Estratto del documento

Appunti sociologia processi culturali

Tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo nasce la sociologia. Fondatori di questa disciplina furono Simmel e Weber. Nasce per interpretare la società moderna, i sistemi sociali, i gruppi e la loro interazione.

Nelle scienze sociali includiamo non solo i sociologi, ma anche filosofi e studiosi. Ciascuno dei fondatori di questa disciplina non fa conto dei media, ma si può mettere in relazione con essi e la loro influenza. Studiare i media significa collocarli nello studio sociologico.

Tutti gli autori spiegano la società moderna e le chiavi di lettura della sociologia sono tante quante i classici. L’epoca della modernizzazione inizia con le grandi fabbriche e i primi centri urbani. La società non è la somma degli individui, ma è un nuovo assetto con nuovi problemi e questioni che vanno de-codificati con il sapere della sociologia e gran parte della società moderna può essere spiegata attraverso la mediatizzazione del senso.

Il concetto di critica

Per decodificare le verità autoevidenti (di cui non vale la pena discutere) si deve approfondire il concetto di critica. La critica è l’attività del separare e distinguere quello che è accettabile da quello che non lo è.

Catacresi e metafore

Catacresi: metafore assopite (ovvero che non si riconoscono più come metafore) es. collo della bottiglia. Le metafore sono invenzioni, strumenti semantici che portano il significato “oltre” e aggiungono conoscenza. La critica serve proprio a far risvegliare queste metafore assopite nella misura in cui decodifica e decostruisce le opinioni altrui (che sembrano oggettive quando in realtà sono soggettive).

Per poter criticare la realtà bisogna pensare alle sue infinite possibilità. La soluzione dei problemi sociali è intersoggettiva. Non esiste, infatti, soluzione al di fuori del “punto di vista”.

Sistema di valutazione

Sistema di valutazione: valore oggettivo di classificazione, viene visto come la malattia delle società complesse. Ci fa perdere possibilità di vedere altre realtà e ci fa passare la realtà per la migliore realtà possibile. La valutazione è trovare la mediazione oggettiva del problema sociale. L'interpretazione ne è la visione soggettiva.

Ordine nascita delle tecnologie

  • Daguerre - Dagherrotipo (1839)
  • Morse - Telegrafo (1840-1844)
  • Bell-Meucci - Telefono (1876)
  • Fratelli Lumiere - Cinema (1895)

Le tecnologie nascono dalla necessità della società e producono effetti sociali, cambiando la vita della società stessa. Il cambiamento epocale è dato dall’istantaneità del sistema di telecomunicazione (coincide con l’avvento della modernizzazione); il mezzo non è indifferente, ma condiziona come comunichiamo e quali contenuti. Siamo modellati dai media e ci trasformiamo insieme ad essi.

Ad esempio, come i pesci vivono immersi nell’acqua e non possono uscirne, così noi viviamo immersi nella telecomunicazione e al cambiamento dei media facciamo corrispondere il cambiamento della società in cui viviamo.

McLuan è colui che scrisse “medium è messaggio”; il focus dei media è il media stesso, poiché esso stesso costituisce il messaggio e produce cultura. Lo stesso contenuto detto attraverso media differenti, può cambiare significato.

Le ere della comunicazione

  • Oralità - Densità di indizi simbolici (stimoli sensoriali completi); simultaneità e condivisione spazio tempo; interazione comunicativa.
  • Scrittura - Pittogrammi, ideogrammi, alfabeto consonantico (semiti), alfabeto moderno, valorizza solo canale visivo.
  • Riproducibilità tecnica - Indizi simbolici limitati; stampa (quindicesimo secolo con Gutenberg), supera le barriere dello spazio (si stampa in grandi quantità); fotografia; cinema.
  • Telecomunicazione - Permette la comunicazione a distanza e in tempo reale; indizi simbolici limitati, simultaneità a seconda del tipo (chat/mail).
  • Digitalizzazione - Era contemporanea; densità di indizi simbolici, interattività.

Un corpo che si fa tecnologia (de-somatizza), si smaterializza e la tecnologia si somatizza (da un corpo che si fa tecnologia a una tecnologia che si fa corpo). Il corpo è esso stesso un’invenzione tecnologica (Leroi Courhan manualità è tecnologia). Dalle mani alla bocca, tutto porta all’invenzione dell’oralità e alla comunicazione.

Il linguaggio è uno strumento necessario, è convenzione e come tale serve a semplificare la comunicazione (codificazione); spesso è riduttivo (non esaurisce le infinite possibilità dell’essere); è una forma simbolica (crea un collegamento); permette la sincronizzazione degli uni con gli altri.

Il ruolo del sociologo della cultura

Il sociologo della cultura decostruisce ed è un osservatore della società che decostruisce poiché ci sono infinite realtà e non la sola realtà data. Per Boltansky esista una differenza tra mondo e realtà. Il mondo è la riserva di infinite realtà poiché esistono altri modi di strutturare le nostre realtà sociali; potrebbe essere diverso da come è e la critica ci aiuta a immaginarlo tale, ma essa muore se immaginiamo un mondo naturale come unica realtà possibile. La realtà è ciò che viene socialmente definito tale ovvero tutte le costruzioni sociali umane e può cambiare a seconda degli uomini; le realtà naturali sono quelle su cui l'uomo non ha potere immediato.

Il linguaggio è uno strumento necessario e convenzionale; le convenzioni sono necessarie per la semplificazione (codificazione) della comunicazione. Spesso è riduttivo ovvero non esaurisce le infinite possibilità dell'essere ed è una forma simbolica che serve a creare un collegamento; è una piccola porzione del mondo e non la sua totalità, ma permette la sincronizzazione gli uni con gli altri.

Il sociologo della cultura decostruisce a differenza di chi governa la società. L’osservante segue la regola; l’osservatore osserva lo osservante e lo analizza. L'osservatore decostruisce poiché nelle infinite realtà cerca di decostruire la realtà data. Chi governa la società invece ha come scopo il risolvere i problemi e dà una prospettiva di allestire la realtà ovvero di cercare chi crea i problemi, analizzare le situazioni e scoprire i problemi laddove essi sembrano accantonati o nascosti per sfuggire alla critica.

Universalismo e relativismo

Universalismo: è un discorso universale a partire da un luogo, parlando a nome di tutta l’umanità; non è una vera forma di comunicazione; produce conflitti e guerre. Produce hostes nel senso di nemici.

Relativismo: (ognuno è padrone in casa propria) non è forma di comunicazione perché ciascuno vive nella sua monade e non si confronta con l’altro.

La soluzione è il paradigma del colore del grano (Piccolo Principe) ovvero l’addomesticamento, che non è un atto di coercizione o sottomissione, ma è avvicinamento verso la casa interiore gli uni degli altri. È mediazione e il mondo si riempie di nuovi sensi quando l’altro lo media e gli dà un valore aggiunto. L’universalismo e il relativismo creano hostes ovvero nemici e turisti ovvero coloro che guardano la realtà senza vederne le differenze, ma tale parola identifica anche il rapporto di uguaglianza che si instaura tra domo e contro domo, tra un munus e un contro munus. L’addomesticamento produce ospiti nel doppio senso che produce questa parola (chi ospita e chi è ospitato).

Il rapporto con l’altro non è tolleranza, ma desiderio di colmare il vuoto dentro di sé. Il desiderio vuol dire mancanza della nostra stella. Desideriamo quando siamo difettivi di mondo. Siamo legati a una certa realtà sociale e per superarla abbiamo bisogno del desiderio dell’altro. L’altro diventa apertura di mondo, vettore di metafore del mondo, che scompattano la realtà. Per allargare il proprio sguardo (oltre che la propria realtà sociale) bisogna pensare all’altro e al suo sguardo. Ognuno di noi ha un colore del grano ovvero un’alterità che gli fa scoprire nuove realtà (attraverso il desiderio poiché attraverso quest’ultimo ci appassioniamo a cose nuove).

Il contatto interculturale nel mondo moderno

Nel mondo moderno c’è stato una scoppio di alterità. Le differenze non sono isolate, ma in contatto e provocano attriti. Un tempo le persone che appartenevano a mondi altri non si incontravano, mentre oggi si e nasce il problema del contatto interculturale. Questa condizione porta alla revisione dei concetti che usiamo per tematizzare l’incontro con l’altro. Ci serviamo di concetti unilaterali come l’universalismo e il relativismo, ma esse hanno carenza di comunicazione.

Decisioni: significa tagliare, tagliare possibilità, si escludono. Si crea una certa particolare realtà sociale e diventa l’unica realtà possibile. La realtà sociale che ci viene mostrata come oggetto di cui tenere conto non è un oggetto ma è un costrutto e non è oggettiva.

Bisogna risvegliare il carattere poietico della realtà. Non bisogna prendere atto dei fatti, poiché sono soggettivi e non oggettivi. Quando noi abitiamo il mondo, per governare il nostro ambiente, abbiamo bisogno di orientarci attraverso delle mappe, ma esse sono riduttive, sono scale che non possono riprodurre il vero territorio. Spesso pensiamo che stando dentro una mappa esista solo quella, ma nessuna mappa è giusta o sbagliata, ma va distinto tra coloro che pensano che esista solo la propria mappa e chi sappia che la propria è solo una mappa limitata e quindi ce ne sono altre nel mondo con cui confrontarsi e da cui arricchirsi.

Semiotica, semantica, sintattica, pragmatica

La pragmatica della comunicazione identifica il comunicare come azione, come agire per cambiare il mondo con le azioni e costruisce la definizione della realtà. Bisogna quindi fare attenzione al malinteso che è una trappola perenne della comunicazione. Esistono due tipi di malinteso: semantico e pragmatico.

Il malinteso semantico avviene quando non si capisce il significato delle parole perché non se ne conosce il significato. Quello pragmatico avviene quando intendiamo fare un’azione quando diciamo qualcosa, ma il nostro interlocutore non capisce quella azione ma ne capisce un’altra.

Al primo malinteso si può porre rimedio. Del secondo non percepiamo l’errore e si può tradurre il linguaggio del conflitto nel linguaggio del malinteso.

Livelli di azione di Austin

  • Locutivo/locutorio: descrive gli stati del mondo; è referenziale (es. giornalista che trascrive una sentenza giudiziaria).
  • Illocutivo/illocutorio: nel fatto di parlare fa un’azione (es. il giudice che emette la sentenza).
  • Perlocutivo/perlocutorio: qualcuno dice qualcosa per avere delle risposte comportamentali (es. una provocazione). Importante ricordare che a seconda del contesto una stessa frase può essere di livello diverso.

Assiomi della comunicazione

  • Non si può non comunicare.
  • In ogni scambio comunicativo ci sono aspetti comunicativi (di contenuto) e relazionali (negoziazione della propria identità rispetto all’altro).
  • Per decifrare il senso della comunicazione va usata la punteggiatura (step comunicativi) più che la parola stessa. L’incomunicabilità data dalla mancanza della punteggiatura porta al conflitto.
  • Comunichiamo sia analogicamente che digitalmente.
  • Tutti gli scambi comunicativi si basano su simmetria o complementarietà.

Metacomunicare e comunicazione a doppio legame

Metacomunicare: accompagnarsi l’uno all’altro alla comunicazione per comunicare il comunicarsi. Comunicazione a doppio legame: è una forma di comunicazione paradossale (es. sii libero, sii spontaneo e in realtà si rende ancora meno libero e spontaneo); è la traduzione del paradosso di Epimenide.

Habitus e merito

Habitus: preferenza che esprimiamo come espressione di quello che abbiamo avuto dall’esperienza della vita. Merito: modo povero di guardare alla realtà e individualizzare la responsabilità. La meritocrazia è mezzo di distrazione di massa e ci fa pensare all’altro come nostro competitor. Meritevoli sono i bisognosi e non i competitor.

Lo spazio pubblico

Lo spazio pubblico: spazio che pensiamo sia neutro, ma in realtà esclude sia l’uno che l’altro e non permette a tutti di esprimersi, ma diventa di nessuno (dal latino nec uter, né gli uni né gli altri).

La moltiplicazione dei media distrugge lo spazio neutro poiché nessuno si sente a casa. Bisogna accantonare i vecchi paradigmi e ridefinire lo spazio pubblico per farlo diventare utro (sia dell’uno che dell’altro) per cui poi ciascuno potrà sentirsi a casa. Lo spazio neutro inoltre neutralizza le identità, mentre bisogna creare uno spazio in cui le differenze si possano confrontare e non entrare in conflitto.

In passato avevamo tutti lo stesso tipo di informazioni. Oggi, invece, abbiamo una tematizzazione (ognuno di noi si fa un’indicizzazione) e non c'è più un minimo comune denominatore (non abbiamo più le stesse informazioni, non è più comune lo stesso mondo, non c'è socializzazione). Il rischio di questo è che larghe parti del mondo che era condiviso diventino banali. L'accordo non è scontato, ma è da costruire, l'intesa con l'altro è problematica (solipsismo nichilista).

Intendere come capire e intendere come essere d'accordo ovvero consentire. Nel mondo culturale abbiamo difficoltà a creare intesa con i valori degli altri diversi da noi, ma l’intendere (guardare la mappa dell'altro), non si deve pregiudicare. Bisogna, non sempre essere d'accordo, ma almeno intendere i valori diversi dai nostri (si guardano le mappe degli altri e ci si mette d'accordo, si crea un'intesa).

Una delle soluzioni è la metacomunicazione (bisogna passare da osservanti a osservatori). L'osservatore guadagna in capacità di guardare, di immaginare nuovi mondi dati, l’osservante si integra nella realtà data e non ne vede un'altra.

Mondo a socialità organica contro mondo a socialità meccanica. Durkheim il padre della sociologia moderna, nasce in Astezia, (francese all'epoca poi tedesca poi di nuovo francese) e stando sul confine è influenzato, nella sua sociologia, dalla sua esperienza di vita sempre in bilico tra due realtà. È il testimone della nascita della modernità (per la sociologia) e della società (grazie alla industrializzazione) tematizza il passaggio, con la modernità, tra prima e dopo. Prima c'era la solidarietà meccanica (poco evoluta e differenziata, tutti fanno e credono le stesse cose e non è una società specializzata) dopo si passa alla organica (ogni parte sociale svolge una attività specifica c'è differenziazione sociale, non più tutti fan...)

Anteprima
Vedrai una selezione di 5 pagine su 18
Appunti Sociologia Processi Culturali Pag. 1 Appunti Sociologia Processi Culturali Pag. 2
Anteprima di 5 pagg. su 18.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Sociologia Processi Culturali Pag. 6
Anteprima di 5 pagg. su 18.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Sociologia Processi Culturali Pag. 11
Anteprima di 5 pagg. su 18.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Sociologia Processi Culturali Pag. 16
1 su 18
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mayim di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dei processi culturali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli o del prof Borrelli Davide.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community