23-24-25 SETTEMBRE
All’interno della funzione mrkt c’è qualcuno che si occupa del social media marketing. ovvero si
occupa di trasferire quello che si decide nel piano di mrkt all’interno dei social.
Social media mrkt
Vecchia logica: comunicazione di tipo push, ovvero da una parte c’è qualcuno che comunica
(impresa) e dall’altra c’è qualcuno che ascolta (clienti, fornitori ecc).
Nuova logica: comunicazione di tipo pull, ovvero il cliente diventa fondamentale per una corretta
comunicazione dell’impresa.
Se lo si fa via facebook (social media), cosa cambia? Nulla, l’unico elemento di differenza è l’
“interazione” di tipo made in trade, che porta ad alcune diversità rispetto al passato:
- prima era l’impresa che comunicava e gli altri ascoltavano, oggi è possibile aprire un dialogo con i
miei consumatori, i miei dipendenti ecc;
- l’interazione avviene in tempo reale o per lo meno dovrebbe avvenire per il buon funzionamento
della comunicazione. Questo da un punto di vista organizzativo porta ad una revisione completa per
come viene gestita la comunicazione nell’impresa;
- il social permette di gestire le opinioni negative dei consumatori;
- il social implica che anche i consumatori si interfaccino tra di loro. L’impresa fino ad oggi è stata
abituata a ragionare in termini di customer relationship management, ovvero gestione della relazione
tra cliente ed azienda, mentre oggi è possibile alimentare e favorire un processo di comunicazione
che è sostenuta dall’interazione dei consumatori. Questo è uno dei vantaggi dei social media in
quanto il passa parola è pubblicità non pagata ed è implicitamente l’obbiettivo del social media
marketing.
Pensare al social media marketing come qualcosa che si aggiunge semplicemente a quello che si è
fatto sino ad oggi nel marketing è una strategia sbagliata. Perché?
Perché è necessario ripensare al modo in cui l’impresa si relaziona a tutti i suoi attori (clienti,
dipendenti, fornitori ecc).
Sui social media non si può mettere un messaggio oggi e poi farsi risentire ai tuoi followers dopo 6
mesi, questo per far diventare la pagina una comunità=Essere sui social vuol dire avere una storia da
raccontare e non ci si può più focalizzare solo sulla vendita del prodotto, ma bisogna capire quali
sono gli elementi che danno valore a quel prodotto.
Differenza tra vino Zonin e vino Refrontolo:
- etichetta “parlante” per garantirne la provenienza, si dovrà raccontare la storia, i luoghi e la
cultura, in quanto il valore del vino dipende da chi lo beve.
- scelta di politica aziendale: Zonin vino commerciale venduto al supermercato & Refrontolo vino
di alta qualità e di nicchia.
Cosa da valore e significato al passito di Refrontolo? Il territorio, ovvero ciò che le da quello
specifico gusto; la storia; la cultura della tradizione (scelta del legno per le botti); luoghi di consumo
(cena in un ristorante di lusso, cena con amici all’osteria=vini diversi per luoghi diversi); luoghi di
produzione. Molte aziende per trasmettere questi valori invitano a fare la vendemmia, a stare vicino
al contadino per capire da dove arrivano le differenze, oppure un elemento fondamentale per
degustare il vino è saperlo fare, dunque molte aziende trasmettere delle conoscenze necessaria per
far si che il consumatore sia in grado di degustare vino.
Non si può pensare di entrare nel social media marketing pensando di farlo come un’azienda che
vende dei prodotti, ma si deve guardare all’impresa in maniera totalmente diversa sapendo che si
deve raccontare una storia all’interlocutore.
il social media marketing non è una funzione aggiuntiva al modo tradizionale di fare marketing,
ma è un nuovo modo di fare marketing così come lo è il suo modo di relazionarsi con il mondo che
la circonda.
Qual è l’elemento che caratterizza i social media? La “Condivisione”, luoghi in cui si scambiano
conoscenze ed esperienze. La condivisione contiene in sé qualcosa di nuovo, cioè: processo di
distribuzione e non centralità del mercato.
- La condivisione rompe del regole base del mercato (il mercato è un non luogo) ed implica che non
ci sia una separazione tra chi acquista e chi vende;
- Condivisione implica una partecipazione attiva ed emozionale ai processi di creazione del valore
nel consumatori.
L’elemento nuovo dell’opensource (nuovo modo di condivisione) è collegato al fatto che si ha n
sviluppatori nel mondo che non appartengono alla stessa impresa, si identificano in termini di
comunità e lavorano gratuitamente per questa comunità.
Ciò non sta accadendo solo nel software. Sono nati da poco i maker, ovvero “artigiani” che
condividono i loro progetti con una comunità. Si condividono le passioni su un’altra scala, una
condivisione locale può diventare mondiale, contribuendo a generare valore.
1) sta cambiando il si passa da un consumo prevalentemente materiale (viene
concetto di consumo
soddisfatto un bisogno materiale. Es ho fame mangio) ad un consumo sociale e di stima (consumo
per dichiarare uno status sociale. Non è un consumo consapevole in quanto consumo
prevalentemente per la marca nota), fino ad un consumo di autorealizzazione del sé (in quella
maniera realizzo me stesso ed un mio desiderio).
Oggi il prodotto di base ha un peso molto basso, ma ha molta più importanza la passione. Es
esperienza birra Heineken- padiglione slow-food expo 2015.
Oggi la nostra parte di consumo è orientata all’experience, ciò è rilevante dal punto di vista del
social media, che è utile a trasferire un contesto di esperienza del prodotto.
2) il è il
mercato luogo dell’estrazione del valore
3) Concetto di prima le imprese tentano di portare al mercato prodotti costruiti per un
co-creazione
target specifico; oggi le imprese dovrebbero riuscire a collaborare con il cliente nella costruzione del
prodotto (es. maker). Mentre prima si parlava di catena del valore, oggi si parla di comunità di
valore, in cui ci sono vari attori che interagiscono tra loro e cercano di costruire un prodotto o
servizio che abbia un valore.
4) Cambiano i fattori alla base della competitività dell’impresa la competitività oggi è legata
alle le quali sono però beni particolari in quanto può essere condiviso, non rivale, non
conoscenze,
escludibile, cumulativo ed assume valore con la sua diffusione.
5) Si crea una creatività collettiva la conoscenza non viene più trattenuta all’interno, come avveniva
nella vecchia impresa=close innovation), ma viene trasferita all’esterno per guadagnare sulla
conoscenza degli altri e fare leva sulle capacità di assorbimento per potermi appropriare del valore,
attraverso investimenti in R&S e nei social media.es google usa ed ha usato opensource, attraverso
le sue capacità di assorbimento.
6) Non si parla più di risorse umane come forza fisica, ma quello che interessa è la loro intelligenza e
creatività ciò modifica enormemente il significato del posto del lavoro, in quanto per stimolare la
creatività si è capito di dover stimolare l’integrazione tra le persone (in sedi più avanzate, gli uffici
sono attorno ad una piazza in quanto questa stimola l’integrazione; altri usano la gamefication=fare
giocando per stimolare la creatività, anche i musei cominciano ad usare il gioco).
Sempre più oggi si parla di
7) responsabilità sociale di impresa
8) democratizzazione dei mezzi di produzione: gran parte delle
Teoria della coda lunga del valore
tecnologie sono facili da usare e largamente disponibili (es ci sono cad facili da usare);
democratizzazione dei mezzi di distribuzione: oggi distribuire prodotti materiali non è un problema.
Qual è l’elemento che favorisce la coda lunga? La coda lunga fa vedere che nel tempo si è sostituita
la serie lunga (standardizzazione) con la serie corta (tipica dell’artigiano). In passato il problema era
far conoscere questo prodotto, in quanto poche aziende riuscivano a vendere prodotti standard
poiché l’accesso ai canali di comunicazione era poco accessibile.
Oggi tra i motori di raccomandazione troviamo google, facebook, che favoriscono l’emersione dei
prodotti particolari e la vendita di questi stessi prodotti se si targetizza bene.
Dunque, il è una rilettura dell’impresa che ha una maggior capacità di
social media marketing
relazionarsi ed ha come risorsa competitiva principale la conoscenza, che rappresenta una risorsa
particolare.
Facebook spesso non è solo uno strumento di relazione con il consumatore finale, ma uno strumento
per il mercato B2B.
Sono sempre inferiori le persone che si fidano della comunicazione “istituzionale”, dunque in realtà
oggi ci si affida molto di più delle informazioni degli utenti.
30 SETTEMBRE Insieme di (supportare la
DEFINIZIONE social media: strumenti di comunicazione
comunicazione), (diversamente dal passato, dove la collaborazione era pre-
di collaborazione
organizzata; oggi la collaborazione è di tipo emergente, tendenzialmente parte dal basso e dunque
non ho un piano che definisce le attività da svolgere e poi le distribuisco fra i diversi attori, ma in
base al tipo di informazioni che ci si scambia emerge un tipo di collaborazione. Es. dove andiamo a
mangiar la pizza il venerdì? La scelta del locale è cambiata. Si guardano i social, i post degli amici
su facebook), e (ambiente di tipo relazionale che serve per coltivare relazioni
di coltivazione on-line
online ed offline) che abilitano e facilitano, sulla base di maggiori capacità tecnologiche e di
(i social media son collegati al social network, reti di
mobilità, l’interazione tra reti di persone
relazioni tra persone e questa tecnologia si inseriscono all’interno di questi relazioni sociali,
abilitando forme di relazioni che prima non erano possibili. Relazioni deboli: hanno maggior valore
in quanto producono novità; Relazioni forti: non aggiungono informazioni quindi non producono
valore), (le reti fanno si che ci si identifichi come appartenenti ad una
membri di comunità
comunità) ed organizzazioni migliorandone l’efficienza e l’efficacia.
CULTURA DELLA PARTECIPAZIONE
• Il valore della democrazia, in particolare di quella «diretta»;
• La possibilità di interagire liberamente con le altre persone, le imprese e le organizzazioni;
• La libertà di condividere contenuti da semplici commenti, contributi, foto, storie, musiche,
giochi e prossimamente … «sapori & atmosfere»;
• La libertà di modificare i contenuti degli altri secondo le proprie specifiche ed uniche
esigenze e dunque spingere verso community content, comunione, conversazione, co-
progettazione e co-design.
(Questo deriva dal concetto di open source: implica che io fornisco libero accesso alle mie
conoscenze; e do la possibilità a tutti di modificare il mio progetto; questo implica una
rinuncia ai diritti di proprietà (anche se tecnicamente non ci rinuncio, gli separo).
CARATTERISTICHE DEFINITORIE DEI SOCIAL MEDIA:
• Il web è la piattaforma:
• Crowd-sourcing:
mobilitare e fare leva sulla conoscenza collettiva per risolvere problemi.
• User-defined content:
• Effetti rete:
• Scalabilità:
• Permanentemente in Beta: es google che ha una serie di software sviluppati da google
(maps, traslate ecc).
• Economia della reputazione: la miglior moneta da spendere in rete è la reputazione ed è
quindi un bene da salvaguardare.
DEFINIZIONE Social media marketing:
utilizzo di tecnologie, canali e software «social» per creare, comunicare, e scambiare offerte
deliver,
che hanno valore per gli stakeholder di un’impresa o di un’organizzazione.
=uso di tecnologie che hanno una componente social di relazione tra persone, servono a creare
contenuti, comunicare, scambiare e distribuire contenuti.
Il concetto di social media marketing si rivolge a tutti gli stakeholder non solo ai clienti ma anche
fornitori, investitori, PA, finanziatori ecc.
Bilancio di sostenibilità: unisce la dimensione economica con i parametri di impatto sociale e
sull’ambiente.
EVOLUZIONE DELLA COMUNICAZIONE DI MARKETING
Il social media marketing oggi rappresenta l’ultima fase dell’evoluzione del marketing.
1)MARKETING TRADIZIONALE i principali strumenti di ingresso costituisce la principale
barriera all’ingresso che esclude l’ingresso delle piccole-medie imprese e fa si che le grosse imprese
possano avere il controllo.
2)MARKETING TRADIGITALE comunicazione push (da impresa a cliente), comunicazione
medio targetizzata (quantità di dati maggiore), l’attenzione viene continuamente ottenuta via
interruzione(pubblicità di disturbo), grado di personalizzazione
3)SOCIAL MEDIA MARKETING comunicazione di tipo pull (sono i contenuti ad attrarre
traffico), dialogo, partecipazione, condivisione.
TIPOLOGIE DI MEDIA
media relazionale, ciò che serve a creare relazione a pagamento, tutto quel che è
Paid Media:
investimento in pubblicitario su google oppure su facebook. Si ricevono tante visite per il primo
periodo, successivamente le visite diminuiscono drasticamente. Un paid media su facebook dura una
settimana circa, dopo di che la pagina perde intesse a meno che non si abbiano dei conteuti organici
importanti. parte più importante, che misura il successo di una strategia di social media ed è
Earned Media:
ciò che si guadagna attraverso i contenuti di interesse. Non si deve pagare per suscitare interesse, ma
ci si ricorda perché ho un elemento distintivo e di qualità. generalmente i contenuti di qualità
garantiscono un traffico di lungo periodo. (renking alto).
media di cui ho il pieno controllo, media di proprietà (es. spazio web).
Owned Media:
2 OTTOBRE
LA PIANIFICAZIONE
Ha senso fare pianificazione strategica? Si dobbiamo utilizzare i basic della pianificazione
Dev’essere un processo continuo
Si! Bisogna capire e costruire il processo, continuo, lo scopo principale è:
Definire gli obiettivi
- Definire il piano di azione
- Implementazione del piano di azione
- Misurazione dell’efficienza e dell’efficacia
- Miglioramento continuo
-
Cosa cambia nel web?
C’è un feedback più immediato, e riformuliamo più spesso la strategia. Il web è una miniera di dati,
mi consente di monitorare continuamente il mio processo, di migliorare il mio processo, es quante
persone guardano il mio sito, che tipo di colori si cercano, che percorsi fanno i visitatori, quali sono
le tendenze.
Noi possiamo avere informazioni continue su come sta andando il nostro processo.
Perché pianificare?
Per essere consapevoli del proprio mercato,come sta andando il nostro mercato e quali sono i
- nostri clienti e competitor e quindi cercare come definire il piano in base a ciò che stanno
facendo i nostri clienti e i nostri competitors.
Capire quali sono i cambiamenti e capire come modificarli, imparare ad anticipare quali sono
- i cambiamenti
Migliorare la coordinazione e il coordinamento, devo comunicare qual è la strategia
- Stimolare e migliorare la condivisione degli obiettivi
-
IL PIANO DEL SMM
Cosa è? È parte del piano marketing di brand e corporate.
Ciclo di vita del smm (grafico slide pag 4), ci dice che da una parte nella fase iniziale l’elemento
fondamentale è sempre percepito come strumento, se noi andiamo in una piccola azienda,
l’imprenditore ci parlerà di strumenti (facebook, twitter…), nelle fasi iniziali . man mano che si
matura e si ha più consapevolezza in azienda e in generale della conoscenza del smm, gli strumenti
assumono un’importanza sempre minore.
Conversione su 1000 persone 100 si “convertono” e diventano clienti
A seconda di quali sono i miei obiettivi, dovrò cambiare il mio piano di azione perché se l’obiettivo
è quello di portare le persone, tante persone visualizzino il mio sito non avrebbe senso, sarebbe uno
spreco di soldi
Aspetto importante è quindi,
capire che aspetto attribuiamo alla campagna, al piano di smm, cosa ci vogliamo fare con
- questi obiettivi, cosa attribuiamo a questi obiettivi ,coerenza tra obiettivi che fissiamo nel
piano e quello che realmente mettiamo nel SMM, coerenza tra obiettivi e azioni
metriche ………………
-
sviluppare un piano di SMM slide 5
ANALISI DEL CONTESTO COMPETITIVO
Analisi ambiente esterno chi sono i miei clienti?Cosa fanno i nostri concorrenti? Hanno
twitter?hanno youtube?hanno facebook? qual’è il loro comportamento strategico sui social?non vi è
un approccio strutturalista
Analisi ambiente interno insieme dei valori e dei fattori competitivi alla base di questa azienda,
obiettivi, storia dell’azienda, analizza le risorse e le competenze disponibili, analisi della cultura
aziendale …
L’analisi interna, è molto importante, perché mi da l’insieme dei valori e i fattori competitivi alla
base di quest’azienda, capire quali sono i valori dell’azienda, capire qual è la sua storia, capire quali
sono le risorse distintive di quest’azienda e capire come queste possono essere comunicate sul web
7 OTTOBRE
Elemento chiave dei social media, è l’analisi interna. È quello che ci da l’elemento di aspetto di
specificità e di caratterizzazione dell’impresa,ciò che caratterizza la nostra impresa rispetto alle altre
imprese.
La cultura social deve essere compatibile con gli obiettivi e le caratteristiche aziendali.
Uno degli ele
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