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Appunti psicosociologia dei consumi culturali prof Vincenzo Giampiero

Appunti di Psicosociologia dei consumi culturali basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Giampiero dell’università degli Studi Accademia di Belle Arti di Frosinone - ABA, Accademia di belle arti, Corso di laurea in Graphic Design. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Psicosociologia dei consumi culturali docente Prof. V. Giampiero

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Gruen, un ebreo fuggito e stabilitosi in America, era molto bravo nel sedurre con le sue ideazioni i

compratori. Quando creò il primo Mall, aveva intenzione di creare un lgo dove si potesse chiacchierare,

prendere il caffè e fare shopping, in pratica la nuova pratica moderna. Il suo Mall più famoso fu quello a

Edina, il Southdale Center, dove installò l’aria condizionata per avere una temperatura costante di 25 gradi

e dove la luce artificiale faceva sembrare tutto sempre giorno. Dagli anni 60 gli Shopping Cneter

aumentarono a dismisura. Ci sono circa 100 mila centri commerciali, contando sia quelli piccoli che quelli

enormi.

Lo studioso Gilbert Zepp fa notare che il parallelismo tra shopping mall e cattedrale no è solo metaforico,

ma anche in senso reale le cattedrali del consumo sono subentrate a quelle religiose. Ad esempio il centro

commerciale è un centro di ritrovo come lo erano le piazze, le facciate sono monumentali come quelle delle

chiese, molte importanti opere di arte contemporanea sono nei centri commerciali, nonché alcuni ospitano

veri musei, ci sono fontane e panchine come nel centro, alberi ecc.

James Rouse ideò la città di Columbia nel Maryland, dove il suo obbiettivo era abbattere le barriere etniche

e sociali. La città consisteva in una serie di villaggi collegati al cnetro da un parco commerciale. Secondo gli

standard statunitensi la qualità della vita nella cittadina è tra i più alti. Wlat Disney aveva anche un progetto

del genere, La Epcot, ExperimentalProtorype Community of Tommorrow, una città radiale, al cui centro

c’era un centro commerciale, gli spostamenti con le auto avvenivano sottoterra e sopra invece rimaneva un

trenino elettrico, in più ci sarebbero state tutte le migliori tecnologie. I cittadini, circa 20000 avrebbero

lavorato nel centro commerciale e nel parco divertimenti. Purtroppo Walt Disney morì e fu invece creato il

primo parco di divertimenti tematico, il Magic Kingdom.

Il mondo sarebbe nel caos se non ci fossero quell’elite di persone capace di veicolare le idee della comunità

attraverso la propaganda.

Nel 1917 il nipote di Freud fu chiamato per creare un messaggio antitedesco insieme ad altre propagande

probelliche per invogliare la gente ad entrare nell’esercito, ad esempio il manifesto dello ZIO Sam che

diceva “l’America vuole te per l’esercito americano”, o Hollywood con i suoi film pro guerra e antitedeschi.

Altro manipolatore era Bernays, per esempio lui invogliò le donne a fumare tabacco (Cosa che era

considerato per loro fare in pubblico) con le fiaccole della libertà. Per fare ci convinse delle donne a fumare

nella parata di Manhattan, per Pasqua, e queste furono fotografate e messe nei giornali, visite come donne

che fumavano per la libertà ed emancipazione femminile. Le vendite aumentarono, per diminuire con la

grande depressione e poi riaumentare. Uno dei fattori scatennati della grande depressione era la

sovrapproduzione industriale. Fu inventato il frigorifero nel 1850 circa, solo che il gas era tossico, nel 1913

usarono un gas non tossico, ma che distruggeva l’ozono, così dal 1990 fu creato un altro tipo ancora di

frigorifero. Comunque sia, il frigo permetteva di accumulare più cibo rispetto al passato, cambiando le

abitudini dei consumatori. Il condizionatore permetteva di costruire architettura in materiali freddi come il

vetro, anche in posti molto freddi, la luce permetteva di illuminare a giorno strutture senza finestre. I

consumi di energia elettrica aumentarono incredibilmente. La radio sperava la stampa come media

popolare, venne inventato audimeter per monitorare l’ascolto radiofonico. Il lavoro di Barnays fu

continuato da psicologici e ricercatori che si riversarono nelle agenzie di pubblicità.

Dagli anni trenta hanno inizio le soap opera, il cui scopo era inserire messaggi mediatici all’interno del film,

la più longeva è SENTIERI, dal 1937 al 2009. Nel 1929 fu scoperta l’anfetamina. Si diffonda la depressione, in

tutte le fasce di età. Insieme alla anomia, la causa è anche la anedonia, cioè mancanza di stimoli di piacere.

Molti erano blasé, persone incapaci di provare forti emozioni o sensazioni. Per curare ciò prima si dava

l’anfetamina. Oltre all’anfetamina veniva utilizzato molto il tabacco, a cui sono connessi vari rituali come il

rollare, il fumarsi la sigaretta al mattino, nella pausa, per socializzare.

Molti compravano un inalatore senza ricetta con dell’anfetamina, presto impararono a romperlo e ad

inserirlo nel caffè per avere una carica in più. Anche i militari lo facevano. Anche i dietologi ne usavano

molto da prescrivere ai pazienti, loro infatti la compravano a poco e la vedevano a prezzi esorbitanti.

Altra sostanza molto utilizzata che si è estesa con il consumismo è il caffè che scandisce le giornate e gli

incontri. Negli stati uniti il coffee break prese piede quando nel 1902 un’azienda permetteva due pause

lavorative con caffè gratis, preparato a turno. L’usanza di sarebbe poi diffusa in modo capillare. La caffeina

è la sostanza psicoattiva più consumata al mondo, la si trova nel cioccolato, the, bibite gassate e caffè. La

produzione del caffè è al secondo mondo per produzione nel mondo dopo il petrolio.

Le sostanze illegali comunque sono utilizzate, anche se non registrate ovviamente, e anche prodotte.

Si pensa che la depressione sarà la causa maggior edi disabilità del mondo, l’80 % dei disordini mentali lo

troviamo nei paesi in via di sviluppo.

Nel 1906 il disegnatore di una delle più importanti agenzie di pubblicità americane, HaddounSundblo,

disegnò babbonatale come personaggio della cocacola. Presto questo personaggio divenne emblema del

natale, non solo in America, ma dopo la seconda guerra mondiale anche in tutto il mondo. Fu a causa della

nuova tradizione di fare regali che nel 1960 in Italia, come in altri paesi, fu istituita la tredicesima, per

aumentare i consumi. Non fu solo il natale a diventare un’occasione commerciale, anche san valentino

divenne tale per gli scopi commerciali. Venivano chiamate Hallmarkholidays, dall’industria che produceva

cartoline per natale e san valentino da qui nacquero feste per i nonni, per le segretarie, per i boss ecc. La

modifica del calendario e delle festività consumistiche cambiarono il modo di vivere delle persone. Con la

televisione e il cinema l’industria culturale andò avanti e questi media permisero il progredire della

pubblicità. Il cinema fu superato a causa della televisione.

Walter Benjiamin nel suo saggio “l’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica” affermaba che

l’aura delle opere d’arte stava svanendo a causa dei nuovi media, soprattutto della fotografia. Infatti prima

le opere d’arte avevano solo un ruolo legato alla religione, avevano una fruizione simbolica, nel

rinascimento invece diventarono anche per scopo espositive. Le gallerie, le foto, i salon avevano fatto

perdere quest’aura magica.

Il valore culturale delle immagini scompare e subentra quello espositivo. Nascevano le avanguardie, il cui

fulcro era ritrovare l’aura perduta.

Duchamp dipinse un’assegno di 115 dollari per il suo dentista parigino a cui doveva dei soldi, questo è

differente dei ready made, è una rielaborazione artistica di immagini popolari. Altro artista innovatore fu

Pollock, americano, che dipingeva grandi tele con la tecnica del dripping, cioè far colare il colore sulla tela, a

cui spesso univa mozziconi di sigaretta, chiavi e sabbia, richiamando i sandpainter degli indiani del west.

L’arte di Pollock era anche l danze che egli faceva attorno alla tela. La tendenza artistica dagli anni 60 era

più vicina all’estetica consumistica.

Gli esordi della pop art furono differenti in gran bretagna ed america in gran bretagna fu fatta una mostra

curata dal indinpendent group alla Whitechapel di Londra, in cui l’interno domestico e gli oggetti

diventavano il manifesto dell’estetica del movimento. In america invece sarebbe stata roprio la

rappresentazione del denaro, che sta alla base della società dei consumi, ad essere il manifesto d’esordio.

In particolare il the dollarbill di Lichtenstein, come Warhol, non aveva solo basi artistiche, ma aveva

lavorato anche nella pubblicità.

Il problema dell’arte europea era l’estraniamento dal quotidiano, anche se le basi teoriche erano molto

radicate. In america invece, pur non essendoci basi così radicate, ci si voleva ispirare direttamente alla vita.

Il totenismo è l’attribuzione di forza magiche ad oggetti, animali ed elementi naturali. La parola deriva dalla

lingua Ojibwa, e fu declinata grazie al traduttore John Long che, nel 1700, viveva tra gli indigeni e svolgeva

l’azione di traduttore. L’uomo e la natura entravano in stretto rapporto attraverso la realizzazione di rituali

magici. Il totenismo selvaggio è più elaborato di quello selvaggio perché la sua natura è addomesticata. La

scienza è la più alta forma di totenismo.

Ai suoi esordi, quindi 1890 – 1925, la pubblicità si basava sulla ragione d’acquisto, quindi descriveva le

caratteristiche del prodotto e la parte scritta era in maggioranza.

La stampa era il medium privilegiato all’epoca.

La seconda fase è quella della produzione simbolica, tr a il 1925 e 45, dato che il nuovo medium era la

radio, si usavano analogie, e metafore che prendevano il posto della descrizione razionale delle qualità dei

prodotti.

La terza fase era quella narcisistica, era nata la televisione, il messaggio era veicolato per immagini che si

muovevano e spesso il prodotto era affiancato ad un viso, di solito femminile, di solito anche personalità

note. Il consumatore guardava varie qualità, come il prezzo, la tecnologia, l’essere alla moda.

Poi c’è la quarta fase totemica. Le parole chiave erano amicizia, piacere, salute, collettività.

Spesso l’oggetto provocava un effetto DIderot: un uomo a cui inizialmente non importava molto

dell’arredamento della casa, ma da quando gli fu regalata una vestaglia di seta costosa, sentendosi a

disagio in quell’ambiente, decise di cambiare e rivoluzionare l’intera abitazione per adeguarsi al nuovo

bene.

Nascono gli oggetti di culto, quindi oggetti attorno ai quali si svolgono rituali.

Anche i divismo dei musicisti si sviluppò in questo periodo, a cominciare dei Beatles che si esibirono davanti

un pubblico di 55 mila persone sedute nelle gradinate che cercavano si invadere il prato. Quetso concerto

fu un pandemonio, non si sentiva la musica. Dagli anni 60l’arte entrava a far parte del consumo. Non per

altro Andy Wahrol chiamò il suo studio Factory, cioè fabbrica. Wahrolefecel’immagine delle Marlin, appena

morta, che diede alal diva una forte aura, alcune opere attribuite in lui si scoprirno anche false. In

particolare la foto di Ernesto Che Quevara, guerriero dell’america del sud, che invece venne creata da una

rtista italo americano che poi l’aveva venduta spacciandola per opere di Wharol.

Il libro il Simulacro, di Dick, narra di un modnogovenrato dai Ge, che comandavano sui Be, cioè semplici

detentori di compiti. Il segreto dei Ge era una macchina del tempo. Il capo di stato era un androide, quindi

un simulacro di persona. Il simulacro sarebeb diventato uno dei temi fondandi della critica d’arte

contemporanea.

Non c’è opera d’arte che viene osservata con tanta attenzione come quella dei cari o la propria. Prima

c’erano degli studi dove la gente si poteva mettere e vestire come voleva nelle foto, ora abbiamo tutti gli

smartphone, ma ancora oggi per esempio per gli eventi si desidera un fotografo professionale. Benjiamin

diceva che l’arte avvolta dall’aura è collocata in tempi e spazi lontani, un’eccessiva vicinanza distrugge

l’aura e la valenza simbolica degli oggetti.

I fotografi professionisti cercano di ricreare il mistero delle opera d’arte con la fotografia, usando

chiariscuro, statagemmi sull’espressione del viso ecc per inserire anche uno sprazzo di vita quotidiana in

uno spazio mistico e lontano, per dotarlo quindi di aura. Benjiamin chiamava la lontananza aura, Weber

carisma. Khadln coloritura.

Le foto divennero importante per documentare e per ricordare. La nostra mente funziona per immagine, i

nostri ricordi sono immagini. I ricordi possono essere a breve, medio e lungo termine. Perché qualcosa ci

rimanga in mente deve colpirci, stupirci, muoversi, essere insolito o coinvolgerci a livello emotivo.

Dadaismo e Surrealismo studiarono quali immagini potessero colpire più che altre. Particolare è la reazione

del cervello ai volti umani. Zeki notò che i lobi frontali si attivano quando vediamo un viso familiare.

Il nostro cervello immagazzina in modo differente le immagini riguardanti volti e oggetti. La forza con cui le

notizie mediatiche si imprimono nella nostra mente può essere spiegato con un esempio: una donna affetta

da grave demenza senile non ricordava i volti dei figli, ma e uniche cose che ricordava erano il volto di

Berlusconi, quelli di Cristo e quello del papa, anche se li ricordava solo come capo di stato, dio e pontefice,

senza sapere il nome. Berlusconi ea salito al potere solo nel 1994, quindi aveva avuto solo 7 anni per

imprimersi nella testa della donna, invece quella del Cristo e del pontefice molto più tempo. L’immagine dei

parenti, amici ecc, si mescola con quella dei personaggi televisivi, lo spessore dei sentimenti e delle

emozioni, dei modelli di vita si è assottigliato sulla falsariga degli sceneggiati televisivi. La fotografia i è

ritrovata a svolgere un ruolo ambivalente, sia commerciale, sia artistico.

Il reincanto è inteso come il cercare di ridonare l’aura alle opere d’arte. Quest è l’obbiettivo delle

avanguardie del 900. Goffmann diceva che quando guardiamo qualcosa è impossibile staccarla da un

frame, una cornice, struttura primaria in cui immagazziniamo l’esperienza. Le strutture primarie sono

fondamentali, ogni cultura si può dire ne abbia una e l’uomo ragiona ed agisce

in base ad esse. Secondo Goffmann le 5 strutture primarie occidentali sono:

- Complesso stupefacente: quando vediamo qualcosa di stupefacente cerchiamo di scoprirne la

spiegazione semplice e naturale.

- Imprese rischiose: la volontà e il controllo devono essere mantenute sempre, anche in situazioni

estreme.

- Pasticci: la perdita di controllo non può andare avanti indefinitamente, ma deve essere ricondotta a

una situazione di controllo, come si ha la gaffe nel discorso o la gag comica.

- Casualità: un evento significativo può essere riconosciuto come casuale.

- Tensione: esiste una zona limite della cornice, una zona di confine sulla quale si collocano le

tensioni e gli scherzi.

Goffman poi definisce le keys, cioè l’insieme delle convenzioni tramite le quali un’anzione già rilevante

sotto il profilo della struttura primaria, viene rimodellata in qualcos’altro. Le chiavi sono convenzioni di

convenzioni.

Le keys sono analizzate da Goffman secondo 5 temi fondamentali:

-finzione (make believe) giocosità, fantasia, cinema, teatro

-competizione (contest): creare un continuum tra giocosità e competizione, forme di normalizzazione

dell’aggressività moderna

- cerimoniali (cerimonials) matrimoni, funerali ecc

- prove tecniche(technicalredoings) dimostrazioni esibizioni in cui si manifestani specifiche conoscenze

o abilità

-rifondamenti (regroundings) azioni che si pongono al di fuori dell’ordinario, comela carità, che sono in

contraddizione con la competizione sociale

Attese collettive secono Marcel Mauss, nipote di Durkheim , cioè momenti dove si formano

rappresentazioni sociali ancora prive di oggettivazione, cioè un’immagine di riferimento o totem, in

questo caso quindi si arriva all’affermazione immediata di immagini ed opere rappresentative.

L’opera d’arte è espressione del periodo storico. L’arte del XX secolo è dominata dalla dialettica data

dallo sviluppo di opere di consumo e forme artistiche che mettevano in discussioni le convenzioni

sociali attraverso l’uso non convenzionale degli oggetti. Esempio è stato il movimento dadaista, con

l’artista Marcel Duchamp, oppure Fluxus e New Data, fino ai giorni nostro con il Post Dada.

Il movimento dadaista, nel secolo orecedente ha avuto dei precursori che però non hanno avuto un

seguito immediato, in particolare il movimento delle Art Incoherents, che non furono presi sul serio con

le loro idee perché i tempo non erano pronti, non c’era l’attesa collettiva. Fondatore del movimento fu

Jules Levy che fece una mostra per le persone che non sapevano dipingere, mostra ridicola a cui

comunque presero parte personalità importanti come Manet, come dimostrazione che comunque

questo tipo di arte era conosciuto nel mondo degli artisti. L’anno dopo la mostra fu rifatta, potevano

partecipare tutti. Anche se sembra strano, inrealtò molte delle opere esposte furono poi fonte di

ispirazione per artisti successivi, come la monnalisa fumante, antecedente rispetto alla rivisatazione di

Duchamp, o la statua avvolta in etichette di acque minerali che fu ripresa poi da Pistoletto in la venere

di stracci.

George Melies,fondatore della casa Star Film, è uno dei primi a sperimentare gli effetti speciali, il colore

e le dissolvenze nelle pellicole cinematografiche. Le sue produzion potevano durare anche 20 minuti,

tra mondi surreali e paralleli

A lui è dedicato il film Hugo Cabret di Scorzese.

Il reincanto nell’arte, in un mondo di oggetti, poteva avvenire sottraendo l’oggetto stesso. È quello che

fa Yves Klein, che fece una mostra di spazi bianchi e vuoti, ispirandosi all’esperienza zen.

L’inaugurazione della mostra era costituita da 1001 palloncini blu che volavano in aria, costituendo

secondo una scultura erostatica, e poi da un banchetto anche esso blu. L’intenro della mostra erano

spazi bianchi, senza nulla, eppure la metà dei visitatori disse che quando era uscito dalla stessa ne era

rimasto positivamente colpito. Klein aveva studiato art marziali e tradizioni orientali. Altre sue opere

sono tele monocromatiche. Quando gli chiedevano il perché di quelle tele, lui rispondeva con una

storia, cioè quella del musicista che sapeva suonare solo una nota del flauto che suonava sempre una

sola nota perché aveva trovato la perfezione che la gente ricercava invece nelle mille note di una intera

melodia. Il colore utilizzato sempre da Klein era il blu, che deriva dai cieli di Giotto.

La sua attività fu piuttosto intensa. Ad esempio c’erano le Anthropometres, tracce di vita in blu

impresse su tela bianca dai corpi delle modelle nel corso di sessione artistiche spettacolari filmate dalla

cinepresa.

Altra cosa particolare era la vendita di Zones de sensibilitépicturale immateriale, nella quale le zones

immateriali veniva vendute in cambio di fogli d’oro durante una cerimonia nella quale l’artista

disperdeva la metà dei fogli in mare o nella Senna , (poi una parte la diede anche alle ignare monache

del convento in Umbria di S Rita da Cascia) e il compratore doveva bruciare la ricevuta solennemente.

Altr artista fu Rohtko la cui action painting era caratterizzata da grandi tele con campiture orizzontali,

spesso tre per ogni opera, che erano date da una spugna impregnata da un colore molto diluito, come

un velo di colore immateriale. Gli era stato commissionato un murale per un ristoranta a New York, ela

sua idea era quella di rovinare la gestione, ma dopo aver mangiato nel locale decise di rinunciare. Da

qui decise di creare delle cappelle per la meditazione, dove fossero esposte una o due opere. La sua

idea prese vita quando gli furono commissionate delle opere per una cappella, così lui acquistò un

locale con le stesse dimensioni della cappella e si mise all’opera, anche se non vide mai appesi i suoi

quadri, perché si suicidò.

La cappella fu aperta l’anno dopo la sua morte, all’interno c’erano testi sacri di tutte le religioni perché

lo scopo era il dialogo tra tutte le religioni. Fu denominata RothkoChapel.

Il Fluxus è una corrente che nasce negli anni sessanta da George Maciunas che voleva creare nuove

forme di aggregazione ed economia dell’arte e che rifiutava l’arte illusionistica, figurativa ed astratta.

Secondo lui l’arte era un mix di tutte le altre esperienze musica, teatro e cinema. Per sopravvivere gli

artisti aprirono una loro galleria e crearono i propri oggetti di merchandising. Nel 66 volle creare una

zona residenziale in una zona di edifici abbandonati di New York, anche se ostaggiato riuscì comunque

a creare il quartiere soho e la prima cooperativa Fluxus. Le residente erano su modello delle comunità

agricole sovietiche, chiamate kolkhoz, che avevano una casa di produzione cinematrografica, studi di

registrazione e un teatro.

Schum fu invece l’ideatore della Fernsehgalerie, una galleria televisione a metà tra una galleria d’arte e

società di produzione televisiva in cui creò due documentari; il primo di chiamava Land Art, la cui idea

era nata dopo aver visto le opere nel deserto di Michael Heizer. Così questa arte conobbe un seguito

internazionale.

Dopo la seconda guerra mondiale la popolazione americana aumentò a ritmo sostenuto contribuendo

all’espansione del consumo. I bambini di quel periodo vennero chiamati baby boomers. Come

conseguenza aumentarono negli anni successivi gli studenti universitari.

Quando si suicidò Marylin Monroe cambiò l’opinione pubblica sulla psicoanalisi. I suicidi nelle donne

aumentarono, e anche quello nella popolazione giovanile. Il problema era la corsa all’acquisto. Ormai

non c’era più il prestigio dato dal lavoro, ma dagli oggetti che si acquistavano e indossavano. In più i

giovani si ribellavano ai genitori, rompendo quindi i legami. I legami sociali non erano più in senso

verticale, quindi la parentela, ma verso quello orizzontale, quindi gli altri. La vita era frenetica, legata ai

mutevoli destini dei gruppi sociali.

Quando nasciamo veniamo a contatto con la famiglia, che è la socializzazione primaria, quando a

questa subentra il contatto con gli altri, quindi la socializzazione secondaria, e si scopre che il mondo

dei genitori e il loro modo di pensare non è l’unico, ecco che la persona entra in crisi.

Dagli anni 50 la comunicazione primaria non è più molto forte, anche perché i genitori non sono molto

presenti, infatti questo è un tema molto trattato nei film dell’epoca. Altro tema molto trattato,

soprattutto dopo la morte di James Dean, protagonista di un film dove una banda di ragazzi si sfidavano

a lanciarsi fuori da un’auto in corsa verso un burrone. Libro che incarna il periodo è On the road di

Kerouaci, dove si parla di suicidio, crisi familiare, anomia, vagabondaggio e alcolismo per sottrarsi alle

convenzioni della società americana.

Altro libro che è il seguito delle esperienze dello scrittore è I vagabondi di Dharma, che racconta di un

ex universitario buddista che cerca un nuovo stile di vita. Momento centrale del romanzo è la scalata di

un monte di Sierra Nevada che è emblema dell’ascensione spirituale. Il libro è l’utopia di quei giovani

che vogliono cambiare il mondo e che si mettono in viaggio con uno zaino in spalla per far e nuove

esperienze. Da allora si diffonde questa moda di girare il mondo con solo uno zaino in spalla (beatnik),

come il grand tour del xvii secolo attraverso l’Europa.

Gli Anni 70 furono un periodo di ricerca di libertà, soprattutto nei giovani. Erano gli anni della guerra in

Vietnam, degli hippy, delle rivolte in Cina, della morte di Che Quevara. È il periodo in cui i baby

boomers cercano di cambiare le convenzioni sociali. Pur restando consumatori, cambiano i motivi del

consumo, infatti lo scopo ora era l’espressione dell’individualismo. Si vede un pasagio da un essere

umano autodiretto e legato ai rapporti familiari, ad uno eterodiretto sensibile alle influenze esterne e ai

legami con i coetanei.

Dopo la guerra la classe ancora reggente era la classe media, che era indirizzata verso un consumo di

oggetti duraturi e che appariscenti quali macchina, yatch, gioielli. Con l’affermazione del consumatore

eterodiretto questo cambia e si orienta l’industria verso i servizi di telefonia, informatica e prodotti di

consumi diversi da quelli durevoli.

Era anche vero che tenedevano a socializzare con più persone, anche se questi legami erano freddi.

Così si sviluppa la pornografia, perché l’amore diventa troppo impegnativo.

Negli anni 70 fece la sua comparsa la pillola anticoncezionale, e i dormitori divennero misti. L’industria

pornografica era più sviluppata di quella musicale.

Herbert Marcuse,nella sua opera L’uomo a una dimensione aveva come tea fondamentale le condizioni

per cui la società consumistica riusciva ad anulare ogni vera opposizione in tutti i campi fino a diventare

ad una sola dimensione. Nelle epoche precedenti l’alta cultura era il distacco dall’economia, merci, e

rappresentava ideali morali, estetici, spirituali

La cultura moderna unisce insieme musica, arte, religione ecc, la comunicazione di massa riduce tutto a

forme di merce. Tutto diventa forma di scambio. La coscienza felice è una crosta sottile che ricopre

paure e insoddisfazioni dell’uomo che ricopre il mondo interiore e impedisce di affrontare le

contraddizioni della razionalità moderna.

Nel libro Brave New World lo scrittore Huxley immagina un mondo di bambini che nascono in provetta,

educati ad essere disinibiti e dove la pace sociale era mantenuta dalla diffusione di una droga detta

soma, che per gli induisti è la ricetta per l’immortalità.

Solo alcune branche della scienza erano progredite, in particolare l’ingegneria genetica e la psicologia

della persuazione, con cui si ripetevano, durante il sonno, stimoli uditivi che cambiavano le idee delle

persone.

La folla è formata da singoli, con diverse idee, ma il singolo nella folla si perde, comincia a non avere più

scelta morale e si lascia trasportare, perde il senso di responsabilità. Viene avvelenato. Il così detto

avvelenamento da gregge.


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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeriassume di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicosociologia dei consumi culturali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Accademia di Belle Arti di Frosinone - ABA o del prof Giampiero Vincenzo.

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