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I principali funghi di importanza clinica

La Candida

La Candida è uno tra i più importanti e frequenti patogeni umani. In particolare appartiene ai lieviti, si riproduce in modo asessuato per gemmazione. Sono dei lieviti però alcuni tipi di Candida possono formare uno pseudomicelio (che avviene per allungamento della cellula lievito per gemmazione), oppure un micelio vero. Ne esistono diversi tipi di Candida, ma quella che principalmente è correlato alla patologia umana è la Candida albicans che si trova appunto solo sulla cute e mucose dell’uomo o di animali oppure in ambienti che però sono comunque molto frequentati dall’uomo come l’acqua delle piscine.

In particolare la Candida albicans, è proprio uno dei lieviti che si può trasformare in pseudomicelio e micelio vero. I suoi antigeni sono identificati dai mannani di superficie e possono essere A o B. Invece le mannano proteine di superficie funzionano da adesine. Di solito con l’uomo instaura un’associazione precoce che avviene o durante il parto o durante i primi giorni di vita, con un rapporto di commensalismo che dura anche per tutta la vita. Si localizza più frequentemente a livello della mucosa orofaringea e della mucosa vaginale, fa parte quindi della flora microbica normalmente associata.

Le difese che intervengono contro la candida sono di tipo aspecifico e specifico. Aspecifico: prima di tutto è rappresentato dalle barriere, infatti l’integrità della cute e delle mucose rappresenta una prima difesa. Se poi questa viene sorpassata si attivano le barriere interne dell’immunità innata a opera dei mannani (azione chemiotattica), ad opera del complemento, infatti i glucani sanno attivare la via alternativa del complemento oppure semplicemente ad opera dei macrofagi. Se però non basta, si attiva anche l’immunità specifica, in particolare l’immunità cellulare o quella umorale. Per quella umorale, abbiamo l’azione specifica da parte delle IgA che si vanno a legare alle adesine e quindi non gli permette l’adesione. Oppure le IgM sanno attivare la via classica del complemento, oppure poi ci sono anche le IgG che partecipano.

I fattori che favoriscono il fungo invece sono diversi, possono essere fisiologici dunque l’età, le condizioni locali (come per esempio traumi) ecc. Oppure iatrogeni, cioè i farmaci che favoriscono la formazione della filamentosa (quella patogena), oppure infine possono essere patologici. Infatti per quanto riguarda gli ospiti normali, favoriscono l’insorgenza di infezioni per lo più superficiali, mentre gli immunodepressi, favoriscono la formazione di infezioni invasive, più profonde. Comunque quando questo equilibrio viene rotto abbiamo l’insorgenza dell’infiammazione.

In particolare la patogenesi avviene: nella prima fase abbiamo ovviamente l’adesione all’epitelio della cute o mucosa, che è seguita dal cambiamento della morfologia, si inizia a formare l’ifa, in particolare il tubo germinativo. A questo punto poi abbiamo la produzione di acidi che servono per acidificare l’ambiente e di enzimi che invece vanno a rompere le IgA, e questo favorisce l’adesione da altri lieviti. L’acidificazione dell’ambiente è molto importante in quanto provoca la risposta infiammatoria e permette anche di entrare ancora più in profondità nei tessuti. Le ife possono così penetrare fino alla sottomucosa e poi crescere ancora ed arrivare fino ai vasi sanguigni, a cui segue una disseminazione e dunque colpire altri organi.

Grazie all’infiammazione, anche i lieviti possono penetrare ma grazie alla presenza dei macrofagi vengono distrutti, mentre questi no. Per quanto riguarda le patologie che comportano, in generale possono provocare: delle candidosi muco-cutanee acute, che però di solito non tendono ad estendersi e dunque generalizzare, in quanto sono dovute a dei fattori locali che lo favoriscono e quindi permangono in quella zona. (Candidosi oro-faringea, esofagea, vaginale, intertrigine, ecc.) Oppure si possono avere delle candidosi mucocutanee croniche ipercheratosiche che sono però molto rare. Infine negli immunodepressi, si possono avere delle candidosi profonde che appunto possono interessare diversi organi e possono portare anche a sepsi. (La candidosa da sepsi è molto comune fra le infezioni ospedaliere.)

Per quanto riguarda la sorgente d’infezione, per quanto riguarda la candidosi albicans, prevalentemente per via endogena perché è un commensale, mentre ci sono altre candide che possono portare anche ad infezioni esogene, date per esempio da interventi chirurgici, tramite trasfusione, ecc.

A livello diagnostico è possibile identificare le diverse specie sulla base delle caratteristiche di crescita e capacità biochimiche, dunque tramite esame istologico e/o culturale. Di solito esame diretto, quello indiretto non viene eseguito per infezioni profonde, se dobbiamo cercare le sepsi. Infine per quanto riguarda la terapia, si possono utilizzare diversi antifungini, anche se molto spesso questi funghi generano tante resistenze in seguito.

Aspergillus e aspergillosi

Per quanto riguarda gli Aspergillus, questo si riproduce in forma asessuata, in particolare dal micelio vegetativo si origina un micelio riproduttivo con la formazione del conidioforo che è la struttura che serve per portare in alto le cellule (vescicole) che per gemmazione formano i conidi. Queste cellule possono essere distribuite su una fila oppure due, e se sono due avremo i fialidi che sono le cellule più in alto, oppure le metule che sono quelle più in basso. E poi per riproduzione sessuata con la formazione di spore. Questi funghi sono molto diffusi in tutto il mondo, sono molto resistenti e presentano una struttura sempre filamentosa. Si diffonde nell’ambiente attraverso l’aria, infatti poi viene inalato dall’uomo. Ogni giorno ne inaliamo un numero importante di conidi di questo fungo.

Tra i tanti, quello più interessato alla patologia umana è l’Aspergillus fumigatus. In generale comunque questi funghi sono delle micosi opportunistiche che interessano soprattutto l’apparato respiratorio (perché inalati) e possono dare origine a due differenti patologie: l’aspergilloma o l’aspergillosi polmonare invasiva. In particolare i funghi che danno origine a dei conidi o spore più piccole, queste possono raggiungere gli alveoli polmonari quindi dare l’aspergillosi. L’aspergilloma è una massa funziona che si sviluppa all’interno di una cavità e si può verificare anche negli immunocompetenti se c’è un fattore favorente che lo permette.

Ovviamente questa è data da conidi o spore grosse che non riescono ad arrivare agli alveoli polmonari. Tra i fattori favorenti possono essere bronchiettasie, interventi chirurgici, ecc. In seguito poi si moltiplicano nel luogo in cui si sono localizzati ed in genere non danno sintomi, può però succedere che raggiungano il sangue e portare ad una rottura dei vasi → emottisi.

Per quanto riguarda l’aspergillosi polmonare invasiva invece, è la principale malattia causata, sempre grazie a dei fattori favorenti a livello delle vie respiratorie inizialmente. I fattori favorenti questa volta sono però gli immunodepressi. Il rischio è comunque correlato sia alla durata e la gravità del fattore favorente che dalla concentrazione di conidi. La patogenesi ovviamente inizia a livello delle vie respiratorie dove i conidi vengono fagocitati dai macrofagi e possono essere distrutti. Se però questo non succede, possono germinare e proliferare, dunque arrivare nel circolo sanguigno e provocare appunto l’aspergillosi disseminata o invasiva. Da qui poi viene diffusa agli altri organi e dunque può provocare patologie importanti.

Ci sono poi altre patologie correlate a questo fungo, come le sinusiti, lesioni oculari, aspergillosi cutanea e quella definita ABPA, cioè aspergillosi bronco-polmonare allergica, che è un’allergia quindi patologia non infettiva. In particolare, le patologie non infettive che può provocare sono date dalla produzione di micotossicosi, che sono appunto tossine e ne esistono diverse: le aflatossine, che si accumulano negli animali e nell’uomo possono dare importanti patologie come anche carcinomi. Oppure le ocratossine che invece portano a patologie acute.

A livello diagnostico, possiamo dire che se abbiamo un campione di cute o mucose, possiamo attuare un esame diretto e istologico, mostrando la presenza dei miceti. Questo però non ci dice precisamente quale fungo è perciò poi si può fare un esame colturale che ha valore diagnostico se lo troviamo nella cute. Se lo troviamo in superficie non ha valore diagnostico in quanto in genere si trova nell’aria. Se vogliamo ricercare gli antigeni, viene usato il siero e possiamo cercare i galatto-mannani della parete con la tecnica ELISA. Oppure possiamo cercare il DNA con la PCR-real time. Se vogliamo invece cercare gli anticorpi, possiamo fare una diagnosi di aspergilloma o di ABPA, attraverso l’immunoprecipitazione o il test ELISA.

Funghi dimorfi: lo Sporothrix schenckii

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Scienze biologiche BIO/19 Microbiologia generale

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