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1960: anno delle Olimpiadi a Roma

Il 1960 è stato un grande evento mediatico che ha portato l'Italia sul palcoscenico del mondo. Nello stesso periodo escono, a poche settimane di distanza, tre capolavori: "La dolce vita", "L'avventura" e "Rocco e i suoi fratelli". Questi film affrontano un cambiamento sociale e una radicale modernizzazione. L'anno si colloca al centro del boom economico (dal 1958 al 1963). Prima di questo periodo, l'Italia era povera e distrutta dalla guerra; dal '58 al '63, compie un salto e diventa una delle nazioni industriali più importanti. Cambiano gli stili di vita, i consumi e le relazioni tra i sessi. Quando avviene una mutazione così radicale, c'è sempre bisogno di un linguaggio particolare per raccontarla. Nel nostro caso, il medium scelto è il cinema.

Luchino Visconti

La contraddizione è il segno principale della personalità di Luchino Visconti. Milanese, figlio di una famiglia aristocratica, nobile e borghese industriale (parenti Erba), politicamente era comunista e militante. Alternava abiti eleganti da teatro ad abiti provinciali di quando consegnava volantini ai comizi. Dal punto di vista estetico, viene considerato uno dei più importanti esponenti del neorealismo italiano, movimento che si sviluppò tra il '43 e il '50, quando si dice basta ai film fasulli e si inizia a filmare la "realtà" (attori non protagonisti, dialetti, ecc.).

Primo film: "Ossessione" del 1943

Considerato il primo autore neorealista, il film è tratto da un romanzo americano "Il postino suona sempre due volte" e racconta la storia di un triangolo amoroso. Quando gli fu chiesto "Cosa vuoi fare con il tuo cinema?", Visconti rispose: "Voglio raccontare la realtà".

Visconti è decadente, con atmosfere e sinestesie come quelle che piacevano tanto a D'Annunzio. Alternava il cinema al teatro d'opera, raccontando storie di amori impossibili basate sull'eccesso, come Giulietta e Romeo. Ha realizzato il film italiano che più si avvicina alla poetica del neorealismo: "La terra trema". Si ispira ai Malavoglia, con attori veri pescatori di Acitrezza che parlano il loro dialetto siciliano. È stato un grande flop perché non tutti erano in grado di comprendere i dialetti. Visconti è una figura chiave del cinema, sempre attratto dalla realtà, ma da una realtà decadente. Apparentemente riproduce la realtà, ma questa insegue un ideale estetico decadente.

Le diverse fasi di Visconti

  • Prima fase: neorealista ("Ossessione" a "La terra trema" a "Senso")
  • Seconda fase: melodrammatica (da "Senso" a "Rocco e i suoi fratelli")
  • Terza fase: decadente (da "Gattopardo" a "Morte a Venezia" a "L'innocente")

Visconti è un ibrido fra queste tre dimensioni. Si è sempre appoggiato alla letteratura, con l'assenza del padre nella maggior parte dei suoi film. Se presente, il padre è inetto, debole.

"Rocco e i suoi fratelli"

Il film si concentra sulla famiglia Parondi. "Il ponte della Ghisolfa" ha ispirato un solo episodio, quello dello stupro di Nadia. Visconti ha confessato che la vera opera letteraria che ispira "Rocco e i suoi fratelli" sono i Malavoglia di Verga. L'ideale dell'ostrica rappresenta l'obiettivo di restare attaccato allo scoglio; se ci si stacca, si incontrano problemi e pericoli, un parallelo con la famiglia Parondi.

"Rocco e i suoi fratelli" racconta di una famiglia meridionale molto unita che nel 1960 si sposta a Milano. La famiglia è afflitta dall'inquietudine per il benessere e racconta la dissoluzione di una famiglia che lascia il sud per il nord, dove si sgretolerà.

Sceneggiatura

  • Scena iniziale: morte del padre in Basilicata
  • Seconda scena: la famiglia arriva a Milano
  • Scena finale: uno dei fratelli diventa operaio dell'Alfa Romeo

Visconti nel film taglia inizio e fine perché non gli interessa raccontare cosa erano prima e cosa diventano dopo, ma è interessato dal processo di metamorfosi, di passaggio da un'identità all'altra: da contadini meridionali a operai a Milano. Gli interessa ciò che sta in mezzo, il momento in cui l'identità va in crisi. Mette in scena il dubbio, le difficoltà.

Tema: come i fratelli si integrano con il nuovo contesto. Il film è diviso in 5 capitoli, ognuno dei quali prende il nome di uno dei 5 fratelli:

  • Vincenzo
  • Simone
  • Rocco
  • Ciro
  • Luca

Posizioni simmetriche speculari

Vincenzo è l'opposto di Luca e rappresenta l'integrazione già compiuta. È già a Milano quando arrivano i fratelli ed è fidanzato con Ginetta. Luca rappresenta l'integrazione da compiere, è un bambino ed è l'ultimo a compiere questo processo di integrazione. Simone è simmetrico e speculare a Ciro. Rappresenta l'integrazione fallita. Vorrebbe integrarsi ma non ce la fa. Tutto quello che fa è sbagliato e non riesce a capire il funzionamento di una città come Milano. Ciro rappresenta l'integrazione riuscita e si vergogna delle sue origini. Rocco è in posizione baricentrica. Ha una relazione ambivalente con l'integrazione: contemporaneamente integrato e non. Potrebbe più di tutti integrarsi per i suoi successi, ma è quello che a più di tutti manca il suo paese.

Primo capitolo: Vincenzo

La famiglia arriva in stazione centrale. La colonna sonora è costituita da due elementi contrastanti: canzoni meridionali quando si parla delle origini e jazz per le scene milanesi. Visconti costruisce scene in cui gli attori non sono mai liberi, come se fossero intrappolati, soffocati. Un esempio è la scena ripresa da dietro un'inferriata che separa la città e la stazione, mostrando un forte contrasto luministico nell'inquadratura, dato dalle lunghe ombre dei personaggi. La luce in fondo corrisponde alla città.

Primo impatto dei fratelli: Simone dice a Rocco "Guarda le luci, le vetrine, i negozi, sembra giorno". La modernità è presentata come una dimensione della luce che cancella la differenza tra giorno e notte e la dimensione della merce esposta nelle vetrine (vetrinizzazione). La madre spaesata cerca di ancorarsi alla foto del figlio Vincenzo già a Milano. Secondo Visconti, la modernità produce conflitto. Il primo conflitto è tra il codice familiare della madre e quello individuale del figlio Vincenzo. La madre trova intollerabile il fatto che Vincenzo pensi prima a sé e poi ai fratelli (visione pre-moderna).

Milano è una città aperta e accogliente. Il problema per cui i Parondi non si integrano è il muro che hanno nella propria testa. Devono cercare di distruggerlo e abituarsi ai diversi stili di vita della città milanese. La prima casa dei Parondi è uno scantinato nella zona di Lambrate (al tempo periferia). La prima reazione al disorientamento induce la famiglia a riproporre gli elementi d'origine all'interno della propria casa (pentole, cibo, ecc.). Il secondo conflitto è tra il codice maschile di Vincenzo (premoderno che considera la donna come appendice del maschio) e il codice femminile di Ginetta (donna soggetto attivo).

Figure femminili

  • Rosaria: Vecchia madre Parondi
  • Ginetta: Fidanzata di Vincenzo
  • Nadia: Ragazza sola nella metropoli, dai facili costumi che porterà disgregazione all'interno della famiglia Parondi

Pugilato: uno dei temi principali. Sport dei poveri per tentare la scalata sociale, contava più del calcio. Vincenzo lo praticava poi smette. Successivamente indossano i guantoni anche Simone e Rocco. Nel pugilato si gioca l'antitesi tra corpi che si abbracciano e si picchiano. Visconti era omosessuale e ciò ha segnato le sue scelte politiche, estetiche e cinematografiche, come il pugilato.

Terzo conflitto: codice del sangue (ius sanguinis) e codice del territorio (ius solis). Simone combatte non per la terra natale ma per la terra in cui vive. Alcuni tifosi lo chiamano traditore. Sinusoide termica: momenti in cui la macchina da presa è vicina ai personaggi, altri in cui è distaccata.

Secondo capitolo: Simone

Inizia con la figura di Nadia che si pettina i capelli. Antitesi: Simone è forte e debole allo stesso tempo. Scena della lavanderia: forma di imprenditoria femminile. L'unico maschio è Rocco che svolge la funzione più declassificata. Simone entra in lavanderia e, nonostante la cortesia della principale, ruba una camicia. Il rapporto tra Simone e la soddisfazione del desiderio: il desiderio è legittimo e la soddisfazione passa per la mediazione del lavoro. Simone segue la legge arcaica predatoria e salta la mediazione del lavoro.

I destini dei due fratelli iniziano a separarsi. Simone, seguendo la sua logica predatoria, depreda anche la proprietaria della lavanderia. Scena melodrammatica: si avvicina alla signora con il suo sorriso malandrino e la seduce. La macchina da presa inquadra la sua mano che tocca la preziosa spilla sulla giacca della signora e tale inquadratura ci fa capire il suo vero intento: sedurre la signora per rubare la spilla e donarla a Nadia. Ultima scena: dialogo tra Rocco e Simone. Unico piano sequenza: inquadratura senza stacchi di montaggio. Luce per scolpire i volti.

Sequenza in cui i destini si dividono: ultimo dialogo civile tra i due fratelli, scoppierà una lotta per Nadia. È come se il linguaggio fosse in antitesi con quello che succede. La luce su Simone sottolinea la sua natura ambigua.

Rocco è a Livorno per il servizio militare. Rocco incontra Nadia. Vanno a bere un caffè e intraprendono un dialogo profondo caratterizzato da elementi importanti come gli occhiali da sole con cui Nadia cerca di nascondere la sua personalità debole. Tale intento fallisce sotto gli occhi di Rocco. Rocco parla dell'integrazione dei meridionali al nord: "Io non riesco a desiderare quello che desiderano gli altri" — non riesce ad omologarsi. "La modernità è omologazione" cit. Pasolini. Rocco accarezza la mano di Nadia: l'inizio di una storia d'amore.

I Parondi cambiano casa, alcuni elementi sottolineano il boom economico di quel periodo (es. Radiolina). Vincenzo e Ginetta si sposano e hanno un figlio "Antonio" (come il padre Parondi defunto). Rocco torna dal servizio militare e raggiunge i fratelli al battesimo di Antonio. La madre Rosaria rimane a casa. Simone crolla come pugile e come uomo, Visconti fa di lui l'antieroe. Viene a sapere che Nadia si è innamorata di suo fratello Rocco.

Simone fa seguire Rocco e Nadia appartati in Ghisolfa. Li raggiunge con gli amici e li coglie sul fatto. Stupra Nadia e lotta con Rocco, una sequenza partita con la logica del branco. Tale logica spinge Simone a fare quello che fa davanti a un pubblico (amici del bar). La dimensione dell'unità della famiglia si sgretola. Dal buio della scena precedente si passa alla luce. Sequenza ambientata sul tetto del duomo (altri film hanno scene ambientate qui). Rocco costruisce sé stesso come "eroe della rinuncia", rinuncia di sé per il bene della famiglia, rinuncia della sua storia d'amore con Nadia. "Solo tu puoi aiutare Simone, lui ha bisogno di te, noi non ci possiamo più vedere". Nadia, disperata, minaccia il suicidio.

Nadia torna alla sua vecchia vita e si rivede anche con Simone. Rocco inizia pugilato e con i soldi che guadagna ripaga i debiti di Simone che aveva derubato il mister.

Scene parallele:

  • Rocco sul ring che vince il combattimento più importante della vita: lo porterà al vertice del pugilato.
  • Simone uccide Nadia all'idroscalo.

Mister a Rocco: "copriti!" = difenditi. Simone a Nadia: "copriti che fa freddo" = era rimasta soltanto con una vestaglietta dopo che aveva cercato di sfuggire al potente e violento abbraccio di Simone. Nadia: "Non sei un uomo, sei una bestia, hai rovinato l'unica cosa bella della mia vita, ora di me puoi fare quello che vuoi non mi interessa più niente".

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vevve-.- di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del cinema e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Canova Gianbattista.
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