Storia delle dottrine politiche
Polibio
Molti pensatori successivi riprendono le idee di Aristotele, tra questi Polibio, storico greco che visse a Roma nel II sec. a.C., riprende l’idea aristotelica aggiungendovi due idee romane. Si chiede infatti come i Romani, in pochi anni, siano riusciti a conquistare così ampi territori.
Riprende quindi lo schema aristotelico delle forme di governo e opera un cambiamento: sostituisce il termine “politeia” con “democrazia” e sostituisce il termine aristotelico di “democrazia” con “oclocrazia” (in greco significa “popolazione, massa”), ovvero “governo della massa”.
Polibio tuttavia ritiene che Roma, avendo conquistato così ampi territori in così breve tempo, deve avere qualcosa di speciale. Dunque, ritiene che le forme di governo teorizzate da Aristotele siano forme di governo pure, che possono essere corrotte e degenerare in forme negative di governo; a suo parere esiste un’altra forma di governo, che è la forma di governo mista, che trae elementi da ciascuna delle tre forme pure, e che rappresenta una forma di governo stabile e duratura. Roma è appunto una forma mista, ed è questo il segreto del suo successo: essa ha un elemento monarchico (i consoli), uno aristocratico (il senato) e uno democratico (i tribuni della plebe, i tribuni del popolo).
Quindi la migliore forma di governo è una forma di governo mista (un’idea ripresa da Machiavelli nei suoi “Discorsi”). Inoltre, per Polibio le forme di governo puro ruotano: dal regno si passa ad aristocrazia, poi a politia, poi di nuovo a regno ecc.
Platone
Platone aveva già capito qualcosa di simile: nelle “Leggi” (ultima sua opera) parla infatti di due costituzioni: monarchia e democrazia, che sono come le madri di tutte le costituzioni; una incarna principi di libertà e uguaglianza, l’altra il principio di autorità, ed una buona forma di governo deve mescolare queste due matrici.
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Dottrine Politiche: Illuminismo, Kant