Progettazione Organizzativa
La definizione tradizionale di Organizzazione vale ancora per la maggior parte delle
organizzazioni (anche se oggi con le tipologie moderne sono state aggiunte delle
complicazioni):
“Entità sociali guidate da obiettivi, progettate come sistemi di attività deliberatamente
strutturate e coordinate che interagiscono con l’ambiente esterno.”
Deliberatamente: sostituibile con “intenzionalmente” sottintende una struttura top-down
e si rifà alle organizzazioni tradizionali. Quelle moderne non sono sempre deliberatamente
organizzate
Ambiente esterno: l’organizzazione non è chiusa, ma è in relazione con l’esterno.
Anche le imprese più verticalmente integrate operano con l’ambiente esterno.
Le organizzazioni più moderne si caratterizzano da una pluralità di perimetri organizzativi
(soggetti molto lontani o che non hanno rapporti con l’organizzazione, ma che comunque la
influenzano), quelle tradizionali hanno generalmente un solo confine.
Cosa è una SO?
Perché si progettano e adottano le SO?
Chi sceglie/decide la SO?
Per le organizzazioni tradizionali lo decide il vertice (tramite delega).
Tuttavia, la SO deve essere attivata affidando i compiti a persone che agiscano -> anche i
singoli membri dell’organizzazione posso decidere (almeno in parte) la SO.
La SO viene disegnata nei modelli tradizionali con sistema top-down, nelle organizzazioni
moderne bottom-up (holocracies)
Es. il Job Crafting: modellazione del job (insieme di attività (tasks) affidate a un lavoratore)
La SO viene modellata attraverso Job Crafting con il responsabile e i lavoratori
Come si valuta l’efficacia di una SO?
L’efficacia di una struttura organizzativa la si comprende solo ex post, verificando se si sono
raggiunti gli obiettivi valutando dati e risultati
Se si capisce perché non è stata efficace, attraverso lo studio dell’organizzazione ci permette
di avere gli strumenti per aiutare le altre organizzazioni a non cadere negli stessi errori per
raggiungere gli obiettivi prefissati.
Le diverse organizzazioni devono essere gestite con modelli e mentalità diverse -> non si può
implementare lo stesso modello in organizzazioni diverse.
[Crowd-based organizing: crowd = soggetti che non dipendono dall’organizzazione per lo
svolgimento di attività appartenenti al core business. Es. wikipedia dove può scrivere
chiunque, anche se con controllo
Holocracies: quasi tutte le forme organizzative si basano sul concetto di gerarchia, ci sono
organizzazioni che stanno negando l’utilità di questo concetto]
Approccio contingente:
FIT -> allineamento tra un insieme di elementi e condizioni chiamate “contingenze” e
l’organizzazione
Comprendere la progettazione organizzativa adottando:
Prospettiva multilivello (aggregare individui): livello singolo, di gruppi, di reti di imprese
(network), comunità
Prospettiva non-lineare
Prospettiva longitudinale: cambiano gli elementi contingenti e l’organizzazione varia
Leghiamo l’organizzazione alle contingenze. Queste possono essere esterne (dinamicità
ambiente) o interne (dimensione aziendale) e creano incertezza.
Nell’organizzarsi quindi bisogna seguire logiche diverse a seconda del livello dell’incertezza
dell’ambiente in cui opero
Se gestisco poche persone posso adottare una logica “fluida”, dove tutti fanno tutto.
Se gestisco tante persone devo dare all’organizzazione una struttura -> capire chi fa cosa
Le organizzazioni lasciate in assenza di controllo tendono all’Entropia (caos), la ricerca del
consenso richiede un tempo che cresce più che proporzionalmente rispetto al numero di
persone.
A seconda del numero di persone che devo gestire (dim. az. -> cont. int.) cambia il modello di
organizzazione.
18/09/19
Per implementare una progettazione organizzativa bisogna avere delle linee Teoriche.
Il concetto di “FIT” è quello che useremo per trattare le O più semplici.
L’articolo riguardante il FIT mette a confronto questo concetto con quello di “MISFIT”, ovvero
disallineamento che si manifesta attraverso l’inefficienza o inefficacia dell’O
Le O vengono rappresentate attraverso vari strumenti, il più diffuso è l’Organigramma,
ovvero la rappresentazione statica degli elementi della SO:
Gerarchia, che si esprime con le linee continue lette dall’alto verso il basso
Unità organizzative
Struttura, esprime:
Gerarchia
Responsabilità (responsability o accountability)
Processi organizzativi (processo ordinato di attività che ha inizio e fine)
La struttura organizzativa è un insieme di regole per le decisioni, o “regole del gioco”, che
guida il comportamento dei partecipanti all’organizzazione durante il processo decisionale e
può essere motivo di opportunità o di costrizioni all’azione dei membri
Componenti Chiave:
Rapporti di dipendenza formale: numero di livelli gerarchici e «span of control» di manager
e supervisori
Divisione del lavoro e raggruppamento di individui in unità organizzative specializzate
Progettazione di sistemi che assicurino la comunicazione ed il coordinamento tra le unità
organizzativ
Quando si progetta una O si progetta la struttura (G,R,P), ma l’organigramma non permette di
vedere i primi due elementi -> dovrei ribaltare il sistema e seguire i processi piuttosto che la
gerarchia attraverso il Processigramma
Molte aziende si stanno rileggendo attraverso i processi (es. Customer Journey che sta ad
indicare tutto ciò che il cliente attraversa venendo in contatto col prodotto di una azienda). Le
aziende seguono quindi l’etichetta “end-to-end” come logica di progettazione per analizzare
un processo dall’inizio alla fine, piuttosto il disegno secondo la task allocation (aziende
tradizionali)
Le Teorie Organizzative:
Le teorie aiutano a capire la realtà, bisogna concettualizzare le teorie dell’O come una realtà
già verificata.
Bisogna identificare i filoni teorici principali:
Teorie classiche : inizio 1900, si basano sulla “one best way” di Taylor -> esiste un
modo migliore per tutti per organizzare Organizzazione scientifica
Standardizzazione delle mansioni
Specializzazione e parcellizzazione
Suddivisione delle mansioni
Codifica delle conoscenze derivanti dall’esperienza (task management) e disciplina (chi
rifiuta viene licenziato)
Sistema ad incentivi: il cottimo
Selezione scientifica e addestramento delle risorse umane
Limiti:
Attenzione incentrata sulla produttività e non sull’uomo
Il cronometraggio non tiene conto della fatica (la psico-tecnica)
Assenza di basi fisiologiche: la fatica di fatto non esiste
Assenza di basi psicologiche: gli incentivi del salario non sono solo “industriali”
Le organizzazioni sono intese come “macchine”
Scuola delle Relazioni Umane: Gli esperimenti di Hawthorne alla Western Electric
(1927-1930) basati sulla ricerca sull’effetto delle situazioni di contesto e il coinvolgimento
degli operai sulla produttività importanza sugli aspetti sociali e le relazioni tra le persone
organizzazione “informale”
La produttività dipende oltre che dalle condizioni fisiche delle persone e dell’ambiente di
lavoro, anche dalle condizioni dell’ambiente sociale e della cooperazione spontanea
Gli incentivi di tipo non economico sono della massima importanza
L’elevato livello di specializzazione non è la forma più efficiente di attribuzione dei compiti
Il personale non manifesta soltanto atteggiamenti individuali ma anche atteggiamenti di
gruppo
Es. Teorie Classiche:
Concetto di “orario di lavoro” e “supervisione”.
Il primo ha dato ordine interno alle O perché i lavoratori iniziavano alla stessa ora e si copriva
il bisogno di lavoro
Il secondo ha dato orine perché faceva sì che i lavoratori fossero supervisionati -> ma si fa
difficoltà a supervisionare soggetti o oggetti che non vedo fisicamente (concezione taylorista
del controllo)
Ancora sopravvive una forma di taylorismo latente nelle O di oggi.
Teoria delle Contingenze (fine anni 60-fine 70), che si basa su “it all depends” (non
esiste un modello organizzativo migliore in assoluto) la SO dipende dalle contingenze e di
come agiscono quindi fattori interni ed interni si passa da “one best way” a “one best fit”
Competitive strategy
Organization size
Task uncertanty
Finché le contingenze convergono verso una pressione non c’è problema:
strategia monobusiness
Si usa una struttura funzionale
bassa incertezza
dimensione organizzativa piccola
Quando le contingenze premono verse direzioni diverse la teoria vacilla:
monobusiness, ma tanti lavoratori -> non si può usare una struttura funzionale
Nelle teorie classiche si individua la forma perfetta e la si cerca di implementare (razionale)
Anche le contingenze sono razionali in queste due forme vige la razionalità perfetta
Tuttavia, le organizzazioni possono essere analizzate con prospettiva multilivello
Le O sono però in realtà entità sociali che possono non essere perfettamente razionali.
Abbiamo bisogno di teorie organizzative che ci permettano di capire cosa succede quando
viene meno la razionalità.
(Neo)istituzionalismo: Si tende ad adottare la stessa forma o soluzione per diversi
soggetti senza scelte razionali -> Isomorfismo organizzativo (dipende da coercizione,
mimetismo o norme)
La razionalità dei modelli classici non ci fa capire tutte le dinamiche delle O, che si ottiene
invece col neoistituzionalismo
Population Ecology:
Deriva dall’ecologia umana (strutturazione delle comunità Darwin)
Popolazione: insieme di organizzazioni la cui sopravvivenza dipende da una stessa nicchia
di risorse e che hanno caratteristiche strutturali simili
Ambiente: la nicchia è data da uno spazio di risorse che permette la sopravvivenza di una
certa popolazione di organizzazioni
Cambiamento: azione collettiva generata da interdipendenze a livello di comunità
organizzativa
Concetto di inerzia
Articolo FIT:
Concetto di SIZE (dimensione dell’organizzazione) – Ci sono tanti modi per misurare la
dimensione dell’organizzazione. Si può usare il fatturato o il volume d’affari, ma non va bene
per tutte le imprese (imprese non profit).
Le aziende agricole si misurano in estensione (ettari), le aziende logistiche nella dimensione
dei capannoni (volumi).
La dimensione più diffusa è quella di contare i dipendenti -> Head Count o Workforce.
Tradizionalmente la grandezza delle organizzazioni è stata misurate per il numero di
employees
Oggi nelle organizzazioni troviamo anche categorie che non hanno un contratto di lavoro
dipendente -> esiste l’outsourcing, i consulenti, lavoro interinale, altri contributori esterni
oggi dobbiamo aggiungere gli Involvees (persone coinvolte nella vita dell’organizzazione
senza che queste siano dipendenti della stessa)
Span of Control: size è una contingency perché gli esseri umani hanno un’ampiezza di
controllo limitata -> al crescere dell’organizzazione in dimensioni
Es. Supponiamo che in un’organizzazione l’ampiezza di controllo sia pari a 7 -> io riesco a
controllare in condizione di efficacia massimo 7 persone -> Se l’organizzazione cresce oltre le
7 persone, queste inizieranno a controllare altre persone -> cresce la dimensione, cresce lo
span of control e aumentano i livelli organizzativi -> l’organizzazione si sviluppa
verticalmente.
L’ampiezza di controllo perfetta dipende da così tante variabili che non si può calcolare.
Se l’uomo avesse capacità di controllo infinita non si avrebbe sviluppo verso l’alto, ma
orizzontale.
Se unisco al controllo umano quello virtuale (che ha un’ampiezza di controllo superiore, quasi
infinita) diminuisce lo sviluppo verticale e aumenta quello orizzontale.
Concetto di TASK UNCERTAINTY (incertezza) – Agisce in vari modi sull’organizzazione
In un mondo che tende verso la certezza, le azioni future sono prevedibili -> se così è
l’organizzazione è più efficiente quando si avvicina ad una forma meccanica (ottimizzo i
processi e divento efficiente)
Se l’incertezza è elevata, l’organizzazione deve convergere verso un modello organico (agile,
basato sull’auto-organizzazione, improvvisazione, creatività come fonte di vantaggio)
A seconda del grado di certezza/incertezza posso propendere verso un’organizzazione più
formale, standardizzata ecc o ad una più agile e organica -> contingency
L’incertezza non è detto che riguardi l’esterno dell’organizzazione, ma può riguardare anche i
singoli task che un soggetto deve compiere. Anche lo stesso task può essere sottoposto a
livelli di uncertainty diversi.
L’incertezza è modellabile e più informazioni riesco ad acquisire più è probabile che riesco a
creare un fit rispetto a tale incertezza.
Es. GM scoppia la guerra mondiale e cambiano dal produrre auto a produrre beni militari per
vincere la guerra -> cambiano le priorità ed aumenta l’incertezza
Tradotto in termini di Modello Divisionale questo spiega perché GM, quando l’incertezza era
bassa, ha potenziato il modello organizzativo creando comitati superiori alle divisioni, quando
l’incertezza era alta ha riaccentrato le decisioni e ha reso le divisioni molto indipendenti
Il Modello Divisionale
(U Form: modello funzionale, si adatta alle
aziende monobusiness con strategie di
leadership di costo)
M form: modello divisionale
Perché vi possa essere il modello divisionale
l’azienda deve operare in più business
Textbook Divisional Form: forma da
manual, forma divisionale pura dove non
compaiono unità organizzative intermedie
tra vertice e divisioni (come mai GM pur allontanandosi dalla textbook è riuscita comunque ad
avere successo e perché quando si è riavvicinata alla taxtbook hanno avuto perdite?)
Perché vi possa essere il modello divisionale l’azienda deve operare in più business
TCE (transaction costs economics): secondo Wiliamson, siccome esistono I costi di
transazione, le forma di organizzazione che possiamo osservare ruotano attorno a due poli
estremi -> gerarchia e mercato
Gerarchia: tutte le attività vengano svolte all’interno come soluzione più efficiente. La
gerarchia perfetta può essere approssimata alla UForm.
Riprova -> P&L: proft and loss -> l’unico soggetto responsabile di ciò è il vertice dell’azienda
La MForm è un po' più spostata verso il mercato perché nel mercato possono esistere diverse
nicchie -> i costi di transazione per utilizzare queste nicchie sono diversi, il mercato può
essere segmentato e i costi di transazione possono differire (il costo di transazione è il costo
di uso del mercato)
La MForm assegna ad ogni divisione il controllo di un mercato -> ho costi di coordinamento
più bassi perché delego la
responsabilità di P&L ai capi di
divisione
Forma Divisionale Complessa: tra
vertice e divisioni esistono una serie
di funzioni intermedie
Queste forme di decentramento
possono seguire due logiche:
Partecipative
Decentralization: (scostamento dalla Textbook MForm) perché in una forma divisionale si
decide di far partecipare alle decisioni di vertice alcuni responsabili di divisione?
Strategy: corporate strategy (dell’intera azienda)
Tactic: business strategy (della singola divisione)
Comitato: organo centrale che si colloca tra vertice e divisioni, in cui si prendono decisioni che
riguardano l’intera organizzazione.
La maggior parte delle imprese hanno comitati strategici in cui vengono elaborate e discusse
le strategie -> la strategia di corporate non è frutto delle sole decisioni del vertice, ma anche
di questo potere decisionale.
GM ha creato questi comitati, li ha sciolti e poi li ha ricreati
Amministrative Centralization: GM decide di puntare su maggiore efficienza a livello di
azienda (per ridurre costi di produzione, mantenere i margini e sopravvivere) -> può far leva
sulle economie di scala
Quando si è multibusiness si può centralizzare in riferimento alla strategia di corporate o di
business
Se si agisce su quella di corporate mettendo in comune attività -> problema di indipendenza
delle divisioni o adozioni di standard comuni cercando di sfruttare sinergie, ma perdendo di
distintività
Alle volte come estremizzazione dell’accentramento l’attività in comune può diventare
oggetto di una divisione ad hoc
L’accentramento può creare anche problemi tra divisioni e vertice, crea scontento nelle
divisioni
In GM l’accentrazione ha portato alla creazione di unità centrale e di una divisione che si
occupava di assemblaggio di alcuni componenti e ha responsabilità di P&L -> fa da fornitore
interno per le altre divisioni di produzione
Centralizzando una attività la sottraiamo dalla responsabilità dei responsabili di divisione e si
scatena una reazione per la perdita di autonomia, ancora peggio quando l’attività diventa
oggetto di una nuova divisione, perché poi dovranno comprare quel componente dalla nuova
divisione a un prezzo fittizio (dato che i capi divisio
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