Estratto del documento

Analisi sintattica possibile​​

1. Dire se è una frase (​ sintatticamente ) multiproposizionale​​

2. Dire se è semplice o complessa (​ monoproposizionale o )

Nel caso sia complessa:

● Individuare i rapporti di coordinazione/subordinazione

dipendenti​​

● Tipologie delle proposizioni (subordinate):

Argomentali​​

○ → ruolo di argomento del verbo, obbligatorie:

1. Argomentali oggettive (ruolo di complemento oggetto)

es. “Gianni crede che Paolo abbia mentito”

2. Argomentali oggettive nominali (ruolo di complemento di un nome)

es. “Il fatto che i soldati si siano comportati così ha stupito tutti”

3. Argomentali soggettive (ruolo di soggetto)

es. “Che la Terra giri attorno al Sole è noto da tempo”

4. Argomentali interrogative indirette (ruolo interrogativo)

es. “Mario si chiede se Gianni è impazzito”

○ Circostanziali → ruolo secondario, facoltative:

1. Temporali (successione temporale tra dipendente e principale)

es. “Mentre camminava per la strada, Mario parlava al telefono”

2. Causali (relazione causa-effetto tra dipendente e principale)

es. “Non hai superato l’esame, perchè non hai studiato abbastanza”

3. Finali (esprime la finalità per la quale la principale è stata realizzata)

es. “Per superare l’esame Mario ha studiato molto”

4. Consecutive (esprime la conseguenza della principale)

es. “Gianni è arrivato così in ritardo che siamo andati senza di lui”

5. Concessive (condizione nonostante la quale la principale si verifica)

es. “Benché fosse il più giovane, Gianni è stato il più saggio”

6. Comparative (comparazione tra dipendente e principale)

es. “Abbiamo atteso Gianni più a lungo di quanto fosse necessario”

7. Condizionale (condizione per cui la principale non si è verificata)

es. “Se avessimo aspettato Gianni, non saremmo arrivati in tempo”

​ segmentazione​​

● Individuare eventuali strutture tipiche di (strutture marcate):

○ Topicalizzazione contrastiva (o focalizzata):

Un costituente viene collocato all’inizio della struttura per attribuirgli importanza

informativa e creare contrasto → es. “Questo libro ho comprato, non quello”

○ Dislocazione a sinistra:

Un costituente è collocato nella parte sinistra della struttura, al suo posto viene

inserita una proforma (pronome clitico) → es. “Questo libro, non lo avevo mai letto”

○ Dislocazione a destra:

Un costituente è collocato nella parte destra della struttura, al suo posto viene inserita

una proforma (pronome clitico) → es. “Non lo avevo mai letto, questo libro”

○ Tema sospeso:

Un costituente viene collocato a sinistra e separato da una virgola. Il costituente

spostato sembra esterno al resto → es. “Questo libro, l’autore è davvero presuntuoso”

○ Frase scissa:

Un costituente è collocato all’interno di una frase con forma “è X che …”

es. “E’ questo libro che ho comprato”

3. Individuare tutti i verbi e per ciascuno:

​ argomentale​​

● Individuare la struttura (mono, bi, tri)e individuare gli argomenti (1°, 2° o 3°)

​ tematica​​

● Individuare la struttura ed assegnare un ruolo tematico ad ogni argomento

(classificazione delle relazioni che esistono tra le entità che prendono parte all’evento)

Tema​​ ​ Agente​​

→ entità che subisce l’effetto di un’azione → entità che provoca un’azione

Esperiente​​ → entità che sperimenta una condizione fisica o psicologica

possessore​​

Ricevente o → entità che riceve/possiede un’altra entità

Destinazione​​ → entità verso la quale qualcuno o qualcosa si muovono

Anamnesi Sociolinguistica

Analisi di un testo con l'obiettivo di di far emergere tutte le variazioni linguistiche)

1. Valutazione diatopica:

Strutture del testo (sintattiche, lessicali, fonologiche, …) che permettono di individuare la provenienza

del parlante. es. “La Laura la chiamo io” / “A Marco lo chiamo io” (settentrionale/meridionale)

2. Valutazione diastratica:

Strutture del testo (sintattiche, lessicali, fonologiche, …) che permettono di individuare il livello

socioculturale del parlante, le caratteristiche del suo repertorio linguistico o l’elasticità della sua

competenza comunicativa es. “Chiesimo” / “A me mi piace”

3. Valutazione diafasica:

Strutture del testo (sintattiche, lessicali, fonologiche, …) che permettono di individuare il livello di

ufficialita del contesto, le relazioni tra i parlanti e la tipologia di interazione comunicativa (1 a 1, 1 a molti)

es. forme di cortesia (utilizzo del “lei”), ambiente formale/informale, conversazione/monologo

4. Valutazione diamesica:

Metodo di produzione del testo (scritto, parlato o digitato) e canale di comunicazione (monolaterale o

multilaterale)

Semantica frasale

● Stabilire se è associabile un valore di verità a ciascuna frase e dire perchè

Contraddizioni → impossibile stabilire un valore di verità | Tautologie → frasi sempre vere

Presupposizioni → nel caso in cui ci sia una frase ne vera ne falsa

● Capire se le frasi possono avere delle interpretazioni ambigue e quali sono

Ancoraggio testuale

Individuare tutti gli strumenti di coesione testuale:

● Anafora zero (recupero del soggetto con la flessione verbale o legami anaforici)

● Accordo morfosintattico

● Pronomi tonici, numerali ed elementi di ripresa

● Strutture nominali definite (indicano elementi già introdotti nel testo o notoriamente conosciuti)

● Strutture nominali definite dislocazione a sinistra

● Strutture nominali in topicalizzazione contrastiva

● Strutture nominali definite in frase scissa

● Strutture nominali dislocate a destra

● Catafora (il referente agli elementi anaforici si trova alla fine dell’enunciato)

SINTASSI E SEMANTICA

MODULO 1 - Grammatiche (Parte 1)

Per individuare la struttura nascosta del linguaggio bisogna dotarsi di strumenti scientifici:

linguistica​​

Teoria (rivoluzione cognitiva, da Chomsky):

Chomsky rivoluziona la materia mostrando che le manifestazioni linguistiche sono solo la superficie della lingua

stessa. Vi sono 3 processi per vedere la struttura linguistica:

1. Osservazione: Selezione di uno o più fenomeni prelevati dall’insieme.

Sarebbe impossibile analizzare l’interità della scienza.

2. Descrizione: Descrizione dell’oggetto linguistico con criteri oggettivi e replicabili.

Criteri linguistici oggettivi universali e applicabili a qualsiasi lingua.

3. Spiegazione: Se il fenomeno non è già generalizzabile e già compreso in una legge

allora si cerca di spiegare il fenomeno in osservazione.

Definizione di grammatica ed errore nella teoria linguistica:

Grammatica → Normativa: Insieme di regole linguistiche basata su classificazioni tradizionali.

Generata dalla lingua letteraria con la classificazione aristotelica delle parti del

discorso. Prodotta dall’osservazione di fatti linguistici visibili e già accaduti.

Per un linguista: Sistema astratto. Insieme di conoscenze messe in atto da un parlante.

Innata e sviluppabile con l’esperienza. Il parlante non è in grado di

spiegare perchè produce/comprende la lingua.

Non è prodotta ma esiste a priori (grammatica = filtro di combinazioni)

Sequenza grammaticale → se considerata possibile da un parlante (non per forza gramm. corretta)

Qualunque parlante nativo è in grado di produrre un giudizio di grammaticalità in grado di definire cosa è

possibile o impossibile in una lingua.

costruttiva​​

Grammatica → normativa, regole che descrivono le combinazioni possibili

Grammatica selettiva → elenco di filtri che permettono di non produrre mai delle sequenze agrammaticali

Tutte le grammatiche hanno dei filtri, quindi non tutte le combinazioni sono possibili.

Sostituzione del soggetto con “ne”:

Ne → pronome clitico (non ha accento proprio, quindi deve essere associato ad un altra parola)

Solo i verbi con ausiliare essere possono sostituire il soggetto con il pronome ne.

Verbo Transitivo: tempo composto, solo ausiliare avere, non fa accordi con il participio, non può sostituire con ne

Verbo Intransitivo: tempo composto, solo ausiliare essere, fa accordi con il participio, può sostituire con ne

eccezioni → verbi inergativi (ausiliare avere, no accordo con il participio, può sostituire con ne)

verbi inaccusativi (ausiliare essere, accordo con il participio, può sostituire con ne)

Non è possibile descrivere l’intero linguaggio → necessità di circoscrivere un dominio di indagine.

Astrazione, rimozione di un fenomeno dal suo contesto.

Tre tipi di semplicità: 1) semplicità dei dati 2) semplicità delle domande 3) semplicità delle teorie

Competenza​​ di un parlante: insieme delle conoscenze innate che sono generative e selettive

● Selettiva → impedisce di creare forme agrammaticali (il parlante nativo non sbaglia mai)

● Generativa → permette di costruire forme nuove

Grammatica normativa/descrittiva: descrive una lingua che già esiste

Grammatica generativa/selettiva: permette l’esistenza della lingua stessa

Errore​​ , tre nozioni possibili:

1. Errore come deviazione → considerato la deviazione dalla norma letteraria (significato normale)

2. Errore come omissione → considerato la forma omessa, mai prodotta da un parlante

3. Errore come strumento di scoperta → valore euristico, strumento di scoperta per il lingusita

Proprietà universali delle grammatiche umane:

Sono proprietà universali, peculiari e distintive.

1. Linearità:

Il segnale linguistico è monodimensionale (prodotto linearmente)

Non è possibile produrre suoni/parole contemporaneamente, sia nello scritto che nel parlato.

(proprietà superficiale)

2. Discretezza:

Si intende il contrario di continuo. Ciascun elemento della frase è nettamente separato dagli altri da

confini ben delimitabili. (Non tutti i sistemi di comunicazione sono discreti es. comunic. delle api)

3. Ricorsività:

Capacità di iterare all’infinito un processo sulla stessa struttura. Permette quindi di costruire frasi infinite

agganciando la stessa frase alla precedente. Questa interazione è possibile perché le strutture

sintattiche sono ordinate gerarchicamente → principio di dipendenza dalla struttura.

Come identificare un sintagma (test di costituenza):

● Scissione → selezionando le parole da verificare e collocandole nella forma “è X che…”

es. “Un matematico ha visto molte foto di Maria”

“Sono molte foto di Maria che un matematico ha visto”

● Proforma → sostituzione di un determinato costituente sintattico con un pronome

es. “Un matematico ha visto molte foto di Maria”

“Un matematico le ha viste”

Struttura interna dei sintagmi:

Testa → elemento attorno a cui si espande il sintagma (mai eliminabile dal test dell'eliminazione)

i sintagmi vengono denominati in base alla testa (Nominale, Preposizionale, Aggettivale e Verbale)

Complemento → ciò che segue la testa, primo costituente che vi si lega

Specificatore → ciò che precede la testa, ultimo costituente che vi si lega

(struttura rappresentabile graficamente con il diagramma ad albero → struttura x-barra)

4. Dipendenza:

Capacità delle parole di entrare in relazione preferenziale con altre parole.

Si creano legami dovuti al fatto che tutte le parole sono tenute insieme dalla struttura nascosta.

● Accordo morfosintattico (selezione di morfemi compatibili e con tratti comuni)

relazione soggetto-verbo → es. flessione verbale (“Io sono” / “Egli è”)

relazione nelle strutture nominali → accordo in genere o numero (“Il gatto” / “Le mele”)

● Coreferenza pronominale (pronomi interpretabili semanticamente se legati ad un altra parola)

es. “Gianni dice che lui è stanco” → se “lui” si riferisce a “Gianni” vi è coreferenza pronominale

se “lui” indica un altro individuo la coreferenza è arbitraria

(le anafore impediscono l’arbitrarietà → suo, proprio, ecc.)

● Caso morfologico (caso → relazione tra due elementi di un struttura)

a. Caso nominativo: associazione tra verbo e soggetto

b. Caso genitivo: associazione tra nome e nome

c. Caso accusativo: associazione tra verbo e complemento oggetto

(in italiano il caso morfologico è visibile solo nella classe dei pronomi → io vedo te / tu vedi me)

Paolo vide Pietro - Pietro vide Paolo → (forma delle parole non variata)

Paulus Petrum vidit - Paulum Petrus vidit → (forma delle parole indica la funzione)

5. Località:

Filtro che fa in modo che non tutte le dipendenze si realizzino:

● Località dell’accordo del verbo con il sintagma nominale soggetto:

Il verbo si accorda con il sintagma nominale più prominente nella struttura, cioè quello meno

incassato, ignorando la sequenza lineare.

● Coreferenza pronominale

● Movimento sintattico:

Filtri che limitano la distorsione sintattica dovuta al processo di movimento.

Alcuni elementi bloccano il movimento sintattico (si possono muovere solo i circostanziali)

Variabilità delle grammatiche umane:

Differenze tra le varie lingue del mondo → prospettiva diacronica (storica) o sincronica (areale)

Diversità lessicale: ogni lingua ha una parola differente che esprime lo stesso significato

Arbitrarietà (i significati delle parole sono selezionati arbitrariamente)

Motivi per cui due lingue hanno significanti simili corrispondenti allo stesso significato:

● Casualmente

● Trasmissione verticale (le due lingue derivano l’una dall’altra o hanno origine comune)

● Trasmissione orizzontale (una lingua ha prestato il significante all’altra → spiegazione areale)

Teoria dei principi e dei parametri → due tipi di filtri:

1. Universali (invariabili, non cambiano) es. linearità, dipendenza…

2. Parametri (variano da lingua a lingua)

Tutte le grammatiche del mondo non sono altro che una variazione sul tema di un unico stampo universale.

La grammatica mentale si forma partendo dalla grammatica universale e scegliendo le variazioni possibili dai

parametri (questa scelta avviene in base all’influenza dell’ambiente che circonda i parlanti).

Le grammatiche non sono infinite, ma limitate biologicamente → Confini di babele

Due modelli per l’apprendimento delle lingue:

1. Tabula rasa → ogni lingua si costituisce nella mente del parlante sulla base dell’esperienza

2. Tabula inscripta → ogni lingua è sviluppata internamente come progetto biologicamente determinato

(nessuno dei due modelli sembra essere adatto)

Modello ai limiti dell’esperienza → modello preformato biologicamente con gradi di libertà dell’esperienza

Apprendere la sintassi di una lingua significa quindi scartare i parametri non compatibili con l'ambiente linguistico

(il nostro cervello non costruisce nulla ma scarta le strutture inutili → espandibile ad ogni dominio del linguaggio)

MODULO 1 - Grammatiche (Parte 2)

Parola, due tipi di informazione:

Lessicale​​

1. (morfemi lessicali) → contenuto, collegamento ad un oggetto del mondo concreto o astratto

Grammaticale​​

2. (morfemi grammaticali) → per mettere in relazione la parola con le altre nella struttura

(le informazioni grammaticali possono trovarsi nella parola lessicale o come parole indipendenti, funzionali)

Parola​​ → forma linguistica concreta (gatto, albero, pane…)

Paradigma​​ → insieme di tutte le forme che hanno in comune lo stesso morfema lessicale (gatto, gatti, gatte…)

FORME​​ ​ ESSEMA​​ ​

→ L → CLASSE LESSICALE

(“Gatti”) (Gatto) (nome)

Le parti del discorso:

lessicali​​

Classi (denominano oggetti concreti o astratti reali)

→ nomi, aggettivi, avverbi, verbi lessicali

funzionali​​

Classi (svolgono funzioni sintattiche)

→ flessione verbale, articoli/determinanti, complementatori, preposizioni, pronomi

Criteri per assegnare un lessema ad una classe specifica:

1. Criterio semantico → individua le parti del discorso in base al significato delle parole

es. Classe dei nomi, designa entità astratte o concrete (amore/albero)

Classe dei verbi, designa un’azione, un processo o un evento (comprare/divenire/partire)

2. Criterio morfologico → individua le parti del discorso in base alle informazioni lessicali dei morfemi

Informazioni grammaticali esprimibili: numero, genere, grado, caso, tempo, modo e persona

es. Classe dei nomi, può contenere informazioni su numero e genere

Classe dei verbi, può contenere informazioni sul modo, tempo, persona...

3. Criterio sintattico-funzionale → individua le parti del discorso in base alle funzioni svolte nella frase

● Criterio distribuzionale: definita in base alle classi di parole con la quale si può combinare

es. la classe degli articoli può combinarsi con la classe dei nomi ma non con la classe delle

proposizioni o dei verbi (*”il tra”, *”il vedo”)

● Criterio combinatorio: un lessema può occupare solo certe posizioni nelle strutture sintattiche

es. “Il cane ha inseguito un… → gatto” (ok) - per” (no)

Categorie grammaticali:

● Numero

Quantità di referenti di un certo elemento linguistico

In italiano visibile in: nomi, aggettivi, verbi, articoli e pronomi

Nelle lingue del

Anteprima
Vedrai una selezione di 6 pagine su 24
Appunti + Schema Esercizi - Sintassi e Semantica Pag. 1 Appunti + Schema Esercizi - Sintassi e Semantica Pag. 2
Anteprima di 6 pagg. su 24.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti + Schema Esercizi - Sintassi e Semantica Pag. 6
Anteprima di 6 pagg. su 24.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti + Schema Esercizi - Sintassi e Semantica Pag. 11
Anteprima di 6 pagg. su 24.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti + Schema Esercizi - Sintassi e Semantica Pag. 16
Anteprima di 6 pagg. su 24.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti + Schema Esercizi - Sintassi e Semantica Pag. 21
1 su 24
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher SumioZ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sintassi e semantica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia o del prof Guardiano Cristina.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community