Statistica economica: definizione e applicazioni
La statistica economica studia i fenomeni economici esprimibili in termini numerici con metodo statistico. Si propone di interpretare i segnali provenienti dalla realtà economica in evoluzione, attraverso la predisposizione di schemi che consentano l’agire in situazioni di maggiore conoscenza. Particolare attenzione viene posta nella misurazione e interpretazione dei fatti economici, con il focus sugli effetti che potrebbero prodursi sulla vita delle imprese, delle istituzioni, dei cittadini.
Definizione di statistica
Il termine "statistica" è impiegato per esprimere concetti aventi significati diversi. Il più usuale è quello con cui si indica un insieme di dati riguardanti la rilevazione di un particolare fenomeno. Si può pertanto avere una "statistica" dei prezzi, una "statistica" delle immatricolazioni di auto, della popolazione, ecc. Con il termine "Statistica" si intende anche un insieme concettuale che costituisce, per sua natura, una branca del sapere. Si tratta di una scienza costituita da un insieme di metodi, o metodologie, che costituiscono uno strumento della ricerca empirica. Infine, si può intendere un particolare parametro caratterizzante una determinata distribuzione.
Le statistiche economiche
Tra le "statistiche", intese come insieme di dati riguardanti un dato fenomeno, particolare interesse presentano le "statistiche economiche". Si pone, al riguardo, il problema di cosa si debba intendere per "statistica economica" (nel senso di raccolta sistematica di dati). Occorre stabilire, di conseguenza, quando una statistica può essere considerata nel novero delle statistiche economiche. Deve avere innanzi tutto la finalità di fornire elementi utili per l'analisi economica di un sistema o, in ogni caso, quantificare fenomeni che per loro natura rientrano nella sfera dell'economico. Si può anche cercare di stabilire una differenziazione tra le diverse statistiche economiche. Si possono individuare "statistiche economiche in senso stretto ed altre statistiche economiche".
Le statistiche economiche in senso stretto sono quelle che in maniera univoca svolgono la funzione di soddisfare le esigenze dell'analisi economica e della quantificazione dei fenomeni economici. Come esempio, si possono citare le statistiche della produzione, le statistiche dei prezzi, le statistiche del commercio con l'estero. La loro finalità evidente è quella di far conoscere, con riferimento a intervalli di tempo, l'ammontare della produzione, l'entità delle importazioni o delle esportazioni oppure l'ammontare dei prezzi a un dato istante di riferimento. Gli esempi riportati si riferiscono tutti a fenomeni economici.
Le altre statistiche economiche sono, in genere, orientate alla descrizione quantitativa di altri fenomeni collettivi (demografici, sociali, ecc.) e contengono nello stesso tempo dati utili anche per descrivere ed analizzare fenomeni economici. Le statistiche sull'occupazione possono essere utilizzate sia per l'analisi economica, sia per altre finalità che riguardano la sfera del sociale. Le statistiche della popolazione, utilizzate a fini di conoscenza e studio in campo demografico ed amministrativo, recano anche informazioni utili per studi di tipo economico. Gli stessi censimenti della popolazione, effettuati per conoscere in maniera dettagliata la struttura della popolazione, consentono anche di avere una conoscenza approfondita della struttura e della composizione delle forze di lavoro.
Categorie di statistiche economiche
Le statistiche economiche possono essere suddivise in:
- Statistiche economiche strutturali: risultato di indagini che intendono studiare le caratteristiche strutturali dell’economia di un paese o di un territorio. Forniscono informazioni circa la struttura delle imprese, analizzata in base a una serie di variabili in grado di dare il quadro generale del modello produttivo di quel paese e di quel territorio.
- Statistiche congiunturali: risultato di indagini che intendono studiare i comportamenti contingenti degli agenti economici mediante la rilevazione di informazioni che permettono di quantificare determinati fenomeni e variabili macroeconomiche suscettibili di modificarsi nel breve periodo.
Altre categorie di statistiche economiche
Le posso catalogare anche secondo argomento:
- Statistiche del lavoro: consentono di conoscere gli aspetti analitici del fattore lavoro.
- Statistiche di produzione e utilizzazione di beni: comprendono le statistiche che prendono in considerazione l'attività dei vari settori produttivi (agricoltura, industria, servizi) nonché le statistiche del commercio (estero e interno), i consumi (intermedi e finali), e il capitale (investimenti e stock di capitale).
- Statistiche dei prezzi: insieme ai dati di produzione, servono a comprendere e integrare la conoscenza nel campo della realizzazione e utilizzazione dei beni e servizi.
- Statistiche delle retribuzioni: approfondiscono l'aspetto conoscitivo relativo al costo che il fattore lavoro rappresenta per il sistema produttivo.
- Statistiche del commercio con l'estero: forniscono la conoscenza del movimento delle merci importate sia in quantità sia in valore di numerose "voci di statistica" secondo paese di destinazione, per le esportazioni, e di provenienza, per le importazioni. Rappresentano uno dei capisaldi delle statistiche economiche.
Applicazione della statistica economica
Si applica al sistema economico, costituito da individui che, con l'impiego di risorse naturali (terra), di beni prodotti in precedenza (capitali), con il lavoro e la capacità imprenditoriale, producono beni e servizi che utilizzano direttamente (immediatamente o in futuro) e/o scambiano con altri individui.
- Settore delle imprese: produzione
- Settore delle famiglie: consumo
- Settore della proprietà: formazione del capitale
Modalità di applicazione
- Indagini qualitative e quantitative: censuarie e campionarie
- Rilevazioni amministrative
- Elaborazioni statistiche: numeri indice, modelli cross-sezionali, serie storiche
Frequenza di applicazione
- Con continuità come monitoraggio
- Ad hoc con attivazioni specifiche: settoriali, spaziali, temporali
- A fini esplorativi
- A fini confermativi
Utenti della statistica economica
- Enti e istituzioni nazionali e internazionali
- Aziende nazionali e internazionali
- Investitori nazionali e internazionali
- Famiglie
- Cittadini
Informazioni sullo statistico economico
ISFOL: fabbisogni.isfol.it sezione “statistici”
Fonti in statistica economica
Per fonte in statistica economica si può intendere la rilevazione appositamente eseguita o l’elaborazione, finalizzata a scopo statistico, di dati raccolti all’interno di procedimenti anche di tipo amministrativo quando vengono resi disponibili ad altri o nella forma rilevata o attraverso tabelle e grafici.
Caratteristiche delle fonti
- Pertinenza: contenere misurazioni e prodotti statistici che riflettano le esigenze attuali e potenziali degli utenti
- Accessibilità: l’informazione deve poter essere ottenuta in modo semplice ed è determinata dalle condizioni attraverso cui gli utenti ottengono i dati
- Chiarezza: è la facilità con cui gli utenti vengono messi in grado di capire i dati. Essa è determinata dal contesto informativo in cui vengono presentati i dati, se sono accompagnati da metadati appropriati, se vengono utilizzate illustrazioni quali grafici o mappe, se sono disponibili informazioni sull’accuratezza dei dati, particolare importanza rivestono le eventuali limitazioni d’uso, e fino a che punto viene fornita assistenza aggiuntiva dal produttore del dato
- Accuratezza: devono fornire informazioni precise e accurate, vale a dire che ci deve essere un alto grado di corrispondenza tra i dati contenuti in esse e la realtà
- Attendibilità: vicinanza del valore/stima iniziale diffusa ai valori/stime successive
- Comparabilità: nel tempo e geografica è una misura di quanto le differenze nel tempo e tra aree geografiche siano dovute a variazioni reali e non a differenze legate a concetti statistici, strumenti di misurazione e/o procedure
- Integrabilità: devono permettere di affiancare le informazioni integrandole con altre, analoghe, provenienti da altre sorgenti
- Completezza: riguarda non solo le omissioni o le lacune eventualmente presenti nei dati forniti, ma anche il fatto che molto spesso non sono disponibili i dati per alcune aree del territorio nazionale
- Tempestività: devono fornire dati riferiti a periodi troppo lontani nel tempo. In altre parole, il momento della rilevazione non deve essere troppo distante dall’istante in cui vengono diffusi e resi disponibili i dati
- Periodicità: devono aggiornare periodicamente le informazioni che mettono a disposizione dei diversi utenti
- Puntualità: è il periodo di tempo tra la data del rilascio dei dati e quella pianificata da calendario, da regolamento o da accordo preventivo tra partner
- Coerenza: misura l’adeguatezza delle statistiche ad essere combinate in modo diverso e per diversi usi. Riconciliabilità tra statistiche all’interno di una stessa fonte relative a variabili diverse, calcolate su domini diversi, da fonti diverse o da processi con periodicità diverse
Una necessità è rappresentata dalla disponibilità di una opportuna dotazione informativa in termini di documentazione: necessaria per valutare la qualità dei dati forniti e di conseguenza migliorarla; per un pieno e corretto sfruttamento del potenziale informativo. Gli utenti devono essere messi in condizione di poter scegliere le fonti più adeguate per soddisfare i propri bisogni conoscitivi e conoscere fino a che punto i dati disponibili siano utilizzabili per ulteriori elaborazioni. Una descrizione dettagliata delle metodologie statistiche utilizzate, corredate da misurazioni degli errori campionari e non campionari, è molto utile perché ha un elevato contenuto informativo sia per gli utilizzatori dei dati stessi sia per i produttori.
Fonti statutarie
Queste fonti permettono di ottenere molti dati e informazioni gratuitamente; mettono a disposizione informazioni statistiche che cercano di descrivere nel miglior modo possibile i continui cambiamenti che caratterizzano il tessuto economico e sociale del paese.
Armonizzazione dei dati
Un aspetto importante da considerare quando si fa uso di dati provenienti da fonti differenti è verificare la confrontabilità e l’armonizzazione/raccordo degli stessi a partire dalla classificazione. Le classificazioni sono raggruppate per famiglie di appartenenza e organizzate per struttura gerarchica o per livello.
Classificazioni adottate dall'Istat
- Classificazione delle attività economiche – ATECO 2007
- Classificazione delle forme giuridiche delle unità legali
- Classificazione internazionale della spesa pubblica per funzione
- Classificazione delle professioni
- Classificazione dei titoli di studio
- Classificazione delle attività di apprendimento – CLA
- Classificazione delle malattie
- Elenco delle unità istituzionali appartenenti alle AP
- Codici dei comuni, delle province e delle regioni
- Classificazione degli stati esteri
A partire dal 1° gennaio 2008 l’Istat ha adottato la classificazione delle attività economiche Ateco 2007, che costituisce la versione nazionale della nomenclatura europea Nace Rev. 2, pubblicata sull’Official Journal il 20 dicembre 2006 (Regolamento (CE) n.1893/2006 del PE e del Consiglio del 20/12/2006).
Altre classificazioni internazionali includono:
- Classificazione delle attività economiche Ateco 2007
- Eurostat’s Metadata Server – RAMON link
- Nomenclature of Territorial Units for Statistics – NUTS
- Classification of Economic Activities in the EC – NACE 1.1
- Classification of Economic Activities in the EC – NACE 2
- International Standard Classification of Occupations
- International Standard Classification of Education link
Geografie e visualizzazione dei dati
Una volta scelti i dati da utilizzare, si ha sempre più di frequente la necessità di visualizzarli ed analizzarli su supporti cartografici elettronici. Si identificano le unità territoriali prescelte per l’analisi, gli oggetti da rappresentare sul territorio e le varie modalità della loro rappresentazione.
Geografie amministrative (o istituzionali)
Sono ripartizioni riconducibili alle aggregazioni territoriali previste dalle norme sul decentramento politico e amministrativo dello Stato; le informazioni relative a questa tipologia di aggregazioni territoriali sono più facilmente reperibili in quanto sono messe a disposizione sia da enti pubblici che da operatori privati. Le principali ripartizioni amministrative sono le grandi ripartizioni, le regioni, le province, le comunità montane, i comuni, le sezioni di censimento.
Macro aree o grandi ripartizioni includono:
- Nord (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Trentino, Veneto, Friuli, Emilia Romagna) che si suddivide in:
- Nord-Ovest costituito da Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia
- Nord-Est costituito da Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna
- Centro (Toscana, Umbria, Marche, Lazio)
- Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna) che si suddivide in:
- Sud costituito da Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria
- Isole costituite da Sicilia e Sardegna
Al 31 dicembre 2015 risultavano:
- 8.046 comuni,
- 101 province,
- 9 città metropolitane (Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Roma Capitale sono subentrate alle omonime province. L’istituzione della città metropolitana di Reggio Calabria avverrà successivamente con la scadenza degli organi provinciali nel 2016),
- 20 regioni, di cui cinque a statuto speciale (Sicilia, Sardegna, Valle d'Aosta, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige, costituita dalle province autonome di Trento e Bolzano)
Sezioni di censimento
Rappresentano il livello geografico sub comunale più piccolo con cui vengono resi pubblici i dati rilevati dall’Istat che utilizza tale ripartizione in fase di censimento. Le sezioni, coprono in modo completo l’intero territorio comunale e nazionale e sono identificate da un codice numerico univoco. Sono autocontenute, ovvero comprese interamente all’interno di una e una sola località.
Le sezioni di censimento permettono di suddividere più finemente il territorio italiano con l’obiettivo di:
- Permettere la migliore organizzazione della raccolta dei dati e minimizzare gli errori dovuti alla mancata rilevazione o alla duplicazione delle osservazioni delle unità censuarie
- Consentire la migliore associazione dell’informazione statistica al territorio, a supporto dell’analisi e della pianificazione territoriale
Basi territoriali e variabili censuarie link
L’Europa e i NUTS
Nel 1970 l’Eurostat ha introdotto i NUTS (Nomenclature of Statistical Territorial Units), unità statistiche territoriali create per fornire una scomposizione unica ed uniforme del territorio dell’Unione Europea ai fini della compilazione di statistiche regionali; servono da riferimento per:
- La raccolta, lo sviluppo e l’armonizzazione delle statistiche regionali comunitarie
- L’analisi socio-economica delle regioni
- La definizione delle politiche regionali comunitarie
Il sistema NUTS di classificazione riconosce due tipologie di divisione regionale:
- Regioni normative: riflettono la situazione politica di un determinato Paese. I confini e la dimensione di queste aree sono definiti dalle autorità locali. Avendo natura statutaria, tali regioni sono ben definite, riconosciute universalmente e relativamente stabili
- Regioni funzionali: tali aree sono costruite in conformità a particolari criteri geografici, economici e sociali. NUTS rappresentano una classificazione gerarchica a tre livelli principali:
- NUTS 1: In Italia coincidono con gruppi di regioni
- NUTS 2: in Italia corrispondono alle regioni
- NUTS 3: in Italia corrispondono alle province link
ISTAT - Basi territoriali e variabili censuarie link
L’Istat pubblica i dati geografici del sistema delle basi territoriali degli anni 1991, 2001 e 2011. I dati sono consultabili attraverso un software GIS e comprendono le seguenti partizioni e zonizzazioni del territorio (per ulteriori precisazioni si veda il documento di “descrizione dei dati”):
- Sezioni di censimento
- Aree di censimento (versione 2011 e per i comuni maggiori di 20.000 abitanti o capoluogo di provincia al 2008)
- Aree sub comunali (municipi, quartieri,.. dei 34 comuni più grandi demograficamente e con popol > 100.000 abitanti)
- Località
I dati geografici del 2011, per singola sezione di censimento, sono stati mosaicati a livello nazionale e sono, inoltre, diffusi anche i dati in formato kmz secondo quanto riportato nel documento di descrizione dei dati.
A supporto della diffusione delle basi territoriali e dei dati censuari, l’Istat ha rilasciato BT.Carto, BT.Viewer e BT.Flussi. BT.Carto è uno strumento per la definizione e la consultazione di mappe tematiche interattive; BT.Viewer è un applicativo WebGIS dedicato alla visualizzazione e consultazione dei dati.
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