James e il funzionalismo
William James, contemporaneo a Wundt, fondò il suo laboratorio alla Harvard University. Era fondato sui principi del funzionalismo, scuola di pensiero in aperto contrasto con lo strutturalismo. Il funzionalismo ha come radici la teoria evoluzionistica di Darwin che nel 1859 pubblicò “L’origine della specie”. L’idea di base è che l’argomento di studio della psicologia dovrebbe essere il cambiamento delle funzioni della coscienza che sono cruciali per adattare l’uomo al suo ambiente e lo studio del comportamento sulla base della sua storia adulta.
Invece di focalizzarsi sulle componenti di base della mente, il funzionalismo si concentra su ciò che fa la mente e su come funziona il comportamento. La coscienza è definita come un flusso di coscienza dinamico non separabile in elementi più piccoli. Il funzionalismo tocca il suo apice di notorietà all’inizio del '900 e influenzerà la psicologia fino ai nostri giorni. La pedagogia ne sarà notevolmente influenzata. Esso è considerato l’origine della psicologia educativa, della psicologia applicata a quella del lavoro. James incontrò Freud un anno prima della sua morte.
La psicologia della Gestalt
Un’altra importante alternativa dello strutturalismo fu la nascita della psicologia della Gestalt agli inizi del ‘900 in Europa. Il retroterra culturale è estremamente diverso sia dallo strutturalismo sia dal funzionalismo e si fonda sulla nascente psicologia dell’atto, del filosofo tedesco Franz Brentano. Quest’ultimo distingue la realtà fisica da quella fenomenica (ciò che c’è fuori di noi è la rappresentazione della realtà nelle nostre menti).
- La realtà fisica è quella del mondo così com’è.
- La realtà fenomenica è la realtà come appare al soggetto.
- Le due realtà NON coincidono come ingenuamente si tende a credere.
- L’approccio di Brentano è antielementistico poiché i fenomeni psichici vengono considerati unitari (l’atto) e non scomponibili in elementi come invece gli oggetti della realtà fisica.
La psicologia della Gestalt nasce nelle coordinate teoriche tracciate da Brentano ed è caratterizzata dall’attenzione all’atto unitario della percezione e si concentra sullo studio delle regole fenomeniche che la presiedono. Precursore della psicologia della Gestalt è anche Van Ehrenfels che conia il primo concetto di qualità gestaltica: con essa egli indica le caratteristiche delle configurazioni percettive che rimangono invariate al variare degli elementi che le compongono. Qualità gestaltica = esempio una canzone spostata di un semitono, cioè la melodia del brano viene fenomenicamente ricomposta.
Wertheimer e la psicologia della Gestalt
Il fondatore della scuola della Gestalt viene considerato Wertheimer principalmente nato per lo studio del movimento stroboscopico, dove è evidente che le singole parti (i fotogrammi) non sono sufficienti a spiegare il movimento percepito. Il motto derivato da questi studi è che il tutto è maggiore della somma delle parti.
Il movimento apparente
Nel 1875 Exner pubblicò il suo esperimento sul movimento apparente senza nessuna percezione di spostamento posizionale ma fu ed è tutt’ora clamorosamente ignorato. Nel 1912 Wertheimer descrive diversi tipi di movimento apparente, complice del successore è la Zeitgeist ovvero lo spirito del tempo. Il movimento apparente è alla base della rivoluzione della Gestalt, la quale è nata da un’osservazione casuale di Wertheimer di movimento apparente puro, detto fenomeno 0, per distinguerlo dal movimento apparente ottimale (B), già noto da almeno 60 anni, che ricorda il movimento reale ed è spesso erroneamente attribuito a Wertheimer. Egli chiamò questo tipo di movimento “puro” perché percepito in assenza di un oggetto che cambia la sua posizione nello spazio.
Leggi di organizzazione figurale nella Gestalt
Tendiamo a raggruppare elementi singoli e simili trasformandoli ed elaborandoli all’interno del nostro cervello. Un esempio molto comune è la nostra tendenza a completare ciò che noi vediamo o non vediamo. Studiamo così qualcosa che è presente solamente nella nostra mente però è misurabile, è quindi possibile applicare il metodo sperimentale. Oltre a Wertheimer anche Hoffka e Hahler furono cruciali nella storia di questa scuola. Successivamente Metzger fu il pilastro portante di questo approccio.
Watson e il comportamentismo
“Datemi una dozzina di bambini sani e di robusta costituzione e un ambiente organizzato secondo i miei...”
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