Grafici delle funzioni
Funzioni goniometriche
f(x)= sinx f(x)= cosx
f(x)= tgx f(x)=asinx
f(x)=acosx f(x)= atgx
1
Funzioni esponenziali e logaritmi
Esponenziali
Logaritmiche 2
Le trasformazioni geometriche
3
4
5
Le funzioni e le loro proprieta
: ⟶
Dati due insiemi, A e B, definiamo funzione, qualunque legge matematica che associ ad ogni
elemento dell’insieme A elemento dell’insieme B. L’insieme A viene chiamato
uno e un solo
dominio della funzione. l’insieme dei valori che ammettono un corrispondente
Data una funzione f si chiama dominio
attraverso la funzione.
: ⟶ sull’insieme di partenza e di arrivo.
: ↦ sull’elemento generico dell’insieme di partenza e di arrivo.
= () immagine di x e x è controimmagine di y.
di una funzione l’insieme delle immagini.
Definiamo codominio di un elemento dell’insieme di arrivo è il corrispondente dell’elemento
Definiamo controimmagine
dell’insieme di partenza.
Classificazione delle funzioni funzioni
goniometriche
funzioni
trascendenti logaritmi e
esponenziali
Funzioni funzioni radicali con x
irrazionali ad argomento
funzioni
algebriche polinomi
funzioni
razionali frazioni di
polinomi
In funzioni complesse, la trascendente ha la classificazione.
- La funzione viene definita algebrica se contiene solamente operazioni di addizione,
sottrazione, moltiplicazione, divisione, elevamento a potenza o estrazione di radice.
o Razionale:
intera (o polinomiale): se è espressa mediante un polinomio di primo grado
(lineare) o di secondo grado (quadratica);
fratta: se è espressa mediante quozienti di polinomi;
o Irrazionale: se la variabile indipendente compare sotto il segno di radice.
- La funzione, se non è algebrica, viene detta trascendente.
Le funzioni iniettive, suriettive e biiettive
Una funzione da A a B si dice: 6
o Iniettiva: se a elementi diversi di A corrispondono elementi diversi di B o se ogni
elemento di B proviene al più di un elemento di A.
: ⟶ ≠ ⇒ ( ) ≠ ( )
1 2 1 2
o Suriettiva: se ogni elemento B è immagine di un elemento di A.
: ⟶ ∀ ∈ ∃ ∈ : = ()
o Biiettiva/corrispondenza biunivoca: se la funzione è sia iniettiva che suriettiva.
Le funzioni crescenti, le funzioni decrescenti, le funzioni monotone
Una funzione si dice monotona quando o è sempre crescente oppure è sempre decrescente.
Analoga definizione può esser data per una funzione monotona in senso lato. 7
Le funzioni pari e le funzioni dispari
( ) ( )
= = (−)
Una funzione si dice pari in D se per qualunque x appartenente a D.
( ) (− )
= = −()
Una funzione si dice dispari in D se per qualunque x appartenente a D.
8
La funzione periodica ( )
∀ ∈ ∧ ∀ ∈ , = ( + )
Si dice che una funzione ha UN periodo T (con T>0) se
Se una funzione ha un periodo, allora ha infiniti periodi.
Il periodo è il minimo dei periodi.
Se f è periodica di periodo T, allora non è iniettiva perché x e x+kT hanno la stessa immagine.
Ci sono trasformazioni che modificano il periodo (es. dilatazioni).
attuare l’addizione e la sottrazione tra due funzioni periodiche, come ad esempio quelle
Per 2π
T =
trigonometriche, è sufficiente trovare il periodo che è , moltiplicarli tra loro e calcolare i
m.c.m. dei numeratori e risolvere il prodotto.
Es. sen(2x)+cos(3x)
2π 2π
∙ 3∙2π 2π 3∙2π
∙ = = 2π
; calcolo il m.c.m. del numeratore
2 3 3∙2 3 3
Per la moltiplicazione e la divisione il periodo non si può esprimere; può essere uguale o minore.
La modulazione dell’argomento della funzione non è periodica.
La funzione inversa
La funzione inversa non è altro che la funzione simmetrica rispetto y=x. 9
Non tutte le funzioni ammettono sempre una funzione inversa solo con funzioni monotone.
Una funzione è invertibile se iniettiva o se esiste un sottoinsieme I del suo dominio in cui f(x) risulta
iniettiva. In quest’ultimo caso si dice che la funzione è invertibile in I.
Le funzioni composte ( ))
: ⟶ e : → , ∘ o = (
Date due funzioni con indichiamo la funzione, detta
di A l’immagine mediante g
funzione composta, da A a C che si ottiene associando a ogni x
dell’immagine di x mediante f. La composizione delle funzioni non è commutativa.
-1
Se su compone la funzione f con la sua inversa f , si ottiene la funzione identità che associa a ogni
elemento di un insieme se stesso: −1 −1
( )) (())
( = = 10
Intervalli, estremi, insiemi ed intorni
Intervalli
Un intervallo è un sottoinsieme di numeri reali che corrisponde a una semiretta (intervallo limitato)
o a un segmento (intervallo limitato) della retta reale.
{∀ }
I: ∈ ℝ: ≤ ≤ ; , ∈ ℝ ∈ R
Più precisamente definiamo gli intervalli limitati di estremi a e b, dove a, b e a <b
; ∈ R ≤ ≤
|
[ ] { }
= intervallo chiuso;
; ∈ r < <
|
] [ { }
= intervallo aperto;
; ∈ r ≤ <
|
[ [ { }
= intervallo chiuso a sinistra e aperto a destra;
; ∈ r < ≤
|
] ] { }
= intervallo aperto a sinistra e chiuso a destra.
∈
Gli intervalli illimitati sono determinati da un solo estremo a R. Anche per essi si distinguono
quattro casi:
[; +∞[ { r| }
∈ ≥
= intervallo chiuso illimitato superiormente;
]; +∞[ { r| }
∈ >
= intervallo aperto illimitato superiormente;
]; +∞] { r| }
∈ ≤ intervallo
= chiuso illimitato inferiormente;
]; +∞[ { r| }
∈ <
= intervallo aperto illimitato inferiormente.
Insiemi limitati e illimitati
Un insieme A è detto:
Superiormente limitato se esiste un numero reale k (maggiorante di A), che risulta essere
∃ ∈ ℝ: ∀ϵA; ≤ .
maggiore o uguale di ogni elemento di A, cioè
Inferiormente limitato se esiste un numero reale h (minorante di A), che risulta essere
∃ℎ ∈ ℝ: ∀ϵA; ≥ ℎ.
minore o uguale di ogni elemento di A, cioè
∃ ∈ ℝ: ∀ϵA; || ≤ .
Limitato se è limitato sia superiormente che inferiormente, cioè
Illimitato superiormente se comunque si scelga un numero reale m esistono sempre
∃ ∈ ℝ: ∀ϵA; > .
elementi di A che siano maggiori di m, cioè
Illimitato inferiormente se comunque si scelga un numero reale m esistono sempre
∃ ∈ ℝ: ∀ϵA; < .
elementi di A che siano minori di m, cioè
Illimitato se non è limitato né superiormente né inferiormente.
Gli estremi di un insieme
Estremo superiore di un insieme
Dato un insieme E superiormente limitato, si dice estremo superiore di E quel numero reale M, se
esiste, tale che:
≤ , ∀ ∈ E;
- ∀ > 0 ∈ E ( − ).
- è possibile trovare almeno un elemento maggiore di ∞.
Se un insieme è illimitato superiormente si dice che il suo estremo superiore è +
Estremo inferiore di un insieme
Dato un insieme E inferiormente limitato, si dice estremo inferiore di E quel numero reale L, se
esiste, tale che:
≥ , ∀ ∈ E;
- ∀ > 0 ∈ E ( + ).
- è possibile trovare almeno un elemento minore di ∞.
Se un insieme è illimitato inferiormente si dice che il suo estremo superiore è - 11
Proprietà degli estremi
Unicità degli estremi superiore e inferiore:
L’estremo superiore e l’estremo inferiore di un insieme totalmente ordinato, se esistono, sono
unici;
ℝ:
Completezza dell’insieme
Ogni sottoinsieme di numeri reali limitato superiormente (inferiormente) ammette estremo
superiore (inferiore);
Gli intorni di un punto
Intorno completo
Dato un numero reale x si chiama intorno completo di x un qualunque intervallo aperto I(x )
o o o
contenente x :
o ( ) =] − ; + [
1 2
δ , δ
Con numeri reali positivi.
1 2
Intorno circolare δ, si δ
Dato un numero reale x e un numero reale positivo chiama intorno circolare di x , di raggio ,
o o
l’intervallo aperto δ:
I (x ) di centro x e raggio
δ o o ( )
=] − ; + [
Intorno destro e sinistro di un punto
Dato un intorno di un punto x se ne considera soltanto una parte:
o
+ ( )
=] ; + [
- Intorno destro
− ( )
=] − ; [
- Intorno sinistro
Intorni di infinito
, ∈ ℝ con < ,
Dati chiamiamo:
- Intorno di meno infinito un qualsiasi intervallo aperto illimitato inferiormente
(−∞) {ℝ| }
=] − ∞; [ = <
- Intorno di più infinito un qualsiasi intervallo aperto illimitato superiormente
(+∞) {ℝ| }
=]; +∞[ = >
è l’unione tra l’intorno di
- Intorno di infinito -∞ e un intorno di +∞.
(∞) (+∞) (−∞) {ℝ| }
= ∪ = < ∨ >
è l’unione tra l’intorno di
- Intorno circolare di infinito -∞ e un intorno di +∞.
L’intersezione e l’unione di due o più intorni di x sono ancora degli intorni di x .
o o
Punto isolato di un insieme ℝ.
Sia x un numero reale appartenente a un sottoinsieme A di Si dice che x è un punto isolato di A
o o
se esiste almeno un intorno I di x che non contiene altri elementi di A, diversi da x .
o o
Punto di accumulazione di un insieme ℝ,
Si dice che il numero reale x è un punto di accumulazione di A, sottoinsieme di se ogni intorno
o
completo di x contiene infiniti punti di A.
o 12
Limiti
Definizione di limite finito per x che tende a x (valore finito)
o ±∞)
Si dice che la funzione f(x) ha per limite il numero reale l (si dice finito poiché non è per x che
tende a x , e si scrive:
o ( )
lim =
→
quando comunque si scelga un numero reale positivo si può determinare un intorno completo di I
di x tale che risulti:
o | ( ) | ( )
− < − < < +
per ogni x appartenente a I, diverso al più da x (x deve essere un punto di accumulazione per il
o o
dominio).
(*) spesso si prende come intorno di x un intorno circolare I (x ) e quindi la definizione precedente
δ
o o
la si può formulare anche: | | | ( ) |
∀ > 0 ∃ > 0 ∀ − < , − < ε
tale che con
( reale positivo i cui valori diventano sempre più piccoli.)
Limite infinito per x che tende a x (valore finito)
o
Sia x punto di accumulazione per una funzione f(x).
o (o
Si dice che f(x) tende a +∞ -∞) per x che tende a x quando per ogni numero reale positivo M si
o
può determinare un intorno completo di I di x tale che risulti f(x)>M (o f(x)<-M) per ogni x
o
appartenente a I e diverso da x .
o
( ) | | ( )
lim = +∞ ∀ > 0 ∃ > 0 ∀ − < , >
tale che con
→
( ) | | ( )
lim = −∞ ∀ > 0 ∃ > 0 ∀ − < , < −
tale che con
→
13
Limite finito per x che tende all’infinito
Si dice che f(x) tende al numero reale l per x che tende a +∞ (o -∞) quando comunque si scelga un
| ( ) |
− <
numero reale positivo si può determinare un intorno I di +∞ (o -∞) tale per ogni x
appartenente a I e diverso da x .
o
( ) | | | ( ) |
lim = ∀ > 0 ∃ > 0 ∀ − > , − < ε
tale che con
→+∞ ( ) | | | ( ) |
lim = ∀ > 0 ∃ < 0 ∀ − < , − < ε
tale che con
→+∞
Limite infinito per x che tende all’infinito
(o
Si dice che f(x) che ha per limite +∞ -∞) per x che tende a +∞ (o -∞) quando per ogni numero
( ) ( )
> < −)
reale positivo si può determinare un intorno I di +∞ (o -∞) tale (o ) per
ogni x appartenente a I e diverso da x .
o
( ) (+∞) ( )
lim = +∞ ∀ > 0 ∃(+∞) ∀ ∈ ⟹ >
tale che
→+∞ ( ) (−∞) ( )
lim = +∞ ∀ > 0 ∃(−∞) ∀ ∈ ⟹ >
tale che
→−∞ ( ) (+∞) ( )
lim = −∞ ∀ > 0 ∃(+∞) ∀ ∈ ⟹ < −
tale che
→+∞ ( ) (+∞) ( )
lim = −∞ ∀ > 0 ∃(−∞) ∀ ∈ ⟹ < −
tale che
→−∞
Limite destro o sinistro
Un limite viene definito destro o sinistro a seconda dell’intervallo considerato.
14
Limite per eccesso o per difetto
Verifica di un limite
• scrivere, con la f(x) data, la disequazione presente nella definizione di limite
considerato.
1 • risolvere la disequazione.
2 • l’intorno
esaminare la soluzione per verificare che si sia ottenuto o meno richiesto
dal tipo di limite trattato.
3 • concludere che il limite è verificato, in quanto si è effettivamente ottenuto
l’intorno dato nella definizione;
• l’intorno
4 concludere che il limite è errato in quanto non si è ottenuto previsto.
15
Continuità e discontinuità di una funzione
Continuità
f è continua in x quando:
o
∈ : ()
- ( ) ( )
lim = lim =
- −
+ →
→
= ( )
-
Continuità a sinistra (o destra) ( ) ( )
ϵ D lim = ( ) lim =
Una funzione si dice continua a sinistra (o destra) in se (o
− +
→ →
( )).
Discontinuità di I specie
Diciamo che f ha in x una discontinuità di prima specie se esistono finiti i due limiti, sinistro e
o
destro, ma non coincidono. Viene dunque a mancare, in questo caso, la seconda condizione di
continuità. La discontinuità di prima specie è anche detta discontinuità a salto. 16
Discontinuità di II specie
Diciamo che f ha in x una discontinuità di seconda specie se anche solo uno dei due limiti, sinistro
o
o destro, o non esiste o è infinito.
Discontinuità di II specie
Diciamo che f ha in x una discontinuità di terza specie se esistono finiti i due limiti, sinistro e
o
destro, e coincidono tra di loro ma non coincidono con la valutazione f(x ) della funzione nel
o
punto x . Qui non è soddisfatta la prima condizione di continuità.
o 17
Teoremi sui limiti
Teorema di unicità del limite
Se una funzione per x tendente a x ammette un limite, allora quel limite è unico.
o
( )
lim =
Ipotesi: →
Tesi: l è unico.
Dimostrazione per assurdo
( ) ∀( ) ( ): ( )\{ } ( ) ( )
lim = ∃ ∈ ⟹ ∈
ovvero
1 1 1 0 1 0 1
→
0 ( ) ∀( ) ( ): ( )\{ } ( ) ( )
lim = ∃ ∈ => ∈
ovvero
2 2 2 0 2 0 2
→
0
≠
1 2
( ) ( ) ( )
= ∩
0 1 0 2 0
( ) ( ) ( ) ( )
∈ ⇒ ∈ ∧ ∈ ( )
0 1 2
| − | | − | ( ) ( )
2 1 2 1
ℇ < ℇ < ∩ = ∅
Se e allora . Siccome i due insiemi sono disgiunti f(x)
1 2 1 2
2 2
ammette due valori e ciò è contrario alla definizione di funzione.
( ) ( ) ( ) ( )
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