Polibio (circa 200 a.C. - Megalopoli)
Contesto storico
Esperienza politica romana
In questo periodo si assiste a una simbiosi tra politica e diritto, che trova soluzione proprio nella potenza di Roma. (Morte di Alessandro Magno, divisione del suo regno in 3 parti, tra cui il regno di Macedonia, che però viene contrastata, appunto dalla potenza di Roma).
- 202: Vittoria di Zanna, sconfitta di Cartagine dal popolo romano
- 168: a Pidna in cui Roma sconfigge Macedone
- Distruzione di Corinto (distruzione quasi totale delle polis)
Roma era la nuova potenza, sicuramente meno colta, in quanto vive di riflesso nella cultura greca. La romanità viene proprio contrassegnata dalla simbiosi tra diritto e politica (elemento principale della romanità: il diritto/la legge che sta sopra a tutto e a tutti, anche sopra al governante). Il diritto è il cuore del diritto romano. Ma un altro elemento che distingueva i romani dai greci era proprio la straordinaria organizzazione.
Tre posizioni tipiche romane
- Imperium (forza di potere originario, ovvero il senso stesso della civitas)
- Auctoritas (autorevolezza/persona dotata di prestigio)
- Potestas (potere che ogni individuo ha di provvedere a soddisfare la propria volontà)
Polibio nasce da una famiglia agiata, circa nel 200 a.C. Quando si studia Polibio si fa riferimento anche a Tucidide (storico per eccellenza), il quale influenza chiaramente il pensiero di Polibio sul tema della storia, nonostante non venga mai nominato nelle sue opere. Tramite la storia studiano le cause che hanno scatenato un’azione pelvica nel tempo.
Opere
Storie, opera centrale di Polibio, in cui descrive il pensiero filosofico-politico è pubblicato ufficialmente nel 1867 e scritto originariamente in greco. Viene soprannominato un “greco latinizzato” da molti critici.
Pensiero
La comunità per il filosofo si costituisce per un istinto che è proprio di tutti gli esseri viventi; infatti, il gruppo riconosce come guida l’essere naturalmente più dotato, più capace, più forte. La comunità promuove la formazione di sentimenti di convinzioni comuni circa il bene e il male, il giusto e l’ingiusto.
Per Polibio, la ragione è l’elemento che distingue l’uomo dagli altri animali e si esprime come la consapevolezza dei benefici che la vita sociale è in grado di procurare e si manifesta come previdenza. Tutto finisce, tutto ricomincia anche la forma di governo perfetta si corrode e si corrompe.
Il pensiero storico di Polibio si basa principalmente su una teoria, quella dell’anaciclosis, cioè un movimento circolare delle costituzioni. In merito alla costituzione quest’ultima viene generata dalla naturale formazione della società umana. La prima è la monarchia (in cui allude al fatto che gli uomini vivevano in brachi, come animali), che degenera in tirannide, sulla quale si basa di fatto l’aristocrazia (gli uomini migliori si ribellano e prendono il comando). Ma anche qui subentra il problema della corruzione, quindi subentra il governo dei ricchi e dei potenti ovvero l’oligarchia, contro il quale insorge il popolo per instaurare la democrazia, ma anche questa costituzione degenera quando il potere viene assunto dalla moltitudine e diventa oclocrazia (la folla che prende potere), con la quale termine la monarchia.
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