Estratto del documento

Mediare, comunicare, interpretare

Clara Pignataro

Cenni storici

I primissimi riferimenti all'utilizzo di interpreti risalgono al 3o millennio a.C. nelle iscrizioni sulle tombe dei principi di Elefantina della VI Dinastia dell'Antico Regno egizio. Nelle regioni che confinavano con la Nubia, ovvero Assuan e l'Isola di Elefantina, i faraoni utilizzavano i dragomanni (funzionari che fungevano da interpreti).

Nell'antichità c'era poco rispetto per le altre civiltà, le quali venivano considerate barbare e i vinti dovevano imparare la lingua dei vincitori. Nell'Antico Egitto l'origine delle diverse lingue era associata al dio Tot, che era considerato il dio della magia, il patrono degli scribi e il patrono della scrittura. Lo scriba aveva quindi una personalità sacra perché fungeva da tramite tra gli umani e dio e i geroglifici erano considerati quindi scritture sacre.

Chiunque quindi non parlasse la loro lingua o non comprendesse i geroglifici era considerato un barbaro e le civiltà che non parlavano e non scrivevano con i geroglifici erano considerate inferiori. C'erano comunque alcune lingue universali, come ad esempio il Greco.

Nell'Impero Romano il latino era la lingua ufficiale a Roma anche se vi erano altre mescolanze di lingue come il gallico e il punico. La lingua latina veniva usata dalla diplomazia e dall'amministrazione pubblica ed era considerata lingua di prestigio. Il Greco, essendo lingua universale, veniva comunque parlato e capito dalla maggior parte del popolo romano.

Per l'amministrazione pubblica, i romani si servivano di interpreti professionisti per tradurre oralmente in latino (esempio: quando un greco doveva tenere un discorso al Senato nella sua lingua madre). In ambito militare, lo stato si serviva di interpreti militari fedeli per il coordinamento delle legioni, per i negoziati di pace, per le trattative, durante le campagne militari e per l'espansione del commercio.

Alessandro Magno (vissuto nel 3o secolo a.C.) per le conquiste di terre lontane, utilizzava diplomatici bilingui per i contatti con gli indigeni o i popoli sottomessi durante le campagne militari. Gli interpreti venivano selezionati a volte tra indigeni fidati per la loro conoscenza del luogo.

Nell'era delle scoperte, e più precisamente nel 1492, Cristoforo Colombo si servì di Luis De Torres come interprete in quanto conosceva la lingua di ebrei, caldei (popolazione semita che abitava la Mesopotamia) e l'arabo. Per i suoi viaggi nel Nuovo Mondo, Colombo utilizzò invece gli indiani.

Nel 1519, durante la conquista del Messico, Cortés utilizzò gli indigeni come interpreti. Uno dei suoi schiavi era Malinalli, chiamata poi Malinche. Malinche è considerata la prima traduttrice-traditrice del Nuovo Mondo, parlava lo spagnolo, la lingua dei Maya e degli Aztechi. A soli 15 anni fu offerta in dono agli spagnoli e divenne la traduttrice personale e amante di Cortés dal quale ebbe un figlio (il primo meticcio messicano). Nonostante non fosse vista bene dal suo popolo (Malinche significava prostituzione e anche tradimento, in quanto venne accusata di aver tradito il suo popolo aiutando Cortés nella conquista del Messico), cercò sempre di svolgere il suo ruolo da interprete nei migliore dei modi.

Malinalli è sempre stata schiava, venne regalata dalla madre a 5 anni e vive senza voce propria, senza essere consultata. Diventando interprete ha avuto poi la possibilità di esprimersi davanti a re e imperatori, il che venne considerato un privilegio per lei e per qualsiasi altra donna. Oggi è considerata uno degli interpreti nativi più illustri per avere servito conquistatori, invasori e esploratori.

In Occidente, fin dal I millennio a.C., gli ebrei si avvalevano di interpreti, infatti l'ebraico non era considerato più una lingua veicolare. Con la diffusione del Cristianesimo, i missionari necessitavano di interpreti per la conversione degli indigeni. Gli interpreti in Africa permisero inoltre la diffusione dell'Islam e l'arabo era considerato superiore rispetto alle lingue locali.

Nel mondo dell'Islam però, l'interpretazione non veniva considerata come una professione ma come un'abilità e gli interpreti erano spesso soldati, burocrati, schiavi o guide che possedevano la combinazione linguistica richiesta. Con l'intensificarsi dei rapporti tra i vari stati gli interpreti furono sempre più coinvolti negli affari di stato, nelle trattative e nelle conquiste militari.

Le prime trattative vere e proprie a livello statale risalgono a quando George Washington impiegò interpreti francesi per motivi militari e interpreti spagnoli per accordi di confine con il Messico. Durante l'espansione degli Stati Uniti, iniziarono ad avere sempre più contatti con il resto del mondo e si moltiplicarono accordi bilaterali e la necessità di impiegare interpreti. All'epoca negli Stati Uniti si parlava inglese mentre in Europa si parlava il francese che era la lingua ufficiale della diplomazia (infatti nel congresso di Vienna del 1814-15 si utilizzò il francese).

Gli inizi della moderna interpretazione

L'interpretazione moderna come la intendiamo noi e come professione comincia ad emergere intorno ai primi del 900. Le basi della moderna interpretazione vennero gettate durante e dopo la Prima Guerra Mondiale e in particolare durante la Conferenza di Pace di Parigi del 1918. Fino alla Prima Guerra Mondiale, gli interpreti utilizzavano la tecnica dello chuchotage e della mediazione linguistica (chiamata lieson). Nel 1918 nasce la consecutiva (chiamata all'epoca interpretazione differita). La consecutiva nasce grazie alla Conferenza di Pace di Parigi (1918) nella quale si ritrovarono i rappresentati delle potenze alleate (Gran Bretagna, Italia, Giappone, Stati Uniti) e di 32 potenze minori (tra cui Polonia, Serbia, Romania, Russia, Grecia) che non parlavano francese.

Ogni Capo di Stato aveva un interprete che, insieme a tutti gli altri interpreti, decise di ideare un sistema di presa di appunti per facilitare il proprio lavoro. I militari più fedeli dei Capi di Stato fungevano da interpreti per la firma dei Trattati di Pace ma non avendo nessuna preparazione tecnica, la inventarono loro: lavoravano a coppia, traducevano frase per frase e idearono una presa di appunti.

Uno dei pionieri della moderna interpretazione fu Jean Herbert. Fu uno dei primi a far carriera per la sua cultura e abilità linguistica, era esperto in filosofie indù, insegnava francese a Edimburgo e, arruolatosi nell'artiglieria, gli venne chiesto di lavorare come interprete. Jean Herbert fa il suo debutto nel 1917 durante il negoziato finanziario a Londra. Partecipa a conferenze internazionali durante la Società delle Nazioni e fu interprete personale di Churchill, Mussolini e Lloyd George. Molti interpreti lavorarono alla Conferenza di Pace di Parigi e dal 1918 la consecutiva si diffuse così tanto da essere adottata dalla Società delle Nazioni che cominciò ad assumere professionisti che traducevano.

Negli anni 20 si diffusero le scoperte in campo tecnologico e il telefono divenne sempre più sofisticato. La primissima apparecchiatura per la trasmissione locale per interpreti venne prodotta dall'IBM. Questo sistema era stato ideato dall'inglese Finlay e dell'imprenditore bostoniano Filene nel 1926 (dai due creatori il nome “sistema Finlay-Filene”). Da quell'anno partirono le prime sperimentazioni e le prime tentazioni di interpretazione simultanea in congressi.

Nel 1928 ci fu la prima sperimentazione di interpretazione simultanea al 6o Congresso Comintern nell'Unione Sovietica. Nel 1933, al 13o incontro Comintern, venne introdotto l'uso di auricolari e di cabine. Nel 1935 ci fu la prima Interpretazione Simultanea verso inglese, francese e tedesco durante il 15o Congresso Internazionale di Fisiologia. Nel 1934 Kaminker, altro interprete che aveva lavorato alla conferenza di Pace di Parigi, inventa per la radio francese un'apparecchiatura elettronica per interpretare dal vivo il discorso che Hitler tenne a Norimberga.

Alla Società delle Nazioni (sede: Ginevra) e alle conferenze internazionali veniva utilizzato il sistema Finlay-Filene (ovvero l'apparecchiatura prodotta dall'IBM) ma, al posto dell'Interpretazione Simultanea vera e propria, vennero usate due tecniche diverse:

  • Simultaneous Successive Interpretation: Interpretazione Simultanea Successiva: tutti gli interpreti prendevano appunti di consecutiva. Quando l'oratore smetteva di parlare, tutti insieme prendevano l'apparecchio IBM e la traduzione veniva ascoltata solo da chi parlava quella lingua (le persone quindi ascoltavano in cuffia le traduzioni consecutive).
  • Simultaneous Reading of Pretranslated Texts: Lettura in Simultanea di Testi precedentemente Tradotti: l'oratore andava dagli interpreti e dava loro il discorso per iscritto che avrebbe fatto. Gli interpreti traducevano quindi il discorso scritto e mentre l'oratore teneva il discorso oralmente, gli interpreti leggevano la traduzione.

Nel 1936 la Siemens produsse un'attrezzatura specifica per la simultanea in occasione delle Olimpiadi di Berlino (del 1936). Importante: tra le due guerre la traduzione simultanea e le attrezzature tecniche erano ancora in fase di sperimentazione, di conseguenza non si può affermare che la simultanea fosse presente tra i due conflitti.

1939: Inizio della Seconda Guerra Mondiale

Nei campi di concentramento era impossibile sopravvivere senza sapere il tedesco e di conseguenza servivano gli interpreti. Ad Auschwitz, per esempio, gli interpreti erano le SS che sapevano il polacco e che traducevano agli interrogatori, donne deportate che lavoravano come segretarie oppure prigionieri che dichiaravano all'entrata di saper parlare il tedesco (Lagerdolmetscher = interpreti del lager, che nonostante la loro utilità, non godevano comunque di nessun privilegio).

Le combinazioni linguistiche presenti nei Lager erano:

  • Tedesco > Polacco
  • Tedesco > Russo
  • Tedesco > Francese

I tedeschi volevano che gli ordini fossero tradotti parola per parola anche se non aveva senso in quanto l'ordine delle parole nelle frasi tedesche è diverso da quello delle altre lingue.

1945: Fine della Seconda Guerra Mondiale, apertura di un nuovo capitolo: Il processo di Norimberga

La nascita della simultanea vera e propria si colloca nel 1945. Fu scelta Norimberga come città per svolgere il processo perché era la sede dove i nazisti si radunavano e facevano gli incontri, era infatti considerata simbolo del nazismo. Inoltre la Germania era divisa in 4 zone e Norimberga si trovava nella zona sotto il controllo degli USA e furono gli americani che si occuparono di organizzare il processo.

Questo processo durò più di 10 mesi e coinvolse 22 imputati per crimini contro la pace e l'umanità e crimini di guerra. Dei 22 imputati: 12 condannati a impiccagione, 3 condannati all'ergastolo, 4 condannati da 10 a 20 anni di carcere e 3 prosciolti. Il motivo per cui si sono serviti di interpreti che hanno tradotto e non si è svolto tutto in inglese, sta nel fatto che, secondo la Convenzione Internazionale gli imputati avevano il diritto a un processo equo in cui si poteva esprimere nella propria madrelingua.

Inoltre il processo venne tradotto anche perché tutto il mondo voleva essere informato. Venne utilizzata la tecnica dell'Interpretazione Simultanea perché l'Interpretazione Consecutiva e lo Chuchotage non erano adatti: la prima avrebbe quadruplicato i tempi e la seconda era adatta solo per un pubblico ristretto.

Le lingue utilizzate durante il processo furono: tedesco, francese, inglese e russo. I promotori della simultanea furono il giudice Robert Jackson e il Colonnello Dostert che era informato sul sistema Filene-Finley usato dalla Società delle Nazioni. Il Colonnello Doster mandò quindi il figlio del giudice Jackson (William Jackson) a Ginevra per vedere l'apparecchiatura IBM e contatta l'azienda IBM che fornisce gratuitamente l'apparecchiatura insieme a 200 cuffie e i cavi necessari.

Siccome era comunque difficile reclutare degli interpreti qualificati vennero effettuati dei test:

  • Gli Stati Uniti reclutarono dei traduttori inglese che dovevano effettuare dei test linguistici al Pentagono e che richiedevano una conoscenza molto vasta di vocaboli in tutti i settori (medicina, automobilistico, ecc.)
  • Coloro che passavano il test, potevano accedere alla prova pratica in una simulazione del Processo di Norimberga.

Gli interpreti vennero poi scelti in base a dei criteri particolari:

  • Dovevano conoscere molto bene le due lingue
  • Dovevano avere un ampio background culturale
  • Dovevano avere una conoscenza specifica in ambiti della medicina e del diritto
  • Dovevano avere la capacità di gestire lo stress
  • Dovevano avere anche una voce gradevole

Dalla selezione risultò che:

  • Gli interpreti migliori avevano tra i 35 e i 45 anni
  • Gli interpreti erano solo bilingui
  • Gli interpreti traducevano solo verso la propria lingua madre e non usavano la tecnica del relais (ovvero il passaggio da una terza lingua se non si conosceva la lingua dell'oratore)

Vennero esaminate 500 persone e solo il 5% risultò idoneo per l'Interpretazione Simultanea. Prima dell'inizio del processo vennero svolte simulazioni di udienze. Il programma di formazione durava generalmente da 2 settimane a 2 mesi ma visto il carico psicologico del processo, molti interpreti mollavano e di conseguenza il programma di formazione continuò per tutti i 10 mesi del processo. Il 5 Novembre 1945 fecero una prova generale e il 20 Novembre iniziò il processo e fu la prima volta che la folla vide l'interpretazione simultanea.

Come vennero organizzati i turni

- 36 interpreti di simultanea per le 4 lingue ufficiali (inglese, tedesco, francese e russo)

- 12 interpreti ausiliari di consecutiva per le altre lingue minori

- 8 gruppi da 20-25 traduttori e revisori

- 12 stenografi per ogni lingua incaricati di trascrivere tutto il processo

- 100 revisori delle trascrizioni

Organizzazione dei 36 interpreti di simultanea

- Divisi in 3 turni da 12 interpreti ciascuno (divisi nelle 4 lingue ufficiali)

- All'interno di 1 turno c'erano 3 traduttori di inglese, 3 di tedesco 3 di russo e 3 francese e avevano tutti combinazioni linguistiche diverse

- Erano divisi in base alle 4 lingue (German Desk, English Desk, French Desk, Russian Desk)

Esempio: English Desk

3 persone sedevano in fila e avevano 1 madrelingua inglese. Queste 3 persone avevano 3 combinazioni di lingua diverse e traduceva solo colui che aveva la combinazione giusta (se parlava un francese, nella cabina di inglese traduceva solo colui che aveva la combinazione “inglese-francese”). Questi 3 interpreti non si potevano interscambiare tra di loro quindi erano presenti delle equipe che davano il cambio ogni 85 minuti. La giornata durava quindi dalle 10 alle 17 con 3 turni da 85 minuti.

Nonostante i costi elevati per le delegazioni alleati, i 3 turni permettevano una maggiore accuratezza. Il lavoro dell'interprete durante il processo di Norimberga era comunque stressante, sia perché richiedeva un'elevatissima concentrazione e sia perché le condizioni di lavoro erano disagevoli a causa delle cabine piccole e la scarsa insonorizzazione. Il vantaggio dei tre turni era di non dover fermare il processo in caso di mancanza di un interprete. Durante il processo gli interpreti ricevevano il riscorso originario in cuffia e traducevano al microfono verso la madre lingua mentre gli ascoltatori avevano delle cuffie collegate a un interruttore con 5 canali (4 lingue + il discorso originale) tramite il quale era possibile selezionare il canale prescelto.

I microfoni e le cuffie erano connessi da cavi elettrici e c'era un tecnico del suono che controllava microfoni e volume e due lampadine, una gialla e una rossa.

  • Lampadina gialla: a causa dell'agitazione gli oratori parlavano spesso a una velocità elevata e quando veniva premuto il pulsante che azionava la luce gialla, chi parlava se ne accorgeva e capiva che doveva parlare più lentamente. (difficoltà particolare: i numeri)
  • Lampadina rossa: veniva azionata per richiedere l'interruzione dell'oratore. Una luce rossa significava la richiesta di ripetere le ultime frasi; una luce rossa intermittente significava la richiesta di interrompere brevemente il discorso; una luce rossa continua significava una più lunga interruzione.

Le difficoltà maggiori riscontrate durante le traduzioni furono:

  • Difficoltà della struttura linguistica (anticipazione del verbo tedesco)
  • Uso di termini dialettali e tecnici dei quali non si conosceva la traduzione
  • Ambiguità linguistiche
  • Documentazione preparatoria che magari non veniva fornita completamente
  • Impatto emotivo
  • Trascrizione e revisione

Dalle simulazioni del Processo di Norimberga ci si accorse che si aveva bisogno di un supervisore. Il supervisore era un membro della divisione di traduzione che stava seduto vicino alla postazione inglese e che aveva dei compiti particolari:

  • Doveva monitorare l'accuratezza dell'interpretazione simultanea
  • Doveva occuparsi della presenza e della sostituzione degli interpreti
  • Doveva assicurarsi che la voce arrivasse chiara
  • Doveva fornire la documentazione necessaria agli interpreti

Ogni parola del processo in qualsiasi lingua veniva registrata e trascritta e queste testimonianti venivano rese disponibili per consultazioni. I discorsi originali venivano registrati su dischi mentre le traduzioni sui nastri. I nastri delle traduzioni purtroppo sono andati persi, sono invece rimaste le trascrizioni scritte (a fine giornata tutte le testimonianze venivano messe per iscritto).

Anteprima
Vedrai una selezione di 6 pagine su 22
Appunti su traduzione con prof. Pignataro Pag. 1 Appunti su traduzione con prof. Pignataro Pag. 2
Anteprima di 6 pagg. su 22.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti su traduzione con prof. Pignataro Pag. 6
Anteprima di 6 pagg. su 22.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti su traduzione con prof. Pignataro Pag. 11
Anteprima di 6 pagg. su 22.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti su traduzione con prof. Pignataro Pag. 16
Anteprima di 6 pagg. su 22.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti su traduzione con prof. Pignataro Pag. 21
1 su 22
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Claudia1204 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria e Prassi della Traduzione e dell'Interpretariato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Pignataro Clara.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community