Storia economica
Realizzata da Samuele Altavilla
Introduzione
Si introduce una mentalità di comportamento nazionale. Da questo deriva la conoscenza della natura per cambiare i rapporti con l’uomo. Nel 1600, con Galileo, la natura sta al servizio dell’uomo (rivoluzione copernicana, rappresentazione del mondo con visione meccanica). Tutti gli elementi sono accomunati verso la libertà: il fondamento della persona che genera concorrenza. Se proteggo ogni persona, poi la protezione è volta a tutti e quindi si crea concorrenza. Non dobbiamo pensare solo agli uomini, ma anche alle famiglie, alle città-stato ossia le entità attraverso cui l’uomo esprime le sue capacità.
La giustizia in Europa si fonda sull’habeas corpus, la giustizia richiede infatti l’onere della prova che è ciò che differenzia la giustizia europea da tutte le altre (anche la Chiesa ha bisogno di costruire tribunali per provare la giustizia) in quanto una persona può essere condannata solo in seguito a un processo. I beni pubblici, che hanno valore e che servono a realizzare al meglio lo sfruttamento dei diritti della persona e non a prevalere sulle esigenze di essa, realizzano quindi un interesse pubblico.
Tra le tasse moderne vi è la finanza pubblica che si fonda per garantire i beni pubblici e le infrastrutture derivataci dagli inglesi (no taxation without representation). Il potere deve essere controllato, la monarchia inglese è resistita così tanto perché le è stato tolto il potere fiscale e con la nascita delle Camere di Commercio. Sono questi gli elementi che segnano la grande divergenza dalla Cina, dal mondo islamico ecc., dell’Europa. Questi prerequisiti si sono tradotti poi in regole per lo sviluppo vero e proprio.
Perché l’Europa generò la rivoluzione?
Spirito come razionalità, da questo principio discende la nascita della filosofia. L’imprenditore nella sua figura primaria si intravede nel catechismo di Giotto con le storie di San Francesco, egli cede i tessuti al padre in cui vi è un passaggio fondamentale, non lo condanna perché è ricco ma nella distribuzione della ricchezza. Il giudizio della società sarà per come la ricchezza viene utilizzata, bisogna utilizzarla infatti anche per il bene comune. Alla costruzione di questo insieme concorrono diverse entità, istituzioni che diventeranno fondanti.
L’Italia si distingue nel 300/400 tramite i Medici che sono importanti perché sono banchieri, in quanto la banca diventa una delle istituzioni fondanti (a Siviglia perché arrivano i galeoni) insieme all’assegno, alla partita doppia fino alla metà dell’800 essenziale, l’assicurazione (redistribuzione del rischio), la commenda. Nel 500 si esaurisce l’Italia con il Rinascimento che rappresenta la fine di un’era. Le borse diventano importanti come luogo di operazioni commerciali e finanziarie a partire da quella di Anversa nel 1531, altre invenzioni furono il servizio postale a partire dai paesi fiamminghi, il brevetto nel 1624 e il codice di commercio.
Conquiste ed esplorazioni oltreoceano
Vi è un altro aspetto fondamentale che contribuisce ad avviarsi alla rivoluzione industriale ossia le conquiste ed esplorazioni oltreoceano, in cui si scoprirono ortaggi quali mais o patata, caffè o cacao che posero le basi tramite la rivoluzione agricola. Il 600 è il secolo degli olandesi, dei paesi fiamminghi che riguarda soprattutto il progresso nella costruzione di navi.
Perché la rivoluzione iniziò in Gran Bretagna?
La Gran Bretagna è la prima ad avviare la rivoluzione in quanto perfeziona le scoperte effettuate in Europa che pose a fondamento la persona, a differenza della Gran Bretagna la quale riuscì a riunire più rapidamente degli altri paesi il maggior numero di condizioni favorevoli alla crescita.
La capitale economica è Londra, non avviene la rivoluzione industriale ma vi sono le regole di fondamento. La Gran Bretagna costruisce un ambiente favorevole alla rivoluzione industriale, le regole sono contenute nella Magna Charta nel 1215 perché è la prima carta costituzionale che riconosce i poteri del sovrano limitandoli (accordo tra governanti e governati), ossia un potere regolamentato.
Il 600 e William Shakespeare
Il 600 è il grande secolo di William Shakespeare che racconta come si regola il potere (molte sue opere come Macbeth o Otello narrano la lotta del potere) e si arriva alla rivoluzione alla fine del 600 che è l’architettura istituzionale del potere del monarca (no potere fiscale). Si presenta anche la nascita della prima banca centrale, la Banca d’Inghilterra nel 1694 che garantisce valore alla moneta, una banca di emissione di monete che potessero essere usate in tutto il mondo. Il sistema giuridico inglese si differenzia dal diritto romano che è un diritto scritto, in Bretagna c'è infatti la common law che traduce la prassi dei comportamenti in norme ossia consuetudini (è più rapido).
Le enclosures
Le enclosures sono le chiusure dei campi (riconoscono il diritto di proprietà), staccionate volte a proteggere i propri terreni, infatti fino al 1600 vi erano delle leggi che permettevano di far pascolare ai poveri il proprio gregge nei campi altrui (non vi era di conseguenza nessun investimento da parte del proprietario poiché poi sarebbero andati a beneficio dei poveri del villaggio). La grande rivoluzione agraria sta nell’introdurre il foraggio che deve essere fatto in un quadro di rotazione, in Italia lo aveva già fatto Leonardo Da Vinci ma essendo un paese troppo piccolo non si sviluppò in tutta la zona padana. La Gran Bretagna era anche isolata dal continente europeo, così poté dedicarsi completamente al sentiero dello sviluppo economico.
La rivoluzione industriale
Iniziò, sulla base del modello inglese, un’imitazione senza differenze dal modello europeo. Chi sarebbe riuscito ad imitare la Gran Bretagna sarebbe riuscito anch’esso a realizzare la rivoluzione industriale. Rostow a tal merito individua cinque stadi dello sviluppo economico: lo stadio iniziale o società tradizionale (stagnazione e crescita economica limitata a beni prodotti alimentari e popolazione), la transizione (si esce dal vincolo e inizia il cambiamento), decollo / take-off (lo sviluppo si avvia e si autoalimenta), la maturità (tutta l’economia è coinvolta nello sviluppo), il consumo di massa (nella metà del 900 la rivoluzione consente a tutta la popolazione di beneficiare dello sviluppo economico).
Il modello consisteva perciò in un’imitazione degli altri paesi, che suscitò alcuni dubbi e critiche verso Rostow ed in particolare ad alcuni stadi (come la transizione in cui tuttavia lui non spiegava come l’economia arrivava a cambiare). Alexander Gerschenkron (uno storico) si prefissa di analizzare il modello e individuare le debolezze, sulla fase della transizione in particolare. È un russo che scappa dalla Russia e vive il cambiamento andando in America passando dall’età preindustriale alle grandi corporation e Wall Street. Secondo lui lo sviluppo economico tra paesi avviene con differenze dal paese leader, la hanno presa come modello ma introducendo delle diversità notando che maggiore è la differenza maggiore sono le differenze da introdurre per facilitare lo sviluppo economico (solo alcune economie ce la fanno, arretratezza relativa).
Per ridurre l’arretratezza rispetto alla Gran Bretagna bisogna ricorrere a dei fattori sostitutivi (ce ne possono essere di più ed essere diversi a seconda dell’arretratezza). Essere arretrati talvolta può però portare vantaggi, come l’imitazione (prendere le soluzioni testate e messe a punto dagli altri paesi) producendo un balzo verso l’alto detto big spurt, con la possibilità di superare il leader (non tutti i paesi che sono leader chiaramente lo rimangono sempre).
Altri studiosi importanti
Tra gli altri studiosi importanti va annoverato sicuramente Sidney Pollard secondo il quale l’interezza dello sviluppo economico europeo non può passare attraverso le nazioni ma attraverso le regioni, soprattutto quelle più grandi, e che lo portò a ragionare sui differenziali della contemporaneità (ci sono fenomeni che hanno effetti diversi a seconda del periodo in cui vengono messi in atto, come le ferrovie che ebbero un risvolto positivo come in Gran Bretagna ma in altri paesi negativo, come in Italia poiché arrivò troppo presto). Le istituzioni diventano importanti perché abbassano i costi di transazione rendendo più efficaci i mercati.
Il ruolo dello Stato
Il ruolo dello Stato emerge sempre di più perché diventa sempre più decisivo nel perseguire lo sviluppo economico a seconda dei paesi:
- Stato minimale (law and order) in Gran Bretagna limitandosi a garantire ordine e legge, beni pubblici, infrastrutture, moneta, la difesa;
- Stato ad economia mista che oltre ai ruoli irrinunciabili sopra annunciati produce molti altri beni pubblici intervenendo dove il mercato era inefficiente;
- Stato estremo o massimale in cui lo stato diviene tutto, assume tutte le responsabilità produttive;
- Stato sociale (welfare state).
La rivoluzione industriale in Europa
Negli anni 20 indicati come restaurazione, che non sono un ritorno al passato, l’Europa scopre che la Gran Bretagna dal punto di vista del reddito pro capite è più avanti di tutti (l’Italia è apparentemente poco distante ma concentrato in poche regioni). Tutta l’Europa va ad ammirare il Crystal Palace e si pone la domanda di come ridurre il proprio ritardo rispetto alla Gran Bretagna. Devono attuare la rivoluzione preoccupandosi della concorrenza inglese, dalla metà dell’800 parte il recupero. La rincorsa deve avvenire entro il 1913 (la guerra mondiale), alcuni ci riescono mentre altri rimangono indietro come la Spagna e la Russia fino agli anni ‘90 del ‘900.
L’Italia riesce a ridurre il gap con la Prima Guerra Mondiale, ma nei decenni precedenti si parlava già di età giolittiana. Il momento culmine del processo di trasformazione italiano sono gli anni 50 e 60, avvenuto per cicli (lunghi momenti di crescita che si alternano a stabilità e ripresa). L’Italia incontra difficoltà dagli anni 90 in poi ricreando il divario. La Gran Bretagna perde la leadership dopo la Prima Guerra Mondiale poiché vi sono altri paesi che raccolgono il testimone della crescita economica inglese, come Stati Uniti e Germania.
Il Belgio
Vi sono alcuni paesi avvantaggiati, che possiedono caratteristiche tali da poter imitare più velocemente e ridurre il divario con la Gran Bretagna come il Belgio. Si avvicina infatti ad un’imitazione senza differenze, è tuttavia un paese piccolo e quindi facilitato anche dalla sua somiglianza nelle caratteristiche territoriali, climatiche e capacità produttive. Il Belgio consiste in due regioni, le Fiandre e la Vallonia che aveva attraversato sconvolgimenti politici. Si dota però di uno Stato autonomo nel 1830, le Fiandre avevano una grande tradizione manifatturiera e commerciale con sbocco sull’oceano con l’importante città di Anversa, economia aperta che non si blinda con dazi. A fine 700 iniziano alcune attività produttive di lana, cotone, industria siderurgica. Nascono banche industriali che portano alla nascita nel 1830 della Société générale de Belgique che è una sorta di holding finanziaria che si occupa di investimenti industriali. Ha un discreto successo tanto che nel 35 porta alla nascita di altre di queste società come Banque de Belgique raggiungendo nuove frontiere quale la chimica e l’industria ferroviaria.
La Francia
È il primo grande stato nazionale europeo fin dal 700 che si ritrova a dover affrontare la problematica della rivoluzione industriale. I prerequisiti sono molto differenti rispetto alla Gran Bretagna, ha per questo un percorso di sviluppo diverso considerata a lungo come arretratezza. Si è data più importanza al fatto che la Francia nel tempo è riuscita a ridurre il divario con un sentiero di sviluppo differente dagli inglesi (no imitazione).
Popolazione diffusa, stato accentrato e demografia molto differente legata all’attività agricola crescendo perciò più lentamente (prevale la piccola media proprietà), poche città attorno al quale concentrare attività manifatturiere, si ricorre ad un’altra fonte energetica poiché la Gran Bretagna era ricorsa al carbon fossile (accentramento attorno alle miniere e luoghi di scambio come ferrovie) e la Francia ricorre invece all’acqua come forza motrice (è distribuita nelle valli e sfruttata là dove si produce come cascate, decentramento attività produttiva).
La rivoluzione francese
La Francia ha anche una storia politica diversa con la Rivoluzione francese, si dedica ad un rinnovamento istituzionale (codice napoleonico) ma anche a enormi spese militari che distolgono l’attenzione dall’imitare gli inglesi perdendo di vista i cambiamenti economici. I settori in cui la Francia sperimenta e realizza i suoi maggiori investimenti (i due pilastri erano il tessile con cotone o lana e la siderurgia solitamente) sono tessuti quali la seta la cui capitale della tessitura era a Lione non accentrata in grandi fabbriche ma distribuiti sul territorio. Parigi era la capitale della moda che richiama tessuti privilegiati e prodotti che non rientrano nelle statistiche dei confronti internazionali. Doveva inoltre dotarsi di strutture moderne, quindi entra nell’ambito della siderurgia con infrastrutture, ferrovie, meccanizzazione necessitando però di finanza. Nascono a tal merito importanti istituzioni finanziarie come il Crédit mobilier nel 1852. Lo stato ebbe un ruolo importante perché Napoleone in tutte le sue campagne necessitava di infrastrutture, logistica e beni alimentari e dotarsi perciò di tecniche ingegneristiche (scuole importanti per la formazione che prepararono un ceto tecnico e capace). Importante è il passaggio all’energia elettrica poiché possiede fonti idriche. Tutti questi cambiamenti portarono ad una sorta di centralizzazione e polarizzazione intorno a Parigi.
La Germania
È il cuore dell’Europa per le sue dimensioni, la sua storia, la centralità. Il punto di partenza è il fatto di essere uno stato unitario al pari dell’Italia, precedentemente al patto di Varsavia era una frammentazione di stati. Si costruisce un territorio economico comune e solo a seguito una costruzione politica (in Italia avviene il contrario). In Germania tra i tanti stati, ce n’è uno che si fa carico dell’unificazione ossia la Prussia. Nel 1833 vi è la creazione dello Zollverein ossia un’abolizione delle dogane interne (sorta di unione europea ante literam), portò ad una facilità e liberalizzazione degli scambi interni che preparò all’unificazione vera e propria dello stato nel 1871.
Si industrializza con la seconda grande era della rivoluzione, adotta e interviene nei settori con modalità e caratteristiche differenti rispetto al primo blocco dell’industrializzazione. Vi è la produzione di acciaio in alti forni, questo necessita però grandi investimenti. L’altro grande pilastro della seconda rivoluzione industriale è l’energia elettrica che diventa l’energia portante. I processi chimici diventano anch’essi molto importanti in Germania che permettono sviluppo anche in altri campi come agricoltura (fertilizzanti), vernici ed esplosivi.
I fattori sostitutivi di Gerschenkron
I fattori sostitutivi di cui parlava Gerschenkron sono la mobilitazione di capitale e gli ingenti investimenti, la necessità deve essere però immediata non ci si può affidare perciò alla libera combinazione del mercato, nasce la banca universale (mista) che deve fornire i capitali per sostenere le esigenze di tutti i settori (Deutsche Bank, Dresdner Bank). Banca universale o mista perché fornisce capitali sia di breve che di lungo periodo, presiedono anche nei consigli di amministrazione intervenendo anche nella gestione di queste imprese, una delle politiche adottate è il dumping (Esportazione di merci a prezzi molto più bassi di quelli praticati sul mercato interno o su un altro mercato, oppure addirittura sotto costo da parte di trust già padroni del mercato interno, generalmente condotta con l’appoggio dello Stato allo scopo d’impadronirsi dei mercati esteri).
Imprese di grandi dimensioni
Nascono imprese di grandi dimensioni nei vari settori meccanici, chimici (Bayer, Basf), energia elettrica, elettromeccanica (grande regione mineraria è la Rurh con giacimenti) mentre in Inghilterra le imprese sono di medie piccole dimensioni perché il mercato è di libera concorrenza (laissez faire). L’esperienza tedesca rispetto a quella inglese differisce anche per il fatto che questi settori necessitano di sapere, vi sono perciò le scuole con basi scientifiche e tecniche più specifiche (scuole professionali, istituti tecnici, politecnici) che danno vita poi a centri di ricerca. La Prussia ha però orientamento agricolo ed è quindi più arretrata, si accostano grandi città quali Monaco. Avvio del Welfare State che attiene all’assistenza sociale.
Impero Asburgico
L’impero asburgico vive un po’ di centralità in quanto è prevalentemente periferia con un unico sbocco sul mare che è Trieste mentre il processo di industrializzazione è ancora poco per mutare. È più concentrato a Vienna e la regione Ceca in cui si ha un processo di industrializzazione simile a quello tedesco ma sono troppo piccole per trascinare tutto l’impero.
Russia
La Russia è più periferica incentrata ancora all’agricoltura e servitù della gleba molto arretrata. L’altro fattore sostitutivo è lo Stato che tentò di intervenire per recuperare il ritardo, il governo zarista adottò interventi diretti. Vi sono concentrazione a M...
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