Misurazione in psicologia
Definizione generale
Misurazione: assegnazione di valori numerici ad eventi o oggetti dell'ambiente secondo regole precise. Procedure di identificazione di elementi della realtà assegnandoli ad un sistema logico. Lo studio di un costrutto psicologico richiede innanzitutto una definizione teorica e una successiva definizione operativa, poiché un costrutto si può misurare quando diventa osservabile. Se la definizione teorica consente di collegare il costrutto alla teoria di riferimento, la definizione operativa consente di collegarlo alle variabili attraverso le quali misurarlo.
Tutte le misure psicologiche sono basate sull'osservazione di un comportamento e da queste osservazioni vengono successivamente inferite le caratteristiche che si vogliono misurare. All'aumentare della complessità del comportamento aumenta anche la difficoltà nell'inferire e isolare queste caratteristiche.
Tipi di misure di comportamento
- Latenza: viene misurata in unità di tempo e riguarda l'intervallo di tempo che intercorre tra un determinato stimolo e il verificarsi di uno specifico comportamento.
- Frequenza: riguarda il numero di volte in cui viene a verificarsi un determinato evento.
- Durata: anche questa variabile viene misurata in unità di tempo e riguarda la quantità di tempo in cui un singolo comportamento viene mantenuto.
- Intensità: è una caratteristica del comportamento difficile da misurare e che spesso viene confusa con la frequenza.
Errori nella misurazione
Quando viene effettuata una misurazione essa non rappresenta mai la misura vera ed esatta del comportamento o del fenomeno che si intende misurare, ma vi è sempre presente un certo grado di errore che può derivare da:
- Inadeguatezza del modello utilizzato per la misurazione.
- Errori accidentali: dovuti all'effetto del caso, ovvero alla consapevolezza che i risultati ottenuti da differenti misurazioni sono sempre diversi.
- Errori sistematici: riguardano lo strumento di misura che incorre inevitabilmente in una distorsione; è necessario quindi che gli strumenti usati per la misurazione siano sempre tarati.
Processo di misurazione
- Definizione del costrutto attraverso l'operazionalizzazione. Operazionalizzare un costrutto significa individuare gli indicatori osservabili che lo possono misurare. Gli indicatori possono essere sia manifestazioni del costrutto, ovvero le sue conseguenze (es. sorriso per la felicità), sia determinanti del costrutto, ovvero le sue cause (es. troppo studio per lo stress).
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Tipi di variabile
- Indipendenti: variabili che vengono considerate le cause del comportamento o della reazione. Sono solitamente le variabili che vengono manipolate dallo sperimentatore, oppure variabili antecedenti o in concausa alle modificazioni del comportamento.
- Dipendenti: sono le variabili associate alle risposte di un soggetto.
Le variabili possono essere distinte in quantitative (es. tempo di reazione, punteggio test) o qualitative (variabili che si riferiscono a categorie). Le variabili quantitative vengono rappresentate su scale numeriche mentre quelle qualitative su scale categoriali. Ulteriori distinzioni nelle variabili possono essere fatte tra variabili continue e discrete, variabili endogene ed esogene, variabili predittrici e di criterio.
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Scale di misura
Le scale di misura sono modi diversi per tradurre in numeri le caratteristiche che vengono osservate. Questo procedimento è definito scaling. Stevens ha proposto quattro diverse scale di misura:
- Nominale: appartenenza o meno ad una categoria (es. maschio/femmina).
- Ordinale: consente di stabilire graduatorie senza che l'intervallo sia regolare (es. livelli di scolarizzazione).
- A intervalli equivalenti: consente di stabilire graduatorie con intervalli regolari, ma non di stabilire i rapporti tra gli intervalli.
- A rapporti equivalenti: equivale alla scala di intervalli equivalenti ma prevede il valore di zero assoluto che indica l'assenza della qualità misurata; ciò permette di stabilire rapporti tra gli intervalli.
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Validità
La validità di un costrutto consiste nella capacità di una misura di misurare ciò che intende misurare. Esistono diversi aspetti legati alla validità di costrutto come la validità di facciata (ha le sembianze di uno strumento con alta validità), di contenuto (è valutata da ricercatori esperti, riguarda la capacità degli indicatori scelti di misurare tutti gli aspetti del costrutto in questione), convergente (i punteggi che si ottengono correlano con i punteggi ottenuti a test diversi che misurano lo stesso costrutto), discriminante (i punteggi correlano poco con i punteggi che si ottengono da strumenti che misurano costrutti diversi), predittiva e concorrente (la validità concorrente si riferisce a un punteggio rispetto a un criterio di riferimento, quella predittiva a quanto lo strumento è in grado di predire il punteggio del criterio usato).
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Attendibilità
L'attendibilità è data dal grado in cui la varianza osservata dei punteggi è sovrapponibile alla varianza vera. Questo non si verifica praticamente mai, ma si può misurare l'attendibilità attraverso la proporzione di varianza vera contenuta nella varianza osservata. Più il coefficiente è alto, più la misura è attendibile. Un'altra definizione di attendibilità è il grado di accordo tra misurazioni indipendenti dello stesso costrutto. Quanto più tali misurazioni convergono, tanto più lo strumento è attendibile. L'attendibilità può essere valutata attraverso indicatori statistici come il coefficiente di attendibilità split-half, l'alpha di Cronbach, la k di Cohen.
Metodologie di misurazione in psicologia
- Osservazione: consiste nell'indagare un determinato fenomeno, nel prendere nota dei comportamenti manifesti delle persone.
- Metodo sperimentale: si propone di indagare le cause e gli effetti di un determinato fenomeno.
- Metodo clinico: viene usato con lo scopo di studiare la persona nella sua globalità e per formulare quindi diagnosi di personalità.
- Simulazione: viene utilizzata quando le ipotesi da verificare sono complesse e richiedono un lavoro impegnativo poiché non si hanno realtà oggettive da analizzare. Vengono quindi realizzati modelli a partire da ipotesi sperimentali che cercano di riprodurre il comportamento umano e i processi mentali messi in atto nella risoluzione di un determinato compito o nell'attuazione di un determinato comportamento.
Ambiti di applicazione
- Ricerca in psicologia
- Test psicologici
Metodo scientifico in psicologia
Definizione generale
Metodo scientifico: processo fondato sulla raccolta attenta delle prove attraverso descrizioni e misurazioni precise, sulla ricerca di leggi di carattere generale attraverso osservazioni controllate e risultati ripetibili.
Finalità del metodo scientifico
- Descrizione degli eventi e delle relazioni tra variabili (spesso vengono utilizzati l'approccio nomoterico e la ricerca quantitativa).
- Predizione: è possibile fare predizioni sui comportamenti ed eventi conoscendo la relazione tra due variabili, ma non è possibile dedurre la causalità.
- Spiegazione: gli psicologi riescono a spiegare le cause di un fenomeno se incontrano tre condizioni per l'inferenza causale: co-variazione, relazione temporale, eliminazione di possibili cause alternative.
- Applicazione: nella ricerca applicata, gli psicologi applicano le conoscenze e i metodi di ricerca per migliorare il benessere delle persone in diversi ambiti (es. scuole, organizzazioni, lavoro, contesti clinici). La ricerca di base invece viene utilizzata per acquisire conoscenze riguardo a costrutti particolari (es. comportamenti, processi mentali) e per verificare le teorie.
Tappe del metodo scientifico
- Identificare la domanda: in questa fase ci si pongono domande sulla natura e sulle cause di determinati comportamenti; queste domande possono essere prodotte a partire da osservazioni di fenomeni oppure basate su conclusioni di precedenti ricerche o su curiosità, creatività e intuito.
- Definizione della teoria: a partire da queste domande è possibile formulare una teoria, ovvero un insieme di affermazioni che descrive e spiega fatti noti, propone relazioni tra variabili e nuove previsioni. Queste affermazioni possono essere provate attraverso la ricerca empirica. Una buona teoria è una teoria che genera ipotesi verificabili (comprovate o falsificate).
- Sviluppo delle ipotesi: un'ipotesi è una predizione formulata in modo da permettere di essere testate; le ipotesi derivano dalle teorie e aiutano a testare il fondamento di esse.
- Ipotesi dei disegni di ricerca: attraverso l'operazionalizzazione le ipotesi vengono trasformate in procedure specifiche verificabili che possano essere misurate e osservate. Il modo in cui vengono operazionalizzate le variabili dipende dalla logica, dalle attrezzature e dai mezzi disponibili, dal modello psicologico e dalle preferenze del ricercatore.
- Raccolta dati: è la fase in cui la ricerca viene sottoposta a un campione di persone in modo da ottenere dati che vadano a confermare o disconfermare la teoria alla base della ricerca. La raccolta dati in psicologia può essere fatta in modi diversi, come ad esempio l'osservazione, i sondaggi, test, questionari ecc.
- Elaborazione delle conclusioni: una volta ottenuto un numero discreto di dati e analizzati essi vengono confrontati con le ipotesi di partenza. Le teorie saranno quindi confermate o falsificate. Successivamente verranno elaborate le conclusioni relative a quanto trovato tramite la ricerca e le considerazioni concernenti il disegno di ricerca e le conclusioni trovate.
Vantaggi e svantaggi del metodo scientifico
- Vantaggi: conclusioni chiare su nessi causali, studio approfondito di un fenomeno, controllo rigoroso delle variabili disturbanti, replicabilità dei risultati.
- Svantaggi: bassa validità ecologica, difficile cogliere la dimensione e/o il fenomeno, comportamento poco realistico del soggetto sperimentale.
Differenza tra esperimenti sul campo ed esperimenti in laboratorio
Gli esperimenti condotti in ambienti naturali servono a verificare la validità esterna dei risultati di laboratorio, ma soprattutto alla valutazione dei servizi: l'oggetto di queste ricerche è spesso l'efficacia dei cambiamenti adottati da istituzioni, agenzie governative e altre organizzazioni.
Ambiti di applicazione del metodo scientifico
- Ricerca in psicologia
Metodo osservativo in psicologia
Definizione generale
Osservazione: procedura attentiva che consente di ottenere informazioni riguardo a un fenomeno. Essa si distingue dal semplice atto del "guardare" in quanto è una procedura guidata da ipotesi.
Metodo osservativo
Il metodo osservativo può essere distinto in:
- Osservazione diretta: a sua volta viene distinta in base al grado di intervento (intrusività) dei ricercatori.
- Osservazione non intrusiva o naturalistica: ha come obiettivo quello di descrivere un comportamento o un processo mentale come avviene normalmente e di esaminare le relazioni tra le variabili.
- Osservazione intrusiva: è il metodo di osservazione utilizzato dalla maggior parte della ricerca in psicologia e può essere divisa in:
- Osservazione partecipata: permette ai ricercatori di osservare i comportamenti e le situazioni non aperte all'osservazione scientifica. Questo tipo di osservazione compromette l'obiettività delle osservazioni poiché vi è il coinvolgimento degli osservatori.
- Osservazioni strutturate: servono per documentare comportamenti che sono difficilmente osservabili in contesti naturalistici.
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