Semiotica del testo
Modulo 1 - Narratologia
Il discorso narrativo
Tempo → Relazione tra narrazione e temporalità
- Tempo della storia (astratto) = successione logica/cronologica degli eventi (durata del plot)
- Tempo del discorso = introdotto dal narratore, successione con cui gli eventi sono raccontati (plot/trama)
Anacronia → Discordanza tra tempo della storia e tempo del discorso (il narratore solitamente interviene sul tempo)
Ha due funzioni:
- Completativa = colma una lacuna anteriore/posteriore del racconto
- Ripetitiva = ripete un fatto già narrato per dargli importanza o un’altra interpretazione
Il rapporto tra anacronia e la storia principale può determinare due tipi:
- Anacronia omodiegetica (sulla stessa linea del racconto principale)
- Anacronia eterodiegetica (si basa su un contenuto diverso dal racconto primo)
Principali forme di anacronia
1. Analessi/Flashback
- Interna → la sua ampiezza è inclusa nel racconto primo
- Esterna → portata e ampiezza anteriori all’inizio del racconto primo
- Mista → punto di portata anteriore all’inizio ma la sua ampiezza interseca il racconto
2. Prolessi/Flashforward
- Interna → portata e ampiezza inclusi nel racconto
- Esterna → portata e ampiezza posteriori alla fine del racconto
- Mista → la portata precede la fine del racconto ma la sua ampiezza lo interseca
3. Sillessi
Situazioni o eventi non presentati con principi cronologici ma da una parentela tematica, spaziale, ecc.
Isocronia → uguaglianza tra durata di un evento e la durata della sua rappresentazione (esiste solo come esperimento in laboratorio)
Anisocronia → variazione della velocità narrativa, con 5 modalità:
- Ellissi temporale = omissione di alcuni fatti provocando un’accelerazione
- esplicita → indica il tempo eliso (es. “Dopo alcuni anni…”)
- implicita → non dichiarata, solo deducibile
- Sommario = narrazione in un testo breve di un periodo lungo
- Scena = Equivalenza tra il segmento del racconto e il narrato (dialogo)
- Estensione = il tempo del racconto più lungo della storia
- Pausa = arresto del tempo (digressioni/descrizioni/commenti)
Frequenza narrativa
Relazione tra il numero di volte in cui gli eventi accadono e il numero di volte in cui vengono descritti. Possiamo distinguere:
- Racconto singolativo → racconta una sola volta l’accaduto
- Racconto singolativo multiplo → racconta n volte quanto è accaduto n volte
- Racconto ripetitivo → racconta n volte quanto accaduto una volta
- Racconto interattivo → racconta una volta sola quanto accaduto n volte
Posizione del narratore
In base alla posizione del narratore possiamo distinguere narrazioni:
- Ulteriore → narrazione al passato (la più frequente)
- Anteriore → narrazione predittiva/profetica
- Simultanea → narrazione contemporanea all’azione
- Intercalata → narrazione situata tra azioni, gli eventi si alternano ai loro resoconti (es. diari, romanzi epistolari…)
Discorso narrativo → voce narrante (chi parla?)
Scala dell'udibile
- Pura diegesi - il narratore parla con la propria voce
- Narrazione nascosta - si parla di eventi e personaggi ma il narratore rimane nell’ombra
- Pura mimesi - storia non narrata o minimamente (epistola, colloquio interiore…)
Rapporto narratore/narratario
Narratore (autore in carne ed ossa) → Narratario (destinatario della storia)
Narratori inattendibili → es. narratore che si presenta come un bugiardo (crea incertezza cognitiva nel lettore)
Autenticazione = costruzione del mondo - trasformazione delle entità possibili in entità finzionali
- Diadica → racconto in 3° persona anonima/impersonale + discorsi diretti
- Graduata → narratore personalizzato + discorsi dei personaggi
- Uso improprio dell’autenticazione → narrativa autocontraddittoria
Denarrativizzazione → l’autore nega/smentisce eventi o descrizioni fino a quel momento ammessi dallo storyworld
- Narrazione in prima persona
- Autore incarnato nell’individuo, visione soggettiva (può essere omodiegetica o eterodiegetica)
- “Io narratore” = io narrante | “Io narrato” = io come personaggio
- Narrazione in seconda persona
- Chiede l’intervento del lettore, alter ego del narratore con cui dialogare
- Narrazione in terza persona
- Accesso alla mente dei personaggi, può vagare liberamente nel tempo e nello spazio, può essere presente contemporaneamente in vari luoghi (voce anonima ed onnisciente)
Rapporto del narratore con la storia
- Eterodiegetico → narratore assente dalla storia
- Omodiegetico → narratore presente come personaggio secondario
- Autodiegetico → narratore presente come personaggio principale
Livello narrativo
- Extradiegetico → atto narrativo non presente nella storia
- Intradiegetico → atto narrativo presente nella storia
Modo → tipo e quantità di informazioni presenti nel testo (distanza + prospettiva + focalizzazione)
Focalizzazione
(Lo sguardo di chi sta filtrando gli eventi):
- Focalizzazione zero/non focalizzato = narratore onnisciente, può muoversi nel tempo e nello spazio
- Focalizzazione interna = punto di vista di un personaggio che assume il ruolo di focalizzatore della storia
- Interna fissa → per tutta la narrazione lo stesso personaggio
- Interna variabile → più personaggi riflettore
- Interna multipla → stesso evento narrato più volte tramite personaggi-riflettori
- Focalizzazione esterna = narratore esterno nascosto, sa meno dei personaggi (tipica della letteratura giornalistica)
I personaggi
- Personaggi piatti → semplici, ben identificabili, non mutano nel tempo
- Personaggi a tutto tondo → più complessi, profondità psicologica, background
Flusso di coscienza e monologo interiore → pensiero del personaggio, pensiero associativo = inconscio (immagini, emozioni, sensazioni…)
Il paratesto
(Elementi che contornano o prolungano il testo - es. titoli, intertitoli, dediche, prefazioni, postfazioni…)
- Peritesto → elementi inseriti nel libro stesso (titolo, prefazione, ecc.)
- Epitesto → elementi all’esterno del libro (interviste, conversazioni, ecc.)
Esergo = motto/citazione all’inizio del testo e la dedica
Incipit
(Avvio dell’opera, presa di contatto tra il mittente e il destinatario)
Tipologie:
- Incipit narrativo → si concretizza in alcuni topoi (nascita, partenza, arrivo…)
- Incipit descrittivo → si concretizza nella descrizione di luoghi e personaggi
- Incipit commentativo → si concretizza in un discorso o commento
Velocità di entrata:
- Incipit statico
- Incipit progressivo
- Incipit sospensivo
La tecnica dell’incastonatura = combinazione di sequenze narrative, ognuna posta all’interno di un’altra (storie nella storia)
- Cornice che crea una situazione drammatica nella quale i personaggi narrano una serie di storie (es. “Il Decameron”)
- Prolungata narrazione primaria interrotta da una storia più corta raccontata da un personaggio (es. “Il processo” Kafka)
Funzioni dell’incastonatura:
- Drammatica/Esplicativa → spiega la narrazione, ne influenza il coro
- Tematica → sfrutta le analogie o differenze tra le due narrazioni
- Meccanica/Gratuita → la relazione tra le due narrazioni è poco significativa
L’incastonatura mette in gioco un sistema di riflessioni e rimandi alla narrazione primaria (rappresentazione traslata/metaforica/metonimica)
Effetti di realtà → introduzione di dettagli verosimili e descrizioni puntuali per la costruzione della “realtà finzionale”
Metalessi = statuto di incertezza, passaggio dal reale al finzionale
- Metalessi discendente - la realtà scarica le proprie prerogative sulla finzione
- Metalessi ascendente - la finzione inquina la realtà (es. “Sei personaggi in cerca d’autore” Pirandello)
Il mise en abyme → replica miniaturizzata di un testo inserita nel testo stesso
Sia la metalessi che il mise en abyme rendono labile il confine tra realtà e finzione, minano la verosimiglianza.
→ effetti di straniamento (ostacolare la percezione abituale/automatica - alienazione, nuova realtà di giudizio)
Modulo 1 - Retorica
Retorica → “arte della parola”
L’antichità greca e romana ha riconosciuto l’arte della persuasione e l’ha teorizzata con rigore e ricchezza. I maggiori filosofi occidentali hanno cercato di rispondere alla domanda - “che cos’è la retorica?
- Quintiliano - Scienza del parlar bene:
- Correttezza grammaticale
- Bellezza dello stile
- Veridicità dei contenuti
- Efficacia persuasiva del discorso
Persuasione → Strategia che consiste nel far sì che gli altri sostengano un’opinione che prima non avevano, senza alcuna forma di costrizione, ma modificano un'opinione già formata
Scopo della retorica = spiegare, regolare e controllare la persuasione del discorso
- La nascita della retorica viene identificata nel 467 d.C. a Siracusa, ed è strettamente legata all’avvento della caduta della tirannide di Gelone e Gerone I.
- L’arte oratoria è il primo manuale di retorica contenente precetti ed esempi
- L’impianto originario della retorica è determinato dal contesto politico e giudiziario, poiché con essa si possono tutelare i propri diritti → Corax (fondamentale tecnica argomentativa per cui ciò che è troppo verosimile diventa inverosimile)
Ad oggi il Corax equivale alla dietrologia.
Psicagogia → Accanto alla prima forma di retorica sorge la strategia discorsiva, mira al coinvolgimento emotivo del pubblico. Condurre l’anima dove si desidera attraverso il potere seduttivo della parola.
Antilogia → Essere in grado di difendere sia la posizione favorevole che quella contraria. (contraddiz. logica di termini ed idee)
Kairòs → capacità dell’oratore di adattarsi al contesto ed al tempo del discorso
Politropia → capacità di padroneggiare diverse modalità di espressione intorno ad un concetto
Petizione di principio → strategia argomentativa che dà per acquisita una tesi che bisognerebbe dimostrare, limitandosi a denunciarla in forma lievemente diversa.
Gorgia è stato il primo ad utilizzare le figure retoriche della paronomasia, antitesi e omoteleuto.
Alle teorie retoriche dei sofisti Platone oppose la dialettica dell’arte del discutere basata sull’analisi rigorosa dei contenuti. Aristotele fece raggiungere il massimo sviluppo alla retorica scrivendo teorie di argomentazione ed elementi stilistici.
Il sistema retorico
Il sistema retorico:
- Inventio → trovare gli argomenti
- Dispositio → organizzare il discorso
- Elocutio → individuare lo stile
- Actio → la recita effettiva (il rapporto tra inventio e dispositio e il loro ordine di presentazione è un tema rilevante per la letteratura)
1) Inventio
È possibile identificare due categorie in cui far rientrare qualsiasi tipo di argomentazione:
- Prove extratecniche (testimonianze, confessioni o documenti su cui costituire la nostra tesi)
- Prove tecniche (costituite dall’oratore sulla base di un metodo di ragionamento)
I ragionamenti possono essere per induzione o deduzione e generare quindi:
- Exemplum (induzione) → produce una persuasione più dolce, più apprezzata dal volgo
- Entimema (deduzione) → è più possente, produce una forza benefica (ragionamento deduttivo basato su premesse - premesse valide → rag. attendibile)
Nella situazione comunicativa entrano in gioco anche Ethos, Pathos e Logos.
Aristotele ha individuato poi tre categorie di discorso, differenti in base alla tecnica argomentativa:
- Discorso giudiziario - Entimema - Deduttiva
- Discorso deliberativo - Esempio - Induttiva
- Discorso epidittico - Amplificazione
L’entimema è un sillogismo ellittico, in quanto omette le premesse e non spiega tutti i passaggi di un ragionamento. Può essere valido o non valido.
L’esempio è invece un argomento di tipo induttivo che utilizza un ragionamento di tipo induttivo (casi particolari → regola)
- Esempio reale → esempi storici e/o mitologici
- Esempio fittizio → esempi di parabola o favola
Imago → figura di exemplum, il personaggio esemplare che designa l’incarnazione di una virtù in una figura.
Come si costruiscono le premesse dei ragionamenti? I topoi sono schemi prestabiliti che si dividono in 3 categorie:
- L’argomento tipo → ambito giudiziario, ha la caratteristica di variare in base alla cultura che lo esprime
- Il tipo di argomento → schema astratto e generale che può assumere contenuti diversi
- La domanda-tipo → permette di trovare argomenti e controargomenti
2) Dispositio
Ordinare gli argomenti scelti nell’inventio, andando a costruire la struttura interna del discorso in ordine → Esordio, Narrazione, Argomentazione ed Epilogo
Narratio = Racconto dei fatti adottati nella causa, ma spesso questo racconto è concepito esclusivamente dal punto di vista della prova. La narrazione non è dunque un racconto nel senso romanzesco del divenire ma una pròtasi argomentativa. (Per Aristotele sarà il nucleo di tutte le successive istanze + concetto di mimesi)
3) Elocutio (lexis)
Viene data forma al discorso attraverso le figure di stile.
Ritmo e stile:
- Non deve essere metrico (come nella poesia), ma non del tutto assente
- I periodi possono essere composti in modo antitetico
- Lo stile deve essere proporzionato, commisurato al soggetto trattato ed alla situazione comunicativa
Metafora → processo che consiste nel dare ad una cosa un nome che appartiene ad un’altra cosa, può avvenire per analogia
Metafora per analogia → quando il secondo termine sta al primo come il terzo sta al quarto (A:B=C:D)
La metafora si costruisce sulle somiglianze per costruire inediti aspetti del reale (Potente effetto persuasivo → efficacia visiva)
Similitudine → forma di metafora, qui però l’analogia è esplicita (es. “Achille si lanciò come un leone”)
4) Actio (hypocrisis)
Consiste nell’enunciazione davanti al pubblico e calcola effetti vocali, mimica e gestualità
Divisione del discorso per la retorica latina
- Esordio (diretto o indiretto) in cui prevale l’ethos
- Narratio (leggendaria, storica, stilistica) → logos
- Confirmatio (prove a sostegno)
- Refutatio (si diminuiscono le prove avversarie) → logos + pathos
- Digressio (distrarre l'uditorio, concedendo un momento di distensione)
- Peroratio (punto conclusivo, appello alle passioni)
L'ordine omerico o nestoriano: Consiste nel cominciare con gli argomenti forti, inserire nella parte centrale quelli più deboli per poi riprendere quelli più forti. Ordine crescente → norma del membro più breve posto prima di quello più lungo…
Apparente morte della retorica
Locke → parla del segno (=semiotica), in particolare della categorizzazione mentale. La costruzione dei segni verbali nasce dalla trasformazione dei dati percettivi della rappresentazione mentale in significati astratti (processo di metaforizzazione)
Metafora = cellula generata dal linguaggio stesso poiché rende possibile il passaggio da immagine mentale a segno verbale. La rappresentazione non può più essere analoga a ciò che rappresenta (nessuna somiglianza tra “cerchio” ed “idea di cerchio”) il pensiero diventa segno nella stessa natura del suono linguistico = segno arbitrario.
Imperfezione ed abuso di linguaggio: L’abuso di linguaggio è inteso come volontario fraintendimento del linguaggio che si manifesta in caso di oscurità voluta nell’uso delle parole, in contrapposizione al concetto di imperfezione che è connaturato nella genesi del linguaggio. (Locke critica per questo la...)