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L'età moderna e la sua periodizzazione

La storia moderna comprende tre secoli; il termine "moderna" appare verso il VI secolo e indica qualcosa di recente, un fatto avvenuto recentemente. Con il tempo questo termine arriverà ad assumere il significato di "nuovo" o diverso rispetto a ciò che è successo precedentemente.

I limiti cronologici della storia moderna non sono esatti, ma sono stati convenzionalmente scelti dagli storici, in quanto i cambiamenti radicali, i processi economici, storici e culturali sono molto lenti e non è possibile stabilirne un inizio e una fine con assoluta precisione.

Convenzionalmente

  • 1492: Scoperta dell'America; 1517: riforma protestante, che segnano l'inizio dell'età moderna.
  • 1789: rivoluzione francese; 1770-1820: rivoluzione industriale, che segnano la fine dell'età moderna.

1492: La scoperta dell'America

La scoperta dell’America è un avvenimento percepito come una grandissima novità, in quanto viene scoperto un nuovo mondo. Questa data segna l’apertura dell’Europa verso l’occidente e la sua chiusura nei confronti dell’oriente, favorita anche dall’avanzata degli ottomani (1453: presa di Costantinopoli, conseguente arrivo di intellettuali in Italia, inizio del Rinascimento). Da questo momento in poi, economia e politica assumono dimensioni planetarie.

Inizia in questo periodo il processo che rende possibile esportare sistemi economici, politici e culturali europei nel mondo. Per la prima volta ci si trova di fronte alla diversità. Inizialmente, il problema viene affrontato con l’imposizione forzata della cultura europea. Solo a partire dal '700 cominciano ad emergere riflessioni più profonde sull'altro e sulla tolleranza della diversità (si comincia ad uscire da quello che si può definire "eurocentrismo").

1517: La riforma protestante

La Riforma Protestante crea una pesante divisione tra la chiesa di Roma e il protestantesimo. Le conseguenze di questo avvenimento furono spaventose. Inizia il secolo di ferro, le guerre di religione che si concludono con la guerra dei 30 anni (Pace di Westfalia, 1648). La religione protestante si serve dell’invenzione della stampa; le nuove idee si diffondono efficacemente ed in fretta.

La libertà di stampa in questo periodo è fortemente controllata e le forze controriformiste riescono ad appropriarsi del suo controllo nella maggior parte dei casi. (Fino al 1789 in Francia la libertà di stampa era assente, mentre in Inghilterra è presente da dopo la II rivoluzione Inglese). Inizia a presentarsi il problema della libertà individuale, della responsabilità e del ruolo dei singoli individui nel mondo.

Importante per il rafforzamento degli stati generali: si rafforza l’idea di sovranità locale in quanto i re degli stati regionali abbracciano il luteranesimo per svincolarsi da un’autorità maggiore (Papa e Chiesa di Roma o Imperatore, che era cattolico). I re locali diventano sovrani effettivi, in quanto hanno in mano anche la confessione religiosa dei loro sudditi.

Il 1492 e il 1517 sono periodi/date di continuità, in quanto innescano processi epocali senza evidenti rotture rispetto al medioevo. C’è una discreta continuità tra medioevo e prima età moderna.

1789: La rivoluzione francese

La Rivoluzione francese genera una nuova idea di politica. Nel 1848 in Francia si ottiene il suffragio universale maschile. (In Italia solo nel 1910 e nel 1946 viene esteso anche alle donne). Eliminate le istituzioni feudali e, dopo, con Napoleone si esporta questo modello sociale. L’antico regime è stato dunque creato dai rivoluzionari.

1770-1820: Rivoluzione industriale

La Rivoluzione industriale è equiparabile soltanto alla rivoluzione del neolitico. Le ricchezze passano dall’agricoltura alle industrie e all’artigianato, il settore primario passa in secondo piano. Questo processo cambia l’aspetto del mondo fino ad allora conosciuto. Cambiano inoltre i paesaggi e i ritmi della vita: non sono più legati ai riti religiosi, ma alla meccanizzazione.

Si registra un’enorme crescita demografica e si garantisce la continuità degli approvvigionamenti nel mondo occidentale. La rivoluzione del neolitico del VIII millennio a.C. vide le comunità tribali passare da cacciatori-raccoglitori ad agricoltori allevatori; ovvero da nomadi a stabili/stanziali. La necessità di difendere lo stato ha provocato la necessità di un esercito che a sua volta ha provocato la nascita dello stato e successivamente la scrittura.

Gli avvenimenti del 1789 e del 1770 sono ancora in corso, ovvero continua ad evolversi sia l’idea della politica che quella dell’economia.

La sacralità nelle grandi monarchie

Le grandi monarchie tra '550-'800 sono legate all’elemento della sacralità, antico elemento, proprio degli imperatori normanni dell’anno 1000, così come del divino Augusto. Il sovrano è una persona mistica, la sua autorità è legittimata dalla sacralità e il suo potere giunge direttamente da Dio.

Nel 1774 Luigi XVI è incoronato a Reims, come Luigi IX, un sovrano medievale, con olio santo e investitura direttamente da Dio. La politica moderna nasce solo in seguito alla rivoluzione francese e si basa sulla sovranità del popolo (approccio democratico) “Tutti comandano e tutti ubbidiscono” (Jean Jacques Rousseau).

Con la rivoluzione francese e la rivoluzione industriale la rottura con il passato è definitiva. Tra '800 e '900 avviene la secolarizzazione, ovvero la diminuzione della presenza della religiosità e del sacro nella società. Dalla secolarizzazione si arriverà anche alla smilitarizzazione forzata.

Le conseguenze sono la nascita di una nuova idea di individualità: nel medioevo l’ordine sociale terreno si fondava su quello celeste: gerarchico ed immutabile. Quest’idea si fondava su “La grande catena degli esseri creati” di Platone e messa in circolazione da Plotino. Questa esemplificazione del mondo celeste era un’idea antica, che cambierà solo dopo il 1789.

Le schiere celesti erano costituite da angeli e arcangeli, disposti nel rispettivo grado, ordine e genere. Questo fondamento teologico condiziona l’ordinamento terreno. Ciò cambierà solo con la “Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino” del 1789, alla stesura della quale contribuisce anche Rousseau. Fino alla notte del 4 agosto 1789, la società francese era ancora divisa in clero, nobiltà e terzo stato e si basa sull’idea che l’individuo esistesse per appartenere a un ceto e sull’idea di essere nel giusto soltanto se si appartiene alla religione cristiana (salvi, non dannati).

L’antico regime è una società organica, è immagine del cosmo che è creato da Dio. Per cambiare questa idea bisogna credere meno in Dio, c’è bisogno della secolarizzazione. Muta così il mondo degli individui e il modo di guardare alla propria posizione nel mondo.

Si diffonde l’idea di futuro inteso come risultato delle azioni degli individui che ha teorizzato Voltaire nel '700: “Noi siamo il risultato delle azioni dei nostri padri”, dunque il futuro è nelle nostre mani. Questo principio di responsabilità nega l’idea teologica del IV secolo d.C.: l’idea della salvezza, che guardava al passato e non al futuro. Persino l’umanesimo, elemento caratterizzante della modernità, guardava ancora al passato in quanto voleva recuperare i valori del mondo classico.

Historia Salutis

Elaborata da Eusebio di Cesarea (prelato della corte di Costantino il Grande) nel 313 d.C. e contenuta nell’Historia Ecclesiastica. Unisce la storia pagana con quella cristiana, a partire dal diluvio universale. Contiene entrambe le rivelazioni: la prima, quella delle tavole di Mosè, e la seconda, quella di Cristo.

Nel 1681 Jean Benigne Bossuet ripropone l’Historia Salutis alla corte di Luigi XIV. L’Historia Salutis è la visione provvidenzialistica della storia: il fluire degli eventi storici è già insito nella mente di Dio prima che si compiano e il futuro non è altro che una lenta corruzione verso il Giudizio Universale. Non è l’uomo che, con le sue azioni determina eventi e processi storici, ma è Dio.

1779: Mozart scrive una messa che è una continua conferma dell’idea di Historia Salutis, riconfermando anche l’idea di immutabilità ed eternità del cosmo. Vi sono riferimenti al salmo 116 (Antico Testamento) e, nel coro, vi sono riferimenti al Nuovo Testamento. Viene esplicitata anche l’idea di Trinità, che è un’elaborazione dogmatica posteriore (324, Concilio di Nicea).

Come l'Historia Salutis viene messa in crisi

L'idea di Historia Salutis è una visione provvidenzialistica della storia: La provvidenza fa muovere il mondo, i soggetti sono sotto il disegno di Dio. Quest’idea sarà viva fino alla fine dell’età moderna, ovvero fino a ’700 inoltrato.

La filosofia della storia ha affermato che il mondo è il prodotto delle azioni degli uomini (e non della Provvidenza), mettendo così in crisi l’idea di Historia Salutis.

Umanesimo e Rinascimento sono considerati come l’inizio della modernità, ma l’umanesimo è ancora proiettato verso il passato e verso la sua grandezza, sull’età classica e sui suoi valori. Si voleva il recupero dei modelli classici e della purezza dei testi. Si basa ancora sull’idea di Historia Salutis (ovvero su un’idea proiettata più verso il passato che verso il futuro).

La filologia è la “scienza” che recupera i testi greci e latini nella loro purezza, è una forma di esercizio dello spirito critico: ovvero, l’autenticità dei testi antichi viene recuperata tramite un assiduo lavoro di critica.

I filologi e gli studiosi iniziano dunque a studiare vari concetti e a scardinarli, come ad esempio: Erasmo da Rotterdam che nel 1510 studiò e ritradusse il Nuovo Testamento, non per metterlo in discussione, ma per recuperare la sua pienezza. Vuole ritrovare la parola di Cristo in quanto la Bibbia è fondamentale per l’uomo.

Lorenzo Valla, che nel 1440 attua una revisione critica della donazione di Costantino, scrive un’opera intitolata “De falsa credita et ementita Costantini donatione declamatio”, nella quale afferma che la carta era dell’VIII o IX secolo d.C. e, quindi, era un falso e non aveva valore giuridico. Lorenzo Valla era dipendente del re di Napoli, che usò la filologia politicamente.

Essa ha infatti un duplice valore: storico-testuale e politico. Si fonda su questioni materiali più che su questioni teologiche e idee sacre; è caratterizzata da una proiezione verso il mondo terreno e verso gli uomini.

Lo schema finalistico viene messo in crisi dal metodo sperimentale della rivoluzione scientifica, come ad esempio Newton che usa la scienza del mondo contro le idee della Bibbia e dal pironismo storico/scetticismo storico: dalla filosofia greca dell’età ellenistica che pratica la sospensione del giudizio (skepsis) deriva l’idea di dover mettere in discussione le idee ricevute dal passato.

1517: Rottura dell'ecumene cristiana

Questo avvenimento ha un forte impatto sulla filologia: vi sono scontri tra i dotti chierici cattolici e protestanti, entrambi sottopongono i testi tradizionali ecclesiastici a studi e ricerche (gli studi di entrambi verranno usati dagli atei). Le Feuze negli anni ’50 del ‘900 afferma che i grandi intellettuali del ‘500, come Rabelais e Montaigne non potevano essere atei (l’ateismo sarà un lusso del 1800-900).

(I libertini storici del ‘500-‘600 generalmente pensatori nobili e rivendicavano uno spazio di autonomia di pensiero nella società cristiana.)

La filologia trova errori nei testi sacri: Rickard Simon, un cattolico filologo, nel 1680 riprende il discorso della storia universale di Bossuet e l’Antico Testamento: scopre che San Girolamo ha fatto molti errori, ma è costretto a smettere di stampare la sua opera. Ci sarà un grande scontro tra Bossuet e Simon.

Alcuni pensavano che gli articoli di fede non potessero essere esaminati, nasce dunque un dibattito sulla Chiesa Cattolica in Francia. Nel 1670 un libro cambia queste visioni: il "trattato teologico scientifico" di Baruch Spinoza (anche lui è un filologo biblico. Proveniva da una famiglia ebraico-portoghese che scappò in Olanda, dove c’era la libertà di professione, a causa dell’inquisizione, ma verrà cacciato dalla sua stessa comunità in quanto mette le mani sulla Torah.)

Si credeva che il Pentateuco fosse stato dettato da Dio a Mosè, dicendogli cosa gli uomini dovessero fare. Trovò molte lacune, errori, elementi posteri (il linguaggio non era quello in uso in epoca di Mosè). È possibile che tutto fosse stato scritto postero e che non sia stato nemmeno scritto da Mosè, anzi è probabile che l’originale sia andato perduto. Il libro che dovrebbe essere la prova sicura della verità cristiana è in realtà un falso.

È la storia che ha creato Dio e non il contrario.

Pane Hazard negli anni ’30 scrive “La crisi della coscienza europea tra 1600 e 1700”. Tra il 1685 e 1715 viene elaborata una raffinata analisi della storia, dalla quale emerge che c’è un prima ed un dopo (la nascita di Cristo?), per la prima volta viene messa in crisi l’idea di historia salutis.

I libertini storici vivono in clandestinità, mentre gli illuministi racconteranno le verità delle quali sono venuti a capo a tutti, in quanto non ci sarebbe nessun cambiamento se non si influenzassero le masse alfabetizzate (nasce così l’opinione pubblica).

Deve esserci un ordine del mondo, non ci si può mettere nelle mani degli atei. È ancora radicata l’idea che si debba credere in Dio, ma tuttavia, essendo stata messa in crisi l’idea di Historia Salutis, nel 1700 vengono scritte opere con criteri periodizzati e con l’uomo al centro, ad esempio:

  • 1734, Montesquieu: “Grandezza e decadenza dei romani”
  • 1770, Gibbon: “The climb and the fall of the Roman Empire”

Gli illuministi sostituiscono la storia di Bossuet con quella vera e universale. Dalla versione originale in latino, Voltaire divulgherà il trattato di Spinoza. Voltaire è un divulgatore: queste verità verranno da lui sintetizzate in 100 pagine in modo che tutti possano conoscerle. Gli illuministi si adoperano con tutte le loro forze affinché queste verità vengano divulgate, segnando la fine dell’Historia Salutis, la quale riguardava unicamente il popolo eletto e quello cristiano.

La storia universale di Voltaire è invece per tutte le civiltà. Nell’idea di Voltaire ciò che importa è la civiltà, la storia, l’arte, la cultura, ecc., come prodotti del passato. Nel tardo ‘700-inizio ‘800 abbiamo una diversa concezione della storia, ovvero la filosofia della storia.

Per Voltaire è in un percorso di affrancamento dell’umanità: “La luce che scaccia le tenebre”. Per San Giovanni la luce era la verità di Cristo e le tenebre erano il paganesimo. Per l’illuminismo la luce è l’uso critico della ragione, che scaccia la superstizione nella quale regna il dogma.

Voltaire è deista, ovvero crede in un dio creatore, generalmente benevolo, ma che si disinteressa degli uomini. È una religione che crede in Dio, ma senza dogmi.

Tra il ‘700 e l’‘800, c’è una consapevolezza profonda di una rottura con il passato, del fatto che il futuro è il prodotto delle azioni degli uomini, che la modernità è un processo di rivelazione della verità e del fatto che gli individui sono tali in quanto individui e non come facenti parte di un gruppo. Nel 1780, con la carta dei diritti dell’uomo e del cittadino, vengono sanciti dei diritti imprescindibili dei singoli individui.

La società di antico regime

La società di antico regime è composta sostanzialmente da tre classi: clero, nobiltà e terzo stato. Esse vanno a formare un sistema armonico e immutabile, il quale, nel 1776 in Francia viene riproposto e riconfermato al re dai nobili.

Mentre in Francia viene dunque riconfermato quest’ordine, in America, contemporaneamente, viene messo in dubbio, a causa della Dichiarazione d’Indipendenza delle colonie (risultato della cultura illuminista): in questa si affermava che tutti gli individui sono, per nascita, uguali e detentori di diritti inalienabili: diritto alla vita, diritto alla libertà, diritto alla ricerca della felicità. Questi sono definiti come diritti naturali, evidenti in sé (self-evident), e i corpi politici hanno il dovere di tutelarli.

Ciò può accadere in America in quanto questa realtà non si basa sul regime feudale, anzi, il regime feudale non è assolutamente radicato in America, quindi è più facile non ricadere nelle norme e regole che lo caratterizzano.

Il sistema sociale tripartito verrà meno in Europa quando si smetterà di credere nella sua “sacralità”, ovvero nel fatto che questo sistema armonico e assolutamente immutabile fosse voluto e stabilito da Dio. Ciò avverrà solo nella II età moderna.

Le classi sociali da cui è composta la società sono: clero, nobiltà e terzo stato.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marchesekevin di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Tacchini Gerardo.
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