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La psicologia e lo studio della percezione

La psicologia si occupa di studiare una parte dei fenomeni di cui abbiamo esperienza, quelli esclusi dalla fisica che studia la materia. La psicologia studia la mente, il sistema uomo. Per esempio, studia come vediamo, sentiamo, ecc., quello che facciamo (azioni) e quello che pensiamo.

Percezione e acquisizione delle informazioni

La percezione tratta del modo in cui noi acquisiamo informazioni (fisiche) dall’ambiente che ci circonda, le convertiamo in rappresentazioni significative (tridimensionali) e alla fine le utilizziamo come guida per il comportamento e l’azione; modifichiamo così l’ambiente e il ciclo ricomincia (feedback).

Energia fisica (onde luminose, sonore, ecc.)  organi sensorialienergia neurale

La percezione è un tipo di calcolo, fatto dal cervello sulle informazioni che riceve dall’esterno. Questa idea ha permesso di correlare le scoperte di scienziati di diversi campi per capire il funzionamento del cervello. Gran parte dell’attività di questo organo è dedicata all’analisi delle informazioni visive. Questo calcolo complesso avviene senza fatica.

La psicologia cerca di capire dal comportamento e dall’esperienza come funziona il sistema, mentre il neuroscienziato guarda quali aree del cervello si attivano in determinate situazioni anche se le due discipline integrano i loro risultati.

Il ruolo dell'ambiente nella percezione

La percezione è un’attività biologica che ha bisogno dell’ambiente, da cui vengono le informazioni, che sono molte di più di quelle che noi percepiamo, che il nostro cervello analizza. Il nostro mondo percepito ha un’area di azione limitata. Gli organi di senso hanno un intervallo di sensibilità. Specie diverse hanno sistemi sensoriali diversi e perciò percepiscono il mondo in modo diverso (esempio del fischietto per cani). I diversi stati percettivi corrispondono a diverse attività elettriche del cervello. Il percetto è la rappresentazione mentale (fatta dal cervello) dello stimolo. La percezione è acquisizione di conoscenza.

Approccio ingenuo e percezione

Approccio ingenuo: le cose sembrano così perché sono realmente così; le qualità percettive sono inerenti agli oggetti fisici. In realtà, gli oggetti non hanno proprietà intrinseche, ma vengono percepiti in maniera diversa a seconda del contesto. Perciò, quello che vediamo non è una riproduzione del mondo esterno, ma un’interpretazione che il cervello ne fa (colori diversi in base alla luce al neon, del sole o della discoteca).

I percetti non sempre corrispondono alla realtà; il cervello trova la soluzione più probabile. Illusione: sensazione di vedere una cosa non corretta; sono rompicapi che riguardano il meccanismo percettivo. Illusione di Ponzo: il cervello cerca sempre di interpretare il mondo in tre dimensioni. Griglia di Hermann: spiegazione biologica, dipende da quanto grandi sono i campi percettivi dei neuroni. Illusioni di contrasto: il cervello analizza le differenze piuttosto che l’uniformità; aumenta il contrasto tra colori vicini.

Filtraggio sensoriale: esistono differenze di percezione anche nella specie umana. Per esempio, i neonati hanno una percezione più sfocata, oppure le persone che hanno deficit del colore (daltonici) o danni cerebrali. Cubo di Necker: il cervello ritiene equamente probabili le due soluzioni.

Il cervello cerca di interpretare correttamente il mondo la maggior parte delle volte. Helmholtz è stato il primo a dire che la percezione è il prodotto di processi inferenziali inconsci.

Differenza tra vedere e guardare: ci possono essere cambiamenti in una scena di cui non ci rendiamo conto perché stiamo prestando attenzione a qualcos'altro.

Vari livelli di studio nella psicologia

  • Approccio biologico/fisiologico: come funziona il cervello. Correla l’attività nervosa con il comportamento, l’esperienza.
    • Elettrofisiologia su singole cellule. Esperimenti su animali come scimmie e gatti. Si fa anche nell’uomo in situazioni particolari, come la crisi epilettica grave, per cui si asporta un pezzetto di cervello per far star meglio la persona e si infilano degli elettrodi, riuscendo così a isolare l’attività di una singola cellula. Si registrano così i potenziali d’azione in corrispondenza di stimoli esterni.
    • Approccio lesionale: si asportano parti di corteccia negli animali o si studiano casi patologici. A volte non si capisce se l’area è implicata nell’abilità percettiva che diventa problematica o è un’area di passaggio di informazioni per quell’attività. Bisogna perciò provare a fare lesioni in due aree diverse.
    • Potenziali evocati: elettroencefalogramma, attività indotta dal cervello verso l’esterno (quali parti si attivano per un determinato compito). Si hanno segnali globali, non so quale cellula è attivata.
    • Scansioni cerebrali: risonanza magnetica funzionale (più precisa per l’individuazione delle aree più attive), si paragona quella fatta a riposo con quella durante un’attività.
  • Approccio psicologico: vuole capire i comportamenti, come sono correlati il corpo e la mente.
    • Gall, frenologia: intuizione esatta, ogni parte del cervello ha una funzione diversa.
    • Psicologia fisiologica: Wundt, psicologia elementista (scomposizione in elementi più semplici per vedere come si combinano).
    • Strutturalismo: Titchener, vuole individuare le componenti della mente.
    • Funzionalismo: James, capire il come e il perché, la funzione senza gli elementi che compongono. Si possono usare così altre categorie di soggetti sperimentali oltre al soggetto umano normale. La mente è in continuo mutamento. Il comportamento può essere modificato.
    • Psicologia della Gestalt: importante per lo studio della percezione, in particolare visiva. Fortemente antielementista, superiorità del tutto rispetto alle parti. È più facile identificare ciò che è in configurazione significativa.
    • Comportamentismo: studia solo il comportamento osservabile, psicologia oggettiva. L’uomo è il prodotto delle sue esperienze. Non si occupa dell’interno della mente, del suo funzionamento, essa è una black box.
    • Helmholtz: la percezione è un processo decisionale di tipo intellettivo indiretto e attivo. È un’ipotesi su dati sensoriali lacunosi.
    • Cognitivismo: opposto al comportamentismo. Il soggetto è attivo, elabora le informazioni in base a ciò che ha dentro. Il comportamento umano non è prevedibile, viene modulato a seconda del fine da raggiungere. Fenomeni top-down: l’esperienza condiziona la percezione. Ciò che si vede prima influenza ciò che si vede dopo. Studia i processi cognitivi: accuratezza e tempi di reazione.
  • Approccio computazionale: tipico della psicologia cognitiva, analizzato da Marr, si basa sull’ipotesi che il sistema nervoso, il cervello sia analogo a un computer. Si sperava così che si potessero capire in fretta molte cose. Intelligenza artificiale: in base ai dati raccolti sperimentalmente si ipotizza il funzionamento del sistema e si simula al computer. Senza ipotesi né il cervello né il computer possono fare niente, cioè il cervello ipotizza delle regolarità (per esempio che due colori uguali vicini appartengano allo stesso oggetto, mentre se sono diversi c’è un bordo).
  • Tre livelli di funzione: cosa voglio calcolare e perché (livello più teorico); come viene rappresentata l’immagine o le informazioni e che calcolo viene fatto su esse (algoritmo, regola); implementazione, realizzare il programma per il computer.
  • Sviluppo del sistema computazionale: il computer funziona in maniera seriale, mentre il cervello fa tutto in parallelo, in contemporanea, ogni neurone è come se fosse un computer; le cellule sono inoltre tutte collegate tra loro. Si ipotizza perciò il modello delle reti neurali (fanno funzionare più computer contemporaneamente). Le reti neurali sono modelli del cervello e del sistema nervoso, altamente parallelizzati, in grado di apprendere.

Scopi delle scienze comportamentali

  • Descrizione del comportamento, quando non si hanno informazioni preliminari.
  • Predizione del comportamento in una situazione, che si sa già come funziona.
  • Scoprire le cause del comportamento.
  • Spiegare.

Bisogna poi proporre le teorie, ipotizzare le regole di funzionamento. Le teorie devono essere provate, controllate attraverso la ricerca empirica, creando esperimenti. La psicologia utilizza il metodo scientifico, in cui tutte le ipotesi devono essere su... (testo troncato).

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

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