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Età moderna tra continuità e mutamento

Il termine moderno nasce nel VI secolo d.C. con il significato di recente. In seguito esso assume un significato più connesso a nuovo e diverso. Nella cultura europea l’età moderna si distingue dall’antichità e dal medioevo.

Termini cronologici che definiscono l’età moderna: 1492-scoperta dell’America / 1789-Rivoluzione francese.

Inizialmente cambia ben poco: nuovi prodotti alimentari, introdotti nelle abitudini alimentari molto dopo la loro scoperta.

Altri eventi fondamentali per l’inizio della storia moderna

  • Seconda metà ‘400, 1453 caduta di Costantinopoli: secoli bui della Grecia + emergere della potenza ottomana nel Mediterraneo: si chiude l’epoca millenaria greca e inizia il dominio ottomano.
  • Avvio dell’espansione europea transoceanica.
  • Rottura dell’unità cristiana con la nascita della Riforma luterana nel 1517.
  • Invenzione della stampa: Gutenberg, caratteri mobili, macchina simile c’era già da tempo in Cina.

Altri eventi fondamentali per la fine della storia moderna

  • Rivoluzione industriale in Inghilterra, che trasforma la struttura economica del paese.

Continuità e rotture

Tradizionalmente l’età moderna è stata considerata la culla dello sviluppo economico, politico e intellettuale del continente europeo. Si tratta di una visione evoluzionista, che presenta un andamento progressivo della vita umana. Negli ultimi decenni però questa visione ha subito duri attacchi.

Le Annales e la longue durée

La data canonica della nascita della cosiddetta nuova storia è il 1929, allorché due storici francesi, Lucien Febvre e Marc Bloch, dell’università di Strasburgo fondano le “Annales”. La novità risiede soprattutto nel proporre un serrato dialogo con le altre scienze sociali: sociologia, antropologia, economia, geografia umana, demografia, e l’abbandonare i tradizionali interessi politico-istituzionali della storiografia allora dominante.

  • Rivista che abbatta i muri che impediscono agli studiosi di scienze sociali di dialogare tra loro.
  • Nell’affrontare temi quali la vita quotidiana, l’alimentazione, la relazione tra sessi, i comportamenti demografici, le strutture mentali, ci si accorge che i termini cronologici classici vengono meno. In demografia ad esempio è la Peste Nera di metà ‘300 che segna una cesura nella storia europea. Vi è una forte continuità nelle abitudini alimentari tra le popolazioni medievali, se non antiche, e quelle dell’età moderna.
  • Anche la storiografia di ispirazione marxiana ha messo in discussione l’esistenza di un’età moderna con sue caratteristiche specifiche. La vera cesura tra un “prima” e un “dopo” sta nelle due grandi rivoluzioni: quella politica, francese che ha chiuso l’epoca dell’antico regime; e quella economica, la rivoluzione industriale, che ha segnato l’inizio dell’economia capitalistica e a nuovi rapporti di classe.

Tradizionalmente la storia si occupa di storia politica/battaglie. A partire dall’800 la propensione a narrare i fatti politici si acuisce, legata alla costruzione dello stato → la storia è racconto del passato.

1800: periodo in cui si costituisce lo stato nazionale, si cerca di formare unità tra concetto di stato e nazione, attraverso il concetto di popolo.

  • Ne parlavano già Dante, Petrarca, Machiavelli → si ricerca una genealogia dello stato italiano.
  • Ricerca del sentimento di appartenenza ad un popolo negli scritti del passato.

Si cerca di sostenere il processo di formazione dello Stato nazionale cercando le radici storiche dello Stato, perché nel passato si possono trovare legittimazioni per le scelte fatte successivamente.

La storia serve a creare radici comuni e un senso di identità in un popolo, per questo nell’800 gli storici si concentrano sulla politica, sia interna allo stato che estera con gli altri stati → forte identità e unità tra gli studi storiografici dell’800 e la storia di quel tempo.

La prima guerra mondiale

Prima guerra mondiale: shock ideologico per tutta l’Europa, preceduta dalla belle époque, periodo di pace, equilibrio tra le potenze, futuro ottimistico → guerra spezza tutto ciò.

La guerra è il primo conflitto in cui si confrontano gli Stati moderni, con un apparato politico, economico e militare forte → la crisi si riverbera nell’arte, nel pensiero politico, nella filosofia e nella storia.

  • Si riconsidera il ruolo dello Stato, prima era elemento fondamentale per il miglioramento della vita umana, dopo si sviluppano dei dubbi al riguardo.

Nell’affrontare temi quali la vita quotidiana, l’alimentazione, le relazioni tra sessi, i comportamenti demografici, le strutture mentali, ci si accorge che i termini cronologici classici vengono meno, in demografia per esempio è la Peste Nera di metà ‘300 che segna una cesura nella storia europea. Vi è una forte continuità, anche nelle abitudini alimentari, se non antiche, e quelle nell’età moderna.

Anche la storiografia di ispirazione marxiana ha messo in discussione l'esistenza di un’età moderna con sue caratteristiche specifiche. La vera cesura tra un “prima” e un “dopo” sta nelle due grandi rivoluzioni: quella politica francese, che ha chiuso l'epoca dell'Antico regime e della sacralità del sovrano, e quella economica, la rivoluzione industriale, che ha segnato l'inizio l'economia capitalistica e a nuovi rapporti di classe.

Temi di ispirazione marxiana: scontri di classe, determinate dal possesso o meno dei mezzi di produzione → la Rivoluzione francese pone fine all'egemonia della classe feudale a favore della classe borghese → non esiste un periodo di ortodossia, è sempre un susseguirsi di classi con potere politico: epoca feudale, epoca industriale e epoca proletaria.

La nuova storiografia

Marc Bloch (1886-1986)

Marc Bloch, tra i più importanti storici del Novecento, combatté nella prima guerra mondiale e si arruolò volontario anche per la seconda.

1924, I re taumaturghi: si diffonde l'idea che il re possano guarire le malattie; la scrofolosi è un'infezione suppurativa che colpisce l'area del collo. Dal XII secolo in Francia in Inghilterra vi sono testimonianze di un rito connesso alla corona → il re toccano con la mano destra gli ammalati ed essi guariscono → è riconosciuto loro un potere divino, taumaturgico: “il re ti tocca, Dio ti guarisce”. Problemi che il libro si pone: i re guarivano effettivamente? Perché i malati si rivolgevano ai re? Perché li si credevano taumaturghi?

  • Modo per acquisire potere sulla chiesa, il Papa e il re sono allo stesso livello.
  • La novità dei libri è che usa strumenti che trae dall'antropologia: primo lavoro di antropologia storica → aspetti simbolici dell'agire umano.

Lucien Febvre (1878-1956)

Lucien Febvre si chiede se esiste la concezione di ateo in una società permeata dalla religione come il ‘500 → conclusione: non era possibile essere atei, non si poteva prescindere dal divino una visione religiosa, era fondamentale per la struttura mentale.

Non è un caso che le Annales nascano in Francia poiché è uno stato vivace e culturale tra otto e novecento, emergono nuove discipline: economia, antropologia, psicologia sociale, geografia. L’ambiente culturale era favorevole a stimolare novità di apertura della storia verso le altre scienze sociali.

Fernand Braudel (1902-1985)

Partizione dei tempi storici innovativa, tripartizione:

  • Strutture: ambiente-cultura.
  • Congiunture: tendenze generali economiche-demografiche.
  • Eventi: politica, guerre, imperi.

Considerato uno dei grandi storici del novecento e uno dei padri della storiografia. Appartiene alla seconda generazione. Inizia il suo capolavoro “Il Mediterraneo e il mondo Mediterraneo all’epoca di Filippo Secondo” come tesi del dottorato. In Francia era una vera e propria prova erculea nel senso che era il frutto di ricerche che duravano anni e anni e che alla fine sancivano l’entrata nella corporazione, in questo caso degli storici, ma anche in letteratura, economisti ecc.

Dopo l’università inizia il lavoro di ricerca su Filippo Secondo e la sua politica mediterranea. Lavoro tipico di storia politica. Nello stesso tempo assume un insegnamento in un liceo in Algeria, colonia francese fino alla fine degli anni ‘50 del novecento. Lavora in parallelo tra scuola e l’archivio dove è depositato tutta la documentazione della storia europea: Simancas. Studiando i problemi della guerra nel Mediterraneo, il dibattito attorno i consigli reali su questioni politiche, come rapportarsi con la Francia è così via. In uno di questi viaggi di studio incontra Lucien Febvre il quale diviene il suo mentore/consigliere per la tesi. A un certo momento durante uno scambio nel epistolare, Febvre chiede perché non cambiare l’impostazione: il protagonista non è più il re ma il Mediterraneo. Questa è una svolta concettuale fondamentale: si studia un’area geografica e non più un grande personaggio storico.

Ovviamente il problema non è semplice: cosa significa fare una ricerca storica sul Mediterraneo nel secondo cinquecento? Non si può studiare un’area così vasta partendo dal secondo del 500 arrivando fino al 1900. È qualcosa di molto più vasto e complesso: occorre valutare anche altri elementi → guardando l’indice del libro si inizia con il ruolo dell’ambiente: penisole, montagne, pianure. Si parla poi di mari e coste, le pianure e l’acqua. Il Mediterraneo come unità fisica; il clima, le stagioni, come le stagioni influenzano l’attività marittima.

La prima parte del libro ricostruisce l’ambiente mediterraneo partendo da tempi ben precedenti considerando come si è costruito questo ambiente, è ovvio che occorra partire a molti secoli precedenti. Questa parte è quella di maggior novità per quanto riguarda il Mediterraneo di Braudel poiché sino ad ora era difficile imbattersi in un lavoro di storia economica e sociale che partisse con la descrizione dell’ambiente. Braudel si trova arruolato e viene fatto prigioniero e portato in un campo per prigionieri francesi in Germania occidentale. Qui continua a lavorare alla tesi; ha il permesso di poter frequentare la biblioteca vicino al campo di prigionia. Tiene anche conferenze ai propri compagni. Avendo la fortuna di essere dotato di buona memoria, riesce a ricordare diverse parti di testi studiati tenendosi allenato mentalmente. Manda i suoi scritti, le sue bozze, a Febvre. Finita la guerra presenta la sua tesi alla commissione accademica di storia, la quale è allibita dalla grande quantità di letture che ha presentato a riguardo della tesi, ma esprime anche punti di riserva: è un lavoro di geografia.

La concezione di storia delinea che si debba parlare di politica ed economia, Braudel presenta una nuova versione di storia.

La seconda parte del libro analizza i destini collettivi e tendenze generali: l’economia, le distanze, la popolazione, quanti uomini vivevano attorno al Mediterraneo, la quantità di cibo stimata per alimentare la popolazione del Mediterraneo, il ruolo delle monete, l’andamento dei prezzi, il commercio del pepe, del grano ecc. Ancora connesso a questa parte sul secondo capitolo c’è l’analisi degli imperi: quello ottomano, le caratteristiche degli Stati, le istituzioni, le nobiltà, l’aristocrazia, il tradimento della borghesia, usando molte metafore. Il fenomeno del banditismo emerge in maniera drammatica nella metà del cinquecento e si porta avanti fino al seicento per poi tramontare progressivamente.

Che cosa dire di questo lavoro? Perché è una novità?

  • Propone una concezione della storia immobile, cioè la storia delle grandi strutture ambientali che hanno un ritmo quasi impercettibile.
  • Un secondo livello, la storia dinamica delle strutture economiche-sociali: quali sono i mutamenti nel sistema economico, la demografia, i cicli economici e anche sociali, le relazioni ecc.
  • La terza velocità individuata da Braudel è quella che definisce la storia molto rapida di breve periodo data da eventi politici: assumono un’importanza estremamente relativa poiché non è così importante come i primi due punti.

Annales

Non che in Francia tutti fossero uniti e concordi dietro le nuove proposte delle Annales, anzi, c’erano baluardi incarnati nella Sorbona dove regnava l’interesse prevalente allo studio della storia politica anziché di quella sociale e geografica. Braudel pubblica la tesi nel 1948 e l’accoglienza nel mondo accademico è ambigua: da un lato viene riconosciuto l’enorme lavoro, dall’altro però ci sono critiche che vengono mosse anche da parte di altri che non sono soddisfatti su alcune interpretazioni.

Nonostante questo, la fortuna delle Annales cresce fino a raggiungere il momento del maggior successo a livello internazionale per vari motivi:

  • C’è una prima fase, quella del secondo dopoguerra, che ha motivi culturali, una proposta complessa articolata, seducente anche per molti versi cioè quello di arricchire l’ottica dello storico con quello che avevano proposto Bloch e Febvre cioè quella di interessarsi ad aspetti del passato, e politici allo stesso tempo.
  • Febvre e poi Braudel concepiscono una istituzione culturale che riunisca gli studiosi delle più diverse discipline e riescono, con l’aiuto del governo francese, a fondare la Casa delle Scienze dell’uomo in cui si confrontano storici, antropologi, economici, etnografi, sociologi, per creare un campo comune in cui confrontarsi in cui le diverse discipline dialogano.

Obiettivo di eliminare i muri che separavano i cultori delle altre scienze sociali.

In questa prospettiva secondo Braudel la storia doveva assumere il ruolo principale di riuscire a riunire il maggior numero di approcci per scrivere una storia totale, che raccontasse a tutto tondo le vicende umane del passato: non solo una storia politica, ma anche economico sociale, antropologica, ambientale e così via.

Impiantare un’istituzione culturale che assume una dimensione internazionale che ha come centro l’interesse del passato, Parigi ne diventa l’epicentro. L’appoggio del governo francese finanzia in maniera piuttosto consistente questa iniziativa: ora viene l’aspetto politico, nel senso che questo investimento nella cultura è stato considerato da alcuni come una sorta di reazione al contesto politico internazionale dell’epoca, anni ‘50 del novecento, e a livello mondiale stanno accadendo tante cose, come la decolonizzazione: significa che quelle che erano le classiche potenze coloniali progressivamente, volenti o nolenti, abbandonano i propri domini concedendo l’indipendenza agli ex territori. I francesi abbandonano il Vietnam a seguito di una grave sconfitta militare subita; stanno affrontando grossi problemi in Algeria con un’aspra guerriglia tra le forze; la Francia sta uscendo dal teatro internazionale come grande potenza coloniale. A questo declino politico il governo avrebbe risposto cercando spazio in un altro campo cioè quello culturale. Da grande potenza politica di sarebbe voluto passare a grande potenza culturale.

Ci sono spinte culturali, politiche e interne e spinte internazionali.

  • Un ulteriore elemento è dato dagli Stati Uniti che vedono nell’iniziativa delle Annales un modo per attrarre verso l’Occidente studiosi dall’Europa orientale: guerra fredda.
  • C’è anche uno scontro culturale: nella parte est la proprietà intellettuale viene controllata dallo stato e viene censurata. Contrapposizione politica ed economica tra Occidente, Stati Uniti con libera iniziativa, sistema liberistico, libero mercato, e Stati socialisti: abbiamo un sistema economico basato sul ruolo centrale dello stato.

È un momento di grande successo dunque per Braudel e il suo ambiente venendo riconosciuto come capo internazionale della storiografia. Numerosi studiosi francesi vengono inviati a redigere, fare ricerche, in Spagna in Italia in Africa talvolta in Asia: lo scopo è quello di diffondere i principi delle Annales che in quel periodo si incontrano soprattutto sulla valorizzazione dell’approccio economico sociale dello studio storico.

Demografia storica

Negli anni ‘50 del novecento nasce anche la demografia storica, studio delle popolazioni del passato, la Francia ne è l’avanguardia. Nasce non a caso poiché una delle caratteristiche interessanti della Francia è che la sua popolazione ha rappresentato una sorta di anomalia rispetto alle popolazioni europee: cioè, mentre le popolazioni crescevano a un ritmo sostenuto, quello francese mostrava una crescita molto più frenata.

Questo fatto non ha trovato spiegazione, ora la situazione è cambiata perché a seguito di politiche della famiglia da parte dei vari governi francesi il trend è cambiato. Il problema che interessa a noi è quello della storiografia: c’è una forte connessione tra le vicende demografiche della Francia e il fatto che la storia demografica nasce in Francia → l’anomalia ha suscitato delle domande che cercano risposte nel passato, da qui un’enfasi sullo studio dei comportamenti demografici nel passato.

A metà degli anni 50 viene pubblicato un manuale della storia demografica. Le basi fondamentali per studiare le popolazioni del passato: il concilio di Trento istituisce i registri parrocchiali, cioè ciascun parroco è obbligato a redigere su appositi libretti chi viene battezzato, chi si sposa e chi muore; negli archivi parrocchiali vengono custodite queste fonti che ci permettono di ricostruire l’andamento delle nascite e delle morti del periodo. Plausibile comunque pensare che non tutti vengano.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher miranda.priestly di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Pezzolo Luciano.
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