Storia del cinema
Prima lezione
Storia: il racconto, vicende presunte accadute ma non accadute nella realtà (secondo contenuto cinematografico).
Patto finzionale: Principio per cui se voglio godere appieno del testo narrativo, devo credere che sia vero ciò che esso narra, attraverso un processo di autoconsapevolezza.
Nel 1985, con il treno Lumiere, ci fu la prima proiezione cinematografica. Il cinema iniziò con le immagini cinematografiche, poi-scritte narrative-suoni (avremo il cinema sonoro a partire dal 1930), fin dalle origini colui che gestiva lo spettacolo cinematografico voleva accompagnare le immagini con la musica, era quindi comune la presenza in sala di un'orchestra; a volte era l'autore-regista del testo cinematografico che dava indicazioni sulla musica o sceglieva gli spartiti.
Cinema sonoro: macchina che filma immagini + impianto sonoro-musicale.
Testo cinematografico: Insieme di immagini e suoni che la pellicola produce grazie proiezioni e all'impianto sonoro, questo può essere di tre tipi:
- Voce umana (parola)
- Musica intesa come suono organizzato dalla colonna sonora, sia interna, narrata, suono diegetico, che accompagnamento esterno
- Rumore (molte volte utilizzato in maniera mimetica - realtà)
Immagini in movimento: successione rapidissima di immagini per rappresentare il movimento degli oggetti.
Effetto istantanea: blocco dell'immagine/spazio in un istante, (flagellazione-Piero della Francesca); con la macchina fotografica abbiamo l'immagine priva di tempo, un insieme di foto in sequenza messe in successione, crea.
Video: immagine percepita come se fosse fotografata ma che si muove. Linguaggio formato da:
- Immagine: dove lo spazio abolisce il tempo (istantaneità)
- Parola: successione di segni nel tempo - i suoni si susseguono uno dopo l'altro in un ordine preciso - solo loro possono svolgere le funzioni narrative
Cinepresa: Una macchina fotografica che riesce a produrre 24 fotografie al secondo e che le incide sul nastro, detto pellicola (scrittura immagini come fonemi nella lingua parlata, che corrispondono ai movimenti degli elementi davanti alla macchina).
Fotogrammi: sono dei grafemi fotografici, un insieme di immagini narrative costituisce la sequenza.
Inquadratura: la porzione di spazio fisico (un ambiente, un paesaggio, etc.) inquadrata dall'obiettivo della macchina da presa o della fotocamera. L'atto di inquadrare consente di delimitare con precisione lo spazio che sarà ripreso e al contempo di escludere tutto il resto (che rimarrà fuori campo, ossia all'esterno del campo visivo dell'osservatore).
Quadro: superficie di uno schermo cinematografico.
Scena: Le più piccole unità narrative che abbiano una propria autonomia all'interno di una sceneggiatura (non deriva dal montaggio).
Tagli di montaggio: una ripresa fatta in continuità ma che viene poi tagliata durante la fase di montaggio. Unità minima:
- Inquadratura: quando un'intera sequenza viene realizzata con un unico piano
- Piano (pellicola): termine usato per indicare l'ampiezza di un'inquadratura in rapporto alla figura umana. Se l'inquadratura fosse più ampia della figura umana, si parlerebbe di campo. Il termine campo è invece usato per indicare l'ampiezza dell'ambiente inquadrato, se ne parla quando l'inquadratura è abbastanza ampia da non mettere eccessivamente in rilievo eventuali soggetti. Nel caso un singolo soggetto fosse ripreso a una distanza abbastanza ravvicinata da farlo divenire elemento principale dell'immagine, allora si parlerebbe di piano.
Sequenza: frammento di storia narrata con omogeneità spazio-temporale. È una porzione di storia realizzata tramite una sceneggiatura continuativa, è l'unità rispetto alla storia. Separata da due strutture temporali:
- Piano-sequenza: la scena matematica
- Piano: ciò che sta tra un taglio di montaggio all'altro.
Scena: quando in un frammento di film c'è un'apparenza di coincidenza dei due tempi (aperta parentesi dovranno da un'opera in cui due tempi coincidono) nella scena iniziale di “Rebecca, la prima moglie” di Hitchcock (1940), durante il primo incontro tra i due protagonisti, c'è un'ellissi: i personaggi appaiono prima vicini poi lontani, un pezzo di scena è stato tagliato ma la lacuna viene colmata dalla mente.
Seconda lezione
Varie unità
Fotogramma: piccola fotografia in diapositiva su supporto chimico plastico (pellicola) che, mescolandosi con milioni di altre fotografie, scorrendo, viene proiettata su schermo (fenomeno luminoso: fisico). Unità minima di immagine può essere paragonata ai singoli fonemi quando si parla. MA se il singolo fonema non ha significato e deve essere accorpato, un fotogramma ha già un contenuto, ma non lo vedo nell’interezza del film. Ci può essere un’immagine che dura un po’ di più per stabilità, percepibile, ma anche quel “quadro” è formato da vari fotogrammi.
Quadro cinematografico: Rettangolo visivo luminoso. Tutto ciò che riporta il cinema alle arti visive. Porzione di spazio isolata dal resto. Varia, nella misura in cui dura pone problemi estetici e di composizione. Dipende dall’operatore e dal tecnico di fotografia.
Pellicola: successione di fotogrammi (24 fotogrammi al minuto-secondo da anni '20).
Regista cinematografico: Autore. Coordina una equipe. Ha l’ultima parola. Da lui dipende anche la qualità estetica.
Operatore: Da cui dipende la qualità, coordinato dal regista.
Campo: distanza tra oggetto principale descritto dal quadro e l’occhio della cinepresa. Grandezza dell’oggetto rispetto al quadro.
- Campo lungo: Personaggio visto da lontano
- Campo lunghissimo, medio, all’americana (inquadrato alle ginocchia), brevissimo (primo piano)
Piano: Inquadratura. Unità temporale. Pezzo di pellicola che dura pochi secondi o pochi decimi di secondo, molti secondi o qualche minuto. Girata in continuità, senza interruzioni e percepita tale dall’occhio anche nel montaggio del film.
Taglio di montaggio: L’occhio vede lo stacco tra un piano e l’altro. A volte è aggiustato da effetti specifici (dissolvenze) Piano è separato da due tagli di montaggio.
Ricordiamo Nodo alla gola di Hitchcock, girato apparentemente in continuità mediante accorgimenti es. facendo passare la macchina attraverso i corpi dei personaggi.
Dissolvenza: Si usa dove si vuole sottolineare lo stacco per vari cambi di situazione o argomento, ma evitando un taglio netto Rebecca la prima moglie; prima siamo sulle coste del Mediterraneo a Montecarlo, dopo una dissolvenza siamo in città, di sera.
Sequenza: Mentre il piano si verifica a livello della pellicola, quindi sul corpo fisico (significante); la sequenza è unità di materia narrata (diegetica), fatti, eventi, descritte dal film e riconoscibili in una realtà presunta o reale. Risponde alle unità di tempo, luogo, spazio e azione. Omogenea dal punto di vista temporale. Separata tra due ellissi come un piano è separato da due tagli di montaggio. Necessaria per ridurre un racconto in film.
Ellissi: Salto per cui rispetto alla struttura del racconto è taciuto qualcosa a livello del tempo che passa nei film di narrazione. Ogni volta che c’è un taglio di montaggio (un uomo che mangia il primo e poi è già al caffè) c’è un’ellisse, ma è minima e non ha incidenza sulla storia, non c’è cambio di sequenza, è sempre lì. Tra una sequenza e l’altra invece c’è per forza una grande ellissi… grande taglio di montaggio. Il Rebecca la prima moglie potente ellissi, da notte a giorno.
In Dieci incredibili giorni di Chabrol abbiamo 10 giorni in 1 ora, per un giorno abbiamo un episodio, quindi suddivisi in sequenze che coprano 10 minuti in un giorno, ogni volta si apre con la data “lunedì martedì ecc”. Dura due minuti continui che solitamente coincidono coi tempi.
Piano-sequenza: Per un certo tempo la pellicola è girata in continuità e copre l’intera sequenza. Piano e sequenza coincidono.
Rapporto col teatro classico con le sequenze: Sequenza coincideva con l’atto. Choderlos de la Closs (autore francese) scrisse I legami pericolosi: Film di Milos Forman. Sceneggiatore: Decide quali scene mostrare, quali sono le sequenze, le porzioni di materia omogenea da individuare e da collegare (quali e quanti ellissi usare).
Montaggio:
- Collegare frammenti di pellicola girati in continuità che possono essere a loro volta tagliati e montati
- Pellicola: supporto analogico
- Nato dopo l’invenzione del cinematografo.
- Nascita del cinema: scopo ingenuo e semplice di filmare e proiettare brevi eventi
- “Arrivo del treno” dei Lumiere: Piccolo piano-sequenza (considerato il primo film)
- Per i primi dieci anni il cinema è visto come forma di intrattenimento con piccoli sketch di vita quotidiana.
- Col tempo si comincia a capire come gestire tempi più lunghi.
- 1915: David Griffith: “Nascita di una nazione” (3 ore circa in cui vengono raccontati più di 30 anni, siamo nell'epoca della Secessione Americana)
- Sequenze complesse che fanno una grande storia.
- Riesce a collegare tra loro piani di pellicola girata per descrivere immagini complete
- Griffith: È il primo che usa le dissolvenze
- Usa i raccordi di montaggio con regole ben precise, che consentono di gestire i rapporti tra i piani per poter far capire allo spettatore cosa sta succedendo
Vantaggi del montaggio:
- Vantaggio Tecnico: Gestire il materiale girato (taglia e cuci), risolve questioni psicologico-recezionali in merito alla tenuta narrativa del materiale girato (contenuto diegetico → tutto ciò che lo è rende la ricezione il più facile possibile).
- Problemi della recitazione: ripetere la scena e scegliere la migliore. Chiedere la massima capacità all’attore per breve tempo.
- Problemi di salto di luogo.
- Vantaggio estetico: Possibilità espressive che la ripresa in continuità non può dare.
- 1916 – “Intolerance”
In Russia:
- Kuleshov: Esperimenti sulla comunicazione, sulle differenze di senso comunicato sull’accostamento di un’immagine piuttosto che un’altra.
- Effetto Kuleshov: Se a un’immagine segue un’immagine o un’altra, che sensazione riceve il pubblico?
- La stessa immagine ha significato diverso a seconda dell’immagine che segue – nella psiche dello spettatore in seguito a quello che vedo dopo attribuisco quello che ho visto prima –
- Il significato, il senso nella testa del pubblico risiede nell’immagine precedente.
- ES: Attore con occhi sgranati + piatto di minestra: Il pubblico ricorda l’attore affamato.
- ES: Attore con occhi sgranati + omicidio: Il pubblico ricorda l’attore terrorizzato.
- Film “Ran” di Kurosawa
- Russi: 1920, montaggio anche estetico.
Christian Metz attribuisce a tre registi un diverso tipo di montaggio:
- Eisenstein: Montaggio intellettuale: (idea di manipolazione finale. Il film si forma dopo in sala di montaggio. Effetto Kuleshov).
- Film: “Ottobre” 1927 (occasione del decennale della rivoluzione di ottobre)
- Pudovkin: Montaggio lirico: avvenimenti frammentati che mirano alla rappresentazione poetica del reale (utilizzo di immagini che commentano e creano effetti di ricostruzione analogica del pensiero. Immagini come laghi, animali etc.. che non hanno sempre relazione con la storia, ma servono a comunicare l’emozione voluta).
- Film: “La madre”
- Vertov: Regista e montatore. Montaggio costruttivo: Documentario d’arte. Tanti piccolissimi piani assemblati su tavolo di montaggio che mostrano l’oggetto che si muove autonomamente (stop motion). Animazione ulteriore al di là di quello reale. Interpretazione.
- Film: “L’uomo con la macchina da presa” 1929, suo capolavoro lungometraggio. Uno dei primi film che tratta il cinema nel cinema… trionfo del cinema non solo come prodotto, ma come oggetto della visione… si vede la sala che guarda il film che vediamo anche noi.
- Finale: Crescendo.. fotogrammi che bombardano sempre più veloci… simbolo della frenesia della vita moderna. Valorizza al massimo il montaggio, gestendo una lunga storia in un tempo breve.
- Il cine-occhio: sua piccola associazione, il cinema che tutto vede, tutto smonta, tutto crea. L’occhio che si muove grazie al cinema.
- Costruttivismo: reale rimontato e interpretato. Interpretazione del reale.
- L’inquadratura è ridotta come durata e ampiezza in minimi termini.
- I piani non durano più che qualche decimo di secondo, coincidendo quasi con i fotogrammi.
- L’occhio fa quasi fatica a seguire ciò, ma c’è dinamismo.
- Film: 1960 “Stephan, una moglie infedele” di Claude Chavrol (francese)
- Grazie a un particolare effetto di montaggio (2 tagli.. sobbalzo. 1) Lontano, vicino violento, lontano e 2) poi si avvicina lentamente) Chavrol riesce a farci percepire i l’emozione psicologici della protagonista sorpresa dal marito.
Terza lezione
- Problemi di diegesi (narrazione)
- Differenza tra racconto e storia
- Gerard Genette: distingue in 3 momenti: Narrazione, racconto e storia
- Narrazione: atto concreto attraverso cui l’io narratore costruisce il racconto
- In Cinema: Insieme delle vicende concrete e reali che un’equipe vive nel momento in cui costruisce il film (le problematiche varie…)