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Appunti ricerca quantitativa

Appunti dettagliati del corso di ricerca quantitativa di Sonia Stefanizzi in preparazione all'esame di ricerca quantitativa.
Contiene spiegazioni ed esempi fatti dalla professoressa durante la lezione e utili per capire il manuale di ricerca quantitativa che può risultare complicato da capire.

Esame di Ricerca quantitativa docente Prof. S. Stefanazzi

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dei concetti a determinate categorie, in questo modo distinguiamo degli oggetti di una

classe dagli oggetti di un’altra classe.

I concetti si caratterizzano per due tipi di formazioni è una relazione che riguardano

degli oggetti che noi studiamo, ma si riferiscono anche alla proprietà che caratterizza

questi oggetti. Queste due caratteristiche sono:

caratteristica di intensione si riferiscono a caratteristiche proprie dell’oggetto

 a cui il concetto di riferisce

caratteristica a estensione si riferiscono a caratteristiche specifice della

 classe

E’ fondamentale mettere empiricamente alla prova i nostri concetti. Processo di

traduzione empirica dei concetti avviene in diversi passaggi:

1. Il primo consiste nel fare i modo che il concetto diventi proprietà caratteristica

di un oggetto. Nella maggior parte dei casi nella sociologia questi oggetti sono

gli individui, ma possono essere anche nazioni, eventi di protesta. Esempio

concetto di classe sociale: è importante capire a che oggetto si riferisce. Ad

esempio se essa è proprietà degli individui fa riferimento all’istruzione ecc. ma

se invece la classe sociale si riferisce all’analisi della nazione allora si fa

riferimento al tasso di istruzione.

2. La seconda operazione consiste nel dare una definizione al concetto. Sulla base

delle mie conoscenze allora ad esempio dico: lo stato civile si riferisce al

rapporto giuridico che presuppone un unione di tipo giuridico. Ho dato una

definizione e quindi è più semplice arrivare a degli indicatori. Degli indicatori

possono essere: il matrimonio (o coniugato, celibe, separato, divorziato). Questo

passaggio è per poter trovare degli indicatori ovvero concetti concreti che mi

permettono la dimostrazione empirica.

Esempio concetto di intelligenza. La prima domanda da fare è qual è l’oggetto di

riferimento? L’individuo. Intelligenza: serie di capacità che l’individuo possiede. Sono

capacità che variano negli individui e che costituiscono questo concetto di intelligenza.

Come posso tradurre questo concetto empiricamente? Devo trovare degli indicatori.

Trovo delle dimensioni in cui questo concetto si esprime. In questo caso possiamo dire

che intelligenza può essere “smontata” in capacità cognitiva, valutativa e creativa e

verbale. Immaginiamo che ci interessi solo la capacità verbale, trovo una serie di

concetti concreti che fanno riferimento alla capacità verbale. Questi sono: complessità

del linguaggio, fluidità, vocabolario, rispetto della grammatica. Esercizio: concetto di

partecipazione politica in rapporto con genere e età. L’età e il genere si riferiscono alle

proprietà dell’individuo. Comincio a dare una definizione di partecipazione politica

insieme di attività visibili o invisibili che mettono in relazione l’individuo con la sfera

politica. Da qui individuo due dimensioni: attività visibili (partecipazione attiva) e

attività indivisibile (partecipazione passiva). Gli indicatori possono essere (per le

attività visibili): affluenza alle urne, essere iscritto ad un partito politico,

partecipazione a proteste scioperi, candidarsi come leader di un partito politico.

Indicatori per le attività invisibili: informazione politica, leggere quotidiani che si

occupano di politica, assistere a trasmissioni televisive, discutere di politica. Esempio:

autoritarismo. Unità di analisi: nazione in ambito politico, sociale ed economico.

Indicatori: libertà di opinione, libertà di stampa. Esempio: insicurezza urbana (legata

ad un determinato comportamento). Unità di analisi: individui. Indicatori: instabilità

lavorativa.

28/02/2017

Trasformazioni degli indicatori ai variabili

I concetti possono fare riferimento alle costruzioni mentali astratte o a oggetti che

sono osservabili in modo diretto. I concetti sono rappresentazioni mentali, il modo di

rappresentare la realtà nella nostra mente.

Divisione:

Classificazione ha una serie di caratteristiche, nel momento in cui

 classifichiamo un concetto, lavoriamo sul rapporto di genere e di specie e incrocio

genere specie. Esempio: gatto specie: felini. Non tutti i felini sono gatti (incrocio

tra genere e specie). 3 aspetti: fondamento divisionis criterio che mi permette di

contrapporre due classi a cui posso fare riferimento e a cui posso collocare una

cosa (genere umano collocato a generi maschio, femmina). Es. sistema politico:

classificare i sistemi politici. Principi legittimazione gerarchi sistema aristocratico,

democratico, burocratico ecc. La seconda regola per creare una classificazione è la

mutua classificabilità delle classi. Un caso può appartenere ad una classe ma non

ad un’altra. I confini tra le classi sono delimitati. Un terzo criterio è quello

dell’esaustività: il complesso delle classi individuate deve essere esaustivo rispetto

all’oggetto classificato. Classificare vuol dire riferirsi a un concetto che deve essere

definito in campo semantico.

Tipologie livello di complessità elevato. La tipologia viene prodotta articolando

 in modo simultaneo due o più aspetti che sono relativi all’intensione di un oggetto.

Ad esempio: Europeismo persone favorevoli all’unione europea (fondamento

divisionis). Posso creare due classi: favorevoli e contrari. Altra classificazione:

nazionalisti (persone soddisfatte con la democrazia del paese). Incrocio i

nazionalisti con chi è favorevole o meno all’unione europea. Questo incrocio mi

permette di creare dei tipi ad es. “tipo nazionalista favorevole all’UE”, “tipo

nazionalista sfavorevole all’UE”, “non nazionalisti favorevoli all’UE”, “non

nazionalisti sfavorevole all’UE”. Es. Status socio-economico oggetto: status.

Indicatori: istruzione, reddito, livello occupazione. Classifichiamo l’istruzione:

licenza elementare, licenza scuola media, diploma scuola superiore, laurea, post

laurea (classi esaustive). Classifichiamo occupazione: dal bracciante al lavoratore

in proprio, impiegato, dirigente (professione si collocano in una classifica a seconda

del prestigio della professione). Perciò avrò delle professione di alto livello, medio

livello e basso livello. Incrocio livello di istruzione con occupazione: livello alto,

medio, basso in rapporto al livello di istruzione (tabella).

Le tassonomie la differenza con gli altri sistemi di classificazione è che le

 classificazioni sono presentate in forma gerarchica. Albero che ha una radice e

parte o dall’alto o dal basso. La classificazione gerarchica presuppone una

classificazione sistematica. È una classificazione di informazioni in forma gerarchica

in accordo con relazioni presunte. Oggetto animato: agente che si articola in due

sottoclassi che sono la persona e l’organizzazione. Ci permettono di classificare

delle informazioni sulla base semantica dei significati. Esempio: tassonomia dei

possibili comportamenti di un elettore: comportamento elezioni chi vota e chi non

vota. Sottoclasse di chi vota: uno ha scelto un partito e l’altro scheda bianca. Sotto

sotto classe voto: chi ha votato si o no.

Processo di operativizzazione

Processo di traduzione di un affermazione teorica in operazioni empiriche. Ci sono vari

passaggi

1. Applicare i concetti ad oggetti concreti. Bisogna pensare ai concetti come proprietà

di alcuni oggetti che si osservano. Questi oggetti vengono chiamate unità di

analisioggetto che intendiamo studiare che andiamo a studiare. Le più comuni

sono gli individui, in seguito ci sono gli aggregati di individui, gruppi,

organizzazioni, istituzioni, eventi (studio proteste, eventi giudiziari), prodotti

culturali (filmati, articoli di giornale). Queste sono le unità di analisi più diffuso

2. Dare una definizione operativa del concetto: devo stabilire quali sono le regole per

la traduzione empirica dei mie concetti. Quali sono queste regole? Traduzione del

concetto in variabile. Ad esempio: studio la classe sociale e la analizzo

empiricamente rispetto al titolo di studio o all’occupazione.

3. Operativizzazione in senso stretto: applicazione completa delle regole ai casi

completi che sto studiando. Passaggio pratico: applico le regole che ho stabilito

prima ai casi completi che sto studiando. Passaggio dalle proprietà alle variabili.

Può includere operazioni di misurazione, classificazione, conteggiare, ordinare in

senso gerarchico.

Esempio: concetto di religione. Inizialmente bisogna concettualizzare (definire).

Operativizzazione: individuo le dimensioni che si presentano empiricamente, devo

trovare degli indicatori validi che siano congruenti dal punto di vista semantico con il

concetto a cui si riferiscono. Una volta individuati gli indicatori trasformo gli indicatori

in variabili. Esempio religione: definizione di religione orientamento valoriale nei

confronti del sacro che si declina in pratiche sociali riconosciute. Unità di analisi:

individui. Dimensione: dimensione ideologica, ritualistica ed esperienziale. Queste

dimensioni derivano dal concetto. Dimensione ritualistica variabile pregare,

partecipare, leggere i testi sacri. Le variabili possono essere: numero di persone che

pregano settimanalmente o che vanno a messa. Indicatori della dimensione

esperienziale: importanza di Dio, della fede variabile? Numero di persone che

valutano la fede come. Indicatori dimensione ideologica varibili? Persone che si

sposano in chiesa, persone contrarie all’aborto. Capitale sociale: fiducia, norme che

regolano la convivenza norme sociali e formali che regolano la convivenza fra gli

individui.

06/03/2017

Passaggio da indicatori a variabili

Gli indicatori sono dei concetti più semplici che sono legati ai concetti generali da cui

discendono, dando un rapporto di indicazione. Gli indicatori consentono di scendere

dal livello di astrazione del concetto. Il rapporto che esiste tra concetto e indicatore è

sempre un rapporto parziale. Un concetto non può mai essere esaurito da un solo

indicatore. Dobbiamo trovare più indicatori possibili. Quando lavoriamo con gli

indicatori distinguiamo una parte indicante e una parte estranea di un concetto. La

parte indicante si sovrappone che dobbiamo curare maggiormente, mentre la parte

estranea deve essere ridotta. Tutto questo dipende sempre dall’unità di analisi. Ad

esempio: la lettura di una rivista (ad esempio famiglia cristiana) può essere rilevatore

di consumo ma anche di secolarizzazione. Non basta questo indicatore per lavorare sul

consumo culturale o grado di secolarizzazione. Bisogna perciò presentarne molti altri.

Concetto complesso tutti i concetti che fanno riferimenti alle scienze sociali e ai

fenomeni che osserviamo fanno parte dei concetti complessi. Definizione

dimensione, dimensione, dimensione indicatore, indicatore che poi diventano delle

variabili l’insieme di tutto questo è un indice. In questo modo posso misurare il mio

concetto complesso. Prima lo decostruisco e poi lo rimetto insieme in un indice.

L’indice è la somma di tutti gli indicatori che si riferiscono alle combinazioni

di variabili diverse.

Cosa sono le variabili? Come trasformiamo gli indicatori in variabili? Bisogna

operativizzare - proprietà- indicatori. Ad esempio: il concetto di peso diventa una

proprietà nel momento in cui la applico in un libro. Questo peso viene misurato in vari

valori quando diventa una variabile. Le variabili possono essere diverse e misurate in

diversi modi. Una variabile può assumere diverse modalità che corrispondo ai diversi

stati operativizzati dalle diverse proprietà in questione. Ad esempio, titolo di studio è

un indicatore, diploma, licenza media variabili.

Diversi livelli delle misurazioni delle variabili: Quando lavoriamo con una procedura di

classificazione le variabili si chiamano variabili nominali o qualitative. Variabili

nominabili (classificatoria, dove non posso fare operazioni matematiche): genere,

partito politico, religione. Possiamo avere delle variabili ordinali: la procedura di

misurazione è l’ordinamento. I valori di riferimento saranno numeri. Esempio di

variabile ordinale: lavoro svolto. Un atro tipo di variabili sono le variabili cardinali

esprimono un valore numerico. Le procedure di operativizzazione possono essere la

misurazione, ad esempio: altezzamisuro delle persone seguendo un numero. A

seconda della proprietà del concetto si dividono in continue e discrete. La proprietà è

continua quando ho un unità di misura di riferimento che ha un significato numerico,

sono misurabili. È discreta quando posso effettuare un conteggio. Es. numero dei

figli conteggio o misurazione sui numero dei figli. Esempio di variabili cardinali:

altezza, peso, guadagno mensile netto o lordo ovvero tutte le variabili che esprimono

una misurazione.

Le variabili vanno a compiere delle operazioni di diverso tipo sugli stati delle proprietà.

Le variabili misurano gli stati della proprietà espressa dall’indicatore. Quando ho degli

stati discreti ma non ordinabili dobbiamo classificare.

Variabili cardinali proprietà in termini continui, posso compiere operazioni

matematiche possibili.

Esempio: capitale sociale norme e fiducia che regolano la convivenza. Dimensioni:

politica (partecipazione politica), civica, propensione degli individui a donare agli altri.

Indicatori: livello di partecipazione elettorale, associazioni politiche, diffusione della

stampa quotidiana. Unità d’analisi: collettività. Variabili numeri di associazioni

politiche (variabile cardinale che si esprime sotto forma numerica), numero di persone

che vanno a votare per mille abitanti (variabili numeriche). Esempio: religiosità,

dimensioni esperienziali. Indicatoreimportanza di Dio nella vita. Valore della fede.

Variabile quanto è importante la fede nella vita quotidiana (variabile ordinale)

quante volte prega al giorno o si trova in gruppi di tipo religioso (variabile cardinale).

La definizione operativa permette la trasformazioni in proprietà delle variabile.

L’operativizzazione è complesso di regole che guidano le operazioni con cui lo stato di

ciascun caso viene rilevato e assegnato a una delle categorie stabilite in precedenza.

Anche le regole di controllo definiscono l’operativazzazione: variabili, registrazioni

informazioni, controllo.

Esempio: classe sociale. unità d’analisi individuo. Dimensioni: economia. Indicatori

reddito

13/03/2017

Come si costruisce un questionario standardizzato?

Inchiesta campionaria: le inchieste campionarie rappresentano un modo particolare di

rilevare delle informazioni interrogando gli stessi individui che sono oggetto di ricerca.

L'inchiesta è rappresentatia quando permette a tutti gli individui la stessa possibilità di

far parte del campione. Inichiesta campionaria: modo particolare per rilevare

informazioni. Il questionario è una tecnica standardizzata, con domande chiuse che

hanno delle risposte fisse ma cerco di rilevare unu atteggiamento o delle credenze

attraverso delle domande standardizzate.

C'è una differenza tra inchiesta campionaria e sondaggio --> il sondaggio è un

inchiesta che ha un obiettivo limitato ovvero quello di accertare l'esistenza di un certo

fenomeno. Ha finalità puramente descrittive. L'inichiesta campionaria descrive e cerca

di mettere in relazione le variabili che vado a trovare. Trovare i nessi causali che

collegano le variabili attraverso la somministrazione di specifiche domande. Il

questionario è yuno strumento di comunicazione tra due individui. Nasce sempre un

interazione tra individui e oggetto di studio.

Standardizzazione dell'osservazione: la domande devono essere identiche per

tutti gli intervistati. Le operazioni che portano alla definizione del questionario sono:

1. definire quali sono i temi che interessano

2. stabilire domande in base a obiettivi che voglio raggiungere

3. Formulo le domande

4. Decido quali sono le risposte alle domande (possibilmente risposte chiuse poiché

quelle aperte sono molto difficili da trattare)

Devo vedere la modalità più idonea per studiare un determinato tipo di fenomeno.

Dopo di questo devo verificare il questionario che ho prodotto. Le domande devono

avere dei riferimenti spaziali e temporali. Ad esempio: quante volte leggo i

questionari? Non va bene perché manca una sequenza temporale. In seguito mi devo

chiedere se la domanda che pongo è facilmente comprensibile e gestibile da un

potenziale intervistato. Attraverso i questionario raccogliamo elementi utili per una

ricerca.

Come formulare i quesiti?

Domande chiuse o aperte? --> in genere il questionario è composta da domande

chiuse con delle modalità prefissate. Le modalità di risposta possono essere però

inadeguate. Questo è un problema molto grosso. Le domande aperte sono molto

difficile da fare poiché la persona che svolge il questionario deve recepire il senso del

messaggio nel modo in cui l'intervistatore lo intende. È meglio lasciar perdere le

domande aperte.

Invarianza dello stimolo-->

Le domande non:

Non devono contenere espressioni in gergo

 non devono essere presenti domande con due quesiti in una

 Non devono contenere domande con tono dispregiativo o elogiativo

 Non devono avere un significato emotivo

14/03/2017

Regole per costruire questionario analisi primarie e secondarie si hanno così tanti

dati raccolti che non ha senso replicare questa raccolta. La lunghezza della domanda

deve essere contenuta. Bisogna

No domande imbarazzanti riguardanti questioni privati e intimi. Questo crea un

problema nell’intervistato che non da una risposta veritiera e tende a conformarsi.

Ad esempio: Alcuni medici ritengono che il consumo di alcolici sia dannoso, altri

pensano che sia benefico, qual è la sua opinione?

Bisogna tenere in considerazione nei questionari la categoria “altro” codificate a

posteriori. È importante per dare all’intervistato la possibilità di rispondere a quella

domanda. Desiderabilità sociale delle risposte tendenza dell’intervistato a

rispondere in modo da collocarsi in modalità di risposte adatte alle attese di chi ha

fatto le indagini. Per evitare questo devo formulare delle domande legandole sempre a

fatti concreti. Devo rendere accettabili anche le risposti meno desiderabili. Considerare

normale e diffuso anche il comportamento negativo. Formulare le domande in terza

persona. Queste strategie vengono utilizzate quando ci si trova in una situazione di

difficoltà. Equilibrare la desiderabilità delle risposte (mischio le domande e cerco di

renderle equilibrate).

Effetto memoria devo sempre stabilire limiti temporali come iniziare un

questionario?

Tecnica dell’imbuto domande generali per poi arrivare a domande più specifiche e

salienti. Devono essere in posizioni centrali. Introduco alla ricerca con domande molto

semplici poi ci sono le domande centrali ed arrivo alla fine con domande rassicuranti.

Un aspetto da ricordare per evitare la non risposta sono le domande “filtro” che

servono ad orientare alle risposte. Le domande filtro servono per indicare le mancate

risposte

Tecnica della scala item semanticamente autonome. Ciascuna domanda ha un suo

intrinseco significato. Una scala è una batteria di domande che riguardano una

questione ma che sono semanticamente autonome. Distanza misura soggettiva.

Scala Likert, scala Guttman item costruiti come una scala (se si accetta l’ultima si

accettano tutte le altre precedenti). Scale auto ancoranti due categorie estreme. Ai

due estremi ci sono significati che tra di loro sono estremamente diversi.

Osgood differenziali semantici. Voglio rilevare qual è l’atteggiamento e l’opinione dei

partiti politici. Ex. Partiti italiani collocarli su una graduatoria a seconda di come si

vedono. Da pulito__________ a sporco oppure vecchio______ giovane. La cosa più

importante di tutti è garantire l’anonimato (la specificità dell’individuo si perde).

Per esercitazione Si parte volendo indagare un certo fenomeno, si comincia

contestualizzando ciò che si vuole indagare. In seguito si chiede di utilizzare un solo

indicatore. Si utilizza una tecnica di scale con solo tre item (pochi ma va bene per

test). Esempio: livello di istruzione dei genitori. Situazione economica della famiglia.

Il campionamento 20/03/2017

Il campione probabilistico garantisce due elementi:

Rappresentatività: composto da unità che presentano la stessa variabilità

 dell’universo a cui appartengono. Ci permette di fare inferenze sul totale della

popolazione

Casualità: riguarda il metodo di estrazione. Ogni individuo della popolazione ha la

 stessa probabilità di essere astratto (es. Piazza Milanofermo una persona su 5

all’orario di punta in cui si va a lavorare: non va bene, non è un campione

probabilistico perché non garantisce la rappresentatività, lascio fuori tutta una

serie di individui)

Ampiezza del campione più il campione è esteso, più si riduce la possibilità di

ammettere errori perché siamo più sicuri di rispettare la relatività dell’universo che

andiamo a studiare e perché permette di fare (più disgregazione) della popolazione. Il

campionamento è sempre proporzionale all’entità dell’universo (specie per

disgregazioni territoriali). Svantaggi: maggiori costi e risorse

Come si costruisce il campione?

Bisogna individuare le unità di analisi diversa dalle unità di rilevazione es. la forma

italiana è l’unità di rilevazione mentre il soggetto singolo a cui sarà sottoposto il

Lista di copertura o di popolazione

questionario sarà unità d’analisi. elenco di tutti

gli individui oggetto di studio.

La rappresentatività si garantisce:

- Intervistando i campioni tutti nello stesso momento (circa) unica dimensione

temporale

- L’insuccesso è probabile quando il campione è viziato. Es. ’36 studi sull’att.

Elettorale basato su interviste telefoniche No punti

I dati dell’anagrafe sono spesso il punto di partenza di molte indagini. Però popolazioni

come gli immigrati irregolari, pongono dei problemi allora si individuano varie liste

al fine di ricostruire una lista unica in maniera tra l’altro qualitativa.

Estrarre casualmente nella lista di apertura, ogni individuo deve apporre una sola

volta (ovvio), la lista deve essere ben completa. Es.: indagine su gitane spagnole in

USA dalla lista dei numeri telefonici molte donne non venivano prese in

considerazione perché quando si sposavano perdevano il cognome

Definizione campione casuale probabilistico ciascun individuo ha uguale

possibilità di essere scelto per i campioni e ogni gruppo di individui di egual

dimensione ha la stessa probabilità di entrare a far parte del campionamento.

Campione casuale semplice

Estraggo gli individui in modo da non provocare distorsione in base alle loro

caratteristiche. È senza remissione se qualcuno non può essere intervistato quel

campione di individuo non è valido è nullo, non si chiama un altro individuo.

Campione sistematico

Quando si estrae il campione selezionando un elemento di una lista ogni k elementi

(ogni 10 estraggo una persona) il 1 n lo estraggo a sorte. Problema se la persona

estratta non si fa intervistare non è così facile intervistare la persona che viene dopo,

non garantisce la rappresentatività anche qua c’è remissività


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in sociologia
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher salomesarango di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ricerca quantitativa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Stefanazzi Sonia.

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