Storia economica: principali interpretazioni globali dello sviluppo economico
Jared Mason Diamond e il suo contributo
Jared Mason Diamond (Boston, 10 settembre 1937) ha scritto il libro "Armi, acciaio e malattie". La sua idea è che il destino economico del mondo si può spiegare a partire dalle condizioni iniziali con le quali è nata la civiltà, tra le quali l'aspetto geografico.
Domesticazione e vantaggi geografici
Il primo passaggio per raggiungere la civilizzazione è la domesticazione di animali e specie, cioè la trasformazione di animali e piante selvatiche in qualcosa di utile per l’uomo. Questo ha fatto la differenza per i popoli che sono riusciti a sfruttare ciò che si trovava in natura.
Il vantaggio geografico dei continenti Europa e Asia è quello di rappresentare un unico blocco esteso in lunghezza, quindi esteso in longitudine. Tutti gli altri continenti sono estesi in latitudine, quindi diversi dal blocco euroasiatico che presenta caratteristiche climatiche simili.
Ipotesi istituzionali
Un'altra ipotesi è quella per la quale, a seconda delle diversità istituzionali, si abbiano avuti diversi livelli di evoluzione economica.
Daron Acemoglu, nel libro “Modern Economic Growth”, ha cercato di spiegare tali evoluzioni analizzando quattro ipotesi:
- Ipotesi della fortuna, scartata poiché è un approccio non scientifico.
- Ipotesi della geografia (Jared Mason Diamond), scartata poiché ormai i limiti geografici vengono infranti dalla comunicazione e dai mezzi di trasporto del XIX secolo.
- Ipotesi della cultura (certi popoli in certe aree sono più propensi allo sviluppo, come afferma Max Weber), scartata in quanto dopo la WW2 le differenze culturali sono minime.
- Ipotesi delle istituzioni, non scartata nonostante l’omogeneità e la similitudine tra le varie istituzioni del XXI secolo, perché dipende tutto da ciò che fanno tali istituzioni: come si rapporta con l’estero, cosa preferiscono assecondare o addirittura agevolare con sgravi d’imposte, la politica di governo ecc., deducendo che la differenza nella allocazione di risorse fa la differenza nelle condizioni di sviluppo.
Le istituzioni rappresentano i motori per una possibile crescita e una spiegazione del perché alcune parti del mondo si sviluppano più di altre.
Quattro livelli dell'economia
Troviamo quattro livelli dell’economia:
- Il livello fisico, dove si producono e si scambiano prodotti e servizi.
- Il livello organizzativo, per produrre c’è bisogno di un sistema, di un’impresa ecc. È il sistema dove le imprese interagiscono, perché non basta organizzarsi internamente, bisogna organizzarsi anche esternamente.
- Il mercato, dove viene gestita la disponibilità di denaro, è il luogo in cui tutti interagiscono in modo astratto.
- Il livello regolativo, lo stato, il governo, l’UE, la BCE ecc. È il livello che costruisce decisioni strutture e condizioni che si riflettono su tutti gli altri livelli.
L’economia non è soltanto la somma di questi livelli, è anche l’insieme di interazioni e scambi che rendono questi sistemi interconnessi (creando: crescita, sviluppo o stagnazione).
Concetti e strumenti fondamentali
Troviamo alcuni concetti importanti:
- Crescita, ovvero ragionare sulle semplici quantità del cambiamento economico (PIL pro capite).
- Sviluppo, cioè vedere come queste quantità vengono spiegate dai diversi sistemi economici.
- Evoluzione, ovvero considerare tutti e cinque i livelli assieme.
Attori, ovvero entità fisiche e non che hanno preso decisioni fondamentali per l’indirizzo degli eventi.
Strutture, ovvero le tecnologie, opportunità, mercato internazionale ecc.
Stati di cose, cioè per esempio il medioevo, l’età contemporanea ecc. Più stati del mondo assieme danno lo “stato del mondo”.
Jan de Vries e le rivoluzioni industriose
Jan de Vries afferma che senza i cambiamenti non si hanno rivoluzioni, per questo parla di rivoluzioni industriose, prima nell’ambito domestico, al quale seguiranno cambiamenti regionali (prima regione: Inghilterra XVIII secolo).
- Dal 1800 si ha l’esplosione delle grandi città.
- Nell’età premoderna si iniziano ad avere tecnologie limitate come quelle di Leonardo da Vinci, con il limite delle energie perché erano ossi da energie e spesso da energia umana.
Innovazione e adattamento
L’Inghilterra è impegnata nella guerra dei 30 anni e in una difficile competizione con la potenza economica dominante, l’Olanda. Essendo l’Inghilterra un’isola, collegare le aree costiere risulta semplice, mentre quelle terrestri meno. Per far fronte al problema dei trasporti terrestri vengono costruiti i canali sviluppando il commercio interno sempre via acqua. Costruire un canale è più costoso di costruire una strada, ma il trasporto navale è meno costoso di quello terrestre, inoltre richiede poca manutenzione.
La produzione di ferro nell’età romana era superiore (pari a quella dell’epoca industriale) a quella dell’età medievale (quasi pari a quella dell’età del ferro). Altri esempi sono l’urbanizzazione, le vie di comunicazione.
Fino al 1500 la curva dei prezzi è fondamentalmente piatta, con un andamento a dente di sega, dovuto ai raccolti più o meno positivi. Dal 1500 lentamente aumentano i prezzi al consumo fino al 1600 (rivoluzione industriosa) alla quale segue ancora una fase piatta. Dal 1750 (inizio della rivoluzione industriale) abbiamo un aumento fino all’industria dove avrà un calo.
Interdipendenza delle economie
Le economie sono interdipendenti: l’esterno e la periferia influenzano il centro e il centro influenza la periferia e l’esterno. Il fatto che venga inventato qualcosa di nuovo presuppone che qualcos’altro diventi obsoleto. L’innovazione è sempre distruttiva, l’importante è che produca più di quanto distrugge.
Adattarsi alle novità. Le risorse non sono solamente quelle materiali ma sono anche le idee, la capacità di cambiare ecc. (capacità immateriali).
Centro e periferia
Il rapporto centro-periferia, il centro è dove si concentra l’innovazione, l’innovazione è sempre minore andando verso la periferia. Schumpeter dice che l’innovazione distrugge, riorganizza la storia dell’economia industrializzata, seguendo delle onde:
- Onda tessile.
- Onda delle ferrovie.
- Onda dell’auto e dell’economia meccanica.
- Onda del computer.
- Onda dell’intelligenza artificiale e dei software.
- Onda delle nanotecnologie.
Vantaggio competitivo secondo Michaele Porter
Michaele Porter ha introdotto il concetto di vantaggio competitivo, ovvero chi è in grado di elaborare qualcosa prima degli altri accumula un vantaggio competitivo utile per tutta la vita del prodotto.
Usare in maniera efficace il vantaggio competitivo rende più risorse che potranno essere usate per un vantaggio nella prossima onda. Le risorse immateriali sono tipicamente umane.
La rottura dell'ordine tradizionale
L’origine della storia economica contemporanea avviene dalla rivoluzione industriale. Nessun paese è più regredito dopo la rivoluzione industriale (come per la transizione del neolitico): rappresenta infatti un cambio definitivo e radicale del sistema economico e di vita.
Condizioni per la rivoluzione industriale
La rivoluzione industriale parte da queste condizioni:
- Urbanizzazione dal tardo medioevo, dovuta alla specializzazione (svolgono lavori diversi della popolazione e di conseguenza alla sua crescita e concentrazione nelle città).
- Transizione demografica (metà 600 a metà 700), dove la sparizione peste, le fognature, alimenti migliori ecc., portano ad un brusco calo della mortalità, soprattutto quella infantile, che nel 700 porta ad un calo della natalità (pochi nati, molti anziani e pochi morti). In questo periodo il numero delle persone aumenta di molto, di conseguenza aumenta anche la produzione (età media 40 anni circa).
Rivoluzione agricola e espansione europea
Rivoluzione agricola. Inizialmente c’erano campi appartenenti ai villaggi (quindi senza recinzioni), con la rotazione triennale (cereali, legumi e erba) per mantenerla fertile, puntando alla stabilità e all’autosufficienza. Nel 700 in Inghilterra troviamo un metodo nuovo quadriennale, rendendo più utile la privatizzazione dei campi recintandoli. Trasformando l’agricoltura britannica da agricoltura di sussistenza ad agricoltura di mercato. Questa pratica allontana le famiglie più povere (che non potevano permettersi un appezzamento di terra) dai villaggi, ora sono disponibili ad accettare qualsiasi tipo di lavoro, in qualsiasi condizione e anche sottopagati, verranno sfruttati nelle prime manifatture e nelle fabbriche.
Espansione europea verso l’esterno, con le colonie si amplia la capacità di produrre reddito per gli europei. L’Inghilterra diventa più produttiva e ha un ambiente più favorevole per un nuovo tipo di economia, aumentano le braccia, il PIL procapite ecc. Aumenta anche la produttività ovvero la quantità prodotta in base alle quantità di input, con il miglioramento delle macchine (es: cronografo marino). L’Inghilterra abbonda di carbone che è fondamentale per la produzione del ferro, così da avere ferro a un buon prezzo. Ferro, cotone e vapore rappresentano i tre pilastri della rivoluzione industriale, che portano al distacco dell’economia inglese.
Innovazioni tecnologiche
- Il cotone è un lato che produce tessuti più comodi, più facili da lavare e più traspiranti dei materiali usati precedentemente.
- Il ferro in grandi quantità e relativamente a basso costo consente di costruire macchine sempre più nuove ed efficienti.
- Il vapore permette di sostituire la forza lavoro dell’uomo con motori meccanici. Facendo si che l’organizzazione della lavorazione e della sorveglianza delle macchie sia svolto da bambini, ancora più sottopagati.
Date importanti
Date importanti:
- 1709: Abraham Darby e il carbone (coke).
- 1760: enclosures.
- 1733-1779: sviluppo delle macchine per la filatura meccanica.
- 1761: cronografo H4 di Joh Harrison.
- 1776: pubblicazione “La Ricchezza delle Nazioni” di Adam Smith.
- 1781: brevetto macchina a vapore di James Watt.
Industrializzazione britannica
L’industrializzazione britannica avviene in un periodo molto favorevole. A metà dell’800 abbiamo macchine che riescono a spingere intere fabbriche. L’industria diventa autosufficiente e migliore di qualsiasi tipo di produzione domestica. La prima area interessata dell’industrializzazione è quella dell’Inghilterra settentrionale (tra Manchester e Liverpool). In questa transizione tutto cresce parallelamente anche se dal dalla seconda metà dell’800 il progresso delle nuove industrie è talmente rapido da portare quasi all’azzeramento delle industrie tradizionali.
Prima e seconda rivoluzione industriale
Prima rivoluzione industriale (metà 700 fino a metà 800), seconda rivoluzione industriale (anni 70 dell’800 in avanti). Alcune realtà della prima rivoluzione industriale arrivano a noi (ancora oggi misuriamo la potenza dei motori in cavalli vapore, metodo utilizzato da James Watt, per dare idea ai suoi clienti della potenza).
Costi sociali
I costi sociali di questa transizione sono importantissimi, con il trasferimento della forza lavoro dall’agricoltura all’industria che comporta un peggioramento delle condizioni di vita, che saranno prese in grande considerazione quando si tratterà di esportare tale industrializzazione negli altri paesi.
I nuovi mercati creano condizioni per le quali le famiglie hanno più risorse (il mercato si allarga, la produzione diventa più facile, poiché è più facile vendere).
Banca centrale e controllo del paese
Su questi si innesca un altro circuito: l’Inghilterra è il primo paese che si è dotato di una banca centrale e quindi di un controllo centralizzato e autonomo rispetto alle corporazioni della moneta ufficiale del paese ma anche delle riserve finanziarie del paese. La Bank of England è la più antica banca centrale del mondo (1694) e rappresenta il garante, non soltanto del sistema finanziario, ma anche dei prestiti dei capitali investiti nella GB dell’epoca.
L’Inghilterra è (grazie anche alla banca) il primo paese ad adottare istituzioni liberali, ad avere il parlamento indipendente dal re (già nel 600), ed a lanciarsi verso la modernità e il progresso a differenza del resto del mondo.
Napoleone e la razionalizzazione dell'economia continentale
La Gran Bretagna dimostra che la transizione verso l’industrializzazione rappresenta un cambiamento dello status del paese. L’Europa continentale è più arretrata e continua a produrre ferro con i forni a riverbero, mentre in Inghilterra utilizzano già l’altoforno e quindi la produzione in massa del ferro grazie al carbon coke.
Crisi e sviluppi
Negli stessi decenni (seconda metà del 700) in cui in Inghilterra si sta diffondendo l’industrializzazione, sul continente si sta accumulando una tempesta di condizioni peggiorative, che portano ad un peggioramento delle condizioni di vita. Questo perché gli effetti della transizione demografica sono stati opposti a quelli inglesi: tutti diventano più poveri e insoddisfatti.
Nel 1500 l’Italia ha il PIL pro capite più alto, mentre alla fine delle guerre napoleoniche (1792-1815) l’Inghilterra ha un PIL procapite pari al doppio di quello italiano. Nell’Europa continentale non solo mancano i nuovi settori ma anche i settori tradizionali, in particolare l’agricoltura sono in una profonda crisi.
Francia e la rivoluzione francese
In Francia clero e nobiltà non pagano tasse: i prezzi sono calanti e le tasse sono proporzionali. Quando la nobiltà (per reagire al continuo diminuire dei prezzi) decide di aumentare il lavoro richiesto ai contadini (aumento delle prestazioni fisiche, aumento dei giorni che i contadini dovevano regalare ai nobili), succede il caos.
La rivoluzione francese nasce con la presa e la distruzione della Bastiglia nel 1789. Nel 1891 viene celebrata la firma della prima costituzione creando un compromesso tra il vecchio ordine e le nuove esigenze (maggior giustizia sociale). Nel 1892 si vuole creare un nuovo ordine economico sociale che parte dal basso, con il governo diretto della povera gente, passando da un ordine centrato ai ricchi e potenti, a un ordine centrato sulla grande massa della popolazione che decide di fare anche a meno di ricchi e potenti.
Il ruolo di Napoleone
È l’inizio del terrore e di una storia abbastanza complicata in una Francia divisa in regioni, dove si vedono esecuzioni di nobili e controrivoluzionari. Napoleone, in questa situazione così complicata e caotica, passa da generale a primo console, e successivamente imperatore. Egli è contemporaneamente un generale di successo e un governatore fortemente centralista. Prende esempio dagli imperi precedenti e comincia costruendo un’ampia rete stradale, aspetto caduto nel dimenticatoio in quel periodo.
Politica razionalizzatrice
Ancora più importante è la politica unificante che adotta in tutto il suo impero: secondo la sua politica, lo stato deve essere razionalizzatore, poiché non deve solamente reprimere le rivolte, esigere le tasse, far funzionare le cose e difendere il confine, ma deve anche forzare lo sviluppo economico in maniera tale da creare una transizione simile a quella della GB. Le persone vedono in Napoleone la speranza di un mondo migliore. Egli è infatti bravo nel creare intorno a sé una leggenda di progresso e di buon governo. Gli strumenti attraverso i quali rende effettiva tale propaganda erano essenzialmente strumenti economici.
Cambiamenti legislativi
Introduce il codice commerciale, una raccolta di leggi rivolte a regolare l’economia e il commercio. Introdusse le SPA, le SRL, e le camere di commercio, e ampie riforme economiche. Prima di Napoleone, ogni singola regione aveva un proprio sistema di misure. Questo sistema caotico e confusionale viene sostituito dal sistema metrico decimale di Napoleone imposto per legge. Il sistema metrico decimale ha molti vantaggi: innanzi tutto il passaggio a multiplo e sottomultiplo è semplicissimo, in secondo luogo le misure sono comparabili.
Waterloo e il congresso di Vienna
Dopo la sconfitta di Napoleone a Waterloo, troviamo il congresso di Vienna, dove si distrugge l’impero Napoleonico e si tenta di ripristinare le condizioni politiche europee prima della rivoluzione francese, senza molto successo. In questi anni la rivoluzione industriale in Inghilterra si è evoluta tantissimo. Gli anni della restaurazione hanno una doppia faccia: da un lato il recupero dell’eredità napoleonica, e dall’altro quello di imitare l’Inghilterra. Il passaggio all’industria nel continente non è uniforme: i paesi che si industrializzano prima sono quelli che copiano l’industria inglese. La prima cosa che gli altri paesi imitano è la proiezione britannica verso l’esterno: quasi tutti i paesi cominciano a costruire otte commerciali e a sviluppare il commercio con l’estero: nasce così l’import-export.
Aspetti economici dell'unificazione tedesca
I primi paesi ad industrializzarsi sono Inghilterra, Francia e Belgio. Tra il 1845 e il 1849 troviamo la grande crisi irlandese, con la quale milioni di abitanti “inglesi” muoiono e altri ancora successivamente migrano in America, e in piccola parte in Europa portando con sé i macchinari e...
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti esame Storia economica
-
Storia economica - Appunti
-
Appunti Storia economica
-
Appunti Storia economica