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Appunti sul fenomeno mafioso

Il fenomeno mafioso viene studiato solo a partire dal 2008. Questo ritardo culturale è dovuto al fatto che esso non veniva ritenuto un fenomeno disturbante, nonostante stesse diventando sempre più importante e influente. In particolare, esso ha modificato diversi aspetti della nostra società e ha comportato, in alcune zone, un grande mutamento culturale (es: Nord - emerge e si diffonde l’omertà).

Ritardo culturale e giuridico

Oltre a un ritardo culturale, abbiamo avuto anche un ritardo giuridico; difatti solo all’inizio degli anni ’80 (1982) viene varata la prima legge che riconosce e introduce il reato di associazione mafiosa. Alcune difficoltà giuridiche permangono sia a livello nazionale, che a livello europeo.

Mafia come forma di potere

La mafia è una forma di esercizio del potere e può essere considerata una vera e propria organizzazione dotata di una struttura precisa, una divisione del lavoro interna, dei capi… Essa è molto invasiva, entra in tutte le sfere della società; a volte il suo potere viene accettato autonomamente dai soggetti al fine di ottenere vantaggi e favori. La mafia non è un potere occulto, essa infatti è perfettamente visibile all’interno della società e questo è possibile grazie alla sua forza/risorsa più grande e importante: l’omertà.

Modi per colpire la mafia

Esistono diversi modi per colpire la mafia: arresto, carcere e sequestro/confisca di beni. Legata all’impresa-mafiosa; un nuovo modo di essere della mafia dagli anni ’70. Punizione più temuta dai mafiosi perché mette in pericolo e ostacola la loro volontà di creare una dinastia.

Modelli di studio del fenomeno mafioso

Il fenomeno mafioso può essere studiato prendendo in considerazione due modelli diversi:

  • Modello sociologico
  • Modello giuridico

1. Modello sociologico

Tale modello è il più esigente fra i due e ha come obiettivo principale quello di spiegare il fenomeno mafioso. Tale modello descrive i 4 requisiti fondamentali che definiscono il fenomeno mafioso; se ne manca uno non si può parlare di mafia. Tali requisiti sono:

  • Controllo del territorio
  • Rapporti di dipendenza personali utili a controllare il territorio
  • Violenza come suprema regolatrice dei conflitti

2. Modello giuridico

Tale modello ha come obiettivo principale quello di sconfiggere la mafia. Esso è basato sull’art.416 BIS del Codice Penale; articolo che definisce e introduce il reato di associazione mafiosa.

“L’associazione è di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgono della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per gli altri”

Tale definizione giuridica inizialmente era rivolta alle organizzazioni mafiose di Cosa Nostra e Camorra; solo dal 2010 si rivolge anche alla ‘Ndrangheta.

Differenze tra organizzazioni mafiose

Tra le diverse organizzazioni mafiose (Cosa Nostra, Camorra, ‘Ndrangheta) esistono alcune differenze. In particolare, esistono 10 livelli di differenza:

  • Rapporto con il potere politico
  • Modelli d’organizzazione
  • Modalità di reclutamento
  • Modalità di conquista del sistema sociale
  • Forme e logiche di espansione sul territorio
  • Vocazione negli affari
  • Stili di vita
  • Rapporti familiari
  • Rapporti con la religione

1. Rapporto con il potere politico

Cosa Nostra: rapporti forti e organici di controllo, di influenza, di contrattazione e di dialogo. No rapporti di subalternità, ma “da potere a potere” al fine di trovare un accordo.

‘Ndrangheta: no rapporto forte con il potere politico in quanto non riesce ad influenzarlo e a prenderne il controllo. Relazioni solamente con i livelli bassi della politica.

Camorra: no rapporti forti con la politica, in quanto non si tratta di un’organizzazione unitaria dotata di un vertice organizzativo forte e strategico. Fino alla fine dell’800 però ha cercato di influenzare le elezioni.

2. Modelli organizzativi

Cosa Nostra: non molto chiara. Ripartizione del territorio con rappresentanti eletti, che si incontrano in “La Cupola” per le riunioni di vertice in cui prendono decisioni e stabiliscono strategie e alleanze. Il vertice dell’organizzazione è molto autoritario e con il tempo i Corleonesi lottarono per prenderlo.

Camorra: no centro che guida e riunisce i vari clan affiliati. La sua struttura è simile a quella di un arcipelago; quindi più clan distribuiti sul territorio e che, per brevi periodi, stabiliscono alleanze.

‘Ndrangheta: struttura unitaria dotata di un vertice che funge da garante del rispetto delle regole del clan e quindi è un’autorità morale molto importante; esso però non interviene nelle scelte delle alleanze e degli affari. Si fonda spesso su rapporti di parentela.

3. Modalità di reclutamento

Camorra: reclutamento giovanile di massa. I ragazzi per entrare a far parte dell’organizzazione devono superare una prova di coraggio.

‘Ndrangheta e Cosa Nostra: i ragazzi vengono reclutati sulla base del criterio dell’affidabilità, la quale dipende molto spesso dalla famiglia di provenienza.

4. Criteri di gestione della violenza

Cosa Nostra e ‘Ndrangheta: la violenza è l’ultima regolatrice dei rapporti sociali; essa viene usata molto raramente e solo in caso di necessità (es: eliminare i propri rivali, guerre interne e non).

Camorra: la violenza perde il suo senso e viene usata senza alcuna indiscrezione anche per commettere delitti inutili.

5. Modalità di conquista del sistema sociale

Cosa Nostra: intrattiene rapporti diretti con i vertici (professionisti, politici, funzionari).

Camorra: rapporti popolari inizialmente, ma si serve di essi per cercare di arrivare ai vertici.

‘Ndrangheta: si insedia dal basso e nei piccoli affari per non esporsi troppo.

6. Forme e logiche di espansione sul territorio

‘Ndrangheta: il suo obiettivo principale è la “colonizzazione territoriale”, ovvero la conquista del territorio. Essa mira soprattutto ai piccoli comuni (es: Cantù), in quanto al loro interno essi non sono osteggiati nonostante la loro visibilità; questo avviene o per paura o perché cercano di ridurre il problema della presenza mafiosa.

Camorra: non ha come obiettivo principale la conquista territoriale, essa infatti tende a seguire gli affari. Spesso si concentra su attività globali e questo la porta ad espandersi.

Cosa Nostra:

  • USA: obiettivo della conquista territoriale al fine di instaurare un regime monopolistico di alcuni affari (es: alcol) all’interno di alcuni quartieri o in zone strategiche
  • Nord Italia: non gestisce direttamente le attività, ma le controlla tutte.

7. Vocazione negli affari

In comune:

  • Estorsione
  • Traffico di stupefacenti
  • No sfruttamento della prostituzione

Camorra: contraffazione, gioco d’azzardo, usura e traffico di rifiuti.

‘Ndrangheta: traffico di rifiuti.

8. Stili di vita

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Scienze politiche e sociali SPS/12 Sociologia giuridica, della devianza e mutamento sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Martina.Gazzaniga di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di criminologia e sociologia della devianza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Dalla Chiesa Fernando.
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