Storia del pensiero politico
Primo macro-tema: Stato e sovranità (1500-1800)
Autore: Niccolò Machiavelli
Lezione I: Un vocabolario (basico) della politica
Stato – sovranità: che cosa significano?
"Lo stato è una forma di organizzazione del potere. Il potere si esercita su di un popolo ed entro un territorio. Lo Stato è tale perché è l’unico soggetto che detiene il monopolio legittimo e legale della forza e dell’uso della forza". Che cosa significa? Ad esempio che nessun cittadino può farsi giustizia da sé.
Le due forme fondamentali di Stato sono la monarchia e la repubblica.
"Sovranità è il potere specifico dello Stato e compete soltanto ad esso".
Concretamente cosa significa? Significa che lo Stato ha il potere e il diritto di:
- Fare/eseguire e far rispettare le leggi
- Imporre le tasse
- Dichiarare e fare la guerra
- Difendere il territorio e i cittadini
"Governo indica la distribuzione delle competenze fra i tre principali poteri dello Stato (legislativo – esecutivo – giudiziario) e i particolari rapporti che si instaurano tra questi tre poteri": ad esempio, possiamo avere uno Stato in cui il potere legislativo è subordinato a quello esecutivo o viceversa.
Nota: A seconda del modo in cui sono distribuite le competenze tra i tre poteri abbiamo diverse forme di governo.
Monarchia
Ad esempio: una monarchia è assoluta se i tre poteri sono concentrati nelle mani del Re; una monarchia è costituzionale se il Re ha il potere esecutivo, condivide con il Parlamento il potere legislativo e controlla quello giudiziario ma nel rispetto di una costituzione; una monarchia è parlamentare quando il Re nomina i ministri e il capo del governo, ma questi ultimi dipendono dalla fiducia del Parlamento. Anche in questo caso esiste una costituzione che deve essere rispettata.
Repubblica
Ad esempio: una Repubblica è parlamentare (come quella italiana) se il Presidente della Repubblica è scelto dal Parlamento. Il Presidente nomina il governo (formato dal Presidente del Consiglio e dai ministri) che però ha bisogno della fiducia del Parlamento; una Repubblica è presidenziale (come gli USA) se il Presidente della Repubblica è eletto direttamente dal popolo, nomina i ministri che sono responsabili solo verso di lui. Infine, abbiamo la Repubblica semipresidenziale (Francia), in cui il Presidente è eletto dal popolo, nomina i ministri, forma il governo ma quest'ultimo ha bisogno della fiducia del Parlamento.
Riquadro A
Quali sono i concetti importanti da ricordare?
- Definizione di Stato, sovranità e governo
- A seconda dei rapporti che si instaurano tra i tre poteri principali dello Stato abbiamo diverse forme di governo.
Stato: un prodotto della storia
Quello che chiamiamo Stato è un prodotto della storia, ossia è una particolare forma/organizzazione del potere e del suo esercizio che è nata e si è sviluppata in una certa parte del mondo (l’Europa) in un certo periodo storico (tra ‘500 e ‘700). Proprio tra ‘500 e ‘700 abbiamo una serie di pensatori (Niccolò Machiavelli – Jean Bodin – Thomas Hobbes – John Locke) che riflettono sul significato di Stato e sovranità non per qualche ragione astratta ma proprio perché in quel periodo parlare di politica significa affrontare questi problemi.
Perché lo Stato nasce proprio in questa parte del mondo e in epoca moderna? Tra ‘400 e ‘500 l’Europa sta rinascendo economicamente e culturalmente. La culla di questo Rinascimento è l’Italia e in particolare la Firenze dei Medici. Proprio in virtù di questo grande sviluppo, l’Italia è preda degli “appetiti” espansionistici di grandi potenze europee.
Guarda il video "Le guerre d’Italia nel ‘500"Che cosa possiamo dedurre dalla descrizione contenuta nel video? Non solo possiamo evincere la debolezza politica e militare dell’Italia, che deriva in buona parte dal suo essere frammentata, ma anche come l’epoca moderna in Europa si caratterizzi per una serie di importanti guerre. Dal 1494 al 1559 si consumano le guerre per il dominio sull’Italia. Sono guerre dinastiche che vedono coinvolte i seguenti paesi: Regno di Francia, Sacro Romano Impero e Spagna. Alla fine delle guerre sarà la monarchia spagnola ad avere la meglio e a conquistare il Ducato di Milano, il Regno di Napoli, il Regno di Sicilia, il Regno di Sardegna.
L’epoca moderna non è però caratterizzata solo dalle guerre dinastiche. Nel 1618 inizia la Guerra dei Trent’anni, un conflitto particolarmente violento scatenato da motivazioni religiose, legate alla Riforma Protestante iniziata da Martin Lutero. La guerra dei trent’anni venne combattuta nei territori dell’Europa centrale e fu un conflitto di carattere religioso tra cattolici e protestanti.
Le guerre e la nascita degli stati
Proprio le guerre costituiscono una delle principali ragioni storico-politiche alla base della nascita degli Stati in Europa. Lo Stato nasce infatti per assolvere a due importanti compiti:
- Garantire sicurezza ai cittadini contro minacce esterne (e la guerra è la più tipica delle minacce esterne): le guerre che ricordavamo precedentemente hanno quindi contribuito ad accelerare la costruzione e lo sviluppo degli Stati. Gli Stati vengono riconosciuti come la forma di organizzazione politica prevalente in Europa con la Pace di Westphalia (1648) che sancisce la fine della Guerra dei Trent’anni. Storicamente la prima forma di Stato moderno è la monarchia francese.
- Garantire sicurezza ai cittadini contro minacce interne. Una delle ragioni per cui nasce lo Stato è quella di mantenere sicurezza e pace entro i confini del territorio su cui esercita la propria autorità e controllo. Ciò significa, ad esempio, che lo Stato ha il compito di mantenere e difendere l’ordine entro i propri confini. Per assolvere a queste due importanti funzioni lo Stato esige obbedienza da parte dei cittadini.
Primo macro-tema: Stato e sovranità (1500-1800)
Autore: Jean Bodin
Lezione II
Nella lezione precedente abbiamo visto che Machiavelli si interroga sulle due principali forme di Stato (Principato e Repubblica), individuando per ciascuna le caratteristiche principali: il principato ha bisogno di un Principe "astuto e forte" che sia pronto a sacrificare tutto, a mentire e anche uccidere per mantenere il potere e mantenere in vita lo Stato. Questo tipo di Stato è adatto a popoli che non sanno essere liberi. Al contrario, la Repubblica si fonda su uomini "virtuosi", adatti alla libertà e che nutrono amore per la propria patria (come gli antichi Romani). Machiavelli usa quindi il termine Stato che per lui significa "comando sugli uomini".
È il francese Jean Bodin che nel tardo ‘500 formalizza il concetto di Stato e conia il termine sovranità.
Se per capire il pensiero di Machiavelli è necessario tenere in considerazione il contesto italiano e fiorentino, per capire Bodin è necessario richiamarsi a quello francese. La Francia della seconda metà del ‘500 si caratterizza per lo scoppio di una vera e propria guerra civile di carattere religioso tra francesi cattolici (la maggioranza) e gli ugonotti, ossia i francesi protestanti (la minoranza).
Dalla Lettura 3 possiamo evincere due aspetti molto importanti per capire il pensiero politico di Bodin:
- Le guerre di religione tra cattolici e protestanti in Francia minacciano la sopravvivenza e fomentano un caos che sembra incontrollabile.
- Diventa necessario capire come uscire da questa situazione di crisi.
Alla luce di questa necessità nasce il Gruppo dei Politiques (I Politici), intellettuali, giuristi, funzionari di Stato, che si raccolgono attorno alla figura di Michel de L’Hopital. Questi comprende quanto pericolose possano essere le divisioni di carattere religioso. L’intellettuale di spicco del gruppo dei "Politiques" è Jean Bodin.
Per Bodin la soluzione alla crisi francese è individuare un principio che sia posto più in alto di qualsiasi divisione o diversità religiosa. Tale principio è lo Stato Sovrano, inteso come quel soggetto che detiene il sommo comando sugli uomini e che esige obbedienza da tutti indipendentemente dalla confessione religiosa professata. Egli espone questa teoria nella sua opera più celebre I sei libri della Repubblica (o sei libri dello Stato) pubblicata nel 1576.
Lo Stato per Bodin è quella forma di organizzazione del potere che si caratterizza per il monopolio della sovranità. Sovranità significa "sommo potere" (specifico dello Stato e che appartiene solo e soltanto alla Stato) che possiede una serie di caratteristiche definite:
- Non riconosce nessun principio a sé superiore
- È assoluto (sciolto da limiti), sebbene non completamente
- È perpetuo
- È indivisibile
Ma concretamente cosa significa Sovranità? Significa – per Bodin – "fare-annullare-interpretare-modificare la legge che deve essere rispettata da tutti i cittadini". È su questo principio fondamentale che:
- Si costituisce l’ordine politico
- Si mantiene la sicurezza e la pace interna, evitando che – ad esempio – differenze di carattere religioso diventino motivo di guerra/conflitto/insicurezza.
In altre parole: è possibile uscire dalla guerra e ripristinare l’ordine, a condizione che le leggi (emanate dallo Stato) siano le stesse per tutti e da tutti rispettate. Affinché le leggi siano tali abbiamo bisogno di uno Stato Sovrano, capace di esigere obbedienza. Questo concetto, espresso da Bodin, è di grande modernità.
Video su "Significati di Modernità e modernizzazione"Per capire in che senso la concezione politica di Bodin sia "rivoluzionaria" e "moderna" è necessario richiamarsi alla realtà medievale e fare un breve raffronto tra il modo moderno e quello appunto medievale di concepire l’autorità, i diritti, l’obbedienza etc.
Nell’immagine qui sotto riportata è possibile cogliere le caratteristiche salienti della società medievale: piramidale (gerarchica) e basata su rapporti di fiducia – protezione – obbedienza tra singoli gruppi: i vassalli obbediscono al Re, i valvassori ai vassalli fino ad arrivare alla base della piramide costituita da uomini liberi – servi della gleba etc.
In questo tipo di società non esiste un Re capace di imporre la sua volontà a tutti i singoli individui che si trovano in un determinato territorio sotto il suo comando. Non esiste insomma un Re che fa le leggi e riesce ad esigere obbedienza da tutti i sudditi. Il potere nel Medioevo è frammentato: non esiste quindi lo Stato nel significato fino a qui spiegato. Non solo: nel Medioevo la persona (uomo o donna che sia) ha diritti in quanto membro di un particolare gruppo sociale. Ad esempio i mercanti godono di certi diritti in quanto mercanti, coloro che vivono dentro le mura di un Comune cittadino godono di una serie di diritti di cui non godono coloro che vivono fuori da quelle mura etc. Si parla nel Medioevo di "società cetuale".
Se teniamo a mente queste informazioni possiamo quindi capire in che senso la teoria politica di Bodin sia molto moderna. Non solo Bodin teorizza lo Stato come quel soggetto che ha il monopolio della sovranità e l’esercita in modo uniforme su un territorio. Egli fa infatti un’altra affermazione innovativa proprio rispetto al passato medievale: lo Stato – in quanto sovrano – fa le leggi che devono essere eguali per tutti indipendentemente che si sia mercanti, contadini etc. Ma questo significa anche che – diversamente dalla tradizione/concezione medievali – le persone, i cittadini sono considerati prima di tutto come individui e in quanto tali sottoposti al potere dello Stato.
Ma di quale forma di Stato parla nello specifico Bodin? Egli immagina una monarchia che poi storicamente coincide con la prima forma di Stato moderna.
Primo macro-tema: Stato e sovranità (1500-1800)
Autore: Thomas Hobbes
Lezione III
Proseguiamo ad analizzare il tema "Stato-sovranità" attraverso il terzo pensatore selezionato a tale proposito, ossia l’inglese Thomas Hobbes che ci proietta nel diciassettesimo secolo (1600). Possiamo preliminarmente individuare due aspetti che accomunano Bodin e Hobbes:
- Scrivono le loro principali opere politiche in un periodo di grande crisi politica
- Pensano che la soluzione a quella crisi sia proprio lo Stato Sovrano.
In maniera analoga alle lezioni precedenti, in queste pagine troverete le informazioni generali che permettono di contestualizzare il pensiero del nostro autore. Hobbes pubblica la sua opera più importante Il Leviatano nel 1651 come risposta politica alla Guerra Civile che aveva insanguinato il suo paese (1642-1651).
La guerra civile inglese scaturisce da fattori socio-economici e dalla contrapposizione fra l’antico Parlamento inglese e il Re Carlo I. Quest’ultimo sembra voler governare in maniera dispotica, facendo carta straccia delle antiche libertà e degli antichi diritti dei sudditi inglesi e dello stesso Parlamento. Oltre a ragioni politiche esistono anche ragioni di carattere religioso: l’Inghilterra della guerra civile si caratterizza infatti per divisioni religiose tra anglicani (la confessione cristiana prevalente), puritani e cattolici. Analogamente alla Francia, anche l’Inghilterra della guerra civile sembra presa in una spirale inarrestabile di violenza.
Dinanzi a questa situazione Hobbes propone una precisa diagnosi del male che affligge il suo paese e una precisa soluzione.
- Per Hobbes la guerra civile inglese è il frutto di divisioni-contrapposizioni insanabili che sono scaturite perché manca un vero sovrano. Il modo migliore, secondo Hobbes, per ripristinare l’ordine e la sicurezza è la creazione di uno Stato Sovrano forte che deve corrispondere ad una monarchia assoluta.
Egli elabora questa dottrina quando è in Francia. Questo fatto è importante per due motivi:
- La Francia nella metà del ‘600 è essa stessa una monarchia assoluta
- La Francia è la culla di una nuova corrente culturale: il razionalismo, secondo cui la ragione è il principio-guida dell’agire umano.
Hobbes è influenzato dal razionalismo: egli vuole sviluppare una filosofia politica razionalmente rigorosa. Allo stesso tempo, egli è esponente del materialismo, ossia è convinto che la conoscenza per eccellenza è quella scientifica perché cerca di comprendere i rapporti di causa-effetto tra le cose e i corpi.
- La filosofia che studia i "corpi naturali" è la filosofia prima
- La filosofia che studia "i corpi artificiali" è la filosofia civile
Quale è secondo Hobbes il "corpo artificiale" (artificiale ossia creato per uno scopo) per eccellenza? La società!
Perché la definisce un corpo artificiale? Perché la società e quindi il vivere in comune sono il prodotto di una scelta razionale compiuta dagli uomini per raggiungere un determinato fine.
Domande:
- Perché gli uomini scelgono di vivere in una società?
- Perché si dice che compiono una scelta razionale?
- Quale obiettivo vogliono raggiungere?
Per rispondere a queste domande e quindi capire la teoria politica di Hobbes dobbiamo fare riferimento alla dottrina giusnaturalistica!
La dottrina giusnaturalistica ossia del "diritto naturale" è molto antica: la troviamo nella antichità classica e nel Medioevo. Durante il Medioevo la dottrina giusnaturalistica ha una connotazione religiosa e cristiana: tutti gli uomini hanno medesimi diritti fin dalla loro nascita (diritti naturali appunto) perché tutti figli di Dio. Inoltre si afferma che più in alto della legge degli uomini (legge positiva) è collocata la legge di natura che proviene da Dio.
A partire dal 1600 – in conseguenza della Rivoluzione scientifica – il giusnaturalismo perde la sua valenza religiosa e ne acquisisce una razionalista. In che senso? Nel senso che la legge di natura è tale – e quindi precede quella positiva – non perché proviene da Dio ma perché contiene principi universali e razionali che possono essere compresi da tutti gli uomini in quanto dotati di ragione.
Che cosa ha a che fare Hobbes con il giusnaturalismo moderno? Egli usa concetti come diritto naturale, stato di natura e legge naturale proprio per elaborare la sua teoria politica nel Leviatano.
Come?
- Egli immagina che gli uomini nascano in uno stato di natura, qui tutti possiedono il diritto naturale di tutti su tutto.
- Questo diritto genera conflitto, una guerra costante tra gli uomini che minaccia la loro sopravvivenza. In questa particolare condizione di minaccia alla sopravvivenza la legge naturale che scaturisce dalla ragione "impone" di uscire dallo stato di natura ed entra nella società civile.
- Questo passaggio avviene attraverso due patti che avvengono contemporaneamente: patto di associazione e patto di sottomissione attraverso i quali gli uomini cedono unilateralmente il loro diritto di tutti su tutto ad un terzo che è il sovrano!
Il sovrano di Hobbes ce lo possiamo immaginare come un monarca dotato di potere assoluto, privo di limiti che riceve il diritto di tutto su tutto senza contrarre nessun specifico impegno nei confronti dei sudditi se non quello di garantire loro la sicurezza che non avevano nello stato di natura.
Lo stato nasce per garantire...
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