Edgar Allan Poe: vita, opere, temi
Nel quadro della cultura del Rinascimento Americano si staglia uno dei più grandi autori della letteratura angloamericana; sfortunatamente, muore troppo presto ed è Edgar Allan Poe, l’autore del celeberrimo The Raven (1845), le cui reminiscenze si possono rintracciare nel film Il corvo nel 1994, reso ancora più famoso dalla morte tragica dell’attore protagonista, Brandon Lee.
Primi anni e vita personale
Ebbe una vita molto sfortunata: cresciuto senza un padre e orfano di madre, Edgar fu affidato a una famiglia adottiva, che gli impose un’istruzione più britannica che americana. Si iscrisse all’accademia di Boston, esperienza questa altrettanto infelice visti il suo vissuto e la natura “melanconica”, tendente all’ombrosità, del suo carattere e per un periodo si arruolò nell’esercito. I rapporti con la famiglia adottiva furono sempre burrascosi, specialmente per motivi di carattere economico, e vennero a un certo punto interrotti. I debiti, il gioco d’azzardo e l’alcolismo lo accompagneranno lungo tutta la sua breve ma tanto sfortunata esistenza.
Tematiche delle opere
La morte e l’abbandono, il sonnambulismo, la possessione, il delirium tremens insieme agli stati allucinatori alternati a momenti di lucida follia sono aspetti che riemergono con particolare insistenza in molte delle sue opere poetiche e in prosa. Poe è celebre specialmente per l’esplorazione di “patologie” di tipo ossessivo-compulsivo: era affetto da tafofobia, vale a dire la fobia di essere sepolto vivo, aspetto che figura in molti racconti, fra cui Berenice e La botte di Ammontillado.
Nei suoi Tales of Terror, forse l’opera più celebre presso il grande pubblico al giorno d’oggi, lo scrittore esplora una serie sconfinata di stati psicologici e mentali che vanno dalle allucinazioni, alle fobie e alla schizofrenia, rendendolo un precursore della letteratura di stampo psicologico.
Influenze personali e familiari
Fin da piccolo si muove in ambienti caratterizzati dall’eccesso: alcol, oppio, violenza, promiscuità, che finiranno coll’influenzare la sua condotta di vita. La madre morì molto giovane di tubercolosi polmonare, quando Edgar aveva solo due anni, e lo stesso destino avranno alcune fra le donne della sua vita: l’amore giovanile, Elena Stannard, e l’altra grande donna della sua vita, la moglie, Virginia Clemm, una cugina molto più giovane di lui che conoscerà a Baltimora.
Virginia sposerà lo scrittore all’età di tredici anni e il loro può senz’altro essere considerato un matrimonio d’amore, forse l’unico momento di leggiadra felicità vissuto da Poe, ma destinato a concludersi in tragedia: ben presto Virginia cominciò a mostrare i segni di tubercolosi e si spense con grande sconforto e dolore del poeta a soli venticinque anni.
Temi romantici e gotici
Quello della fanciulla nel fiore degli anni e della bellezza che va incontro alla morte anzitempo, lasciando un’impronta indelebile sull’animo del poeta, è uno dei temi romantici per eccellenza, esplorato ad esempio da William Wordsworth nelle Lyrical Ballads, in quelle poesie note come i Lucy Poems. La critica ascrive agli amori e alle relazioni sfortunate di Poe l’emergere di un tema tanto caro alla letteratura dell’Ottocento romantico e gotico, velato però di fanatica ossessione e morbosità, nel pieno stile di Poe.
La vena romantica è del tutto tralasciata in favore dell’espressione perturbante e inquietante di voci narranti e protagonisti che vedono nella figura femminile l’oggetto di fantasie tormentose e mortifere. Berenice è uno dei racconti che meglio esplicano questo tema, insieme alla tafofobia e alla rimozione dei denti con evidenti allusioni alla necrofilia e alla mutilazione di cadaveri. L’ossessione per alcune parti anatomiche che diventano l’oggetto dell’ossessione violenta e squilibrata del protagonista-voce narrante è estremamente frequente in Poe: stesso valore hanno gli occhi in Lygeia, The Tell-Tale Heart e The Black Cat.
La nascita della detective-story
Poe è anche considerato uno dei padri, se non il padre, della moderna detective-story, ovvero del racconto poliziesco, con I delitti della rue Morgue (1841), ambientati a Parigi, inventando il primo investigatore moderno, Auguste Dupin, colui il quale vede dove gli altri non vedono, non perché abbia la fede –come dicono i convertisti che vedono la realtà dove gli altri non la percepiscono- ma vede perché esercita il potere del raziocinio. Sulla scia di Auguste Dupin nasceranno i grandi detective dell’Ottocento, come Arthur Conan Doyle, gli investigatori che abitano le pagine dei racconti polizieschi di Charles Dickens (a sua volta padre del genere poliziesco), e nel Novecento una serie pressoché infinita che inizia con Poirot, Miss Marple, Padre Brown e Maigret per giungere fino a noi.
La figura dell’investigatore privato si staglia su scenari criminali di natura urbana: le grandi città del Sette-Ottocento si espandono a vista d’occhio sulla spinta della rivoluzione industriale. Londra da un lato dell’Atlantico e Boston dall’altro, pullulano di masse di operai, fra cui donne e bambini, fra cui regnano imperanti la povertà, la sporcizia, l’inedia, la violenza che mettono a rischio i capisaldi della società e il quieto vivere. Il furto di minore entità, il cosiddetto petty crime finirà col diventare uno dei capisaldi sociali dell’Ottocento, seguito dal traffico illecito e l’omicidio. Nel magma caotico e pericoloso delle grandi realtà urbane vittoriane, fra cui si celano menti criminali, assassini seriali e ciarlatani, si muove l’investigatore, incaricato di riportare l’ordine, la quiete, la giustizia e, soprattutto, la sicurezza pubblica.
Contributi al genere horror psicologico
Insieme ai Tales of Terror, The Narrative of Arthur Gordon Pym of Nantucket, pubblicato fra il 1837 e il 1838, fa di Poe uno dei padri del genere dell’horror psicologico.
Poe è stato anche un grande saggista e critico letterario.
-
Edgar Allan Poe - 1809-1849
-
4. Man of the Crowd - Edgar Allan Poe
-
2. The Fall of the House of Usher - Edgar Allan Poe
-
Psicologia sociale della famiglia – Edgar Morin