtà non è cono-

scibile. sull’inutilità di ogni ricerca. Realtà e coscienza sono antite-

G F è un pessimismo senza scampo

ITA AL ARO

tiche ed estranee l’una all’altra. L’interiorizzazione del reale è spinta al massimo, al punto che sembra che il

reale non possa esistere fuori dallo sguardo di chi lo interroga, lo sfiora come la luce del faro che scandaglia

e descrive le tenebre.

Della signora Ramsay, nonostante il nostro star dentro la sua soggettività, poco riusciremo a violare: tutto

ciò che si può dire di lei ci porta solo alla periferia del centro della sua anima.

Una laica religiosità pervade il romanzo, che non p una vera e propria resa, perché poi la realtà nel suo

fluire è colta, il mistero del tempo nel suo scorrere è afferrato.

Nel finale, l’atto di verità globale che si schiuderà a Lily porterà la consapevole accettazione della qualità

illusoria della propria operazione.

La risposta che G F contiene non è razionale, ma un improvviso scioglimento del cuore: non è

ITA AL ARO

la linea che completa il quadro, ma l’impulso immotivato che lo detta.

Il bivio che ci troviamo di fronte è questo: o ristrutturare il reale in maniera fantastica; o rituffarsi nel

mondo rispettandone l’oggettività.

Dalla sua parabola artistica ed umana è possibile desumere la delusione per lo scacco dell’ambizione for-

mante dell’arte dinanzi all’abisso Ma la Woolf non si arrenderà mai a quest’idea.

di caos e irrazionalità.

O (1928). Nasce dalla passione vivissima per la tradizione non solo letteraria, ma come retaggio

RLANDO

di stili e valori, come alternativa al presente. È la storia di Orlando e delle sue metamorfosi nel tempo. Na-

sce in epoca elisabettiana; riappare in vesti femminili alla fine del Seicento; vaga attraverso i secoli imbe-

vendosi di usi, costumi e concezioni nuove fino a giungere all’inquieto mondo contemporaneo. Può essere

un’elaborata storia della

letto come scrittura inglese. È un libro sui libri, una storia delle poetiche e in questo

scommessa sull’arte,

senso il rapporto con la trazione è il suo vero tema. È soprattutto una sulla letteratura

L’arte che vince il tempo, che re-

come valore assoluto, sostitutivo della realtà, una fuga totale dalla storia.

sta quando tutto è finito.

Questa è la scommessa di T W (1931), ma un senso di solitudine profonda, nichilistica, conferi-

HE AVES

sce al romanzo un’intonazione tragica. Nel D di quegli anni è sempre sottolineata la parabola di un u-

IARIO

niverso inferiore minacciato da un silenzio incombente. Sono gli stessi anni in cui la Woolf si confronta con

gli altri, svolge un ruolo pubblico, si impegna nella battaglia delle idee, nel conflitto tra generazioni. La pola-

rità contraddittoria della sua esperienza intellettuale persiste anche quando con T W la realtà è ormai

HE AVES

è un “poema mistico” e non potrà essere la storia del personaggi che lo affolla-

pura astrazione. T W

HE AVES

no. Essi sono mere voci, un coro collettivo e impersonale e insieme monologo ininterrotto. Ogni personaggio

è solo una variante della stessa solitaria essenza del vivere. È la storia umana al cospetto dell’indifferente flu-

ire del tutto. l’ambizione suprema della Woolf: raggiungere la

Eppure, proprio questo romanzo realizza sintesi perfet-

L’arte riesce finalmente ad unificare la quotidianità e l’essenza.

ta di realtà, simbolo, poesia e prosa.

Restava un ultimo tentativo da compiere prima di chiudere privatamente la partita: tornare

all’oggettività del mondo.

T Y (1937). È la storia di una generazione, della sua visione della vita, dei suoi miti culturali ed

HE EARS

etici, a confronto col passo della storia oggettiva. Ragione e caos, fede nei valori liberali di un’età tramontata

con la Prima guerra mondiale e scetticismo e irrazionalità del presente post-bellico sono messi a confronto e

in questo senso l’opera è uno spaccato della società inglese tra fine secolo e “età dell’ansia”. Lo sguardo è

è un’opera matura perché

sereno nella sua malinconia. T Y riscopre la grandezza la tragicità della

HE EARS è l’esaurimento definitivo di una ricerca, perché per chi

vita priva di ogni tentazione artistica. T Y

HE EARS

come lei aveva puntato tutto sulle possibilità dell’arte di illuminare e conoscere il mondo, e quando questa

non c’è accettazione che possa Poiché l’artista

funzione è conclusa, compensare per il silenzio della poesia.

è più importante della persona e se lei “aveva chiuso con le parole”, non le era data nessun’altra autentica vi-

ta. Abbandonare la scena e uscire dalla vita coincidono.

Prima di suicidarsi, la Woolf ci lascia intravedere la sua risposta conclusiva in B A

ETWEEN THE CTS

(1941): il suicidio reale incluso in uno simbolico. È una sorta di interludio, una transizione tra un atto e un

altro. È scritto con lo sguardo di chi sente conclusa la propria parabola umana e intellettuale, di chi è già u-

scito dalla vita o, meglio, si trova in un interregno. Questa posizione consente la pietà al tempo steso il di-

sprezzo per quel grumo di menzogna che è il reale. La realtà appare teatrale. La menzogna è che vita e arte

sono false antinomie. L’unica realtà è la morte, il colpo di spugna con cui si spazzano via le illusioni.

L’abbraccio alla morte è l’ultima celta di espressione di verità.

ALDOUS HUXLEY

BIOGRAFIA

Aldous Huxley nacque il 26 luglio 1894 da una famiglia molto ricca culturalmente (il nonno paterno fu

scienziato, il padre poeta e critico letterario). Fu colpito nel 1910 da una grave malattia alla cornea che lo re-

se quasi completamente cieco. Per due anni lavorerà sodo per non perdere la vista e proprio questa lotta con-

tinua gli impresse una visione sofferta del conflitto esistenziale tra piacere e dolore, materia e spirito, che a-

vrebbe costituito un tema ricorrente nella sua opera. La malattia gli evitò la guerra, e divenne tutore di colle-

gio. Trasferì tutti i suoi interessi nell’attività scolastica e suscitò grande entusiasmo tra docenti e intellettuali.

Con la Prima guerra mondiale, Huxley si scopre obiettore di coscienza, notando che si stava chiedendo quale

fosse la vera posta in gioco, politica, economica o altro, visto che le guerre di religione erano finite ormai da

un pezzo. Entra in contatto con Russell, Bell e altri esponenti del Bloomsbury Group (tra cui Virginia Woolf).

Dopo la guerra, a Londra diventa vicedirettore della rivista Athenaeum, cui collabora con molti articoli e

saggi. Viaggia molto negli anni successivi in Europa e per tutto il mondo (1920 1936). Questi anni saranno

decisivi per la conoscenza dell’ambiente culturale e mondano della middle-upper class (artisti, scienziati, av-

vocati) che sarà al centro dei suoi romanzi. Sono gli anni della sua più intensa produzione narrativa. La diffi-

cile ripresa economica dell’Europa sotto l’incalzare delle lotte sociali mette in crisi tutti i valori. I suoi ro-

manzi riflettono questa confusione: il movimento operaio, il desiderio di benessere, la psicanalisi, la relativi-

tà, le avanguardie artistiche, il cinema, la pubblicità hanno provocato un terremoto in un mondo che non era

pronto a riceverli. Le insicurezze degli anni Venti diventeranno angosce negli anni Trenta: il clamoroso

crisi il capitalismo. Solo l’Unione Sovietica non ne venne tra-

crack di Wall Street del 1929 aveva messo in

volta, perché isolata dal comunismo che ora si configurava come alternativa reale al capitalismo.

Quando scrive B N W , nel 1932, è alla ricerca di una società programmata su rigorosi piani

RAVE EW ORLD

politici ed economici che pensa come destino del mondo prossimo venturo. La ricerca del benessere sociale a

scapito della libertà equivale alla fine dell’uomo: lo sviluppo della civiltà ucciderà la cultura. L’intelligenza


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e comunicazione interculturale
SSD:
Università: Siena - Unisi
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lorenzo.tecchioli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Siena - Unisi o del prof Sestini Piera.

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