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20.10.2020

Altra categoria: Deficit

Scuola di Chicago

Il contesto storico in cui si sviluppa la scuola di Chicago:

- Inizio XX secolo

- Stati Uniti

- Industrializzazione e Urbanizzazione

- Immigrazione

- Depressione anni ’30

È nelle città l’oggetto d’attenzione (contesto di vita che va studiato perché

influenza l’individuo).

Studia i social problems: delinquenza giovanile, marginalità, prostituzione

e alcolismo.

È importante per il suo modo di fare ricerca e per il modo in cui studia i

problemi sociali.

Si basa sul paradigma ecologico: studia come i cambiamenti dell’ambiente

fisico e sociale agiscano sul comportamento degli individui. Le città sono viste

come laboratori sociali facendo attenzione alla configurazione urbanistica

della città, immigrazione, le relazioni tra gruppi presenti ecc studio di

comunità è il metodo (usato da a.s, serve per conoscere nel dettaglio quel

territorio, le risorse e capire come muoversi).

Città come laboratorio sociale

Si basano principalmente sull’osservazione (partecipante) della città.

Delinquenza e problemi sociali derivano da qualcosa che non funziona

nell’organizzazione di quella società. disorganizzazione o disgregazione

sociale criminalità non è riconducibile al singolo individuo, ma agli

ambienti sociali (famiglia, vicinato e comunità).

Tramite l’osservazione partecipante e storie di vita analizzo i processi, i

passaggi e i percorsi, concentrandosi anche sugli individui. Diversa dalla

fotografia della situazione che ottengo con i dati statistici, basati su dati

generalizzati.

Notarono che: i problemi sociali diminuivano spostandosi dal centro alla

periferia; ogni zona tendeva ad espandersi verso l’esterno invadendo le zone

confinanti (processo di successione/invasione), sostituendo abitanti, costumi

ecc c’erano poi delle specifiche aree omogenee all’interno che attraggono

persone con caratteristiche simili facendo allontanare chi diverso. Vengono

definite “regioni morali” o “aree naturali” o “contagio sociale/setacciamento”.

Centro città o zona di transizione di Chicago:

- Presenza di Negozi, attività, imprese commerciali

- Abitazioni degradate (immigrati), alloggi a basso prezzo

- Persone di bassi e culture diverse no omogeneità

- Prevalentemente giovani adulti maschi senza famiglia

- Degrado, povertà, scarsi servizi e strutture, elevato tasso di criminalità

- Elevata mobilità di residenti, caratterizzati da un basso status economico,

dalla mescolanza di gruppi etnici, dall’alta mobilità e da nuclei familiari

disagiati o spezzati

percepita come residenza provvisoria, mi sento in transitato e quindi non

mi impegno a sentire MIO quel luogo e quella comunità, cerco quindi di NON

creare forti legami.

Disorganizzazione sociale: situazione in cui mancano le istituzioni

tradizionali della comunità, della famiglia e delle relazioni sociali primarie. Le

relazioni sono deboli e transitorie, scarsa importanza ed efficacia delle norme.

Rottura dei legami e conseguente indebolimento dell’influenza regolatrice sui

comportamenti degli individui da parte di chi esercita di solito il controllo

sociale informale con conseguenza la DEMORALIZZAZIONE →

disorganizzazione personale

Robert Merton (anni ’30)

Elabora una teoria a livello macro. Per lui in ogni società interagiscono:

1. Struttura sociale: status degli individui che determina le differenze

2. Struttura culturale: aspirazioni e bisogni appresi culturalmente tramite la

socializzazione; opportunità di raggiungere certe mete e obiettivi sociali;

Per lui tutti devono ricevere il successo individuale lavorativo.

Questo sistema è condiviso da tutta la società, quindi di tipo omogeneo. Ma

non posso raggiungere questi obiettivi come voglio, ma con risorse e mezzi

riconosciuti come legittimi dalla società.

Se non si raggiungono gli obiettivi ANOMIA: situazione di incoerenza e

disequilibrio MA non arriva dalla mancanza di norme. Le regole sono forti e

obiettivi ben definiti; l’anomia si forma quando i mezzi non sono alla nostra

portata e non riusciamo a raggiungere le rete. Discrepanza tra mezzi e mete.

Devianza: comportamento non conforme sia per quanto riguarda i mezzi

istituzionali, sia per quanto riguarda le mete culturali.

Esistono però delle forme di adattamento per far fronte a questo disequilibrio,

troverò dei nodi per sopravvivere a ciò. Il deviante cercherà di raggiungere ciò

tramite mezzi non conformi e riconosciuti socialmente. Merton lo definisce

INNOVATORE.

Lavoro per raggiungere la ricchezza.

È deviante anche chi abbassa le mete per non utilizzare mezzi non conformi

detto da Merton RITUALISTA. Si concentra sul fare le cose secondo le

regole.

È deviante colui che rinuncia e si astiene, rifiutando sia mete che mezzi.

Es chi consuma sostanze psicotrope.

È deviante chi rifiuta obiettivi e mete della società, sostituendoli con altri,

cambiando la società ribellione.

Non può essere individuo, ma è collettiva.

sono tutti stili di adattamento alternativi al conformismo. Queste modalità

alternative possono essere riconoscibili a una socializzazione non andata a

buon fine (per mancanza di mete e mezzi). Quindi per lui la devianza è

causata da ciò.

Robert merton: tipi di adattamento individuale

In relazione ai mezzi istituzionalizzati e alle mete:

- Conformità

- Innovazione

- Ritualismo

- Rinuncia

- Ribellione

risposta di tipo individuale (ad eccezione della ribellione)

26.10.2020

Teorie delle subcultura (guardare video con spiegazione)

Deficit di opportunità come per Merton

Devianza originata, come per Merton, da tensione strutturale tra mezzi e mete

Interpretazione di forme di devianza collettive (es gang giovanili)

Il Comportamento deviante è un adattamento collettivo, appreso e

consolidato all’interno di un gruppo

Condotte che hanno carattere espressivo: reati espressivi

Attenzione oltre che a elementi razionali a considerazioni di aspetti

psicologici (es frustrazione e reazioni espressive) in particolare tra gli

adolescenti.

Teorie delle subcultura di Albert Cohen

Gli esempi di teorie di subcluture riguardando le subcultura giovanili.

Gruppi che sono composti da ragazzi giovani→ gang giovanili, bande

giovanili.

I primi studi sono stati fatti a Genova e poi a Milano.

Cohen, viene ricordato per il testo “ragazzi delinquenti” negli anni ’50.

Osserva i ragazzi all’interno di questi gruppi. Sono giovani appartenenti alla

classe operaia, maschi, che facevano parte in modo stabile e che

condividevano all’interno norme e valori che erano in contrasto con le norme

sociale della classe dominante.

Come aveva interpretato questi comportamenti?

Questi giovani vivessero una sorta di frustrazione perché non riuscivano a

raggiungere, a conformarsi alle mete che dovevano ambire, attraverso i mezzi

a loro disposizione. Quindi avevano interiorizzato le norme sociali della classe

dominante (es per valere qualcosa nella società dovevano avere un

determinato guadagno) e lo condividevano, ma non riuscivano a raggiungerlo

con i mezzi conformi. di conseguenza avevano questa frustrazione.

La differenza con Merton, era che questi ragazzi condividevano tra di loro

medesimi sentimenti: gli individui si vedono come GRUPPI, dove

condividevano le medesimi situazioni.

Questi ragazzi mettono in atto reati “espressivi”, quindi non motivati dalla

ricerca di un vantaggio utilitaristico (es reati come il vandalismo; oppure

comportamenti di sfida contro adulti o forza dell’ordine→ reati più come

manifestazioni di forza fisica, violenza).

Caratteristiche comuni dei reati:

- Gratuità : perché con un taglierino hai rovinato un sedile? Sono reati fatti

senza un vantaggio utilitaristico;

- Distruttività : sono reati che distruggono le cose, dei be

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher NicoleMerlo. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia della devianza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Bosisio Roberta.
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