Public speaking
Modalità d'esame
Due opzioni:
- Breve discorso su un argomento a scelta. Per partecipare, passare almeno tre esercitazioni e partecipare al tutorato. Iscrizione entro il 10 aprile 2019.
- Prova scritta con risposta multipla su argomenti trattati a lezione e libro S. Mandel, Parlare in pubblico sicuri, preparati e organizzati, Milano 2011 seconda edizione, Franco Angeli ed. Per partecipare, superare il pre appello del 3 giugno mattino (l'esame sarebbe il 4 giugno).
27 febbraio
Un grande problema del parlare in pubblico consiste nel farsi ascoltare dal pubblico stesso. È importante che il pubblico sia presente anche mentalmente, non solo fisicamente. La colpa non è del pubblico, bensì del soggetto che parla. Chi parla in pubblico deve cercare di farsi ascoltare, altrimenti è come parlare a se stessi. Ogni persona ha modi differenti di percepire i messaggi.
Comunicare: mettere in comune il proprio pensiero con chi ascolta.
Tecniche essenziali per comunicare in pubblico
Elementi di comunicazione efficace
- Elementi di comunicazione efficace: cose di cui non si può fare a meno e che possono essere fondamentali in un discorso.
- Strategie di comunicazione efficace: il modo migliore di utilizzare gli elementi a nostra disposizione.
Gli elementi di comunicazione efficace sono:
- Il carisma dello speaker e le regole base della comunicazione. Chi ha carisma è in grado di catalizzare l'attenzione del pubblico. Chi ha carisma ha magnetismo, una qualità fondamentale per chi parla in pubblico. È una dote che dipende molto da madre natura per fisico e voce, ma è anche possibile coltivarla. Spesso però, nessuno si preoccupa di metterlo in luce.
- L'intelligenza emotiva è importante perché aiuta a risolvere problemi di vario tipo in maniera rapida ed efficace. Per coltivare il carisma, è bene che ognuno di noi accetti se stesso per quello che è.
- La chimica del successo tra comunicazione verbale e non verbale.
- Il controllo dello stress ed il superamento della paura del pubblico.
- Le risorse della Programmazione Neuro Linguistica (PNL).
- Lo schema di un intervento standard e di un intervento breve.
I pilastri del carisma
- Comunicazione: essere convinti di quello che si dice.
- Ascolto: ascoltare se stessi, riflettere. Ascoltare empaticamente: mettersi nei panni degli altri.
- Rapporto: agire per dimostrare agli altri quello che stai spiegando e guadagnarti fiducia.
- Immagine: è importante mantenere una propria immagine positiva, la più adatta per presentarci.
- Simpatia: è importante rendersi simpatici facendo anche piacere agli altri, non solo a se stessi.
- Motivazione: vincerà sempre sul talento. Fondamentale per raggiungere i traguardi. Un leader deve averla.
- Atteggiamento mentale: bisogna essere positivi. Riconoscere i propri errori e non ripeterli.
Tre parole chiave per un oratore secondo Aristotele
Logos: parola. Etos: credibilità. Pathos: parlare al cuore del pubblico.
28 febbraio
Usare espressioni come "Ti rubo un minuto", "Disturbo?" non è consigliato perché rubare, disturbare sono parole negative che possono mettere in soggezione il destinatario. È bene utilizzare invece espressioni che inneggiano alla velocità "Ha un attimo di tempo?", "Ha un minuto per me?" perché lasci intendere che i tempi saranno brevi. Un altro metodo buono è quello di suscitare curiosità dicendo "Ha un minuto? Devo dire una cosa importante". Quando bisogna raccontare dei problemi, è bene chiedere un consiglio e far parlare anche l'altra persona, invece che fare un monologo ed essere logorroici. "Noi" è una parola che coinvolge il gruppo, è più adatto rispetto all'"io". Piuttosto che usare il "no" è meglio dire "Si capisco ma..", "Certo è vero ma…" per non creare barriere e scontri con gli altri. "Diciamo" è una parola da evitare quando non si sa cosa dire perché distrae e spesso non ha significato. Sporca la chiarezza del discorso. Al posto di questa espressione è più opportuno fare quella breve pausa che ormai non si usa quasi più.
5 marzo
Quali sono gli ingredienti della comunicazione? La cosa più importante è l'atteggiamento che noi assumiamo in una situazione, la nostra presenza all'interno di una comunicazione, sia one to one che one to many. Entrano in gioco il testosterone ed il cortisolo, due elementi che controllano la nostra forza ed il nostro stato di stress. Un aumento del testosterone fa aumentare la nostra forza e la nostra sicurezza, mentre la crescita del cortisolo fa aumentare lo stress e l'ansia. Questi due elementi crescono o diminuiscono a seconda dell'atteggiamento che noi assumiamo. Posture ampie, attraverso cui noi dominiamo lo spazio e che ci faranno sentire più sicuri. Posture chiuse invece ci faranno sentire più insicuri. Dobbiamo cercare di far funzionare il corpo e mente allo stesso modo. In caso contrario, il pubblico si accorgerà del contrasto tra i due e della nostra agitazione.
La chimica del successo si compone di due elementi: comunicazione verbale e comunicazione non verbale. Secondo una ricerca, la comunicazione verbale ha un peso sull'efficacia del discorso molto bassa (7%) mentre è molto più importante la comunicazione non verbale (93%). L'utilizzo della propria voce e come la si usa ha un effetto molto marcato per catturare l'attenzione del pubblico. Un esempio è il contro televisivo tra Kennedy e Nilson: fino a quel momento Nilson era in vantaggio rispetto al suo avversario, ma da quello scontro televisivo Kennedy capovolse la situazione: acquisì una voce più sicura, parlava guardando le telecamere e si presentò molto elegante, sicuro di sé stesso.
Il nostro corpo parla ed i nostri atteggiamenti sono rivelatori. Ancor prima che una persona inizi il suo discorso, noi ci facciamo un'idea su di essa, addirittura riusciamo a capire qualcosa anche dal modo di camminare, del modo attraverso cui raggiunge il palco. Ogni tipo di camminata rispecchia una persona ed il ruolo che essa svolge, lo scopo e l'immagine che noi vogliamo trasmettere è quella della persona sicura di sé, del "leader carismatico" e deve assumere una camminata equilibrata, uniforme, controllata. Bisogna cercare di assumere un atteggiamento fiero e regale.
6 marzo
Prossemica: è lo studio dell'uso che gli individui fanno dello spazio sociale e personale. Distanza intima: ogni persona vive in una bolla e quando un soggetto gli si avvicina troppo (entro i 50 cm) si avverte una sorta di forma di disagio. Capita con gli estranei soprattutto. Dopo di che, c'è una distanza chiamata personale (tra i 50 cm ed il metro), la sensazione di disagio è meno forte rispetto a quella provata nella distanza intima. Oltre il metro, massimo un metro e mezzo, abbiamo la distanza sociale: in questo caso, la sensazione di disagio è pressoché assente. È la distanza consueta che teniamo quando intratteniamo un rapporto sociale. Oltre ai due metri/due metri e mezzo, abbiamo la distanza pubblica: essa ci rende anonimi ed anche le persone davanti a noi sono anonime.
Un grande problema per chi parla in pubblico è l'improvvisazione: è molto meglio prepararsi un discorso. Paura del pubblico = paura dell'estraneo. Questa paura è ineliminabile ma va addomesticata e controllata. EU stress: uno stress che fa bene. DIS stress: uno stress che fa male. Esso fa male quando la tensione è esagerata oppure se è inesistente. Intelligenza emotiva: combinazione tra mente e cuore. È importante conoscere le proprie emozioni e noi stessi. Conoscere le nostre reazioni davanti ad eventi positivi o negativi.
Come superare la paura del pubblico?
È bene cambiare il modo di vedere le cose: se una cosa mi spaventa, devo provare a vederla in modo diverso. Se una cosa non da problemi ad un'altra persona, devo chiedermi perché da problemi a me e cambiare.
- Visitare prima il luogo in cui andrò a parlare;
- Visualizzare in modo positivo la situazione;
- Preparare i primi 30’ secondi di intervento a memoria;
- Imparare a trovare dentro di noi delle ancore interne ed esterne: devono tenerci fermi dato che saremo molto agitati e tenderemo a muoverci troppo;
7 marzo
USP = Unique Selling Point
Le risorse della PNL: Programmazione, Neuro, Linguistica.
Chi è un visivo? Colui che vede davanti a sé le cose che pensa e spesso quando sente parlare gli altri, si immagina le cose che gli vengono dette. Il visivo parla anche da visivo usando espressioni visive (facciamo luce, buio totale, vedi, immagina).
Chi è un auditivo? Colui che pensa ispirandosi alla voce propria e altrui. Parla lentamente per stare attento ai suoni. Guarda spesso a destra e sinistra. Espressioni tipiche sono: senti, ascolta ecc.
Chi è un chinestesico? Colui che ha bisogno di un contatto emotivo e diretto con quello che ascolta. Quando parla guarda per terra, perché trova così l'ispirazione.
Per chi parla in pubblico, queste cose son da tenere a mente. Il soggetto in questione deve star attento al canale utilizzato. Per esempio, tra due visivi c'è maggior intesa perché hanno lo stesso modo di esprimersi. Il momento più importante quando si parla in pubblico è l'apertura: in questa fase il pubblico deciderà se seguirti o meno. È bene imparare a memoria i primi 30-40 secondi di intervento. Se riesci ad arrivare a tutti con la comunicazione, avrai più chance.
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Appunti completi di Public Speaking e oratoria classica
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Public speaking e oratoria classica - Appunti
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Public Speaking e Oratoria classica
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Public speaking e oratoria classica - quattro fasi di un intervento in pubblico