Storia moderna
L'ambito cronologico di riferimento è per convenzione dal 1492 al periodo della Restaurazione (alcuni storici arrivano anche fino al 1848). Come anno di inizio si indica il 1492 perché è importante il processo che la scoperta ha creato, in quanto è stato un momento che ha creato discontinuità nella storia. (Nella storia moderna e nella sua cultura persistono tuttavia dei caratteri medievali).
Relazioni globali e innovazioni tecnologiche
In questo periodo per la prima volta cominciano a crearsi relazioni tra tutti i continenti (eccetto l’Oceania). Alcuni viaggiatori, come gli arabi e Marco Polo, viaggiavano già tra Europa, Asia e Africa, ma si trattava di viaggi saltuari. Fino al XIV secolo il primato tecnologico apparteneva all’Oriente (bussola, polvere da sparo, seta, carta), mentre l’Occidente comincia a prevalere dal XV secolo. Questa è la prima volta nella storia in cui il mondo può cominciare ad essere considerato "globalizzato".
L’invenzione della stampa ad opera di Gutenberg nel XV secolo è uno degli ultimi processi che caratterizza il tardo medioevo, in quanto trasforma le relazioni tra gli altri continenti e cambia il volto delle culture con cui gli europei vengono a contatto.
Fenomeni di discontinuità nella storia moderna
- L’espansione europea e le scoperte geografiche, il 1492 è una data convenzionale.
- La rivoluzione industriale e lo sviluppo di un sistema economico capitalistico che porta (nella seconda metà del XVIII secolo) alla meccanizzazione e alla divisione del lavoro. È un fenomeno che scavalca l’età moderna e si avvicina a quella contemporanea.
- Altri fenomeni di discontinuità possono essere considerati:
- L’invenzione della stampa a caratteri mobili
- Le riforme religiose: In particolare ricordiamo la riforma luterana, calvinista e anglicana. Esse determinano la rottura di un’uniformità religiosa che si riconosceva solo in quella cristiano-cattolica in seguito al non riconoscimento del primato del Papa. Hanno importanza perché anticipano i principi fondamentali per il progresso della cultura europea, quali la libertà di critica, fondamento e base della civiltà moderna. Riprendendo un concetto citato prima, Lutero è un uomo tipicamente medievale, cerca la salvezza e teme l’Inferno.
Organizzazione dello stato moderno
In questo periodo inizia anche un processo secolare di organizzazione dello stato moderno/centralizzato che darà origine allo stato in cui vige un potere centralizzato su un territorio su cui esercita una sovranità sull’economia, guerra e religione. Quali strumenti utilizza? Burocrazia, funzionari che ne esercitano l’autorità nelle periferie.
Il capitolo 1 parla dell’affermazione dell’intellettuale laico, che cerca di emanciparsi come figura autonoma. L’Europa conosce una ripresa economica e uno sviluppo demografico che mai aveva visto prima.
Spagna e il suo sviluppo come stato unitario
La Spagna nasce come stato unitario dal matrimonio tra Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona (1479). All’inizio non c’è una fusione di costumi e leggi e, perpetuando questo processo, i re si presentano come sovrani medievali, altro motivo che alimenta la tesi secondo cui il medioevo non termina nel 1492.
Espansione islamica in Africa
In Africa si diffonde l’Islam oltre il Sahara, dove c’era il regno del Mali e il regno del Songhai. Il regno del Mali nel medioevo era prospero perché basato sull’estrazione di oro, attraverso il baratto con gli arabi. Questo però termina nel XV con l’islamizzazione di queste popolazioni. Nel 1492 da qualche decennio in questa zona sono arrivati i portoghesi, dopo essere arrivati all’Oceano Indiano ed aver circumnavigato l’Africa scoprendo le coste, nel 1487 Diaz scopre il Capo di Buona Speranza, poi Vasco de Gama lo doppia e arriva nelle Indie. Gli europei vengono così a contatto con queste popolazioni africane che sono già in decadenza, da cui ne deriva la visione negativa.
I portoghesi non hanno i mezzi per fare organizzazione territoriale, dunque si specializzano nella costruzione di porti e strade, dietro di loro poi arrivano i missionari cristiani.
L'impero etiope e l'antagonismo religioso in Africa
Nell’Africa centro orientale si era sviluppato l’impero etiope che si era esteso verso sud e verso il Mar Rosso, in queste zone si era diffuso l’Islam. Si sviluppa così un antagonismo tra Islam e Cristianesimo in Africa che porterà alla divisione tra una sfera d’influenza islamica e cristiana.
La Spagna alla fine del XV secolo
Ritornando alla Spagna (capitolo 3), i re cattolici creano uno stato autoritario grazie ai ceti egemoni (aristocrazia) e a strumenti istituzionali quali il Consiglio Reale (che aiuta il re a prendere decisioni), l’Inquisizione spagnola, la Santa Hermandad (corpo di sicurezza che controlla la violenza anche attraverso la repressione). Le cortes sono assemblee che riuniscono i ceti dirigenti. La Spagna conduce una politica estera aggressiva, che verrà ereditata dai successori dei re cattolici. Oltre alla rivalità con la Francia, la Spagna brama di espandersi in Italia e nel Mediterraneo. Spagna e Francia sono le due più grandi potenze e mirano alla supremazia in Italia, tanto che alla fine del '400 Ferdinando inizia una guerra con i francesi.
Il 1492 è anche l’anno della caduta dell’ultimo regno arabo in Spagna, Granada (gennaio), questo evento rientra nella cosiddetta “Reconquista”, ovvero il processo di riconquista da parte della Spagna, importante perché:
- Coincide con la conquista delle colonie e coincide con la stessa spinta, zelo religioso e sensazione che si prova nel conquistare un mondo pagano.
- Progressiva espulsione delle minoranze religiose degli ebrei (1492, dopo che si erano rifiutati di convertirsi) e degli arabi (1500). L’ultimo atto persecutorio avverrà alla fine del ‘600.
La Spagna alla fine del XV secolo
Il regno di Navarra viene inglobato dalla Spagna nel 1511, il terzo regno che forma l’attuale Spagna è Granada. Mentre Sardegna e Sicilia sono sotto gli Aragonesi. Alla morte di Federico d’Aragona, la sua eredità va persa, questo perché i figli avevano dovuto difendersi dagli Angioini, di stirpe francese, che occupano il Sud Italia. Dopo l’insurrezione dei moti, i cosiddetti vespri, gli Angiò vengono cacciati.
Dalla fine del XIII/inizio XIV si instaurano gli Aragonesi, una dinastia più proiettata sul Mediterraneo, che ha appoggi “borghesi” nobiliari mercantili. Il regno di Castiglia invece aveva una tendenza più terrestre, tanto che si sviluppa nell’interno della Spagna e si basa su un’economia agricola e feudale.
L’unione tra queste due entità, quella aragonese e quella castigliana, presuppone un equilibrio tra aspirazioni mediterranee ed atlantiche, tanto che il porto di Siviglia, posto su un fiume navigabile, diventerà uno dei porti più importanti nel commercio con le colonie. Ferdinando d’Aragona nel 1503 fonda un’istituzione che regola il commercio dalle colonie, la Casa De Contratacion. Da questo momento la Spagna comincia a imporsi con potere imperiale. I re cattolici organizzano il governo centrale con i Consigli che si occupano di determinati settori territoriali e settoriali, applicando una politica che tende al controllo e all’eliminazione delle minoranze religiose. Questa supremazia del re nei confronti di Roma sarà una caratteristica della Spagna, tanto da essere definito “il re cattolico”, in quanto non voleva che la sua autorità fosse messa in secondo piano rispetto a quella del Papa (cesaropapismo).
Carlo VIII e la guerra con la Francia
Carlo VIII scende in Italia dal Monginevro, attraversa tutta l’Italia senza incontrare resistenza dai singoli stati. Arrivato a Napoli (1495), comincia una guerra con gli spagnoli che durerà 10 anni. Le truppe mercenarie spagnole sono guidate da capitani di ventura italiani (uomini che si mettono al servizio del principe), tra essi Ettore Piramosca, originario di Capua. Gli italiani battono i cavalieri francesi nel famoso episodio della disfatta di Barletta.
L’unione dinastica tuttavia rischia di rompersi quando Isabella muore, in quanto Ferdinando è re d’Aragona e in quanto tale, può aspirare solo alla reggenza, quindi tra 1504 e 1516 governa anche la Castiglia. L’erede maschio era morto, di conseguenza il regno dovrebbe passare alla figlia Giovanna “la Pazza” che però, dopo aver sposato Filippo “Il Bello”, si trasferisce nei Paesi Bassi. Ferdinando sposa un’altra donna nel tentativo di avere l’erede maschio desiderato ma ciò non succede e alla sua morte deve accettare il fatto che il nipote, figlio di sua figlia Giovanna, diventi re di Spagna come Carlo I. Carlo eredita e diventa sovrano di numerosi possedimenti nel 1516, ad appena 16 anni. Governa la Spagna fino al 1556, un quarantennio in cui il paese crea la sua vocazione imperiale intorno all’idea che essa abbia la missione di diffondere la fede cattolica in tutto il mondo.
Ricordiamo che la Spagna ha un’economia agraria e pochi poli industriali, come il resto d’Europa. L’80% della popolazione vive nelle campagne. Politicamente è una monarchia con un’unione di anime diverse con leggi e tradizioni diverse. Il ceto egemone è l’aristocrazia, al cui vertice ci sono le famiglie che godono del titolo di grandes, poi una nobiltà media e infine una piccola nobiltà composta da nobili di sangue ma poveri. A quest’ultima categoria, che si sente una casta eletta, offriranno uno sfogo la guerra, le colonie e la carriera ecclesiastica.
Economia e commercio spagnolo
I pochi nuclei di industria sono legati alla lana fin dal medioevo. La Spagna è legata all’allevamento ovino, e per tutto il XVI secolo è un fenomeno tanto persuasivo da entrare in contrasto con gli agricoltori. Si crea un’organizzazione che controlla gli allevatori ovini ed il commercio della lana, i Burgos, un’istituzione che finanzia il re e che vende materia prima all’Italia, ai Paesi Bassi e all’Inghilterra. Si tratta però di un gioco svantaggioso, perché il paese verrà indebolito dalla politica cieca dei governi (gli ebrei e gli arabi sono bravi nell’artigianato), questo perché la Spagna per 150 anni viene alimentata dalle ricchezze delle colonie e, senza accorgersene, si impoverisce man mano che le materie terminano.
Il Cinquecento spagnolo: Carlo V
Carlo V (1500-1558) nasce a Gand, figlio di Giovanna e Filippo. Filippo, appartenente alla dinastia tedesca degli Asburgo, è figlio di Massimiliano I, imperatore del Sacro Romano Impero, che si era sposato con l’ultima discendente ed ereditiera del ducato di Borgogna, Maria, di conseguenza divenne signore dei Paesi Bassi. Filippo sposa dunque Giovanna, su schema del padre Massimiliano, da cui avrà diversi figli tra cui Carlo, che diventa re di Spagna (1516), re del Sacro Romano Impero (1519). Dal padre eredita i Paesi Bassi, dalla madre l’Italia meridionale, la Spagna, la Colombia, la Francia Contea e i domini Asburgo.
Quando Filippo muore, Giovanna entra in uno stato di profonda depressione. Per toglierle il potere, si diffonde la notizia della sua presunta pazzia, e viene rinchiusa a Tordesillas. Quando Ferdinando muore, Carlo aspetta prima di andare in Spagna fino al 1517. Carlo nasce il 22 febbraio 1500. In quanto erede del ducato di Borgogna, ricevette la formazione tipica di un principe, ebbe dunque un’educazione francese cavalleresca. I suoi insegnanti furono nobili fiamminghi, tra cui Adriano di Utrecht, che nel 1521 diventerà papa col nome di Adriano VI (ultimo papa straniero prima di Giovanni Paolo II).
Cresciuto in questo ambiente, Carlo conosce poco le altre lingue, tanto che quando nel 1517 si reca per la prima volta in Spagna, non conosce nulla di essa, e i fiamminghi pensano di manipolarlo per mettere mano alle sue ricchezze. Gli spagnoli non lo vedono come loro sovrano, e l’impatto che ha con le cortes è negativo. Nel 1519 diventa imperatore del Sacro Romano Impero, titolo che eredita dal nonno Massimiliano I, il quale aveva fatto in modo che il potere passasse al nipote. Bisogna ricordare che il titolo di imperatore non era ereditario ma elettivo: in base alla costituzione imperiale, votavano elettori laici e religiosi che per tradizione provenivano dalla Germania. Gli Asburgo tuttavia erano riusciti a farsi eleggere e dunque volevano far diventare il titolo ereditario con la corruzione, Carlo V viene proclamato con questo sistema e si fa imprestare soldi tramite i banchieri tedeschi, in particolare dai Függer, una famiglia bavarese diventata ricca grazie al commercio di tessuti (lana e seta).
(Dieta imperiale = equivalente delle cortes, assemblee generali in cui si riuniscono i ceti) I concorrenti di Carlo alla conquista del titolo di imperatore del Sacro Romano Impero sono: Enrico VIII, re d’Inghilterra, Francesco I di Valois, re di Francia, ed il duca Federico di Sassonia, questi ultimi candidati da papa Leone X. Per la prima volta vengono usati mezzi moderni, come la stampa, per fare propaganda. Alla fine Carlo viene eletto imperatore col nome di Carlo V. Abbandona la Spagna per andare in Germania nel 1520, dove viene incoronato ad Aquisgrana. Non appena abbandona la Spagna, scoppiano rivolte in Castiglia e a Valencia con la distruzione dei castelli nobiliari (1520-1521). A Valencia la rivolta viene repressa nel sangue perché i nobili abbandonano il fronte popolare per schierarsi col re. Queste rivolte fanno capire a Carlo la necessità di accattivarsi il popolo spagnolo, torna così in Spagna nel 1522 e vi rimane per sette anni, durante i quali si spagnolizza e nel 1526 sposa Isabella di Portogallo.
Comincia ad organizzare lo stato dall’interno grazie al consigliere Mercurino da Gattinara, giurista, umanista ed amico di Erasmo da Rotterdam. Fonda un consiglio che si occupa delle colonie, durante il suo incarico cerca di orientare Carlo verso gli spazi italiani, come da tradizione dell’impero romano, muore nel 1530. Deve affrontare la rivalità con la Francia di Francesco I per l’egemonia europea, e in Italia per l’egemonia sul Meridione e sul ducato di Milano (quest’ultimo poteva essere rivendicato dalla Francia). In questo nuovo conflitto Carlo ha come alleati papa Adriano VI ed Enrico VIII. Gli eserciti di Carlo e Francesco si combattono dal 1521 nei confini pirenaici, nelle Fiandre e nella Pianura Padana, fino al 1525 quando, nella battaglia di Pavia, Francesco I viene catturato e portato in Spagna.
La battaglia di Pavia è importante in quanto dimostra il tramonto della cavalleria come arma pesante in favore della fanteria (che abbinava soldati armati da armi bianche e quelli armati da armi da fuoco, in questo campo la Spagna aveva il primato copiando i lanzichenecchi). La guerra tra Spagna e Francia terminerà nel 1559, dopo che l’avranno ereditata i rispettivi figli Filippo II ed Enrico II. Carlo ha col papa contrasti di natura politica, tanto che Clemente VII si allea con Francesco I, ciò porterà nel 1527 al sacco di Roma, quando la città viene assaltata da un esercito di mercenari tedeschi (soldati, per la maggior parte protestanti, facenti parte dell’esercito imperiale che, non venendo più pagati, intendono impadronirsi delle ricchezze di Roma. I comandanti non riescono a trattenerli e la città viene saccheggiata per due mesi). Questo evento è importante perché:
- L’evento colpisce profondamente tutto il mondo cattolico, in particolare il fatto che a permetterlo sia un sovrano che dovrebbe tutelare il cattolicesimo. Ciò segna la fine di un’epoca, si sente meno la fede. Storicamente, non si sa se Carlo ebbe effettivamente responsabilità.
- Si chiude l’era del rinascimento d’oro artistico.
Nel 1530 Carlo viene incoronato dal papa re d’Italia e imperatore del Sacro Romano Impero. Un altro problema di Carlo è la difesa del Mediterraneo, in quanto la Spagna vi era orientata. Riesce a scacciare i principi arabi (pirati) installatisi sulle coste del Nord Africa che attaccavano le coste del Mediterraneo. Organizza inoltre una missione verso Tunisi nel 1535, vincendo e dopo la quale torna da trionfatore sbarcando in Sicilia e risalendo la penisola. Nel 1541 allestisce una spedizione verso Algeri, ma la flotta, incappata in una tempesta, viene distrutta per poi essere sconfitta. Negli anni ’20 era iniziata la sua lotta contro i protestanti tedeschi, all’inizio è una lotta morale, poi nel 1546-1547 intraprende contro di essi una guerra in Germania. I protestanti, pur vinti, si alleano con la Francia. Con poco più di 50 anni, nel 1556 abdica e divide l’impero, lasciando al figlio Filippo, avuto dalla moglie Isabella, i Paesi Bassi, la Spagna, i domini italiani e coloniali, mentre al fratello Ferdinando lascia il titolo imperiale e i domini austro-boemi. Prima di abdicare, nel 1555, risolve il problema religioso con un compromesso, la pace di Augusta, che fa firmare al fratello, un trattato che definisce il principio per cui sarà il principe territoriale a decidere la religione praticabile nel suo territorio (i calvinisti vengono esclusi), questo trattato manterrà la pace religiosa per circa sessant’anni, fino al 1618.
La seconda metà del Cinquecento spagnolo: Filippo II
Filippo II (r1556-1598) cresce con una formazione spagnola, è molto legato alla Castiglia, ed è il primo re che il popolo considera proprio, venendo definito “il re burocrate”. Diversamente dal padre Carlo, che lo aveva costretto a viaggiare, Filippo fissa la residenza della corte e del governo e crea una capitale, Madrid (1561), ciò lo lega al Paese. Tuttavia dal momento che è un amante della caccia e dei luoghi ameni, fa realizzare residenze di piacere della dinastia situate ad una distanza di sicurezza, ciascuna di esse con una specifica funzione:
- L’Escurial è la residenza di svago, funge da monastero e mausoleo contenente le tombe della famiglia reale.
- El Pardo è la residenza di caccia.
- L’Aranjuez è la residenza estiva.
La Spagna intraprende una politica imperiale, aspirazione...
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