Estratto del documento

Sistemi informativi aziendali: lezione 1, 20/2

I SI aziendali esistono per gestire questo flusso: dato, informazioni, conoscenza: ogni organismo funziona sulla base di questo meccanismo.

Dato, informazione, conoscenza, decisione.

Dato: ciò che ci proviene dall’esterno, fatti che rappresentano eventi e generano dati (es. prezzo di un prodotto, numero dei concorrenti) può essere endogeno o esogeno, quando avviene un evento esso genera un dato, preso singolarmente è inutile, è infatti necessario il suo passaggio in un processo che generi informazioni. Qualora il dato fosse sbagliato risulta errato tutto il flusso da lui derivante, di conseguenza è necessario possedere dati di qualità.

Elaborazione di un dato: è un insieme di operazioni matematiche di natura semplice o complessa.

Informazione: dati che sono stati elaborati e ricondotti ad una forma significativa ed utilizzabile per scopi conoscitivi (es. fatturato derivante dalla vendita di un prodotto in un periodo), è un dato elaborato che genera conoscenza, infatti fornisce la conoscenza necessaria per prendere decisioni da parte dei manager (i quali a seconda del risultato proveniente dal flusso saranno in grado di scegliere tra le alternative).

Conoscenza: capacità di usare dati e informazioni per prendere decisioni e intraprendere azioni, deriva dalle informazioni, è necessaria per prendere decisioni.

Decisioni.

Informazione come fattore competitivo

  • Il successo di un’organizzazione sta nella conoscenza -> dipende dai dati raccolti e dall’informazione prodotta (sui clienti, sui prodotti, sui processi, sui concorrenti, ...).
  • La qualità delle decisioni manageriali dipende dalla qualità delle informazioni di cui si dispone (...e dalla qualità dei manager).
  • Le informazioni (e la loro qualità) sono uno dei principali fattori competitivi.

Obiettivo dei SI: produrre informazioni di qualità a supporto del management aziendale il cui compito è quello di prendere decisioni.

Definizione di M. De Marco: anni 70, il SI è un insieme di persone (risorse umane), apparecchiature (infrastrutture tecnologiche all’interno delle quali vi sono hardware e software che sono tra loro inscindibili), procedure aziendali (regole dell’organizzazione aziendale).

Il compito del SI è quello di produrre le info che servono per operare nell’impresa e gestirla.

De Marco non cita i dati che sono la prima componente dei SI perché li dà per scontati; è necessario che l’azienda si strutturi in modo tale da produrre un gran numero di dati tramite i sistemi analitici che estraggono i dati.

Gli elementi costitutivi dei SI

  1. Patrimonio dei dati aziendali: input del processo di trasformazione.
  2. Insieme di regole e procedure: derivano dall’organizzazione aziendale, sono l’insieme delle norme e procedure che formano il nucleo operativo. Formano un nucleo operativo per l’acquisizione ed il trattamento dei dati, si suddividono in: procedure organizzative e procedure informatiche. 193
  3. Infrastruttura tecnologica: mezzi e strumenti a supporto dei processi di raccolta, conservazione, trasferimento, elaborazione, recupero, distribuzione e presentazione dei dati e delle informazioni (hardware e software).
  4. Risorse umane: (vari livelli della piramide aziendale) persone responsabili della realizzazione e gestione delle procedure, del governo e della conservazione del patrimonio di dati e addetti alla gestione del sistema = coloro che si occupano della sua progettazione, realizzazione e manutenzione.
  5. Insieme dei principi generali, dei valori e delle idee di fondo: caratterizzano la cultura aziendale e orientano il sistema, condizionandone i comportamenti.

Il sistema informativo in elementi costitutivi azienda

Fenomeni di valori, interessi, legami: Sistema Informativo, Ambiente, Sistema azienda.

Insieme delle procedure, Patrimonio dei dati, Sistema organizzativo, Sistema, Principi e valori ispiratori, Informazioni, Informativo, Sistema Informatico, Mezzi per il trattamento dei dati, Persone che sovraintendono, Destinatari.

9 10 11

I sistemi informativi non nascono con l’informatica, bensì sono sempre esistiti dal momento in cui nasce un’impresa in quanto necessita di SI per funzionare e prendere decisioni. L’informatica è una componente dei SI, sono due concetti diversi per questo non coincidono. In caso di fallimento dei SI o malfunzionamento, la causa non è quasi mai la tecnologia bensì le altre componenti, per esempio i dati sono pochi o di cattiva qualità, o le procedure non sono chiare, o le persone non sono qualificate.

La figura professionale che si occupa dei SI è il CIO (chief informatic officer), è il responsabile del sistema informativo, il capo delle informazioni e gestisce i cinque elementi suddetti.

Metodologie di sviluppo dei sistemi informativi

Un approccio coerente e sistematico, basato su una particolare filosofia di sviluppo dei sistemi, che indica agli sviluppatori quali step eseguire, come questi dovrebbero essere svolti e perché sono importanti nello sviluppo di un sistema informativo”. Fitzgerald, 2002.

Metodologie di sviluppo dei sistemi informativi

Non vi è una metodologia univoca, vi sono metodologie che si sono evolute nel tempo, noi ne vedremo 4 in ordine cronologico.

12 11 2

Metodologie di sviluppo dei S.I.

Waterfall model anni 80 presenta il concetto della cascata ovvero dividere per sette fasi un processo.

Fase 1: studio di fattibilità

Si delinea ad “alto livello” (lontano dal dettaglio tecnico) delineo ciò che voglio fare e verifico se è realizzabile. Nello sviluppo di un SI vi sono dei vincoli che sono rappresentati da tempo, costi e competenze (è il meno stringente dei tre vincoli in quanto posso in alternativa andare sul mercato).

Obiettivi: stabilire se e quando avviare il progetto, valutare le possibili opzioni di sviluppo, valutare le risorse (umane e finanziarie) necessarie.

Output: documento di fattibilità: definizione preliminare del problema, scenari e strategie di soluzione, costi, tempi e modalità di sviluppo.

Fase 2: analisi dei requisiti

(user require definition): molte aziende saltano questa fase poiché necessita di tempo e risorse, ed è un errore grave in quanto non si è a conoscenza delle esigenze dell’user (si prende in considerazione un campione di utenti) che è il fondamentale di questa fase.

Obiettivi: cosa deve fare il sistema? (What), chi deve usare il sistema? (Who), perché viene sviluppato/utilizzato? (Why), quale supporto deve offrire? (What vs. How), dove (arch. HW-SW) verrà utilizzato? (Where), quando e per quanto tempo sarà usato? (When), richiede l’analisi/conoscenza del dominio applicativo e l’interazione con l’utente.

Output: “Specifica dei Requisiti” è un insieme di richieste e necessità che valgono sia per agire ex novo, sia per apportare miglioramenti, sia per agire su porzioni del SI.

Fasi “tecniche” dello sviluppo

Fase di Progettazione (Design = progettare): descrizione dell’architettura del sistema, di questa fase se ne occupa la figura dell’analista che sceglierà il linguaggio più adatto, si definisce hardware e software e le loro funzionalità entrando nel dettaglio tecnico di essi. Molti dei requisiti durante questa fase vengono eliminati.

Fase di Sviluppo e unit test: di questo si occupa il programmatore. Unit test: nel SI informativo avrò diversi software composto da micro elementi sviluppati separatamente a volte anche da team diversi coordinati però tra loro dal project manager, ogni team farà il proprio unit test.

Fase di Integrazione e test complessivo: all’interno dell’azienda è necessaria la condivisione di un unico dato disponibile all’intera azienda, l’ostacolo principale è la ridondanza del dato ovvero è 3 inconciliabile con gli altri esistenti in azienda.

Fase di Rilascio: il test complessivo è positivo e “metto online” e si hanno due strategie, una consiste nel mettere online l’intero software nuovo e potrebbe non funzionare con il pacchetto precedente ormai non più disponibile, è rischioso perché potrebbe non funzionare correttamente il nuovo; l’alternativa (è più complessa della precedente ma è più efficiente) è l’implementazione parallela ovvero far utilizzare ad una parte dell’azienda il vecchio software e all’altra parte il nuovo, così facendo in caso di malfunzionamento l’azienda non è costretta a fermarsi.

Fase di Manutenzione: tutti gli interventi successivi al rilascio può essere ordinaria (programmata a priori) o straordinaria. Modifiche successive al rilascio sono due:

Costi superiori al 50% del totale.

Percentuale del budget IT destinata alla manutenzione:

  • Correzione errori: ~20%, per esempio il bug fixing è la correzione dei difetti perché va in crash (i tempi di rilascio e sviluppo si sono drasticamente ridotti).
  • Adattamento del sistema al contesto: ~20%.
  • Perfezionamento: ~50%, è l’unico dei tre su cui posso intervenire.

Evoluzione

È impossibile prevedere i cambiamenti del contesto:

  • Cambiamenti normativi (es. €, IVA).
  • Evoluzione ICT.
  • Cambiamenti provocati dalla stessa introduzione del sistema.

È indispensabile progettare un sistema:

  • Scalabile = che possa evolvere a costi bassi e in tempi rapidi.
  • Anticipare le modifiche prevedibili.
  • Organizzare l’evoluzione in maniera coerente.

Waterfall: i difetti

  • Dopo le specifiche il cliente vede il risultato solo al momento del rilascio.
  • L’utente sa quello che vuole solo quando lo vede.
  • Alta probabilità di errori genera elevati costi di manutenzione.
  • La rilevazione di errori richiede di “risalire” il processo al contrario.
  • Resistenza al cambiamento: l’essere umano è per natura resistente al cambiamento (ti porta ad essere poco coinvolto nel progetto e a boicottarlo).

Soluzione ai difetti: continua validazione e verifica ad ogni fase (versione rivista del WATERFALL), si creano dei momenti di verifica e validazione dell’operato identificando eventuali errori da non portarsi avanti.

Verifica: la metodologia è corretta?

Validazione: il prodotto che è stato realizzato è giusto? Controllo i requisiti e vado dall’utente spiegandogli il mio iter e mostrandogli il prodotto (immagine) 4.

Validazione e verifica

Ato oie” ilca 21 22.

Il pregio del Waterfall è la sua semplicità e la sua linearità, è facile da gestire.

Modello 2: prototyping approach

(alto grado di interazione e partecipazione degli utenti)

“Poiché viviamo in un mondo in cui i requisiti non sono mai adeguatamente soddisfatti o esatti... i modelli non sono mai perfettamente corretti, le implementazioni non soddisfano efficacemente i requisiti e non riflettono perfettamente le intenzioni di progettazione” [Taylor & Standish, 1982] sul Waterfall pensano che i requisiti non siano mai veritieri al 100%.

Prototipo: versione del sistema o una sua parte che ha le caratteristiche essenziali. Il concetto di prototipo nasce nel mondo automobilistico. Alcuni prototipi vengono eliminati, altri vengono modificati, solo uno dei prototipi si evolve per farlo diventare il prodotto finale. Il vantaggio è che posso mostrare concretamente al cliente il prototipo. Vantaggi rispetto al Waterfall model: permette di essere più preciso, aumenta il coinvolgimento dell’utente (combatto la resistenza al cambiamento), il prodotto finale è mediamente di qualità più alta. Perché alcuni usano ancora il Waterfall? Perché il Prototyping è più costoso e più complesso in termini gestionali.

Definizioni prototyping

PROTOTYPING = “un approccio per stabilire definiti requisiti di sistemi, e caratterizzato da un elevato grado d’interazione, da un ampio margine di partecipazione degli utenti al processo di sviluppo e da un abbondante ricorso ai prototipi” [Vonk, 1990].

Definizioni PROTOTYPING no 1. “Un approccio per stabilire definiti requisiti di sistemi, caratterizzato da un elevato grado d’interazione, da un ampio margine di partecipazione degli utenti al processo di sviluppo e da un abbondante ricorso ai prototipi” [Vonk, 1990] no prototipi” [Vonk, 1990].

2. “Un prototipo è una prima versione del sistema che esprime le caratteristiche essenziali del sistema finale. Alcuni [...] prototipi possono evolvere nel reale sistema produttivo mentre 23 24 altri saranno utilizzati solamente per la sperimentazione e potrebbero essere eventualmente sostituiti dal sistema produttivo stesso” [Alavi, 1984].

Vantaggi dell’uso dei prototipi

  • Facilita la specificazione dei requisiti con grande precisione.
  • Attiva il ruolo dell’utente.
  • Nuovi requisiti emergono durante il procedimento.
  • La qualità del prodotto finale è elevata.

Punti deboli

6

  • Difficoltà della gestione del progetto (è complesso).
  • Problemi di system integration (devo integrare il prototipo con il resto del SI).
  • Indispensabile impegno dell’utente (attiva e coinvolge l’utente il quale rilascia il proprio feedback), se l’utente non è collaborativo vi è spreco di tempo e risorse. Anche il manager deve autorizzare il lavoratore a “perdere” tempo per confrontarsi con l’utente (è costoso) 5.

Modello 3: incremental delivery

È molto simile al Prototyping, fa in modo che il sistema venga rilasciato in modo incrementale, (i modelli 2, 3, 4 si sono sviluppati in parallelo dopo il Waterfall).

  • Sistema diviso in parti rilasciate in momenti diversi (rilascio incrementale fino alla versione ufficiale).
  • Continua raccolta del feedback.
  • Paradigma “sense & respond” (percepire e acquisire in continuazione i feedback dell’utente e rispondo) vs “make & sell” (paradigma del Waterfall model).

Nel Prototyping il prototipo non ha gli abbellimenti, nell’Incremental ho versioni in cui mano mano aggiungo funzioni.

Modello 4: spiral model

Identifica quattro macrofasi: la novità rispetto al Waterfall non è nelle fasi ma è nel concetto di spirale ovvero diversi giri delle quattro fasi, sulla base dell’output ricevuto dall’utente ricomincio il giro, faccio “N” volte il giro e all’aumentare di N la spirale si ingrandisce e ad ogni giro si aggiungono funzionalità al prodotto. Più la spirale si ingrossa più i costi aumentano.

Spiral model: l’outsourcing dei sistemi informativi

30 29 6

Definizione tipologie di sourcing

L’outsourcing dei sistemi informativi

30 29 Lezione 2 27/2

Modello 5: l’outsourcing dei sistemi informativi

Per la scelta dei SI si hanno due alternative: lo sviluppo interno o l’outsourcing che è un’alternativa anche quando si parla di SI.

Definizione

  • OUTSOURCING = affidamento a terzi di attività precedentemente svolte all’interno dell’azienda, che riguardano lo sviluppo e/o l’esercizio e/o la manutenzione del Sistema Informativo (infrastruttura tecnologica + procedure + dati).
  • Si modificano struttura e compiti della funzione responsabile dei SI in azienda. Si hanno conseguenze importanti sulla struttura organizzativa, è necessario possedere una squadra di manutenzione hardware e software qualora volessi produrre internamente, qualora decidessi di esternalizzare non avrei più questo problema. L’outsourcing è una scelta con conseguenze organizzative.

Tipologie di sourcing

Insourcing: risorse che l’azienda acquisisce dall’esterno e porta al suo interno.

Inhouse: gestione interna -> cfr. metodologie di sviluppo.

Outsourcing puro: attività affidate all’esterno.

Insourcing Inhouse Outsourcing.

31 32

  • Inhouse: gestione interna letteralmente “svolgo internamente”, richiamo le metodologie di sviluppo dei SI, devo conoscere le metodologie della lezione precedente. La prima fase è lo studio di fattibilità, posso decidere di sviluppare internamente poi magari risulta che non ho uno o più dei tre elementi fondamentali richiesti: skills, costi e tempi e dunque non posso attuare l’Inhouse, basta non possedere uno dei tre e salta.
  • Insourcing: risorse che l’azienda acquisisce dall’esterno e porta al suo interno, letteralmente “prendo qualcosa e porto all’interno”, prendo risorse dall’esterno da un fornitore e le porto all’interno dell’azienda (crescita del numero di device, tablet, pc, telefono) o risorse come le 8 persone: porto un manutentore all’interno dell’ambiente aziendale ma non è un dipendente, il vantaggio di averlo in azienda sono i tempi di reazioni ridotti (riesce a sistemare per es. il software fatture in modo tale da non avere disagio in azienda), lo svantaggio è che le risorse umane vanno gestite con sacrificio organizzativo. Se la persona non è all’interno dell’azienda ho meno svantaggi organizzativi ma ho più svantaggi di tempo perché sono costretto ad attendere che arrivi. L’Insourcing è molto diffusa nei SI. Non assumo il manutentore (anche se ce l’ho fisicamente in azienda) perché avrei dei costi più elevati (cuneo fiscale ovvero la differenza tra ciò che il lavoratore percepisce e ciò che spende l’azienda, è ridotto se il manutentore non è assunto), secondo aspetto è la flessibilità (art 31 rigidità che ti dà l’assumere una persona e licenziamento per giusta causa), se non è assunto ho più flessibilità.
  • Outsourcing (puro o no): attività affidate all’esterno per tre tipologie di motivazioni: 1. RAG
Anteprima
Vedrai una selezione di 13 pagine su 56
Appunti sistemi informativi avanzati Pag. 1 Appunti sistemi informativi avanzati Pag. 2
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti sistemi informativi avanzati Pag. 6
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti sistemi informativi avanzati Pag. 11
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti sistemi informativi avanzati Pag. 16
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti sistemi informativi avanzati Pag. 21
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti sistemi informativi avanzati Pag. 26
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti sistemi informativi avanzati Pag. 31
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti sistemi informativi avanzati Pag. 36
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti sistemi informativi avanzati Pag. 41
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti sistemi informativi avanzati Pag. 46
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti sistemi informativi avanzati Pag. 51
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti sistemi informativi avanzati Pag. 56
1 su 56
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher c17909 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sistemi informativi aziendali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Bernazzani Roberto.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community