URBANISTICA E CITTA' IN EUROPA
DALL'ANTICO REGIME ALL'ETA' INDUSTRIALE
L'Europa intorno all'anno 1000
Si parla di rinascita perché prima del 1000 in Europa si era diffusa la
convinzione che nel 1000 ci fosse stata la fine del mondo. Questa
convinzione aveva portato ad una scarsa visione del futuro, che portò le
persone a non investire sulla possibilità di migliorare la propria vita
terrena. Questo portò sia i nobili che i contadini a pensare che fosse
inutile qualunque innovazione tecnologica.
Dopo il 1000 quando ci si accorge che la fine del mondo è solo una
leggenda ci sono una serie di conseguenze, a partire dall'aumento
demografico provocato dalla diminuzione di epidemie e delle guerre e
l'aumento della produzione agricola. L'aumento della produzione
agricola ha anche altre conseguenze come la creazione di eccedenze.
Queste eccedenze possono essere commerciate, ma per questo c'era
bisogno di punti di incontro tra le due parti. Le eccedenze vengono
vendute all'interno di mercati e fiere nelle città; per questo motivo
rinascono o nascono luoghi più favorevoli agli scambi commerciali.
Grazie a questi commerci si ricomincia a viaggiare e ad utilizzare la
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moneta.
La crescita demografica porta anche all'aumento delle attività edilizie.
L'Italia era un paese diverso rispetto a quelli del resto dell'Europa, in
quanto l'Italia aveva un proprio fulcro. L'Italia era il luogo d'incontro di
diverse civiltà ed era il baricentro della civiltà romana. In questo periodo
questo paese era più urbanizzato rispetto al resto dell'Europa. All'epoca
la popolazione viveva nelle campagne, fuori dalle città, in Italia, invece,
avveniva l'inverso, la popolazione viveva all'interno delle città.
In Italia nell'anno 1000 la popolazione urbana cresce più che altrove,
questo portò ad una rivoluzione urbana; l'Italia cominciò quindi ad
organizzarsi in città, mentre gli altri paese erano organizzati in regni.
Nelle città medievali vi è la costruzione di nuovi edifici concepiti come
simbolo degli abitanti. Nell'anno 1000 gli edifici, per la prima volta così
accentuato, sono percepiti come simboli legati alla collettività; gli edifici,
oltre ad essere di prestigio per la loro funzione, dovevano essere
prestigiosi per la loro bellezza.
Rinascimento in Italia
Il rinascimento, movimento culturale, nacque in Italia agli inizi del '300.
Questo movimento, superando la visione medievale del mondo e nella
vita, mette al centro degli interessi dell'uomo non più Dio e l'aldilà ma
l'uomo stesso, la sua voglia di realizzarsi e di migliorare le proprie
condizioni di vita. Modificando il rapporto dell'uomo con Dio, cambia
anche il rapporto fra uomo e natura; così la natura divenne una realtà da
indagare e da dominare. Per questo motivo arte e scienza conoscono un
nuovo impulso. In questo momento storico i più grandi artisti sono
italiani (Brunelleschi, Michelangelo, Raffaello e Leonardo).
Il Rinascimento è un periodo artistico e culturale che si sviluppa a partire
dalla seconda metà del XIV secolo fino al XVI secolo, in cui si ha una
nuova percezione dell'uomo e delle sue opere. Al centro degli studi si
pone la valorizzazione di tutte le qualità umane. Il Rinascimento è
strettamente legato all'Umanesimo, movimento culturale inaugurato da
Petrarca che esaltava la figura dell'uomo e lo studio dei classici greci e
latini. I due movimenti si pongono in contrapposizione netta con la
cultura medievale. Il Rinascimento porta grandi innovazioni in diverse
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discipline artistiche, creando nuove forme di rappresentazione,
soprattutto nella pittura dove vengono formulate le regole precise della
prospettiva lineare centrica. In architettura sono recuperati elementi
dell'architettura classica, cercando di organizzare lo spazio
armoniosamente in perfetta simmetria e proporzione tra gli elementi, e
basandosi anche sugli effetti della luce. Centro dell'arte rinascimentale
fu Firenze, divenuta centro culturale-artistico sotto i Medici.
L'architettura del Rinascimento è quella fase dell'architettura europea,
ed italiana in particolare, che si sviluppò agli inizi del '400 a Firenze,
principalmente grazie all'operato di alcuni artisti e intellettuali come
Filippo Brunelleschi e Leon Battista Alberti. Fra i fattori politici e culturali
che influenzarono questo nuovo indirizzo delle arti vi furono senz'altro
l'affermazione delle signorie e lo sviluppo dell'Umanesimo, con il
conseguente gusto antiquario e filologico, che in architettura si traduce
nello studio delle belle forme degli edifici antichi, cioè romani.
Firenze, nel '400, consolidò il proprio potere economico mediante un
dinamismo basato su una innovativa organizzazione produttiva di tipo
industriale, mercantile e bancaria. Ben presto la città, caratterizzata
ancora da numerose case-torri, cambiò la propria fisionomia: infatti,
l'ascesa della borghesia portò alla definizione di nuovi gusti e tendenze,
che si concretizzarono nell'edificazione di imponenti palazzi signorili.
Pertanto, Firenze fu la città della svolta tardo-gotica verso un nuovo
linguaggio dell'arte, definito da Filippo Brunelleschi in architettura, da
Masaccio in pittura e da Donatello in scultura, grazie anche al
mecenatismo di famiglie come quella dei Medici.
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Nel '500, invece, il Rinascimento trova terreno fertile nella Roma
papalina, in un contesto completamente diverso da quello fiorentino. La
fine della Cattività avignonese (1377) ed il ritorno del papa a Roma,
coincise con un vasto programma di riorganizzazione e restauro della
città, avviato da Martino V (1368-1431) e continuato sotto i suoi
successori, come Niccolò V (1397-1455) e Giulio II (1443-1513). Il sacco
(il tragico evento, caratterizzato dalla brutalità e dalla violenza
incontrollata dei lanzichenecchi, segnò un momento importante delle
lunghe guerre per il predominio in Europa tra il Sacro Romano Impero e
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il Regno di Francia, alleato con lo Stato della Chiesa guidato dal Papa
Clemente VII. La devastazione e l'occupazione della città di Roma
sembrarono confermare simbolicamente il declino dell'Italia in balia
degli eserciti stranieri e l'umiliazione della Chiesa cattolica impegnata a
contrastare anche il movimento della Riforma luterana sviluppatosi in
Germania) del 1527, che precedette di alcuni anni le riforme del Concilio
di Trento, segnò un primo momento di crisi; tuttavia, nel 1534
Michelangelo si trasferì a Roma, avviando la realizzazione di importanti
opere, come la piazza del Campidoglio e gli affreschi del Giudizio
Universale nella Cappella Sistina.
Roma: la dislocazione in città del Vaticano e di San Giovanni in Laterano
Giotto (1267-1337) era l'artista più famoso del momento ed era un
pittore e un architetto italiano. Egli venne chiamato a Firenze per la
costruzione del Campanile di Giotto (1334). Il Campanile di Giotto è la
torre campanaria di Santa Maria del Fiore, la cattedrale di Firenze, e si
trova in piazza del Duomo. Le sue fondamenta furono scavate attorno al
1298, all'inizio del cantiere della nuova cattedrale.
Brunelleschi (1377-1446) “incarna” questa nuova svolta. Egli è un nuovo
tipo di architetto, un inventore di cose destinate a cambiare il mondo.
Egli realizza la prospettiva nel disegno architettonico ed era uno dei tre
primi grandi iniziatori del Rinascimento fiorentino, con Donatello e
Masaccio. La sua Cupola di Santa Maria del Fiore (1420) a Firenze fu
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costruita dopo una serie di invenzioni, come il nuovo tipo di cupola, la
più grande in muratura. Con la costruzione dello Spedale degli Innocenti
(Firenze, 1419) Brunelleschi si pose un problema: un edificio deve stare
in piedi ma deve essere anche bello; quindi con Brunelleschi abbiamo lo
sperimentalismo di un nuovo linguaggio. Il linguaggio di Brunelleschi fu
ripreso dai suoi successori, come dimostrano per esempio gli edifici
privati.
Un personaggio che ebbe un ruolo fondamentale nella storia
dell'architettura fu Leon Battista Alberti (1404-1472) come architetto
(Palazzo Rucellai 1446-1470, Chiesa Santa Maria Novella Firenze). Egli fu
il teorico della rivoluzione del momento e scrisse il primo trattato di
architettura dai tempi di Vitruvio, “De re aedificatoria” (1443-1452)
(L'architetto non è un muratore ma un intellettuale.)
Alla fine del 1400 a Milano abbiamo Bramante (1444-1514), il quale
costruisce Santa Maria presso Satiro. Con Bramante abbiamo per la
prima volta un'architettura di tipo illusionistico.
Una delle zone che spiccano in questo periodo è Roma. Roma ha due
aspetti che la connotano: il primo è il passato romano, il quale è il
maggiore modello architettonico del mondo, il secondo è la presenza del
papa nella città. Tra la metà del 1400 e la metà del 1500 Roma diventa il
faro dell'architettura del mondo.
Con Niccolò V (208° papa della Chiesa cattolica dal 1447 al 1455) e Giulio
II (216° papa della Chiesa cattolica dal 1503 al 1513) Roma ha dei
momenti di svolta. Con Niccolò V si ha l'inizio della costruzione del
Vaticano, mentre con Giulio II si ha l'arrivo nel cantiere dei più grandi
artisti ed architetti per il rinnovamento del Vaticano e la costruzione di
San Pietro nel 1506. Essi propongono la distruzione del San Pietro di
Costantino per costruire quello nuovo. San Pietro fu l più grande
cantiere fin ora realizzato e il più importante per le tecniche
sperimentate. Qui il disegno diventa il modo di comunicare fra le varie
persone all'interno del cantiere. Qui si formano alcuni architetti che
anticipano grandi cambiamenti di un nuovo rapporto con l'architettura.
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La basilica di San Pietro a Roma intorno al 1450
Nella prima metà del 1500 Michelangelo sperimenta un'architettura con
un linguaggio classico ma un nuovo modo di interpretarla. Egli non segue
più delle leggi. Con egli si diffonde un nuovo modo di fare architettura:
l'architettura viene disegnata in modo “teatrale”, cioè in base all'effetto
che dà all'osservatore.
Venezia è un altro centro della cultura e architettura di questo periodo.
Essa è una città radicata nel medioevo, al quale rinuncia con difficoltà.
Qui si creano dei movimenti di reazione ed era un luogo di scontro.
Con Palladio (1508-1580) si concepiscono gli edifici non solo in funzione
della bellezza, ma entra in gioco il rapporto con la clientela e i loro
bisogni ed esigenze.
Il 1494 è un altro periodo di svolte. In questo periodo iniziano le guerre
d'Italia. Esso è considerato un periodo “nero” della storia italiana. In
queste guerre si ha lo scontro fra gli stati ma anche fra le religioni con
l'instaurazione di nuove riforme. Con queste guerre le gerarchie europee
mutano. L'Italia fa parte dei paesi che perdono molto a causa di questi
conflitti. Nel 1494 Carlo VIII entrò a Firenze.
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Impero di Carlo V
Carlo V d'Asburgo (1500-1558) fu Re di Spagna (come Carlo I),
imperatore del Sacro Romano Impero (come Carlo V) e Duca di Borgogna
(come Carlo II).
Martin Lutero (1483-1546) fu un teologo tedesco. Egli fu l'iniziatore della
riforma protestante. La confessione cristiana basata sulla sua dottrina
teologica viene detta luteranesimo. 8
L'architettura barocca in Italia
L'area della piazza di San Pietro era molto diversa al tempo della sua costruzione, a
quel tempo l'unico accesso alla piazza era il ponte di Sant'Angelo (1682). Al tempo
da lontano non si vedeva tutta la piazza ma solamente la cupola che sembrava
"galleggiare" sul tessuto urbano. Nel 1929 fu costruita una strada in asse con la
piazza per accedervi (via della Conciliazione).
Roma non faceva parte dell'unità d'Italia, lo stato italiano nasce scomunicato dal
papa. Nel 1929 i Patti Lateranensi è il primo grande concordato tra lo stato e la
chiesa che porta all'apertura della via della Conciliazione. Il tessuto urbano viene
così completamente travolto e traformato.
Bernini realizzò anche un'altra chiesa, la Chiesa di Sant'Andrea al Quirinale nel 1658-
1676. QUesta è una chiesa vicino al QUirinale ed è molto piccola. . Di fatto non c'è
spazio per fare né una navata né un transetto, quindi Bernini utilizza degli elementi
in maniera completamente nuova per costruire questa chiesa molto piccolo ma
comunque splendida. Utilizza il repertorio delle forme geometriche, utilizza quindi
un ellisse. Bernini capovolge la tradizione inserita da Costantino per quanto riguarda
la forma della chiesa. L'ellisse è trasversale al lato dell'ingresso, chi entra si trova
subito a poca distanza dall'altare, al contrario delle chiese di Costantino. Chi entrava
si trova in uno spazio molto avvolgente. All'intero realizza delle cappelle con delle
rientranze che frammentano lo spazio. L'altare maggiore è in una nicchia poco
profonda contornata da colonne gigantesche, le quali sono le uniche nella chiesa,
che reggono il timpano e sopra il timpano c'è una statua della Vergine che sale in
cielo. L'altare è illuminato da una cupola nascosta che fa entrare la luce del sole
all'interno. La copertura di questa chiesa è formata da una trabeazione che corre
tutta intorno alla chiesa che sembra dividere a metà lo spazio della chiesa essendo
molto pesante, tranne in prossimità dell'altare maggiore; sopra la trabeazione si
innalza una grande cupola. Questa cupola è molto originale, guardando questa
cupola si vedono i casettoni, come nel Pantheon, un'altra elemento sono i costoloni
che disegnano la struttura portante e sono i costoloni voltici; questi elementi però
vengono utilizzati in modo “giocoso” e non seguendo la tradizione. I costoloni
solitamente si trovano all'esterno della cupola, non all'interno. Questa è una cupola
ellittica e non circolare. All'esterno questa chiesa riprende l'interno , c'è
corrispondenza tra le due parti. La facciata è classica, molto piccola, grande portale
con una specie di baldacchino, un ordine gigante con due grandi paraste ali angoli
che sorreggono la trabeazione e un timpano, e per accedere al portale una scalinata.
Questi elementi di base vengono rielaborati con linee curve che riprendono la forma
ellittica dell'intera chiesa. Un altro elemento molto importante e nuovo è il fatto che
ai lati della facciata ci sono due specie di ali ricurve, le quali riprendono l'idea della
piazza di San Pietro.
Borromini (1599-1667) fu un avversario di Bernini. Queste sono due figure agli
antipodi. Borromini era svizzero. Egli era figlio di carpentieri. Da giovane viene
mandato a Milano sul cantiere del Duomo, un edificio gotico. Lavora per qualche
anno a Milano e si distingue, egli è ambizioso e si sposta a Roma più o meno quando
lo fa Bernini. Essi lavorano insieme a Roma a San Pietro e stanno al fianco
dell'architetto responsabile del cantiere, come in altri cantieri come il palazzo
Barberini. La costruzione di quest'ultimo cantiere fu lasciato dall'architetto, dopo la
sua morte, a Bernini, ma la costruzione dello scalone centrale fu costruito da
Borromini. Borromini era depresso e Bernini lascia le briciole nelle commissioni
affidate a Borromini, il quale rimane solo per tutta la vita. Borromini aveva una
fantasia che lo portava a realizzare qualcosa di diverso, mentre Bernini no.
Borromini era ossessionato dall'architettura e passa le sue giornate a progettare
qualsiasi cosa, anche quello che non potrà costruire.
Un progetto di Borromini fu la lanterna del
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