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Comunicazione e semiotica

Comunicazione orientata e pubblica

Comunicazione source oriented: esempio, letteratura. Comunicazione target oriented: orientata ad un obiettivo, basata sulle conoscenze che avrà il mio destinatario. L’emittente sparisce a vantaggio del destinatario. Esempio: pubblicità —> atto comunicativo di cui noi non conosciamo l’emittente, perché il centro dell’attenzione siamo noi stessi.

La comunicazione pubblica vuole essere persuasiva. Pubblicità: alto valore estetico. Matrimonio semiotico tra linguaggio visivo e comunicazione verbale (immagini e parole, tolleranza reciproca). Il linguaggio verbale ha rinunciato alla sua complessità analitica. Il linguaggio delle immagini è molto semplice. A partire dagli anni ’90 il linguaggio verbale e il linguaggio iconico si fondono grazie al digitale. La sintassi si va via via semplificando, mentre le immagini diventano sempre più complesse e analitiche.

Transmedialità e semiotica

Transmedialità: gli elementi semiotici (segni) sono fatti per essere usati in un insieme di codici. Parole unite ad un'immagine diversa non hanno mai lo stesso significato (es.: le immagini dei tre porcellini).

Antifrasi: tipo di comunicazione che intende l’opposto di ciò che dice.

Tipologie di segno secondo Charles Pierce

  • Simbolo: significante —> non ha nessun rapporto con il significato. Esempio: lettere di una parola (cane/dog ecc.).
  • Icone: immagini —> rapporto di similarità e analogia tra significante e significato. Il linguaggio iconico è di immediata comunicazione (es.: immagine di un cane).
  • Indici o segni indicali: il significante ha un rapporto di continuità vincolante con il significato (es.: targa automobilistica). Se manca il contesto manca anche il significato (es.: avverbi: ieri, oggi, domani).

Neuro-cognitivismo e colori

Neuro-cognitivismo: nasce negli anni ’90. In Italia nel ’94 dei neurologi utilizzano per la prima volta le risonanze magnetiche per vedere cosa succede nel nostro cervello quando facciamo qualcosa. Risonanza usata per la prima volta con gli scimpanzé. Vennero scoperti i neuroni-specchio, che servono al nostro cervello per simulare ciò che vediamo fare agli altri. La scoperta dei neuroni-specchio ha cambiato la comunicazione. Cambia anche la produzione delle merci che vengono messe sul mercato.

Colori: nel sistema semiotico sono un codice dell’iride.

  • Al colore blu, la mente (il software del cervello) attribuisce una forte versatilità. 1952 Roberto Carboni inserisce il colore blu nel packaging della Barilla. Contrasto, perché il blu è quasi totalmente assente nella sfera alimentare.
  • Il rosso è il colore più colorato, è un ipercolore, antagonista del blu. Veniva utilizzato già nel paleolitico superiore; colore più facilmente estraibile, ma molto deperibile. Il rosso è autocontraddittorio (es.: sangue, è sia il sangue versato di chi muore, sia il sangue che scorre, il sangue della vita.) Il rosso è demoniaco, della prostituzione, del divieto, della bandiera della rivoluzione, ma il rosso è anche del Natale, di San Valentino, della Ferrari.
  • Il verde è il biocolore per eccellenza. Colore evanescente, effimero, instabile... infatti è il colore di tavoli da gioco, dei marziani. Per questo il verde è detto della speranza, non della certezza.
  • Il bianco in Occidente è purezza, in Africa e Asia è lutto. Questo spiega perché la comunicazione pubblicitaria funzioni solo per alcune aree geografiche ristrette. Esistono dei confini semiotici che obbligano a produrre pubblicità diverse per aree geografiche o addirittura Paesi.

Codici plastici e pubblicità

Codice plastico eidetico: la forma è un focalizzatore della nostra attenzione fondamentale. Codice plastico topologico: posizionamento degli elementi che costituiscono la scena visiva. Area V1 —> visione centrale, si generano poi sinapsi che interpretano ciò che vediamo.

Immagine di dormienti, lei con POST-IT. Prima interpretazione astratta (etichettatura astratta da 16/18 anni) —> Assegnazione di un FRAME (definizione astratta di ciò di cui sto facendo esperienza grazie a una memoria semantica) —> Assegnazione di uno SCRIPT (una microsceneggiatura, cosa potrebbe accadere, sequenze cronocausali, azioni, memoria episodica).

Pubblicità di POST-IT

  • Linguaggio plastico cromatico: predomina il bianco. Anche i corpi sono chiari.
  • Linguaggio plastico eidetico: tutto è sinuoso, vivente, ondulatorio; forme convesse, tondeggianti.

Pubblicità Diesel di Oliviero Toscani

  • Sememi: significati primari, tratti semantici dominanti.
  • Linguaggio plastico cromatico: collisione tra assenza di colore della scena e colori accesi dei pappagalli.
  • Linguaggio plastico eidetico: architettura geometrica. Corpi privi di una posizione utilitaristica. Staticità dell’ambiente contrasta con la dinamicità dei corpi. La frizione fa sì che non ci sia un frame apparente.
  • Embrayage e Debrayage —> atto di enunciazione ed enunciato in contrasto. Global warming —> spiega la presenza dei pappagalli in piazza San Marco.

Ameriquest funny commercials

Abbiamo la sensazione di avere il controllo sulla scena, invece cambia il frame improvvisamente. Qui l’atto di enunciazione e l’enunciato sono in contrasto. Oggi la comunicazione è frizionale.

Storytelling e semiotica

Storytelling: predisposizione a ordinare esperienze in senso crono-causale, secondo rapporti di interconnessione. Predisposizione neurocognitiva implicita nel cervello dell’uomo —> Flusso PECMA (Perception —> Emotion —> Cognition —> Motion —> Action). Flusso PECMA assomiglia a un film, allo storytelling —> modo in cui leggiamo la realtà. Scoperta fondamentale del modo in cui il nostro cervello agisce. Semiotica è uno degli assi principali che si interessa alla narrazione.

Storia: contenuto, concatenarsi degli eventi grazie a degli esistenti (personaggi, oggetti dell’ambiente). Discorso: medium attraverso cui la storia è raccontata.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/05 Filosofia e teoria dei linguaggi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martina.vigliotti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Semiotica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Calabrese Stefano.
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