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BILANCIO II

-RELAZIONE FRA ROE-ROA-INDEBITAMENTO:

(file bilancio II)

Se il tasso di reddittività della gestione operativa, il ROA, è maggiore del costo di mezzi di terzi (OF/CT), si

ottiene un effetto moltiplicativo sulla reddittività del capitale di rischio (ROE) per l'effetto del rapporto tra

mezzi di terzi e propri. A parità di scarto positivo tra ROA e OF/CT, quanto più l'azienda è indebita, tanto più

il ROE sarà elevato.

Il ROE si può definire come:

ROE = ROA + CT/CN (ROA-i).

Ipotizzando il capitale investito nella gestione tipica, il ricorso al capitale di credito (con il tasso di interesse

compreso tra 0 e 1), la assenza di componenti straordinari e l'imposizione tributaria con aliquota fiscale,

detta t compresa tra 0 e 1, il ROE si può scrivere anche come:

ROE = ROA + CT/CN (ROA-i)) (1-t).

SOLIDITA' PATRIMONIALE:

uno dei primi indicatori riguarda il rapporto di indebitamento, detto RI.

RI = AN/CN = 1 + CT/CN.

CT/CN è il grado di indebitamento.

RI misura il grado di dipendenza da terzi finanziatori. RI non tiene conto della composizione di AN.

La solidità patrimoniale evoca il concetto di grado di dipendenza verso terzi finanziatori. L'analisi di solidità

è volta all'apprezzamento della capacità dell'azienda di far fronte agli impegni di medio e lungo periodo.

E’utile sia la tecnica della riclassificazione che l'analisi mediante indici. Gli indici di solidità andrebbero

costruiti sul bilancio riclassificato.

Considerando i valori del rapporto indebitamento, più l'indice è basso più l'azienda è solida perchè sarà più

facile ricoprire debiti a medio e lungo termine.

Al crescere dell'indice aumenta la redditività del capitale proprio tramite l'effetto leva. Di conseguenza

aumenta il rischio finanziario.

CT/CN mette in rapporto i debiti totali e i mezzi propri. I valori di CT/CN dicono che valori alti indicano una

situazione di forte indebitamento mentre valori bassi sono caratteristici di imprese con una prevalenza di

mezzi propri su mezzi di terzi, quindi particolarmente solide.

Si possono avere due aziende con lo stesso RI, ma con una diversa composizione dell'attivo, quindi un

diverso N: una con molte immobilizzazioni tecniche che non sono coperte da mezzi propri, l'altra con poche

immobilizzazioni tecniche ma abbondantemente coperte da CN. Diverso giudizio sulla solidità patrimoniale,

la prima azienda è meno solida della seconda. Assieme a RI bisogna tener conto del grado di copertura delle

immobilizzazioni.

Il grado di copertura delle immobilizzazioni (C = CN/IM), dice che valori con C>1 indicano un capitale netto

in grado di far fronte agli investimenti che permangono a lungo nell'impresa (più è alto e maggiori garanzie

ci sono per i creditori). In altri termini, il grado di copertura delle immobilizzazioni consente di apprezzare il

grado di dipendenza da terzi finanziatori, con riferimento all'entità degli investimenti. Indica quanto

patrimonio è stato usato per acquistare le immobilizzazioni.

CI>1 dice che il capitale proprio copre le immobilizzazioni tecniche, le attività che determinano un impegno

durevole di risorse finanziarie.

CI va considerato affiancando RI perchè sono informazioni di tipo complementare.

LIQUIDITA':

è un quoziente di disponibilità che mette in relazione l'attivo corrente sul passivo corrente.

QD = AC / PC. il valore di riferimento 2 esprime un giudizio positivo quando QD>2.

Gli indicatori su liquidità breve dicono dell'attitudine della struttura patrimoniale a fronteggiare gli impegni

di breve termine, con disponibilità liquide e con quelle che potranno diventare tali a breve scadenza. Questi

indicatori hanno scarso valore previsionale.

Il QD misura la solvibilità a breve ipotizzando che per onorare le passività correnti sia possibile smobilizzare

anche il magazzino. Tale ipotesi è irrealistica. Per esprimere un giudizio positivo, il valore dell'indice deve

essere maggiore di 1, in generale. Il valore ottimale è fissato a 2 però. Se fosse possibile poi operare in

assenza di magazzino, allora un valore dell'indice appena superiore all'unità potrebbe essere soddisfacente.

Si usa 2 perchè nella C sono contate anche le rimanenze che generano valori monetari in un tempo

successivo a quelle delle disponibilità liquide. Necessitano di più tempo per essere disinvestite. Se il valore

e <2, si ha una situazione negativa.

Il quoziente di liquidità (QL = L/PC) può essere visto anche come (AC-S) / PC. Il QL evidenzia la capacità

dell'azienda di far fronte agli impegni a breve usando le attività destinate a essere realizzate nel breve

termine. Il valore di riferimento è 1. Esprime un giudizio positivo quando QL>1. L'indice però non distingue

fra le varie scadenze, confronta entrate e uscite monetarie potenziali. Una situazione di equilibrio tra crediti

e debiti a breve, si avrebbe quando QL=1. E’una situazione di eccesso di debito quando QL>1. Mette in

relazione l'equilibrio o il disequilibrio tra crediti e debiti a breve. Qualora l'indice fosse superiore all'unità,

l'azienda potrebbe avere difficoltà a pagare un certo debito in quanto in quel momento sprovvista di mezzi

liquidi.

In sostanza, QD e QL non tengono conto delle scadenze dei debiti e dei crediti. E’ ovviamente preferibile

una situazione in cui i crediti scadono prima dei debiti.

(file bilancio II)

Per misurare l'efficienza della gestione (l'efficienza fa riferimento alla capacità di utilizzare una minore

quantità di input per ottenere un dato output), si fa riferimento all'indice di reddittività delle vendite (ROS),

al tasso di rotazione dell'attivo netto (TR), all'indice di rotazione delle rimanenze in magazzino, alla durata

media dei debiti e alla durata media dei crediti.

Dai tassi di rotazione si possono derivare altri indici di efficienza. La durata media dei crediti commerciali è

data da 365 rispetto a TR/CRED. L'interpretazione dice che il numero di giorni di dilazione media concessa

ai clienti. I valori contenuto evidenziano tempi di pagamento più rapidi, quindi una maggior efficienza di

gestire i crediti.

Data la varietà delle imprese non si può avere tabelle di indici standardizzati di riferimento. Si possono

predisporre indicatori di riferimento per classi e situazioni di imprese omogenee.

-BILANCIO AGGREGATO:

Con riferimento a un determinato set di azienda, ogni voce del bilancio aggregato è data dalla somma delle

voci dei bilanci delle aziende selezionate. Il bilancio aggregato fornisce quindi una aggregazione di flussi e

stock relativi alle singole imprese.

Una volta calcolati gli indici di bilancio di una impresa, si vuole rispondere alla domanda "i valori calcolati

sono segnale di un buono stato di salute dell'impresa?". Per rispondere a questa domanda servono degli

standard di riferimento ma data la varietà di imprese non esistono indici standard. Il bilancio aggregato

consente di calcolare degli indici di riferimento per un settore o un livello territoriale e forniscono

riferimento per una valutazione statisticamente valida sullo stato di salute e sulle performance

dell'impresa.

Sono indici di riferimento calcolati allo stesso modo degli indici delle singole imprese. Si tratta di una media

della distribuzione degli indici. La media aritmetica deve essere usata con prudenza nelle analisi di bilancio.

La distribuzione degli indici di bilancio presenta asimmetria.

Confrontando valori di una singola società con quelli dell'aggregato si possono misurare scostamenti

positivi dei valori medi, che indicano un buono stato di salute dell'impresa, o gli scostamenti negativi che

evidenziano anomalie o problemi nella situazione reddituale o patrimoniale dell'impresa.

Il ROI permane uno degli indicatori fondamentali. Può essere difficile determinare gli investimenti estranei

alla gestione caratteristica. Il numeratore andrebbe depurato dagli oneri finanziari. Il denominatore va letto

con cautela poichè risente della congiuntura economica o del mercato sia di scelte aziendali. Il valore delle

immobilizzazioni nette dipende dalle politiche di ammortamento e dal periodo in cui sono state acquistate.

il valore delle rimanenze dipende dal metodo di valutazione.

Altri indici sono:

l'indice di indipendenza finanziaria (CN/N),

l'indice di solvibilità, più è basso maggiori garanzie per i creditori (CT(C),

la misura della possibilità d'espansione dell'impresa (CN/C) che deve essere maggiore di 1/3,

indicatore che consente di avere una buona misura quando si parla del capitale (CN+CT)*(m/l)/ IM.

(file bilancio indicazioni) BILANCIO

Lo scopo del bilancio di esercizio è quello di conoscere lo stato di salute dell'azienda e il funzionamento.

Cioè, di esprimere un giudizio sulla capacità dell'azienda di rispettare il principio di economicità sul

presente e sul futuro.

A tal fine vengono usate delle riclassificazioni. La riclassificazione riespone valori con l'obbiettivo di

ottenere informazioni sullo stato di salute dell'azienda e consentono di formulare giudizi più immediati sui

diversi equilibri aziendali.

I bilanci redatti secondo gli obblighi di legge non sembrano sufficienti per interpretare lo stato di salute

delle aziende. Le riclassificazioni scompongono le voci di bilancio riaggregandole in raggruppamenti con

caratteristiche simili che permettono di leggere in modo adeguato i risultati e le performance aziendali.

-RICLASSIFICAZIONE DELLO STATO PATRIMONIALE LIQUIDITA' ED ESIGIBILITA':

questo criterio riclassifica sulla base del tempo richiesto affinchè le poste di attivo e passivo di trasformino

in moneta. Le attività sono in ordine di liquidità decrescenti, le passività sono in ordine di esigibilità

decrescente. L'orizzonte temporale è di 12 mesi e l'obbiettivo è quello di controllare la possibile

correlazione tra le scadenze temporali di attivo e passivo.

(file bilancio 1)

Lo stato patrimoniale si interpreta attraverso la composizione struttura degli impieghi, quindi la

trasformabilità in mezzi monetari, attraverso la composizione struttura delle fonti di finanziamento e

attraverso l'equilibrio tra fonti e investimenti.

-RICLASSIFICAZIONE DEL CONTO ECONOMICO:

evidenzia il contributo che le diverse gestioni hanno dato alla formazione del risultato di esercizio.

Permette di capire quali sono state le determinanti del risultato e formulare giudizi su quali determinanti a

effetti permanenti sono stati riscontrati, e quali invece sono gli effetti temporanei.

La riclassificazione del conto economico vede le componenti di reddito e classi di gestione di pertinenza (i

ricavi netti di vendita).

Considerare la gestione caratteristica porta ad avere il reddito operativo della gestione caratteristica.

Se al reddito operativo della gestione caratteristica si fa convergere tutte le voci indicate nella gestione

patrimoniale, si ottiene il reddito operativo, al quale si può inserire la gestione finanziaria, quindi da reddito

operativo si possono detrarre gli oneri della gestione finanziaria (gli interessi passivi) e si ottiene il risultato

lordo di competenza. Al risultato lordo di competenza si può inserire la variazione delle componenti di

reddito straordinari e si ottiene il risultato prima delle imposte. Se ad esso si sottrae la gestione tributaria (i

tributi), si ottiene l'utile o la perdita.

In sintesi si ha:

il reddito operativo della gestione caratteristica dato dal risultato della gestione caratteristica;

il reddito operativo dato dal risultato della gestione caratteristica sul risultato della gestione patrimoniale;

il reddito lordo di competenza dato dal risultato della gestione caratteristica + il risultato della gestione

patrimoniale + il risultato della gestione finanziaria.

-SINTESI DELLA CLASSIFICAZIONE DEL CONTO ECONOMICO:

La riclassificazione del conto economico secondo il criterio dei ricavi e del costo del venduto, consente di

capire i fenomeni che hanno determinato la formazione del risultato reddituale. In particolare i contributi

delle singole gestioni. Consente anche di avere informazioni utili per l'accertamento della capacità di

reddito tendenziale e di esprimere giudizi sull'equilibrio reddituale e quindi sull'economicità dell'azienda in

funzionamento.

Si ha un giudizio positivo se il reddito proviene dal reddito operativo della gestione caratteristica, un

giudizio negativo, invece, se il reddito operativo della gestione caratteristica viene riscontrato.

(esempio file bilancio I)

-RUOLO DELLA STATISTICA ALL'INTERNO DELL'ANALISI DEL BILANCIO:

La statistica fornisce il proprio contributo alla problematica della gestione aziendale. Gli indici aziendali

sono elaborazioni statistiche che forniscono tratti caratteristici della rotta aziendale. La gestione

dell'informazione avviene attraverso sistemi informativi e attraverso i sistemi di supporto alle decisioni.

Si esaminano quindi i quozienti di bilancio. I quozienti di bilancio sono indici di bilancio. Espressioni

numeriche ottenute da elaborazioni di dati di bilancio. Sono informazioni di tipo economico, finanziario,

operativo, patrimoniale... sulle tendenze di fondo dell'andamento gestionale. Affinchè il rapporto abbia

significato è necessario che le due grandezze poste a confronto siano in relazione tra di loro.

I vantaggi dei quozienti di bilancio risiedono nella capacità di sintetizzare e quantificare fenomeni di azienda

complessi e la possibilità di mettere a confronto grandezze non omogenee. Poichè esprimono la relazione

tra i due dati a confronto, mentre la realtà aziendale è costituita da un complesso di relazioni, solo l'utilizzo

congiunto di più indici tra loro collegati può offrire un quadro sufficientemente rappresentativo della realtà

aziendale.

Si effettua una riclassificazione secondo un certo criterio: viene effettuata una scelta di alcuni indici che

riflettono i vari aspetti della gestione aziendale. Vengono interpretati i risultati tenendo conto dello

specifico momento gestionale. Vengono ricercate le relazioni logiche tra i vari quozienti, tra i vari aspetti

della gestione aziendale.

All'interno del processo si effettua un'analisi dell'evoluzione temporale. I confronti devono tener conto

delle eventuali modifiche intervenute nella gestione dell'azienda. Poi l'analisi spaziale, mediante

riferimento a valori standard ricavati da un campione di imprese appartenenti allo stesso ramo produttivo e

aventi analoghe caratteristiche strutturali tecnico-operative. Si usano spesso le medie di settori. Con analisi

spaziale si intende l'analisi territoriale.

-ALCUNI INDICI:

la redditività è un indicatore del rapporto tra i risultati aziendali e le diverse configurazioni del capitale

investito.

la solidità patrimoniale è un indicatore della solvibilità a lungo termine dell'impresa.

la liquidità è l'indicatore della solvibilità a breve termine dell'impresa. E’ la capacità di far fronte a

pagamenti in breve.

l'efficienza è la capacità di produrre il massimo output con il minor utilizzo di input.

Un indicatore usato è il return on assets, cioè la reddititvità della gestione operativa (ROA). E’ il rapporto fra

il reddito operativo sull'attivo netto. (RO/RA). E’ il rendimento degli investimenti nelle attività produttrici di

reddito.

Il ROA può essere scomposto nel ROS (margine di profitto sulle vendite)*TR(tasso di rotazione dell'attivo

netto). E’ la capacità di produrre ricavi di vendita.

Altro indicatore usato è il ROI. Il ROI è il rapporto tra RO e C(capitale investito nell'attività caratteristica).

Può essere scomposto moltiplicando e dividendo per RW. Si hanno così due altri indicatori: RO/RW e RW/C.

Altro indicatore è TI (tasso di incidenza), dato dal rapporto tra il reddito netto di esercizio e il patrimonio

netto.

Il ROE è RN/CN, cioè il rendimento del capitale netto. Interessa gli azionisti e gli imprenditori. Esprime

quanto hanno guadagnato in percentuale. Va comparato però con altre forme di investimento. Il ROE può

essere scomposto come RO/N * N/CN * RN/RO. Quindi ROA*RI*TI. RI è pari a AN/CN ed è uguale a CT/CN

+1.

RI è un indicatore che offre la capacità e la misura di far fronte a impegni verso terzi, quindi la solidità

patrimoniale.

Poichè CN può crescere, spesso al denominatore si considera la semi-somma di CN di inizio e fine periodo.

Questo vale sempre quando al denominatore compare una grandezza di stock. Andrebbe confrontato con il

rendimento degli impieghi alternativi di cui dispone l'investitore. RN/RO per misurare il contributo alla

gestione non caratteristica al risultato dell'esercizio.

Per l'analisi dinamica e spaziale si dovrebbe depurare RN degli eventuali proventi o perdite straordinarie e il

CN della parte che ha dato origine a perdite straordinarie. Ciò è complicato. Il ROE dipende dalla struttura

finanziaria dell'impresa e dal trattamento fiscale degli interessi passivi, l'effetto leva.

COMPETITIVITA’ I

Il rapporto sulla competitività dei settori produttivi si avvale del crescente sviluppo del potenziale

informativo dell'Istat sul sistema delle imprese. Da un lato rafforza le analisi sulla competitività del nostro

sistema produttivo attraverso un approccio che coniuga le dinamiche macro, meso e micro-economiche,

dall'altro aumenta l'offerta degli indicatori settoriali, fornendo maggiori dettagli relativi alle caratteristiche

del lavoro impiegato nelle imprese, alle modalità di commercio con l'estero e alla partecipazione a gruppi di

imprese.

Il rapporto sulla competitività dei settori pr

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Scienze economiche e statistiche SECS-S/03 Statistica economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sarabona96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Statistica economica II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Mariani Paolo.
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